Film, L’attimo fuggente

attimofuggenteDi Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Il film è disponibile su Amazon.it

Quando lo scorso 11 agosto è arrivata la notizia della morte di Robin Williams, fummo tutto addolorati dalla scomparsa di un grande attore, uno di quelli più amati e benvoluti dal pubblico. Oggi lo vogliamo ricordare parlandovi del film che più di ogni altro è servito a rafforzare il profondo legame con la gli spettatori, L’attimo fuggente di Peter Weir. Negli anni ’90 (il film è del 1989) non c’è stato ragazzino (compresa la sottoscritta) che non guardasse a quella pellicola con ammirazione e devozione, come se le parole del professor John Keating fossero rivolte proprio a loro, nessuno escluso. Se Williams diceva, “Cogliete l’attimo, rendete straordinarie le vostre vite”, pensavamo che fosse possibile, anzi lo consideravamo quasi obbligatorio. Oggi pensiamo che quel messaggio sia ancora potente, tuttavia lo facciamo nostro con maggiore realismo. Chi è John Keating? E’ il professore di letteratura della celebre Welton Academy, la scuola dove si sarebbe formata la futura classe dirigente degli Stati Uniti. Un college dove viene inculcata ai ragazzi una cieca obbedienza alle regole e il desiderio di svettare sugli altri. In questo ambito così mortificante e rigido, il simpatico docente rappresenta il classico granello nell’ingranaggio.

Il professore, infatti, invita i suoi studenti ad amare e conoscere la poesia, a guardare al mondo sempre da una prospettiva diversa, a rincorrere e realizzare i propri sogni, prima che sia troppo tardi. Così, i talentuosi Perry, Anderson, Overstreet, riportano in vita la Setta dei poeti estinti, un gruppo, fondato dallo stesso Keating anni prima, in cui si celebra la bellezza della gioventù leggendo versi di grandi poeti e le proprie creazioni. Ognuno a suo modo contribuisce a quell’avventura con le proprie capacità e peculiarità. Anderson (Ethan Hawke), ad esempio, scopre quanto sia potente il suo animo poetico che lo spinge a liberare una forza a lui stesso sconosciuta (“un barbarico Yawp“), imbrigliata da una famiglia oppressiva e dal confronto a distanza con un fratello maggiore idealizzato da tutti; Perry invece sente di essere un attore e vorrebbe mettersi alla prova sulle tavole di un palcoscenico, contrariando però un padre che per lui ha già pianificato un futuro da medico (Robert Sean Leonard ci diventerà in Doctor House…). Quando il ragazzo, distrutto dal rifiuto paterno, si suicida, Keating viene considerato il principale responsabile della tragedia, per aver instillato nella mente dei suoi studenti, propositi diversi da quelli codificati dalla storia, invitandoli, di fatto, a disobbedire ai genitori e più in generale, a tutte le figure autoritarie. L’uomo viene così licenziato, ma i suoi alunni non dimenticheranno mai quella figura straordinaria. E neanche noi.

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Gravidanza, come evitare il pericolo ftalati

panciaLa gravidanza non è una malattia. Aspettare un bambino è una condizione assolutamente fisiologica, quindi non dovrebbe richiedere alcun accorgimento particolare, niente di catastrofico, almeno. Tuttavia, prestare attenzione alla presenza di sostanze tossiche per la madre ed il feto è quanto mai appropriato. Ad esempio gli ftalati, prodotti chimici che vengono aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità e che si ritrovano in molti prodotti di uso comune. Sarebbe opportuno limitarne il contatto, poiché risultano essere dannosi. Lo rivela una ricerca della Mailman School of Public Health, pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, secondo cui  l’esposizione nell’utero materno a due ftalati utilizzati per oggetti di uso comune in casa – butilbenzilftalato e n-butil ftalato – è legato al rischio che i piccoli sviluppino l’asma. Punto prima, evitate gli spray deodoranti per deodorare casa. Punto secondo, seguite un regime alimentare naturale e sano e evitate il più possibile di esporvi al fumo passivo.

