Giancarlo Fornei ti offre 3 consigli per NON fare del buon Marketing Turistico!

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo Fornei

Sei un imprenditore turistico e ti sei rotto le scatole dei tuoi clienti?

Eccoti 3 fantastici consigli per mandarli a quel paese e non fare, assolutamente, del buon Marketing Turistico.

Ti assicuro che se li metterai in pratica, con costanza e buona volontà, i clienti non torneranno più da te e non ti romperanno più le scatole.

Tre consigli per non fare del buon Marketing Turistico:

1. Quando arrivano dei clienti, nella tua struttura turistica, di al tuo personale di evitare di accoglierli con un bel sorriso.

Perché sprecare tempo a sorridere a clienti e potenziali, anche troppo che gli dai una camera.

2. Non ascoltarlo e consiglia al tuo personale di fare altrettanto.

A cosa serve ascoltare un cliente? A nulla, ci fa solo perdere del tempo e magari, dobbiamo pure assecondare le sue esigenze.

3. Metti sempre alla reception della tua struttura turistica del personale cafone e maleducato.

Questo è il miglior consiglio che posso darti per evitare di farti fare del buon Marketing Turistico.

Stai sicuro che con del personale altamente maleducato, i clienti, non torneranno mai più a romperti le scatole.

Ecco i 3 fantastici consigli se non hai proprio voglia di occuparti dei tuoi clienti e fare del buon Marketing Turistico.

Del resto, la maggior parte delle strutture italiane lo fa già, dunque, qual è il problema?

Ma, sei proprio sicuro che vuoi essere come loro?, perché l’insuccesso in questo caso, è assicurato.

Naturalmente, il mio è un post volutamente ironico, scritto per farti riflettere su alcune cose che diamo sempre per banali, ma che invece, sono fondamentali se vuoi fare del buon Marketing Turistico.

Nel 2011, scrissi “Marketing Turistico“, un ebook frutto del mio retaggio lavorativo, appunto, da ex marketer.

Se ci tieni a fare del buon Marketing Turistico, leggilo, sono certo che vi troverai degli ottimi consigli.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Ti piacerebbe collaborare con Giancarlo Fornei?

Un guest post di Giancarlo Fornei

Formazione, coaching, editoria network marketing, e adesso, anche una nuova avventura alla guida di Radio Nostalgia Toscana.

I progetti sono tanti e le risorse umane sempre più preziose.

Se sei brava/o a vendere, ad organizzare eventi, e/o conferenze…

Se sei madre lingua di una qualsiasi lingua estera…

Se sai scrivere molto bene…

Insomma, se sei una persona determinata ed hai voglia di collaborare con me, scrivimi a info@giancarlofornei.com

Mandami il tuo curriculum e dimmi in cosa potresti essermi utile.

Ti prometto che lo leggerò e se riterrò interessante la tua presentazione, ti contatterò per proporti di collaborare a qualcuno dei miei progetti.

Aspetto il tuo curriculum a info@giancarlofornei.com

>Organizzazione in ufficio: Attenzione alle cose “sempre urgenti” e a quelle importanti

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog 
“Le cose davvero importanti sono raramente urgenti e le cose urgenti sono raramente davvero importanti. Le cose poco importanti diventano urgenti per la mancanza di pianificazione”

Dwight D. Eisenhower

Sono stato incaricato dal titolare di una piccola impresa nel settore commercio import export di verificare l’organizzazione del suo ufficio commerciale, poiché secondo lui non gli venivano consegnati i dati richiesti nei tempi giusti .

Effettivamente il personale risultava impegnato sempre al massimo e talvolta era molto efficace .

Dopo aver fatto un colloquio generale con le persone coinvolte e poi successivamente in modo individuale è venuto fuori una problematica che spesso si trova nelle piccole organizzazioni .

Il famoso” scaricabarili “ , ed anche il fare in maniera efficiente lavori che ormai non servono.

