L’Ansia nel parlare in pubblico

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ricordo ancora quel giorno; è scolpito nella mia mente e non potrò dimenticarlo. Erano i primi anni ’90 ed era la prima volta che mi recavo a Milano, per partecipare ad una riunione associativa dell’ACPI, “Associazione Consulenti Pubblicitari Italiani”.

Nei mesi precedenti avevo fatto domanda ed ero stato accettato in Associazione. Quel giorno andavo a Milano per partecipare alla mia prima riunione associativa e non immaginavo neppure quello che mi sarebbe capitato.

Arrivai almeno dieci minuti prima degli altri e vidi entrare, uno ad uno i “pezzi grossi” dell’Associazione. Mi sedetti nelle prime file ed aspettai l’inizio.

Il Presidente di allora, che se la memoria non m’inganna era già Germano Motti, con il quale entrai subito in simpatia, prese la parola e presentò tutte le varie iniziative associative, il bilancio ed altre cose.

Io ero lì, e gongolavo nell’ascoltarlo. Finalmente facevo parte di un’Associazione famosa. Ad un certo punto, Motti cominciò a nominare, uno ad uno, tutti i nuovi soci, sino ad arrivare anche al mio nome.

Ero il più giovane in assoluto e volle premiarmi (secondo lui), invitandomi sul palco a dire due parole. Il mio volto cambiò espressione, dalla gioia che avevo poco prima dipinta, si tramutò in un vero e proprio terrore.

“Oddio, adesso me la faccio sotto”, dissi tra me e me. Mi avvicinai al tavolo della Dirigenza e strinsi in maniera agitata la mano a Germano Motti, per l’emozione non la strinsi a tutti gli altri Consiglieri che erano seduti accanto a lui (che figura!).

Poi mi girai verso la platea e alzai gli occhi: c’erano più di cento persone in sala e le gambe si piegarono. Germano m’invitò a prendere la parola, ma la mia voce non usciva. Ero letteralmente terrorizzato.

La gola era secca e le parole si strozzavano in bocca. Riuscii a stento a dire grazie e poc’altro, poi rosso come il peperone corsi subito a sedermi al mio posto e mi feci piccolo piccolo. Era stato il mio battesimo nel parlare in pubblico.

Credo che anche a Te, come a tantissime altre persone, sia capitato di essere assalito dal terrore di fallire prima ancora di pronunciare un discorso in pubblico.

Come nel mio caso, quando ci troviamo di fronte ad un pubblico siamo tesi, le palpitazioni aumentano, le mani sudano e spesso siamo colti da un groppo alla gola.

Questo fenomeno, del tutto naturale e comune, è chiamato “paura del palcoscenico” e ne sono vittime anche gli attori professionisti.

Col passare degli anni sono diventato sempre più bravo a parlare in pubblico ed oggi, parlo davanti ad una platea di 40 persone come ad una di 100, senza alcuna differenza. Anzi, più persone ci sono in sala e più mi diverto.

Ho capito che l’ansia è dannosa, e far finta che non esista lo è ancora di più. Devi imparare ad affrontarla senza scappare: far finta di niente rafforza la Tua paura.

Prima di cominciare a parlare in pubblico, fai come faccio io: dichiara a Te stesso la Tua emozione. Non c’è niente di male ad aver paura, e poi, un po’ di tensione Ti carica positivamente.

Infatti, è del tutto normale essere tesi nei primi minuti dell’intervento, poi lo stato di tensione cala e parlare in pubblico diventa un fatto normale. C’è chi, però, ha paura di avere paura: allora la tensione aumenta e diventa difficile riuscire a parlare.

Nei primi minuti fatidici, lo stato di stress da ansia si chiama tonico, perché è normale e non fa male. Ma se continua, diventa tossico.

Questo stress Ti fa provare le stesse sensazioni di quelle che ho provato io a Milano, quel giorno in associazione. Produce uno stato protratto di tensione, non fa parlare e fa diventare rossi.

Tu mantieni la calma e cerca di tenere sotto controllo la Tua paura, se sei rilassato e privo di preoccupazioni affronterai meglio il palcoscenico.

Sono passati molti anni da quella “prima volta”. Non ho mai ringraziato Germano Motti per avermi consentito il “battesimo del fuoco” . Lo faccio oggi: Grazie Germano.

Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Penso Positivo e Donne in Crisi

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California, è guerra alle emissioni di Co2

Fonte: www.naturaebenessere.it

Arnold Schwarzenegger paladino dell’ecologia. La California è il primo Paese al mondo a porre dei limiti alle emissioni di anidride carbonica per i carburanti di auto. Lo stato americano è anche il primo degli Stati Uniti a sfruttare il provvedimento voluto dal presidente Barack Obama, che aveva chiesto al ministero dell’Ambiente americano di consentire norme come questa. Il provvedimento stabilisce una riduzione del 10% nelle emissioni Co2 dei carburanti entro il 2020.

”Questi limiti non solo aiuteranno la riduzione del surriscaldamento globale – ha dichiarato il governatore della California, l’amato “Schwarzy” – ma estenderanno la possibilità di scelta da parte dei consumatori ed incoraggeranno gli investimenti privati di cui abbiamo bisogno per trasformare le nostre infrastrutture energetiche”.

Tumori, gli specialisti valutano le medicine alternative

Fonte: www.naturaebenessere.it

La cura dei tumori riserva nuove possibilità per i pazienti. L’istituto Nazionale dei Tumori di Milano sta valutando l’ipotesi di utilizzare a tal proposito medicine alternative, come la fitoterapia. E’ stato infatti formalizzato il gruppo MeteCO, Medicine e Terapie Complementari in Oncologia, il cui compito è analizzare il fenomeno, e valutarlo scientificamente.

“Molti pazienti utilizzano le terapie complementari soprattutto per contrastare gli effetti collaterali di alcune cure indispensabili ma “pesanti” per il paziente, come a volte la chemioterapia – spiega Alberto Scanni, Direttore Generale dell’Istituto – e spesso non lo dicono all’oncologo. Nel caso in cui ci fossero evidenze scientifiche in questi prodotti “alternativi”, possiamo decidere eventuali protocolli molto rigorosi da seguire per l’uso delle medicine complementari in oncologia”.

Calmati e smetterai di fumare

Fonte: www.naturaebenessere.it

Fumo e rabbia sono legati. Se si riesce a controllare il sentimento, allora sarà più faccile rinunciare alle sigarette. Lo dimostra uno studio effettuato dai ricercatori della University of California pubblicato su Behavioral and Brain Functions e condotto su 20 persone: hanno scoperto che la nicotina aiuta a calmare l’aggressività.

I ricercatori hanno identificato l’area del cervello sensibile alla nicotina, ed è appunto quella dove “risiede” l’aggressività. E hanno anche ipotizzato che i fumatori siano individui inclini a reazioni rabbiose. Per riuscire davvero a smettere di fumare, suggeriscono, è indispensabile che queste persone seguano dei corsi per imparare a gestire quelle situazioni che scatenano l’ira furibonda e li portano ad accendere una “bionda” per calmarsi.

Nievo, Sterne, Mazzini… tutti insieme sul treno

Di David Di Luca

Ultimamente nei miei spostamenti in treno Livorno-Roma e viceversa ho cominciato a ritagliarmi del tempo per darmi a sane letture. In particolare, visto che mi picco di scrivere romanzi, mi sto buttando sui grandi classici.

In particolare, ultimamente mi sono imbattuto ne Le confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo. Ho cominciato a leggerlo, devo confessarlo, con l’idea di mollarlo dopo un po’, vista la lunghezza. Invece ho scoperto un libro molto gradevole, spiritoso, e che mi sta perfino stimolando dal punto di vista linguistico.

Leggendo l’introduzione, poi, mi sono reso conto che il buon Nievo ha dei collegamenti molto stretti con altri due autori che mi piacciono molto. Laurence Sterne, che mi ha incantato in particolare con il Tristram Shandy, e con Giuseppe Mazzini, che personalmente apprezzo come fautore del miglioramento umano, senza scendere sul terreno minato delle idee politiche.

Simboli…

Un guest post di Fabiana Del Torto

Miei carissimi ricercatori,

abbiamo parlato di simboli nell’affrontare i dettagli riguardanti il 2° Livello Reiki.

