> Protesi retinica, il primo impianto a Pisa

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Fa piacere constatare che una delle più avveneristiche applicazioni della tecnica medica abbia trovato la sua massima espressione in Italia. Dobbiamo all’equipe  dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa il primo impianto di un occhio bionico in grado di restituire parzialmente la vista ad un paziente pratese.

La sperimentazione di questa protesi retinica, messa a punto in California è durata 9 anni. La caratteristica di questo apparecchio, Argus II, è la presenza di minuscoli elettrodi collegati a una microtelecamera che consente a pazienti affetti da retinite pigmentosa di ricominciare a vedere, almeno distinguendo le ombre. L’intervento è stato effettuato da Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell’Aoup.

L’operazione è durata meno di 4 ore e fra 2 settimane, il tempo necessario all’occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, poi  il dispositivo sarà attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente.

Da quel momento partirà la riabilitazione permettendogli di ottenere i migliori risultati possibili in termini di visione funzionale.

> Mangia lentamente e dimagrisci

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

L’invito è di quelli ‘scandalosi’ in un’epoca come la nostra, tutta improntata sulla velocità, ma vale la pena seguirlo: mangiare lentamente, masticando a lungo, aiuta a tenere sotto controllo il peso. E lo dimostrano due ricerche presentate al congresso annuale della Obesity Society statunitense.

Nel primo studio è stato verificato che i cosiddetti “mangiatori veloci” inghiottono in media 88 grammi di cibo al minuto contro i 70 dei “mangiatori intermedi” e gli appena 57 di chi mastica lentamente. Parlando in termini di calorie i dati sono forse più evidenti visto che il mangiatore veloce incamera 650 calorie in appena 9 minuti.

Nello studio successivo, inoltre, si è messa in correlazione la velocità con cui si mangiano i cibi con l’indice di massa corporea e il sovrappeso. Naturalmente i soggetti con un maggiore indice di massa corporea sono i più voraci. Ecco perché nelle diete è sempre consigliabile utilizzare alimenti integrali, cibi che hanno bisogno di essere masticati più a lungo e intensamente. In questo modo occorre un tempo minore affinché al cervello arrivi dallo stomaco il segnale di “pienezza”.

> Lavoro e stress

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Si chiama “burnout” ed è il termine inglese che delinea lo stress da lavoro, il cattivo umore quando ci si sta per avvicinare all’ufficio, quel malessere che proprio non passa. L’indagine compiuta dallo spagnolo Aragon Institute of Health Sciences sostiene che esistono tre diversi tipi di “burnout”, tre tipologie di lavoratori a rischio i cui dati sono stati raccolti osservando 400 impiegati dell’università di Saragozza.

I frenetici, sono quelli che lavorano più di 40 ore alla settimana e hanno la percentuale maggiore di ammalarsi rispetto a chi lavora di meno. Sono gli ambiziosi, quelli la cui vita dipende dalla consegna di una relazione. I “consumati”, invece, sono persone che hanno svolto lo stesso lavoro per molto tempo e che si sentono poco apprezzati, annoiandosi molto spesso. Essi rischiano il burnout in percentuale maggiore rispetto a chi cambia impiego ogni 4 anni.

Poi ci sono i sottoutilizzati, che svolgono un lavoro monotono e privo di opportunità di carriera. Per salvarsi da questo tipo di disagio la risposta è affidarsi agli affetti avere una famiglia, una relazione sentimentale serena, elementi che aiutano a rimettere tutto nella giusta prospettiva, dimenticando lo stress da ufficio.

> La straordinaria storia di Fabrizio Vignali

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Riporto pari pari la storia che Il Tirreno ha pubblicato il 14 novembre scorso, perché bellissima e fa capire cosa significhi “non arrendersi mai”.
La straordinaria storia di Fabrizio Vignali, in lotta contro quella brutta bestia di malattia che è la “sclerosi multipla”, è un chiaro esempio di  grande forza motivazionale.
Come coach e come formatore motivazionale, non posso che essere ammirato dalla voglia di lottare di Fabrizio, cui invio il mio personalissimo abbraccio.
Giancarlo Fornei Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach “Il Coach delle Donne”


Vignali anche questa volta batte la sclerosi multipla

Tra i protagonisti di Livorno una citazione di merito anche per Fabrizio Vignali, 46 anni, massese trapiantato a Carrara, al via nella mezza maratona.
Vignali, affetto da sclerosi multipla, una malattia che ha scoperto di avere nel 2006, era la terza volta (su invito degli organizzatori) che correva a Livorno e ogni anno ha sempre fatto un tempo migliore dell’altro.
“Ma non è questo che mi interessa – spiega Vignali-, il mio è un messaggio rivolto a tutte le persone colpite, come me, dalla “brutta bestia”.
A loro dico di non mollare ma soprattutto di non farsi prendere dallo sconforto.
Di lottare come faccio io, che mi alleno tutti i giorni e ogni volta quando vado a testarmi noto dei progressi.
Perchè l’interferone non è roba da poco, ma questo farmaco muovendo gambe e braccia, almeno nel mio caso, viene smaltito meglio.
Sia chiaro, sono monitorato spesso, ho un’equipe medica che mi segue e mi dice cosa fare e come farlo oltre a un preparatore di eccellenza, l’ex fondista azzurro Alessandro Lambruschini.
Ma chiunque con la costanza può fare le mie stesse cose”.

Fonte notizie: Il Tirreno lunedì 14 novembre 2011

> Grasso addominale, il nemico più insidioso

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Uno degli indicatori più attendibili del buono stato di salute è la circonferenza della pancia, che non dovrebbe mai superare i 102 cm nell’uomo e gli 88 cm nella donna. Il grasso addominale, infatti, è uno dei fattori più rilevanti in patologie come infarto e ictus. Lo dimostra una ricerca presentata al Canadian Cardiovascular Congress 2011.

I ricercatori dell’ateneo del Quebec hanno preso in esame poco meno di duecento giovani dai 18 ai 35 anni, metà uomini e metà donne, tutti senza fattori di rischio classico. Sono stati misurati accuratamente per stabilire l’indice di massa corporea e il girovita, poi sono stati sottoposti a risonanza magnetica per verificare lo stato di salute di vene, arterie e carotidi e stabilire con esattezza la presenza di grasso sottocutaneo e viscerale.

Proprio la maggiore presenza di questo fattore è stata legata ai primi segni di arterosclerosi, persino in quei soggetti apparentemente sani. Non si tratta infatti di persone obese o con un indice di massa corporea preoccupante, ma di soggetti che posseggono una grande quantità di adipe che si spande attorno a cuore e fegato.

Niente paura però: riconoscere presto una predisposizione all’accumulo di grasso viscerale permette di correre ai ripari, privilegiando una dieta sana e l’attività fisica, moderando l’alcool e azzerando il fumo.

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