>Film, “Gli uomini preferiscono le bionde” di Howard Hawks

Di Francesca Fiorentino, http://www.enxerio.com 

Il film è disponibile su www.amazon.it

E’ raro che in un solo film si riuniscano alcuni dei più grandi nomi di Hollywood. Raro, ma non impossibile. Perché nei tempi d’oro dello star system capitava frequentemente che un regista eccezionale come Howard Hawks, uno di quelli che ha saputo spaziare di più e meglio tra i generi cinematografici, dal western al gangster movie, dirigesse un’attrice come Marilyn Monroe, dando vita ad una delle commedie più spumeggianti e iconiche della storia, Gli uomini preferiscono le bionde.

La bionda era naturalmente lei, Norma Jean Baker, sogno proibito del maschio americano e non solo, modello di bellezza per le donne. Al suo fianco una bruna tutto pepe, Jane Russell, una delle intepreti più quotate all’epoca, simbolo di una sensualità maliziosa e affatto innocente. La bionda Lorelei è attratta dalla ricchezza, ed è fidanzata col rampollo Gus Esmond, la mora Dorothy invece ama gli uomini belli e prestanti.

Quando Lorelei progetta la fuga d’amore a Parigi con il suo amore, per impalmare il milionario a chilometri di distanza dal di lui padre ostile, le due donne si imbarcano alla volta della capitale francese, dove saranno raggiunte da Gus in un secondo momento. Qui iniziano i problemi, perché Dorothy si innamora di Malone, un investigatore in incognito pagato dal padre di Gus per indagare su Lorelei e quest’ultima fa invaghire di sé il proprietario di una miniera di diamanti che le regala un diadema.

Arrivate a Parigi le due scoprono con disappunto di non avere un posto in cui stare, visto che Gus, avvertito da Malone, ha annullato la prenotazione dell’hotel e la lettera di credito data alla fidanzata. Naturalmente le nostre due eroine se la caveranno lo stesso, perché hanno stoffa da vendere e perché gli uomini che le hanno fatte soffrire alla fine le amano davvero. Tanti i numeri musicali memorabili del film da Bye Bye Baby a Diamond’s are a girl’s best friends, coreografia ripresa da Madonna per il video di Material Girl e successivamente da Nicole Kidman in Moulin Rouge.  Imperdibile.

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> Test dell’Hiv senza ricetta

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Un test della saliva che permette di rilevare la sieropositività al virus Hiv, ottenuto senza alcun bisogno di ricetta, da effettuarsi in totale autonomia, con risultati in 20-40 minuti.

E’ questa la grande novità che arriva dagli USA dove il Blood Products Advisory Committee, un gruppo tecnico della Food and Drug Administration, l’agenzia americana per il controllo di farmaci e dispositivi medici, ha raccomandato all’unanimità l’approvazione di questo tipo di esame, già utilizzato nel normale protocollo medico, ma con l’importante innovazione, come anticipato, dell’assenza di ricetta.

Poter effettuare un test per la sieropositività nell’intimità della propria casa, esattamente come un test per la gravidanza, senza dover attendere tempi esagerati e avendo la possibilità di intervenire subito in caso di accertata infezione, o di tirare un sospiro di sollievo quando fosse verificata la negatività, rappresenta un grande passo avanti nella ‘gestione’ di una delle fasi più delicate per un ipotetico paziente, quella della diagnosi.

Naturalmente vanno puntualizzati alcuni aspetti fondamentali della questione. Nel 93% dei casi il dispositivo riesce a individuare una persona effettivamente positiva all’infezione, ma nel 7% etichetta come sane persone che in realtà hanno l’infezione. E’ proprio su questa percentuale di falsi negativi che si sta ulteriormente indagando, visto che si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile.

Ecco che il test fai da te assume una valenza importante dal punto di vista culturale, poiché spinge le persone a monitorare regolarmente il proprio stato di salute, in presenza di comportamenti a rischio, ma non consente di effettuare tutte quelle attività di supporto che educano alla prevenzione dell’infezione e che sono effettuate solo in ambito ospedaliero.

