Gravidanza, come evitare il pericolo ftalati

panciaLa gravidanza non è una malattia. Aspettare un bambino è una condizione assolutamente fisiologica, quindi non dovrebbe richiedere alcun accorgimento particolare, niente di catastrofico, almeno. Tuttavia, prestare attenzione alla presenza di sostanze tossiche per la madre ed il feto è quanto mai appropriato. Ad esempio gli ftalati, prodotti chimici che vengono aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità e che si ritrovano in molti prodotti di uso comune. Sarebbe opportuno limitarne il contatto, poiché risultano essere dannosi. Lo rivela una ricerca della Mailman School of Public Health, pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, secondo cui  l’esposizione nell’utero materno a due ftalati utilizzati per oggetti di uso comune in casa – butilbenzilftalato e n-butil ftalato – è legato al rischio che i piccoli sviluppino l’asma. Punto prima, evitate gli spray deodoranti per deodorare casa. Punto secondo, seguite un regime alimentare naturale e sano e evitate il più possibile di esporvi al fumo passivo.

Milano, cresce l’inquinamento ambientale da farmaci

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

fiumi_inquinati_farmaci7E’ un fattore che quasi mai viene preso in considerazione, ma l’inquinamento ambientale da farmaci è uno dei mali che affliggono il nostro ecosistema; a detenere il poco invidiabile primato di città tra le più inquinate d’Europa è Milano, che condivide lo stesso destino di Parigi, Londra, Cracovia e del bacino della Ruhr in Germania. I dati relativi al capoluogo lombardo rappresentano oltretutto il 12% dei valori di tutta la Penisola.
Lo rivela una mappa pubblicata sulla rivista Environment International da un gruppo di ricercatori diretti da Rik Oldenkamp, del Dipartimento di Scienze ambientali dell’Università di Nijmegen (Olanda). Le due categorie prese in considerazione sono antibiotici e antitumorali, la cui presenza nei bacini idrici è massiccia. Colpa del non perfetto smaltimento legato al cattivo funzionamento dei sistemi fognari.
I risultati sono stati il frutto di una serie di esami che hanno tenuto conto della densità abitativa, dei dati sul consumo dei medicinali, di quelli relativi all raccolta differenziata e all’efficacia di sistemi di depurazione delle acque. Ancora non sono chiari i rischi di un’esposizione continua all’inquinamento da farmaci; a fare la differenza, infatti, è soprattutto il tipo di inquinante. L’antibiotico levofloxacina, i cui livelli sono particolarmente elevati in Italia, è infatti meno tossico della ciprofloxacina, più usata nella penisola balcanica. In ogni caso i possibili danni alla salute sarebbero circoscritti perché le concentrazioni rilevate nell’ambiente sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle necessarie a determinare un effetto tossico sull’organismo.

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