Il fatto abbastanza grave che è stato riscontrato è che il personale preso dalla routine quotidiana lasciava in sospeso dei controlli importanti quali il controllo dei prezzi e delle quantità applicate dai fornitori .
A volte a causa di ciò l’amministrazione si trovava a pagare le riba anche se il controllo non era eseguito nei tempi intercorrenti tra l’emissione ed il pagamento cioè tra i 60-90-120 gg dalla data fattura emessa dal fornitore .

Questo perché?

Perché a mio avviso non esiste in questa piccola azienda una vera e propria responsabilizzazione dei ruoli e questo porta spesso a pensare “ se non lo fa lui perché lo devo fare io” ?

Inoltre il personale d’ufficio aveva abituato tutto il personale operativo incluso anche i terzisti che qualsiasi richiesta facessero all’ufficio commerciale , i dipendenti lasciavano indietro il loro lavoro per fare immediatamente il lavoro “Sempre Urgente” degli altri.

Ho suggerito al personale di tenere sempre una lista delle cose importanti da fare e di valutare poi le cose urgenti facendo anche capire ai colleghi e terzi che se ogni cosa richiesta è un urgenza , forse non è sempre proprio così.

I dipendenti dell’ufficio commerciale una volta finiti i nostri colloqui hanno ripreso motivazione e mi hanno assicurato che faranno l’elenco delle priorità e cercheranno di fare le cose utili affinchè non si lasci indietro sempre le cose importanti .

>Sprechi in qualsiasi settore? Osserva i fatti e parla con i dati

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

“Quando comprate una banana volete il frutto, non la buccia. Però dovete pagare anche per quella. Si tratta di uno spreco e voi, i clienti, non dovreste pagare per questo”     – Shigeo Shingo

All’inizio di questa settimana mi trovavo in una impresa edile a fare docenza in un corso di formazione aziendale e quando sono entrato nell’argomento sprechi aziendali il dibattito si è acceso.

I dipendenti e responsabili dell’impresa hanno cominciato a fare esempi su esempi e l’argomento ha preso un bel po’ di tempo , e volendo potevamo continuare…

Naturalmente l’azienda sino a quel momento sapeva benissimo gli sprechi che aveva ma rimanevano solo episodi e non venivano misurati.

“Analizza i fatti e parla con i dati” – Kaoru Ishikawa (guru della qualità)

Si parlava anche di cifre consistenti , infatti è stato fatto anche l’esempio del rifacimento totale di un piazzale a causa di ordinativi di materiale errato che al cliente non stava bene,in quanto non conforme all’ordine. L’azienda perciò , ha dovuto sostenere il costo di produzione per 2 volte (quella errata e quella giusta), portando di conseguenza il lavoro in forte perdita .

Causa di tutto ciò?
Sin dalla progettazione e poi all’ordine d’acquisto era tutto errato.
In pratica è stato fatto un lavoro perfetto da parte del personale che ha eseguito i lavori ,ma un lavoro che non serviva a niente, in quanto si è dovuto rifare tutto.

Ma dopo che si è parlato dell’argomento ,qual’è stata l’utilità?

La Direzione Aziendale in seguito alle osservazioni che sono venute fuori dal corso, vuole implementare un sistema di controllo degli sprechi per poter avere una base di partenza, la quale diventerà un supporto per analizzare i fatti e cominciare a porsi obiettivi di riduzione delle inefficienze.

Quante volte ti è capitato nella tua realtà un fatto simile?

>Ma se non hai liquidità e non finanzia la Banca, chi lo fa?

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Verso il 20 di aprile di quest’anno, un mio cliente nel settore metalmeccanico artigiano , mi dice che all’inizio del mese ha portato presso una Banca con la quale opera , del portafoglio sbf di un nuovo compratore che gli avrebbe pagato con riba a 30 gg il primo acconto pari al 20% dell’importo dell’ordine.

L’artigiano emette quindi riba al 30.04.2012 e la banca gli anticipa i soldi .

Il cliente del piccolo imprenditore 10 gg prima della scadenza chiede una ulteriore dilazione di un mese, che la ditta metalmeccanica gli concede.