> L’MIT inventa l’iniezione supersonica

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Anche i più coraggiosi davanti all’ipotesi di subire un’iniezione storcono il naso. Nonostante la tecnica si sia evoluta e i fastidi siano decisamente limitati rispetto a qualche anno fa, quando, senza l’usa e getta, le siringhe dovevano essere sterilizzate e facevano decisamente male, la puntura fa ancora paura.

In soccorso dei ‘fifoni’ arriva l’apparecchiatura creata dai ricercatori del Massachussetts Institute of Technology che hanno creato un meccanismo in grado di iniettare medicinali sotto la pelle senza utilizzare aghi ipodermici. E’ la fortissima velocità, a livello del suono per capirci, a permettere alla sostanza di entrare in circolo attraverso la pelle, con la possibilità di regolare l’intensità del getto a seconda del tipo di medicinale da inoculare e della patologia.

La notizia non è importante solo per i fobici, ma per tutti coloro che durante un ricovero ospedaliero subiscono iniezioni fatte male, magari per mano di infermieri non esperti. Anche i diabetici, che necessitano di un’iniezione giornaliera di insulina, e più in generale tutti coloro che sono costretti a iniezioni quotidiane potrebbero tirare un sospiro di sollievo e ridurre al minimo fastidio e dolore, grazie a questa nuova tecnologia. Si attendono ora tutte le verifiche del caso prima della sperimentazione vera e propria.

>Il melo

Racconto di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Si tratta di un capitoletto che ho intenzione di inserire nel mio prossimo delirio letterario. Spero vi garbi… D. 

Andavamo in vacanza in un paesino di montagna di quelli che non ci puoi passare per caso. Devi andarci apposta, la strada finisce lì. Ci vedevamo spesso con una ragazza del posto , quindici anni io, sedici anni lei. Fra tutti e due dormivamo come le valigie. A un certo momento, passeggiavamo appena fuori dal paese, lei mi fa:

“Me lo prenderesti un melo?”

Ovviamente intendeva una mela. E ci mancherebbe. Ve lo immaginate strappare l’intero albero dalle radici? La tredicesima fatica di Ercole, né più né meno. L’inghippo non era quello. L’albero, il melo, stava qualche metro sopra di noi. Dovevi fare una piccola arrampicata.

Direte voi, e dove sta il problema? A quindici anni, uno ce la fa a prescindere. Se poi te lo chiede una fanciulla… Infatti, l’intenzione c’era, solo che il corpo non era granché pronto a seguire la mente. Educazione fisica non era esattamente la mia materia preferita. Potevate chiedermi qualsiasi sforzo di testa. Ma di muscoli… Ebbi dolorosa cognizione della mia obesità medio grado.

“Va bene, dai, lascia stare”. Tempo scaduto. Il materiale genetico non era valido per l’accoppiamento. A quell’età sei manicheo, darwiniano. O di quà o di là. O sei forte o soccombi, non sei proprio. Passeggiammo ancora un po’, la accompagnai a casa, e non la vidi più.

>Il fumo danneggia il sesso

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Che il fumo sia uno dei nemici principali della salute è ormai riconosciuto e certificato; che sia pericoloso anche per l’attività sessuale, soprattutto negli uomini, è una novità emersa recentemente al Congresso della Società italiana di contraccezione e della Federazione italiana di sessuologia scientifica.

I fumatori che consumano un pacchetto di sigarette al giorno sono maggiormente soggetti a disfunzioni erettili. Si parla di una percentuale del 60%. Le sigarette infatti limitano per 4 ore l’afflusso di sangue al pene determinando una serie di danni che si manifesteranno col passare del tempo.

