E’ nata MotivAzione Tv, la tv che Ti ricarica di energia positiva…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Oggi è un giorno bellissimo, è nata MotivAzione TV!!!

Cara amica, caro amico che leggi il mio blog, insieme al mio socio di tanti progetti web, nonchè grande Amico, David Di Luca, sono lieto di annunciarti la nascita della nostra televisione motivazionale…

MotivAzione TV.

MotivAzione TV, nasce dalla cabarbietà di David, che non soltanto è andato avanti nel progetto, ma mi ha coinvolto a più non posso…

MotivAzione TV, nasce per aiutarti a “ri-caricare” le batterie di nuova Energia Positiva…

MotivAzione TV, nasce perchè siamo stanchi di vedere sempre e soltanto cose brutte e negative in televisione e vorremmo invece offrirti uno spezzato di cose belle, positive…

Certo, non abbiamo grandi pretese e neppure i mezzi economici per competere con qualsiasi altra televisione, grande o piccola.

Ma quello che realmente vogliamo è farti conoscere l’altra parte delle notizie, farti sapere che non ci sono solo quelle brutte, bensì anche cose positive, belle, gioiose…

Per il momento siamo ancora nelle prove tecniche di trasmissione, con pochi video e audio inseriti, per lo più nostri…

ma entrambi ci ripromettiamo in tempi brevi di fare delle interviste, raccogliere altro materiale da farti vedere, da farti ascoltare…

Tu, sarai la benvenuta/o se vorrai suggerire degli argomenti da affrontare e da mettere
in palinsesto.

Aspettiamo quindi, i Tuoi commenti, i Tuoi suggerimenti e persino il Tuo giudizio…

Nel frattempo, se Vuoi vedere le prove tecniche di trasmissione, clicca su questo link

http://www.giancarlofornei.com/new/content.asp

Entrerai nella mia home page, dove nella parte in alto e centrale, troverai la schermata di presentazione di MotivAzione TV.

Clicca sopra l’immagine ed entra nella nostra web tv…

Al momento ci sono solo 7 video, tra cui alcune delle mie interviste, ma presto, molto presto troverai altro materiale…

e la parola magica di MotivAzione TV sarà…

GRATIS!!!

Sia David, sia io, vogliamo che Tu abbia libero accesso a tutti i contenuti che vi troverai, senza dover spendere un solo euro…

In cambio, Ti chiediamo solo la gentilezza di farlo sapere a più persone possibile…

manda la segnalazione della nascita di MotivAzione TV a tutte le persone che conosci!

E se Ti piace, faccelo sapere.

Vacanze, i problemi delle famiglie separate

Di Francesca Fiorentino, Enxerio Channel

In Italia sono 75 mila le separazioni all’anno e, tra queste, i due terzi riguardano coppie con figli nati dall’unione. Sono quindi tanti e molteplici i problemi che le coppie si trovano ad affrontare per evitare traumi ai figli, problemi che in genere si amplificano durante il periodo delle ferie estive. Di norma è il genitore con il quale non si vive abitualmente (il padre nella grande maggioranza dei casi) a trascorrere le vacanze con i figli, e spesso si trova in difficoltà nel vivere una quotidinità che ha perso.

Dunque le ferie sono un momento importante per il genitore che per il figlio, che hanno l’opportunità di conoscersi molto di più di quanto non si possa fare nel canonico weekend quindicinale. A patto che si seguano poche regole precise. La prime è quella di trascorrere una vacanza “con” il figlio e non “per” il figlio.

Il bambino o l’adoloescente percepiscono immediatamente se il genitore trascorre volentieri le giornate con lui o se invece si sforza di fare qualcosa in più, pensando di compensarlo della sua assenza o, peggio, per evidenziare una differenza con il comportamento dell’altro genitore. In certi casi non è detto che sia opportuno andare in vacanza con la nuova eventuale famiglia. Tra i posti più gettonati per questo tipo di viaggio c’è il villaggio vacanze.

Nel periodo centrale dell’estate la clientela dei è formata per oltre il 50% da genitori separati con figli (anche molto piccoli), per i quali vengono strutturati servizi ad hoc. Non si possono dimenticare però i problemi economici nelle famiglie separate con figli ecco perché il non poter nemmeno portare il figlio con cui non si vive in vacanza è spesso vissuto come una frustrazione. Non dovrebbe essere così, perché ciò che conta è il rapporto che si instaura tra genitori e figli.

Che bello non avere obiettivi!

Di David Di Luca, www.riassumendo.com

Avere obiettivi è importante, ma bisogna stare attenti a non farsene soffocare. Ovvero, come capita anche con il denaro, devono essere gli obiettivi a servire noi e non viceversa.

Del resto, non avere obiettivi non sempre significa spaparanzarsi sul divano a guardare la Tv. Anzi, liberarsi per un po’ dai progetti può essere una buona idea: possiamo leggere un libro che è lì da mesi ( o da anni), oppure scoprire un nuovo hobby. Di tutto questo parla Leo Babauta, autore che ho scoperto di recente, nell’articolo che vi segnalo oggi dal suo pregevole Zenhabits.net.