Brasile, arriva il make-up universale

tabby-casto-make-upQualunque cosa ci aiuti a semplificare la vita, nei limiti del possibile, naturalmente, è ben accetto. Non è uno di quei problemi irrisolvibili, ma la scelta del make up giusto comporta una serie di valutazioni che hanno una loro importanza. Per supportare le donne di tutto il mondo nella scelta del cosmetico giusto, sono nati i primi prodotti multi-tonali, ovvero appropriati per la maggioranza delle pelli di differenti etnie.
Lo rivela la rivista Cosmetic and toiletries science applied, che riporta una ricerca condotta da una equipe di ricercatori, dermatologi e make-up artists su un campione fra i più rappresentativi delle molteplici carnagioni nel mondo, le donne brasiliane. Quante e quali sono le categorie di colore della pelle conosciute? Sarebbero cinque: bianca, indigena, nera, marrone e gialla. Ebbene, i ricercatori dell’Università di Campinas ha invece classificato almeno 250 coloriti diversi, sparsi per il Paese. Questo campione significativo è stato sottoposto a sedute di trucco, utilizzando 38 differenti nuances di fondotinta. Il risultato ha portato alla creazione di una serie di prodotti di make-up adatti al colore di tutte le pelli, un risultato definito “rivoluzionario” per un mondo in continua espansione, in cui le etnie si mescolano senza soluzione di continuità. Ora ve lo diamo noi un trucchetto da seguire, in mancanza del prodotto giusto. Per quanto riguarda il fondotinta, basta mescolarne due o tre per avere quello giusto per il vostro incarnato. Funziona.

Alzheimer, individuato il meccanismo che lo sviluppa

alzheimerAlcune notizie ci rendono felici non solo per l’importanza che esse posseggono, ma per la soddisfazione che siano legate ad equipe scientifiche italiane. Non si tratta solo di campanilismo, quanto di notare come in assenza di sostegno da parte degli enti pubblici, studiosi e medici di casa nostra continuino a lavorare per ottenere risultati significativi.
Stiamo parlando dello studio a cura del Nico (Neuroscienze Institute Cavalieri Ottolenghi), Università di Torino, che fa luce sui meccanismi che impediscono al cervello di rigenerarsi e quindi di favorire l’Alzheimer. La patologia, infatti, è legata all’accumulo nel tessuto cerebrale di peptidi di β amiloide (Aβ); i ricercatori torinesi hanno individuato la relazione che lega la presenza di questa molecola ai principali meccanismi di morte e ricambio cellulare. Focalizzarsi su questo ci può permettere infatti di favorire il processo di ricambio cellulare e frenare lo sviluppo dell’Alzheimer.

Correre intensamente (e per brevi distanze) fa star bene

corsa-660x320Chi ha detto che per stare in forma bisogna sottoporsi a massacranti sedute di fitness? Basta poco per mantenere alta la nostra funzionalità. Motivo in più per smettere di essere pigri, indossare un paio di scarpe da running e scendere in pista. Secondo quanto dimostrato negli USA, gli allenamenti “brevi”, diciamo la corsa di un miglio, equivalente ad 1,6 km, da percorrere al massimo della velocità, funziona meglio di qualunque allenamento sulla distanza. Il fenomeno pare si stia diffondendo a macchia d’olio, come riferisce il quotidiano Wall Street Journal.
Possiamo sintetizzare questa nuova tendenza in “Breve e intenso è meglio”. Una ricerca condotta dall’American College of Cardiology ha scoperto che chi corre 1 miglio ha gli stessi benefici dei maratoneti sulla lunghezza della vita, oltretutto con meno acciacchi. Ecco la soluzione più giusta: corse brevi alla massima velocità, passeggiate, qualche rampa di scale, giusto per gradire, e tanto relax con lo yoga e lo stretching.

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