Anche l’alcool e la droga svolgono la stessa azione; se il primo mina la qualità degli spermatozoi e quindi la fertilità, la seconda può causare impotenza, eiaculazione precoce e inibizione all’orgasmo. Uno stile di vita sano, contraddistinto da una buona alimentazione e da un’attività fisica regolare sono fondamentali dunque per avere una sessualità soddisfacente.

E’ bene diminuire i cibi ricchi di lipidi e colesterolo (soprattutto i grassi animali), gli zuccheri a rapido assorbimento e il sale. Anche solo 30 minuti di movimento al giorno, poi, consentono di protrarre a lungo la possibilità di avere buoni rapporti sessuali.

> Arriva il laser misura glicemia

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Si chiama Glycolaser ed è l’invenzione italiana che potrebbe cambiare per sempre i metodi di rilevazione della glicemia, eliminando la puntura del dito grazie ad una tecnologia laser non invasiva e ugualmente efficiente.

L’apparecchio è stato presentato all’ultimo Congresso della Società Italiana di Diabetologia a Torino dai ricercatori del Diabetes Research Center dell’Istituto San Raffaele di Milano, diretto da Emanuele Bosi. Il Glycolaser è grande quanto un cellulare e misura la glicemia attraverso la luce laser; il paziente dovrà appoggiare il dito sull’apposito spazio e attendere pochi minuti l’esito dell’esame.

Questo piccolo miracolo dell’ingegneria italiana è stato sperimentato su 200 persone, analizzate a digiuno e dopo i pasti, sottoposte anche alla misurazione di routine per confrontare i dati emersi. L’accuratezza si aggira attorno al 90%, quando la Food and Drug Administration statunitense e la European Medicines Agency ne richiede una pari al 95%, a fronte dell’affidiabilità del 97-98% garantita dagli strumenti classici. L’obiettivo, però, non è considerato fuori portata dai nostri ricercatori, già al lavoro per migliorare le caratteristiche tecniche del mezzo.

Una cosa è certa, i pazienti che fino ad oggi si sono sottoposti al Glycolaser si sono detti entusiasti; misurare la glicemia senza il fastidio della puntura sarebbe un passo avanti notevole per tutti i diabetici, anche dal punto di vista economico. Normalmente per effettuare circa sei o sette controlli al giorno un paziente spende fino a 5 euro al giorno in strisce, mentre con un dispositivo del genere i costi si riducono drasticamente e i test si possono effettuare con maggiore frequenza.

>Cellulite, tessuto adiposo nemico numero 1

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Le donne più maliziose hanno gioito nel vedere le foto che ritraevano la bellissima Scarlett Johansson in due pezzi, con fondoschiena e cosce invasi dalla cellulite; un segno di ‘normalità’ per una diva come lei, il cui destino però è quello di tante altre esponenti del gentil sesso, costantemente alle prese con questo inestetismo.

In Italia sono 20 milioni le donne che ne soffrono, e sono proprio loro le destinatarie dello studio che ha chiarito alcuni dei meccanismi responsabili di questa patologia, ossia il processo infiammatorio del connettivo, causato da eccessi di zucchero e radicali liberi, alterazione dell’equilibrio acido-base e accumulo di sostanze tossiche.

A quanto pare non sarebbe da incriminare il malfunzionamento del sistema venoso, come da sempre ritenuto, ma il tessuto adiposo. Sarebbe proprio quest’ultimo ad agire come organo endocrino trasformando la pelle a buccia d’arancia attraverso un’acidificazione dei tessuti. Prima di qualunque azione topica, dunque, è opportuno riconsiderare la dieta proprio per ridurre al minimo questo meccanismo; via libera a frutta, verdura e legumi, stop a carni, zuccheri e dolci.

Laddove questo non fosse sufficiente si può arricchire la propria alimentazione con appositi prodotti che ristabiliscono l’equilibrio dell’organismo, aumentandone la basicità. Si tratta di integratori alimentari ad hoc composti essenzialmente da fibre di acacia, polvere di polpa di baobab, estratti di piante come té verde, camomilla e scorza di tabebuia, uniti a vitamine e sali minerali.

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