Addio Mp3 (o quasi). Fraunhofer non rinnova licenze

L’Mp3 va in pensione. E’ infatti scaduto il brevetto di questo formato audio, detenuto  da Fraunhofer IIS, e l’istituto tedesco ha deciso di non rinnovarlo. I creatori di Mp3  lo ritengono ormai obsoleto, dal momento che ormai anche per l’audio esistono formati  più efficienti, come ad esempio l’AAC, lanciato da Apple.

Naturalmente i files continueranno a funzionare, così come i software che permettono di  crearli. E’ solo questione di tempo però perché il formato cada in disuso. D’altronde è  da molto ormai che la musica si ascolta in streaming, grazie a servizi come Spotify, senza scaricarla sui device.

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Vacanze nel segno del wellness

terme-2Quasi quasi me ne vado in vacanza. Se avete pronunciato questa frase almeno una volta nelle ultime 48 ore e siete alla ricerca di un benessere profondo e duraturo, allora questa notizia fa al caso vostro. Secondo una indagine condotta dal Global wellness tourism institute (Gwtc) presentata a Dubai, il turismo del benessere mondiale gode di ottima salute, soprattutto trainato da nuovi viaggi in chiave fitness organizzati in Africa e Medio Oriente.

La voglia di relax, il desiderio profondo di staccare la spina per immergersi nelle acque di un centro termale si intrecciano alla voglia di conoscere culture e usanze lontane, trasformando l’esotismo di una meta lontana in una ricerca più genuina.

Stando ai dati della ricerca, i viaggi in Spa di lusso, massaggi autoctoni, hammam storici e bagni in località distanti sono destinati a crescere del 9,9% ogni anno e se il mercato globale fatturerà circa 700 miliardi di dollari nel 2017, costituendo il 16% del turismo totale. A fare la parte del leone sono Medio Oriente ed Africa. Seguono altre mete come Israele, Marocco ed Egitto.

Shopping a Natale? Solo stress e ansia

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

(1)US-RETAIL SALES-RISELo shopping natalizio può essere un piacevole diversivo solo se si ha davvero voglia di perdere tempo in parcheggi azzardati e file chilometriche alle casse, altrimenti, meglio scegliere on line. E’ la soluzione giusta per evitare quella che David Lewis, fondatore dell’ente indipendente di ricerca Mindlab International, definisce “fight or flight” (combatti o fuggi), ovvero “un’esperienza che può rendere esausti e stressati”.

Si tratta di una sorta di reazione primitiva del nostro organismo che, in presenza di uno stress del genere, rilascia cortisolo e adrenalina nel sangue. Il risultato è che aumentano la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione, esattamente come se dovessimo correre la finale olimpica dei 100 metri. Solo che in palio c’è un panettone in offerta.

Ne vale la pena? La buona notizia, però, è che lo stress causato dallo shopping natalizio si può gestire con alcune semplici regole, ad esempio fare una lista di ciò che si deve comprare (e acquistare solo quello); gradita anche una pausa corroborante prima del tour de force. Rilassarsi fa bene.

Gli italiani e la pasta, amore finito?

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

PennePasta (7)L’allarme lanciato dal Wall Street Journal è eccessivamente preoccupante, evidentemente però, Oltreoceano ritengono sul serio che il progressivo disamoramento per la pasta da parte degli italiani sia un fenomeno pericoloso e da non sottovalutare. Quali sarebbero per il giornale i motivi di questa inversione di tendenza? Prima di tutto il progressivo interesse degli italiani verso le cucine straniere, poi la paura di ingrassare. Fattori che avrebbero portato ad un calo sostanziale di pasta media consumata, da 40 a 31 kg per ogni nucleo familiare. A comprova di ciò, il quotidiano ha raccolto la testimonianza di una donna di Napoli che quando era ragazzina mangiava pasta due volte al giorno ed è passata adesso a due volte a settimana, preferendo consumare piatti a base di carne, verdure, o sushi o il couscous. Al di là del tono allarmante del pezzo, le cifre riportate rappresentano un interessante spaccato delle nostre abitudini alimentari e della loro evoluzione, segno che non si resta sempre aggrappati a determinate tradizioni, ma si è spinti a provare qualcosa di nuovo. Variare la propria alimentazione non ha mai fatto male a nessuno. E voi, con cosa pranzerete oggi?

La Torre di Pisa in mutande? Perchè no?

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Ha fatto scalpore l’idea di qualche buontempone (che rivela peraltro anche un notevole senso degli affari) che ha pensato bene di riprodurre la Torre di Pisa a guisa di simbolo fallico sulle solite magliette, sciarpe, mutande ecc che da sempre riproducono il celebre monumento.

E’ il caso di dire: apriti cielo! La chiesa pisana ha espresso la sua perplessità su questo uso un po’ sui generis dell’immagine di quello che alla fine è pur sempre un edificio religioso, anche se non so quanti si ricordano che è così.

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha varato a velocità di curvatura un regolamento comunale che sanziona i gestori delle bancarelle che espongono i tremendi oggetti. Facendo così loro un’incredibile pubblicità.

Per quanto mi riguarda, forse per il mio spiritaccio labronico, la cosa non mi ha dato affatto fastidio. Vabbè, direte, sono i pisani ad essere colpiti. Quindi è ovvio che ci godi.

Ma non si tratta di questo. E’ che francamente, con tutto quello che si vede in giro, non capisco a chi debba far specie un simbolo fallico, oltretutto trattato con grande ironia. Nel 2011 forse sarebbe ora di lasciarsi la pisellofobia alle spalle. Con la esse davanti.

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