Per chi mastica l’inglese: http://zenhabits.net/no-goal/

Per chi ma anche no: http://translate.google.com/translate?js=y&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&layout=1&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fzenhabits.net%2Fno-goal%2F&sl=en&tl=it

Crisi femminile

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi pubblico l’email di Silvia, una giovane ragazza in “crisi femminile”

Il nome è inventato, così da mantenerle la privacy più totale, ma la sua storia è vera.

Accidenti se è vera…

Leggila attentamente, potrebbe essere la tua, come potrebbe essere quella di qualsiasi altra ragazza italiana.

Sono certo che oltre a trovarci dei punti in comune, potrebbe esserti di aiuto.

Così come potrebbe esserti di aiuto, anche la risposta che ho già dato in privato a Silvia e che dopo la sua autorizzazione, pubblicherò domani integralmente.

Un forte abbraccio, Silvia.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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L’email di Silvia
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Gentile sig. Fornei,

salve mi chiamo Silvia, ho 23 anni e sono venuta a conoscenza della sua figura professionale di “coach delle donne” per puro caso navigando una sera in rete.

Le scrivo perchè da qualche mese un peso di una moderata entità, con cui però convivo a fatica, sta stagnando nella mia vita creandomi un forte senso di impotenza, frustrazione e malinconia.

Il tutto è cominciato due anni fa quando mi sono iscritta all’università, dopo cinque anni di liceo classico, che sono stati belli da una parte ma “buttati” letteralmente via per la totale assenza di basi formative appropriate al corso di laurea scelto ovvero chimica farmaceutica.

I primi esami sono passati; alcuni con voti buoni altri con risultati mediocri fino a quando non ho dovuto sostenere, per ragioni ovvie, anche l’esame di chimica organica e lì sono nati i primi problemi perchè pur studiando alacremente non riuscivo a passarlo mai.

Alla fine sono riuscita a superarlo solo dopo un anno di estenuanti e snervanti tentativi è d’obbligo precisare che in questo corso di laurea ogni esame è concatenato all’altro e questo esame è il punto di partenza necessario per superare la maggior parte degli esami del corso e arrivare alla laurea.

Il punto è che da quando ho dato questo esame per il forte senso di sconfitta e scoraggiamento non sono più riuscita a dare tanti esami e anche se mi piace quello che faccio perchè nelle prove pratiche me la cavo molto bene e anche per l’offerta lavorativa che il corso bene o male dovrebbe offrirmi.

Mi sento rinchiusa in un limbo da cui faccio fatica a venir fuori anche nei confronti dei miei genitori che come disperati mi sostengono gli studi e mi mantengono come meglio possono.

Il tutto è condito da una relazione amorosa volta al congiungimento di due strade e alla concretizzazione di due persone che vogliono intraprendere un cammino di vita insieme,con tanto di matrimonio,figli e quant’altro…

Morale della favola: non mi sento neanche più in grado di soddisfare le esigenze affettive della persona che amo e siccome stiamo camminando insieme però stiamo anche valutando, io ho una paura paralizzante di un rifiuto se non riesco più a mettermi in “carreggiata”.

Non mi aspetto che mi risolva il problema ma un libero consiglio costruttivo che mi possa tornare utile per superare questo piccolo momento di “crisi femminile”.

La ringrazio sentitamente

Ecco la mia risposta

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Riprendi a volare, Silvia…
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Cara Silvia,
per prima cosa vorrei farti notare come sei una ragazza fortunata, ricevo mediamente dalle 20 alle 25 email tutti i giorni.

Se è vero che rispondo – nei giusti tempi – a tutte le persone che mi scrivono, è altrettanto vero che la probabilità di ricevere subito una mia risposta è molto bassa.

Ma eccomi alla tua lunga email, punto per punto:

1. nessuno dei cinque anni che hai fatto al liceo, ragazza mia, sono buttati via, a suo tempo, ti serviranno più avanti, nel corso della vita. Diciamo che non ti saranno molto utili in questo periodo;

2. il corso di laurea che hai scelto è senza dubbio uno dei più difficili, ma sono certo che da persona intelligente quale tu sei, saprai impegnarti maggiormente e ottenere il massimo dalle tue potenzialità;

3. guarda che Agatha Christie era dislessica ed è diventata una grande scrittrice di libri gialli, Richard Branson aveva numerosi problemi a scuola ed è diventato un grande imprenditore, Alber Einstein aveva un insegnante di sostegno in matematica ed è diventato quello che è diventato.

Il motivo perché ti dico queste cose?

Semplice: non conta come hai superato l’esame di chimica organica, ma che TU LO ABBIA SUPERATO.

Ricordati di ognuno di loro, delle loro difficoltà iniziali. E poi ricordati cosa sono diventati…

4. perché mai parli di sconfitta? hai solo ottenuto un risultato diverso, ovvero hai superato l’esame non con facilità e subito ma bensì con un pò di patire.

