Gravidanza, come evitare il pericolo ftalati

panciaLa gravidanza non è una malattia. Aspettare un bambino è una condizione assolutamente fisiologica, quindi non dovrebbe richiedere alcun accorgimento particolare, niente di catastrofico, almeno. Tuttavia, prestare attenzione alla presenza di sostanze tossiche per la madre ed il feto è quanto mai appropriato. Ad esempio gli ftalati, prodotti chimici che vengono aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità e che si ritrovano in molti prodotti di uso comune. Sarebbe opportuno limitarne il contatto, poiché risultano essere dannosi. Lo rivela una ricerca della Mailman School of Public Health, pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, secondo cui  l’esposizione nell’utero materno a due ftalati utilizzati per oggetti di uso comune in casa – butilbenzilftalato e n-butil ftalato – è legato al rischio che i piccoli sviluppino l’asma. Punto prima, evitate gli spray deodoranti per deodorare casa. Punto secondo, seguite un regime alimentare naturale e sano e evitate il più possibile di esporvi al fumo passivo.

Salute Notizie 16 Maggio 2014

logo_omsDesta preoccupazione un virus identificato in Arabia Saudita denominata Sindrome Respiratoria del Medioriente, con un acronimo Mers, considerato più letale della Sars. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i casi finora sarebbero stati 496. Contagi in numero molto minore sarebbero stati accertati anche in Europa. La diffusione avviene per via aerea ed è più veloce in alcune strutture sanitarie. L’Oms non esclude la possibilità di un’epidemia di massa. Al momento non esiste un vaccino. L’unica profilassi valida è l’igiene.

Il Senato ha approvato, con 155 voti a favore, 105 contrari e nessun astenuto il dl droga su cui il Governo aveva posto la fiducia. Il provvedimento ora è legge. Chiunque intenda coltivare, o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope dovrà munirsi dell’autorizzazione del ministero della Salute. Per quanto invece riguarda i farmaci off label. la norma favorisce e promuove l’uso di un farmaco per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata al momento della sua commercializzazione sulla base di evidenze scientifiche, secondo parametri di economicità ed appropriatezza, e previo parere dell’Aifa. Cancellata la parte del decreto che affidava ad Aifa l’avvio di trial clinici.

La Regione Lazio garantisce ottocento euro di rimborso alle donne che decidono di partorire in casa. Lo stabilisce un decreto che fissa inoltre le regole per il potenziamento della rete dei consultori regionali. La possibilità di partorire tra le mura delle propria casa è percorribile però solo nel caso sia accertato dal ginecologo che si tratta di un parto naturale senza complicanze. “Con il provvedimento – ha affermato il presidente della Regione Nicola Zingaretti – procediamo alla definizione di una griglia di indicatori e funzioni base che deve essere uguale in tutte le Asl , a differenza di quanto accade oggi, al fine di garantire a tutti i cittadini del Lazio uguale accesso alle cure e all’assistenza. ”

 

 

La cicogna arriva in vacanza

Estate-gravidanza

A quanto pare le vacanze estive conciliano il romanticismo, almeno tra le donne inglesi; è diventata una tendenza da studiare, infatti, l’attitudine delle britanniche a concepire un bebè in vacanza. Lo rivela un’indagine su un campione di 2000 britannici, dalla quale emerge che quasi una neomamma su 5, ovvero il 18% del totale, è rientrata dalle ferie in dolce attesa. I luoghi più amati? Spagna, Gran Bretagna, Francia, Italia e Portogallo.

Fin qui, tutto regolare. A preoccupare è il fatto che questo comportamento sia una sorta di emulazione delle star, ovvero voler seguire le orme dei vip, ad esempio il Principe William e gentile consorte, che hanno concepito il loro erede proprio durante il periodo di relax (la domanda è, vivono anche periodi di stress?).

E siccome gli inglesi sono un popolo di gossippari, sarebbero stati ispirati in questo ‘meccanismo’ anche dalle esperienze dei Beckham; ricordate che il  figlio è stato chiamato Brooklyn in onore del borough newyorchese che ha ospitato la loro impresa? Per non parlare della cantante Beyoncè che ha concepito la primogenita a Parigi e della showgirl Kim Kardashian che si è data da fare a Roma. Auguri e figli sani!

Nuovo test per la diagnosi della sindrome di Down

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Gravidanza_sindrome_di Down_test_sangue_DNA_fetale_decime_settimanaE’ stato messo a punto un test per la diagnosi precoce della Sindrome di Down; esso si basa su un prelievo di sangue materno e la ricerca al suo interno di DNA fetale. Secondo quanto riportato sulla rivista Ultrasound in Obstetrics & Gynecology, si tratta di un’analisi più accurata del bitest attualmente in uso tra l’11.ma e la 13.ma settimana.