Il titolare dell’impresa si reca alla “sua banca” , parla con il funzionario di riferimento al quale gli spiega l’accaduto, chiedendo se poteva richiamare la ri.ba e riemetterne una nuova a sostituzione con scadenza un mese dopo a quella precedente.
Il funzionario di banca gli dice che così non si fa , che devon portare crediti buoni , che non accetterà più una ricevuta di quel nuovo cliente .

A quel punto il piccolo imprenditore mi telefona e mi riferisce l’accaduto. Mi reco in banca e il funzionario (che tra l’altro conosco da anni e di conseguenza abbiamo anche un rispetto reciproco) mi dice :” Occorrerà ridurre il fido sbf se mi portate questi clienti non li posso più accettare se mandano insoluti.”

Io gli ho risposto :
“1) Prima di tutto non ti è ancora arrivato l’insoluto
2) Il piccolo imprenditore è stato corretto e te lo è venuto a dire prima per verificare se ci fosse stata una soluzione per risolvere il problema .
3) Il cliente ti coprirà il futuro insoluto e non ti anticiperà più quel suo nuovo acquirente, che ancora in realtà non ha fatto niente, se non spostare una scadenza.
4) Il piccolo imprenditore non è mai stato scorretto ed ha un rating sufficiente .
5) Se fai così alla prima occasione son sicuro che conoscendo il piccolo imprenditore, probabilmente ti chiuderà il conto.

Ti stai rendendo conto che la tua realtà è diversa da quella dell’imprenditore che deve andare in giro a chiedere i soldi ? Perché non lasci un pò la scrivania e vieni anche tu a chiedere i soldi in giro così ti accorgi di cosa sta succedendo nelle imprese? “

Detto questo il bancario mi confida che è andato su tutte le furie poiché questa era una delle tante situazioni che si stanno creando all’interno del suo portafoglio crediti e che non ne poteva più di gestire tante brutte situazioni, quindi voleva evitare di ritrovarsi ad affrontare un altro problema.

Ci siamo lasciati che avrebbe parlato in modo più tranquillo con il cliente per vedere di andare incontro alle reciproche esigenze .

Ma la domanda è :

Ma se non eroga finanziamenti la banca ed ha timore a concedere credito a breve, come ci si finanzia ?

Occorre tornare indietro quando esisteva solo il pagamento in contanti o il baratto?

Mi sembra un po’ difficile !!!

Ma una possibile soluzione sta nel gestire i flussi finanziari con una adeguata pianificazione, accantonandosi pian piano un po’ di fondi per far fronte a esigenze urgenti di cassa o addirittura quando si è raggiunto una certa cifra fare anche a meno di utilizzare i fidi.

 

> Liberalizzazioni, la nuova Srl a 1 euro per chi non ha compiuto i 35 anni – Alcuni chiarimenti

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Ciao oggi voglio rispondere alle domande di un giovane amico di nome Lino che segue il mio blog ,il quale  mi ha inviato stamani una email.  Egli vorrebbe avere maggiori chiarimenti sull’apertura di una nuova Srl con il capitale sociale ad 1 EURO.

Infatti con il . c.d. “Decreto legge liberalizzazioni”, è prevista la possibilità per chi non ha compiuto i 35 anni di età di costituire una società a responsabilità limitata, con capitale sociale non inferiore ad 1 euro.

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Ciao Patrizio, ho letto il tuo articolo sulla possibilità di costituzione della SRL con 1 euro , poi ho anche un pò approfondito in giro nel web e anche con un professionista che conosco.
Però ho ancora qualche dubbio e scusami il disturbo ma volevo avere dei chiarimenti se possibile.

Vengo al punto:

1)Costituisco la Srl con 1 euro, si è vero che non si deve mettere il capitale, ma devi comunque andare dal Notaio?

2) Se esempio faccio la SRL col capitale a 100 euro cosa mi dice la banca quando chiedo un finanziamento?

3) Quando costituisco la società devo essere solo io ad avere meno di 35 anni o anche i soci devono essere giovani?

Ti ringrazio anticipatamente .
ciao
Lino

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Bene provo a rispondere in modo sintetico a quanto richiestomi dal nostro giovane lettore.

1) Costituisco la Srl con 1 euro, si è vero che non si deve mettere il capitale, ma devi comunque andare dal Notaio?

La Srl dovrà essere costituita con atto pubblico gratuito perciò esente da diritti di bollo, di segreteria e dagli onorari notarili , davanti a un notaio secondo uno statuto standardizzato

2) Se esempio faccio la SRL col capitale a 100 euro cosa mi dice la banca quando chiedo un finanziamento?

Salvo qualche correzione , al momento per la banca poiché manca il capitale che normalmente è utilizzato per la costituzione di Srl sarà difficile ottenere credito bancario se non si hanno alle spalle garanzie o patrimoni personali .

3) Quando costituisco la società devo essere solo io ad avere meno di 35 anni o anche i soci devono essere giovani?

Solo le persone fisiche che alla data della costituzione hanno meno di 35 anni di età possono costituire questo tipo di società . L’età è sostanziale soltanto ai fini della costituzione della società, infatti nel caso di superamento di detta soglia non viene implicata l’esclusione del socio . Gli amministratori dovranno essere scelti tra i soci e non  potranno cedere le quote a terzi con più di 35 anni.

> Come combattere gli sprechi in azienda

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

3 Trucchi per combattere gli sprechi in azienda

Come dico sempre quando parlo di sprechi aziendali per misurarli ed iniziare a combatterli serve partire dalle cose semplici.

Innanzitutto è bene pensare che ogni  inefficienza  o carenza significativa  dovrebbe essere valutata.

Per ottenere le misurazioni di questi oneri occorre conteggiare tutti i costi extra che in unacondizione normale non ci sarebbero stati, misurando per esempio le ore perse, i materiali scartati, le spese doppie.

Ecco quindi 3 trucchi per combattere gli sperperi di denaro:

1. Registrare i fatti aziendali che hanno determinato gli errori e valutarli quantitativamente in soldi, infatti se non sono calcolati si possono solo ipotizzare.
2. Prendere atto delle azioni da fare per diminuirli una volta trovato un punto fermo dal quale partire
3. Pianificare e controllare con  operazioni preventive il miglioramento e la loro diminuzione .

Ma come si misurano o come possono apparire gli sprechi ?

Partiamo da un esempio semplice con una non conformità  che ho visto agli inizi degli anni 2000.

E’ stato  fornito ad una grossa azienda un macchinario per il comando di una linea di produzione. Per noncuranza di chi ha assemblato il tutto e per mancate ispezioni interne dei responsabili, non è stato fatto il collaudo nel modo adeguato.
Nel montaggio esterno al cliente, al momento dell’accensione, si è creato un corto circuito che ha fatto saltare la linea elettrica ad una parte di una linea di produttiva. Questo oltre ad aver prodotto  guasti ad alcune apparecchiature ha creato  gravi danni per il fermo produzione.
Quali sono stati  in questo caso i costi della non qualità o di spreco?

  •   Riparazione del danno con tecnici specializzati  a carico dell’azienda che ha causato il guasto con impiego di ore per rilavorazioni, di materiali nuovi per rimediare al danno e di oneri per trasporti per le consegne dei materiali
  • Costo dell’avvocato per rispondere alle lettere dello stabilimento dopo che questo aveva mandato il conto del fermo produzione.
  •  Rimborso delle spese per il fermo produzione richieste dal cliente .

Il tutto per un onere indicativo calcolato intorno ai 50.000 euro.

Ma l’onere che ha pesato  molto di più di quello visibile è stato il costo nascosto invisibile poiché non quantificabile fino in fondo , cioè la mancanza futura di ordini di quel cliente e la grossa perdita di immagine, quindi una grave carenza verso l’esterno.

Sprechi più o meno rilevanti se ne trovano in ogni azienda.
Hai mai provato ad analizzarli e fare in modo di diminuirli?

A cura di Patrizio Gatti

Autore di : Azzerare gli Sprechi Aziendali

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