I simboli sono forme-pensiero che servono a chiarire e a potenziare l’intenzione di ciò che si fa. Essi fanno parte di noi, ma in una dimensione più sottile di quella materiale. Tramite il simbolo si approfondisce la conoscenza del campo energetico umano e si impara a potenziare il flusso energetico come praticanti. Da cosa sono composti i simboli? Sono essenzialmente caratterizzati da una forma, un suono e un pensiero positivo legato a ciascuno di essi. Se attribuiamo a un nostro pensiero una specifica forma simbolica e questa viene imparata a memoria da mille persone e ripetuta e usata con lo stesso significato, il suo effetto sarà potenziato non mille, ma un milione di volte, perché è diventato una forma-pensiero della coscienza collettiva, quindi assume molto potere nel veicolare il significato stabilito.

Ecco perché i simboli non devono essere cambiati, essi sono vere e proprie chiavi energetiche. Mentre con il 1° livello si canalizza con le mani e si opera sul corpo, col 2° livello è la mente che canalizza. Ovviamente con la mente si può coprire un raggio d’azione ben più ampio rispetto alla fisicità corporea. E’ facoltà naturale della mente spostarsi liberamente e velocemente nello SPAZIO e nel TEMPO per fare luce negli eventi del passato e del futuro su cui vogliamo lavorare. Col 2° livello si impara a conoscere la legge fondamentale dell’Energia: l’Energia segue l’intenzione. Questo significa che l’Energia segue i nostri pensieri, l’Energia va dove facciamo cadere la nostra attenzione.
Uno dei simboli che viene insegnato nel 2° livello è quello utilizzato nel trattamento a distanza. Dove la parola distanza fa riferimento sia allo spazio fisico che a quello cronologico. Tracciandolo richiama l’unione, la connessione, proietta la propria coscienza in dimensioni che trascendono i confini della ragione e la limitatezza della percezione ordinaria. E’ la chiave che facilità la connessione con persone, situazioni, cose con le quali si è già da sempre collegati senza esserne tuttavia consapevoli. Noi siamo nell’Unità del Tutto, ma nell’illusione di separazione su cui i nostri sensi si sono fissati ci siamo creati limiti spazio-temporali. Il termine che definisce questo simbolo anticamente in Giappone significava:
“Il Buddha che è in me vede il Buddha che è in te”.
Reiki va oltre ogni religione, abbiamo detto più volte che è un’energia di amore universale, quindi proviamo ad “attaccare” questo concetto espresso in questa breve frase, densa e bellissima, ad una realtà appunto universale: dentro ognuno di noi c’è la scintilla divina. La nostra Essenza è Sacra, degna di amore, di dignità e di rispetto. Umilmente tracciando questo simbolo, ci poniamo in contatto con una persona della quale non vedremo la sua “ buccia” esteriore; se la conosciamo: non vedremo i suoi difetti o le sue inadempienze, ma scendendo dalla dimensione della razionalità alla dimensione del cuore, la nostra Essenza Divina vedrà la sua Essenza Divina, vedremo la sua Luce interiore. Il Cristo che è in me vede il Cristo che è in te, il Buddha che è in me vede il Buddha che è in te. Siamo tutti unici e divini.

Ecco il significato di questa espressione.

Continua…

Maggio, il mese della varicella

Fonte: www.naturaebenessere.it

Con l’arrivo della bella stagione, crescono i casi di varicella, un malattia endemica che raggiungerà il picco epidemico proprio a maggio. Il contagio resterà alto fino a giugno, per poi scemare. Per la fine del 2009, la varicella avrà colpito 550 mila bambini da zero a sette anni e 200 mila dai sette ai dodici anni. Se durante l’inverno il contagio è limitato perché i bambini frequentano solo la scuola, la palestra e il nucleo familiare, nel periodo primaverile aumentano perché stanno a contatto con più persone.

Inoltre questo virus (varicella-zoster-virus) è molto leggero e particolarmente volatile, e così penetra nelle vie aeree più facilmente quando si sta all’aria aperta. Nessuna paura, però, la malattia non è grave, anzi è meglio averla al più presto. Dopo i 12 anni, infatti, può provocare problemi respiratori.

Per la varicella, caratterizzata dalla presenza di rash cutaneo (papule rosa pruriginose), febbre e malessere generale, non servono cure particolari. Il prurito però deve essere tenuto sotto controllo. Il bimbo può essere sottoposto a più docce al giorno (con saponi non profumati), in modo da tenere la pelle fresca. Anche le unghie vanno tenute sempre pulite e soprattutto: non mettete nulla sulle vesciche, come il talco mentolato o creme. Sono vecchie credenze che servono solo a irritare la pelle.

Se il prurito permane ed è intenso meglio contattare il pediatra che suggerirà un antistaminico per bocca

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