Quello che conta è il risultato finale: l’hai superato.

5. credo che tu abbia solo bisogno di riacquistare quella fiducia e Autostima con la lettera A maiuscola, che era in te al tempo del liceo.

Torna a volerti bene, Silvia, torna a credere in te stessa.

Sei arrivata sino a qui, puoi andare avanti sino alla laurea.

Io so che in cuor Tuo pensi di potercela fare, devi solo diventarne CONSAPEVOLE.

Riprendi ad alimentare la Tua Autostima, riprendi a volerti bene, riprendi a volare ragazza mia

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps
tieni sotto controllo i miei blog, li trovi a questa pagina, vi troverai molti post interessanti che potranno aiutarti

http://www.giancarlofornei.com/new/content.asp?pagina=blog.htm&titolo=Blogs

Se odio la mia scrittura, odio me stesso?

Un guest post di Annarosa Pacini, www.annarosapacini.it

 Il rapporto tra scrittura e personalità è strettissimo. La scrittura ci rappresenta, non solo di fronte agli altri, ma anche di fronte a noi stessi. Rifiutare la propria scrittura in corsivo ha sempre un significato. Che vale la pena di scoprire.

 
Ho ricevuto nei giorni scorsi un’e-mail molto interessante, che brevemente vi riporto: “Gentile d.ssa Pacini, ho letto i suoi articoli e ascoltato i suoi podcast. Non conoscevo la grafologia, se non per qualche articolo su cui avevo buttato l’occhio, qua e là. La scrittura esprime chi siamo, dalla scrittura si può capire la personalità, chi scrive in un certo modo ha un certo carattere, chi scrive in altra maniera, ne ha un altro.

Allora io, che odio la mia scrittura, odio me? Perché proprio non la posso vedere. E’ sempre stato cosi’, da quando mi ricordo. Mi piace solo scrivere in stampatello, ma la mia scrittura no, è caos, illeggibile, proprio brutta. Sono un caso disperato? Con stima, Alessandro”. Il tuo ragionamento è corretto. La scrittura è una forma di espressione personalissima, prima che di comunicazione. Esprime ciò che siamo. Certo, non necessariamente ciò che possiamo essere.

A volte, come nella vita, anche nella scrittura si vedono i segni delle costrizioni e delle inibizioni, che sono cosa diversa da adattamento spontaneo, flessibile, volontario, consapevole. Cosa può significare che non ci piace la nostra scrittura? Che non ci piace come appare, la sua forma, il suo movimento, quello che è e quello che esprime. Perciò sì, in un certo senso, significa che non ci piace quello che siamo.

Accettare la propria scrittura significa riconoscersi, impararla a vedere con occhi diversi, non pensare a come deve essere, a come dicono che debba essere, a come vorremmo che fosse perché sembri altro, ma, semplicemente, che possa essere quello che è. Lo stampatello la nasconde, la modifica, la rende più comprensibile e gradita all’occhio estraneo, ma anche più sconosciuta.

Non so se ti odi. Può darsi però che ci siano aspetti del tuo carattere, del tuo modo di essere, della tua vita, che non ti piacciono, che non ami. Che vorresti diverse, forse perché altri le vorrebbero diverse. Chissà… la scrittura non è teoria, è concretezza. Senza la tua scrittura, non ho una risposta da darti. So però che riuscire a ritrovarci nella nostra scrittura è il segno che siamo riusciti anche a ritrovare noi stessi. O a scoprire quello che davvero siamo.

Bloggare è un lavoro o…?

Di David Di Luca, www.riassumendo.com

Alla fin fine, cosa vuol dire lavorare? C’è chi dice che se trovi quello che ami fare, non lavorerai più un solo giorno in vita tua. Perchè, semplicemente, ti divertirai mentre al contempo ti guadagni la pagnotta. Ho sempre pensato che questo sia un ottimo obiettivo.

Specie negli States, c’è chi riesce a campare scrivendo il proprio blog. Qui in Italia ancora ci vuole un po’. Comunque, per chiarirsi le idee mi sembra ottimo questo articolo di  Carlo D’Angiò…

http://www.lavoro-casa.org/2010/07/lavoro-e-blogging/

Il dizionario dell’ottimista

Di David Di Luca, www.riassumendo.com

Il dizionario dell'ottimistaSono un fervido sostenitore dell ‘A-B-A-B, “Always bring a book”, cioè: portati sempre un libro. Le occasioni per leggere (e formarsi) sono infinite, dalla fermata dell’autobus alla coda alla posta. Specie se poi abbiamo a disposizione un libro con articoletti brevi, che ci possono fornire spunti preziosi in pochi minuti.

E’ esattamente quanto ci offre questo “Dizionario dell’ottimista”. Sessantasei definizioni, magari da leggere e meditare una al giorno. Come sappiamo bene, le piccole abitudini ripetute fanno la differenza.

Per comprare “Il Dizionario dell’ottimista” di Florian Langenscheidt Clicca qui

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