Il bitest è un test combinato che associa l’ecografia della translucenza nucale e l’analisi del sangue materno; qualora risultasse positivo la gestante esegue l’amniocentesi, analisi non priva di rischi per il feto. Questa nuova tecnica prevede l’esame genetico del feto in maniera non invasiva (solo con un prelievo di sangue materno, appunto). Al momento il test è stato provato Kypros Nicolaides del King’s College di Londra su 1005 gravidanze.

Mamme over 30, l’Italia al primo posto in Europa

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

A mother lovingly looking at her babyIn Italia si fanno figli in età sempre più avanzata, lo dimostra il Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa, che ha comparato 29 Paesi europei, di trenta indicatori chiave raggruppati in 4 aree principali. Nel Bel Paese il 34,7% delle mamme supera i 35 anni; alle nostre spalle troviamo la Spagna (29,5%) e l’Irlanda (27,9%). Alto anche il numero di parti cesarei, con un 38% che ci piazza al secondo posto dietro Cipro, dove si partorisce col cesareo nel 58% dei casi. Crescono invece in tutto il Vecchio Continente le gravidanze gemellari. Buone notizie arrivano sul fronte dei fattori di rischio perinatale, che si sono ridotti sensibilmente, mentre il numero di parti pretermine è rimasto stabile.

>Preeclampsia, i danni di una malattia subdola

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

 Si chiama preeclampsia e si tratta dell’ipertensione in caso di gravidanza, riguarda attualmente il 5-10% delle gestanti ed è una delle complicazioni più temute dai ginecologi, visto che una volta su tre ci sono serie conseguenze per mamma e bimbo. Lo conferma una revisione degli studi sull’argomento pubblicata sulla rivista Pregnancy Hypertension da Andrea Luigi Tranquilli, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’università Politecnica delle Marche di Ancona.

La preeclampsia, oltre a essere la causa principale di mortalità e malattia nella madre e nel periodo perinatale, è un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie nel resto della vita, eventi cardiovascolari gravi come ictus o infarto, trombosi venosa, insufficienza cardiaca, diabete di tipo due, ipotiroidismo e problemi cognitivi.

Sono alti i rischi anche per il piccolo: i bambini nati da una gravidanza con preeclampsia hanno una maggior probabilità di andare incontro nel corso della vita a ipertensione, insulino-resistenza e diabete, disturbi neurologici e patologie mentali. Al di là di questo elenco di patologie più o meno gravi il problema fondamentale è che l’ipertensione in gravidanza non si diagnostica facilmente e la diagnosi tempestiva è l’unico modo per poterla affrontare al meglio.

E’ bene iniziare controlli regolari della pressione prima della ventesima settimana, soprattutto se già si soffre di ipertensione (minima superiore a 90 mm/hg), di malattia renali, patologie dell’endotelio o autoimmuni, diabete o anche se la gravidanza è multipla. Tra i segnali d’allarme inseriamo lo smodato aumento di peso unito a forte ritenzione idrica (riconoscibile dal gonfiore di mani, piedi, labbra e così via).

Nausea in gravidanza, neonati più intelligenti

Fonte: www.naturaebenessere.it

A tutte le mamme che nei primi mesi della gravidanza soffrono per le nausee continue scriviamo di stare tranquille, anzi: più vi sentite male, e più crescono le possibilità che il vostro bebè sia destinato ad avere un alto quoziente di intelligenza. Lo rivela uno studio di Irena Nulman dell’Hospital for Sick Children di Toronto pubblicato sul “Journal of Pediatrics”.

Gli esperti hanno eseguito vari test cognitivi su tre gruppi di bambini tra i 3 e i 7 anni, le cui mamme avevano avuto nausea in gravidanza ed erano state trattate con un farmaco in uso in Canada, o avevano sofferto di nausea ma non avevano preso il farmaco, oppure non avevano sofferto di nausea tout court. E’ emerso che, con o senza trattamento farmacologico, la nausea in gravidanza è associata al quoziente intellettivo del nascituro: premesso che tutti i bambini esaminati hanno un quoziente intellettivo nella norma, quelli le cui mamme hanno sofferto di nausea in gestazione mostrano in vari ambiti cognitivi (linguistico, matematico etc) performance maggiori. Tutto ciò pare legato al fatto che la nausea in gravidanza, portando a una riduzione calorica e quindi insulinica, influenzi livelli ormonali della gestante che vanno a loro volta ad influenzare la crescita della placenta e, quindi, lo sviluppo del feto, nella fattispecie del suo cervello.

Per approfondire:  La tua gravidanza settimana per settimana di Glade B. Curtis e Judith Schuler

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: