Sempre meno bambini dal dentista

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

bimbiChe la crisi economica stia pesantemente influendo nella vita delle famiglie italiane lo certificano i fattori legati alla salute; il punto di vista particolare offerto dai medici odontoiatri spinge ulteriormente alla riflessione. Secondo i dati resi noti all’ultimo Congresso del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria, nel  2012 le richieste di apparecchi per correggere i denti sono crollate del 40%, inoltre adulti e anziani rinunciano a protesi, impianti e dentiere per l’impossibilità a pagare le cure. Dunque, a rischiare danni permanenti alla dentatura sono i più piccoli. Oggi 5 milioni di bimbi fra i 5 e i 14 anni avrebbero bisogno di un apparecchio ortodontico, ma, al di là della prima visita, i genitori evitano le cure successive per l’alta spesa. Le richieste di cure ai denti al servizio sanitario nazionale, sono aumentate del 20% ma i 3.500 dentisti che operano nel pubblico, sono ormai al collasso, secondo quanto riportato dalla presidenza del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria.

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Stress, l’analisi dei capelli dice della salute del cuore

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

capelli-e-stressGuarda che capelli hai e ti dirò come funziona il tuo cuore. E’ quanto stabilito da uno studio condotto su oltre 280 anziani, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM). In sostanza lo stress cui siamo esposti nel tempo resta impresso sulla lunghezza del capello e misurandolo si può calcolare il rischio cardiovascolare di una persona. Dunque l’esame accurato del cortisolo, l’ormone dello stress, contenuto in un capello può verosimilmente stabilire il grado di salute cardiaca di un individuo. La ricerca porta la firma dell’equipe medica della dottoressa Laura Manenschijn dell’università Erasmo di Rotterdam. Sono stati in particolare gli ultimi tre centimetri del capello, quelli più vicini al cuoio capelluto, ad interessare maggiormente gli esperti, notando che quella breve sezione riassuma lo stress cui è stata sottoposta la persona nei tre mesi precedenti l’esame, con un’accuratezza migliore rispetto al prelievo di sangue.

Giornata mondiale della Malaria, tagli minacciano la ricerca

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

malariaLo scorso 25 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della malaria, malattia che uccide ancora seicentomila persone l’anno. L’invito a non abbassare la guardia nei confronti di questa patologia arriva dall’Amref, l’African medical and research foundation, secondo cui sarebbero a rischio i finanziamenti alla ricerca, complice una crisi economica asfissiante come mai. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, citati dall’associazione, i casi di mortalità dal 2000 sono diminuiti di oltre il 25%; inoltre in Africa, i morti per malaria sono diminuiti di un terzo nell’ultima decade e, al di fuori dell’Africa, 35 dei 53 paesi colpiti dalla malaria hanno ridotto i casi del 50% nello stesso periodo. La chiave di questo significativo successo va trovata nell’incremento degli interventi di controllo sulle zanzare, principali vettori della malattia, insieme a un maggiore accesso ai test diagnostici e a trattamenti di qualità. Il rischio tuttavia è che si ritenga questi obiettivi come il massimo raggiungibile, mentre molto si può ancora fare. Ecco che il taglio dei fondi destinati alla ricerca, l’Amref parla di una carenza annuale di 3,6 miliardi di dollari, minaccia di bloccare questo circolo virtuoso.

 

 

60 anni fa la scoperta della struttura del DNA

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Watson-e-Crick-strutturaHa compiuto 60 anni la scoperta della struttura molecolare più studiata (e importante) del secolo, stiamo parlando del DNA che proprio il 15 aprile del 1953 veniva svelato al mondo da James Watson e Francis Crick in un articolo pubblicato su Nature. I due studiosi, che avrebbero poi vinto il Nobel nel 1962, descrissero la forma a doppia elica dell’acido desossiribonucleico, unite da quattro mattoni, adenina, guanina, citosina e timina, uniti a coppia; a disegnarne il bozzetto fu la moglie di Crick, la pittrice Odile Speed. Isolato nel 1869 dal biochimico svizzero Friedrich Miescher, il DNA fu lungamente studiato, ma è stata la descrizione accurata e realistica fornita dai due scienziati britannici, anche grazie agli studi compiuti in precedenza da Rosalind Franklin, mai valorizzati abbastanza dalla comunità scientifica di allora, a rappresentare il passo avanti nella medicina. Il DNA infatti contiene le informazioni genetiche primarie per la nostra vita, la scoperta della sua struttura ha dato il via ad una serie di studi essenziali per l’individuazione e la cura di malattie genetiche ed ereditarie.

La tenacia e la perseveranza premiano sempre…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi ti parlo di una storia bellissima. Una storia di tenacia e di determinazione. Una storia che sono convinto, ti farà riflettere molto.

Hai mai sentito parlare di Wilma Rudolph?

Wilma era una ragazza di colore nata nel 1940 negli Stati Uniti, che supera la sua brutta malattia e vince ben tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960.

Siccome la storia aveva dell’incredibile, mi sono documentato ed ho scoperto che la Rudolph era la ventesima di ben ventidue figli di una famiglia di colore americana molto povera, a causa della Grande Depressione.

La mamma di Wilma dedicò gli anni successivi alla nascita della figlia a curare ogni genere di malattia che la bambina contraeva. Un giorno si accorse che il piedino e la gamba sinistra di Wilma erano deboli e si stavano deformando: aveva la poliomielite.

Tutti i medici affermarono che Wilma non sarebbe più riuscita a camminare, ma la Signora Rudolph era testarda e combattiva.

Scoprì che Wilma poteva essere curata all’ospedale di Nashville (all’epoca il più vicino riservato ai neri) e nonostante distasse dalla città in cui abitavano parecchi chilometri, vi condusse la bambina per due anni di fila, due volte la settimana per farle fare le terapie.

Ci vollero anni prima che Wilma potesse riprendersi fisicamente e finalmente, all’età di dodici anni, grazie alla tenacia e alla perseveranza di sua madre riuscì a tornare a camminare normalmente.

A fare tutte quelle cose che per una bambina e un bambino della sua età, sono determinati: correre, giocare e divertirsi.

Ma Wilma aveva deciso di stupire il mondo!

A scuola volle dedicarsi al basket, diventando ben presto una star, stabilendo record su record. Fu notata dall’allenatore di atletica, che la avviò alla velocità.

In poco tempo, Wilma Rudolph divenne una velocista di livello mondiale, guadagnandosi il soprannome di “gazzella nera”. Pensa che appena sedicenne, partecipò alle Olimpiadi del 1956, vincendo la medaglia di bronzo nella staffetta USA 4 x 100 m.

Ma era solo all’inizio e il 7 settembre del 1960 a Roma, Wilma Rudolph fu la prima donna americana a vincere ben tre medaglie d’oro nella velocità.

Fantastico, semplicemente fantastico.

Nonostante tutte le difficoltà fisiche iniziali, Wilma Rudolph e sua madre, hanno dato una grande lezione di carattere e di tenacia a tutto il mondo.

In particolare, a tutte quelle persone che pur avendo avuto molto, dalla vita, continuano ogni giorno a lamentarsi per delle cose futili e banali.

La gente non si rende conto della fortuna che ha, delle cose belle di cui può godere ogni giorno. Eppure, si soffermano unicamente su quello che manca loro. Cose insignificanti, senza peso, senza valore.

Senza apprezzare la “vera ricchezza” che hanno già.

Prendi esempio da Wilma Rudolph, e ricorda: la tenacia e la perseveranza premiano sempre.

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Prematuri, il canto di mamma e papà aiuta lo sviluppo

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Lo-spazio-bianco-Margherita-Buy-Salvatore-Cantalupo-Antonia-Truppo-Gaetano-Bruno-19_midC’è una tenerezza infinita verso un neonato, una nuova vita che nasce; ancora di più se ci troviamo davanti ad un prematuro, un bimbo cioè venuto alla luce prima dei canonici 9 mesi, bisognoso quindi di una gestazione supplementare in incubatrice. Il progresso medico ha realizzato passi da gigante nel campo in questione e la notizia riportata sul New York Times non fa che aumentare l’ottimismo.

Secondo una recente ricerca pubblicata su Pediatrics, la musica dal vivo fa bene ai prematuri, soprattutto se a cantare le melodie sono mamma e papà. Il battito cardiaco rallenta, così come il respiro, il bimbo dorme meglio e impara a succhiare il latte. 272 i bebè coinvolti nello studio che che è stato condotto per due anni in 11 ospedali da Joanne Loewy del Beth Israel Medical Center di New York.

Le fave di cacao contrastano la degenerazione neurocellulare

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

frutto-del-cacaoMille proprietà importanti per la nostra salute, più una: la capacità di difenderci da gravi malattie neurologiche come l’Alzheimer e il Parkinson. Il cacao non smette davvero di stupire, stavolta grazie alla presenza di polifenoli che stimolano la neuroprotezione, attivando la sopravvivenza del fattore neutrofico cerebrale, Bdnf, in sostanza ciò che permette alle nostre cellule cerebrali di rimanere attive. La scoperta è stata fatta dall’Istituto di Ricerca Sbarro di Philadelphia e dalle Università di Siena e dell’Aquila, pubblicate poi sul Journal of Cellular Biochemistry. Dunque i polifenoli del cacao non svolgerebbero solo una semplice funzione antiossidante ma contrastano la morte neuronale. Questi risultati possono quindi aiutare i medici a prevenire il deterioramento cognitivo negli anziani e nelle malattie neurodegenerative, bloccando l’espansione delle patologie.

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