Reato esporre le confezioni di acqua minerale al sole

Dura sentenza della Cassazione penale: va condannato il commerciante che tiene esposte nel piazzale alla luce del sole le casse d’acqua. Basta la sola detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione: è un illecito di pericolo perché vi è il rischio di alterazione per i contenitori Pet

Fonte: Sportello dei diritti, www.sportellodeidiritti.org | Foto: Pixabay

Un’ottima notizia per i consumatori e una negativa per quegli esercenti che sono abituati a stoccare le casse di bottiglie d’acqua minerale alla luce del sole e senza alcuna protezione. Per la Cassazione penale, infatti, con la sentenza 39037/18, pubblicata il 28 agosto dev’essere condannato penalmente l’esercente che tiene le confezioni di acqua minerale esposte in questo modo: la contravvenzione di cui all’art. 5, lett. b) L. n. 283 del 1962 che riguarda la detenzione per la vendita di prodotti destinati all’alimentazione in cattivo stato di conservazione è un reato di pericolo presunto con anticipazione della soglia di punibilità per la rilevanza del bene protetto, la salute, sicché il reato sì concretizza anche senza effettivo accertamento del danno al  bene protetto.

A segnarlo, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”che ribadisce come la decisione segni un punto in favore dei consumatori nella tutela della propria salute e un monito per tutti quei commercianti che continuano a perpetuare una prassi che non favorisce la conservazione corretta di un prodotto fondamentale per la vita come l’acqua. A tal proposito, rileva la Suprema Corte che per la configurazione del reato a carico del negoziante, è sufficiente che le confezioni d’acqua siano conservate esposte alla luce del sole: basta il solo rischio che i contenitori di Pet possano alterarsi per reazione chimica all’esposizione ai raggi solari.

Nella fattispecie, la terza sezione penale ha confermato la condanna emessa dal Tribunale di Messina nei confronti di un commerciante reo del reato di cui all’articolo 5 della legge 283/82, perché era stato appurato che le confezioni di acqua minerale erano accatastate alla rinfusa all’esterno di un deposito ed esposte alla luce del sole, in periodo estivo in pieno giorno in una zona notoriamente calda come la Sicilia.

Sulla scia di numerosi precedenti giurisprudenziali, con la decisione in commento, la Suprema Corte ha ricordato che «Il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno o deterioramento dell’alimento, senza che rilevi a tal fine la produzione e di un danno alla salute, attesa la sua natura di reato a tutela del c.d. ordine. alimentare, volto ad assicurare che il prodotto giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte dalla sua natura (Cass. Sez. 3 n.  0772 del 5/ 5/2015, Torcetta, Rv. 269901)».

E per accertare il cattivo stato di conservazione non servono specifiche analisi di laboratorio, ma sono sufficienti dati obiettivi, come il verbale ispettivo, documentazione fotografie o la prova testimoniale. L’acqua, peraltro, deve essere assimilata ad altri liquidi alimentari come l’olio o il vino: è un prodotto vivo e subisce alterazioni quando è stipato in contenitori stagni che impediscono i normali interscambi che avvengono con l’aria ed altre forme di energia. Il divieto di esporre le bottiglie d’acqua alla luce e al calore del sole, in tal senso, era già previsto addirittura dal decreto ministeriale del 20 gennaio 1927, quando i contenitori in commercio erano solo di vetro.

Ciò vale tantopiù con le confezioni in Pet, «atteso che l’esposizione, anche parziale, di prodotti destinati al consumo umano alle condizioni atmosferiche esterne, tra cui l’impatto con i raggi solari può costituire potenziale pericolo per la salute dei consumatori, in quanto sono possibili fenomeni chimici di alterazione dei contenitori e di conseguenza del loro contenuto».

Addio Mp3 (o quasi). Fraunhofer non rinnova licenze

L’Mp3 va in pensione. E’ infatti scaduto il brevetto di questo formato audio, detenuto  da Fraunhofer IIS, e l’istituto tedesco ha deciso di non rinnovarlo. I creatori di Mp3  lo ritengono ormai obsoleto, dal momento che ormai anche per l’audio esistono formati  più efficienti, come ad esempio l’AAC, lanciato da Apple.

Naturalmente i files continueranno a funzionare, così come i software che permettono di  crearli. E’ solo questione di tempo però perché il formato cada in disuso. D’altronde è  da molto ormai che la musica si ascolta in streaming, grazie a servizi come Spotify, senza scaricarla sui device.

Vacanze nel segno del wellness

terme-2Quasi quasi me ne vado in vacanza. Se avete pronunciato questa frase almeno una volta nelle ultime 48 ore e siete alla ricerca di un benessere profondo e duraturo, allora questa notizia fa al caso vostro. Secondo una indagine condotta dal Global wellness tourism institute (Gwtc) presentata a Dubai, il turismo del benessere mondiale gode di ottima salute, soprattutto trainato da nuovi viaggi in chiave fitness organizzati in Africa e Medio Oriente.

La voglia di relax, il desiderio profondo di staccare la spina per immergersi nelle acque di un centro termale si intrecciano alla voglia di conoscere culture e usanze lontane, trasformando l’esotismo di una meta lontana in una ricerca più genuina.

Stando ai dati della ricerca, i viaggi in Spa di lusso, massaggi autoctoni, hammam storici e bagni in località distanti sono destinati a crescere del 9,9% ogni anno e se il mercato globale fatturerà circa 700 miliardi di dollari nel 2017, costituendo il 16% del turismo totale. A fare la parte del leone sono Medio Oriente ed Africa. Seguono altre mete come Israele, Marocco ed Egitto.

Salute Notizie 16 Aprile 2014

Cannabis_01_bgiu_h150Nello stato americano del Colorado i primi distributori automatici di marijuana: i progettisti affermano che le macchine utilizzano una tecnologia per permettere alla gente di acquistare più velocemente la cannabis, ma allo stesso modo mantenerla fuori dalla portata dei minori. I distributori, infatti, sono dotati di un sistema che richiede agli utenti di inserire un documento per verificare età e identità, quindi una telecamera controlla la corrispondenza della persona che vuole comprare la marijuana con quella proprietaria del documento. La prima macchinetta verrà installata nel dispensario Herbal Elements a Eagle-Vail. Il Colorado è il primo stato dell’Unione ad aver dato il via alla vendita della cannabis a scopo ricreativo, all’inizio dell’anno.

“Ogni anno in Italia vanno in fumo 23,6 miliardi di euro nel Sistema sanitario nazionale a causa di corruzione, sprechi e inefficienze “. La stima di quella che viene definita la “corruption” complessiva della sanità si basa su diversi studi raccolti in nel primo Libro bianco dell’Istituto per la promozione dell’etica in sanità. Sui 114 mld di spesa sanitaria del 2013, bruciati 6,4 mld per corruzione, 3,2 mld per inefficienza e 14 mld per sprechi di risorse. A livello territoriale, analizzando il dato sulla corruzione, si rileva che il 41% dei casi avviene al Sud, il 30% al Centro, il 23% al Nord e il 6% è costituito da diversi reati compiuti in più luoghi. Le stime più accreditate circa il tasso medio di corruzione e frode in sanità sono quelle di Leys e Button che nel 2013 lo hanno stimato in 5,59%, con un intervallo che varia tra il 3,29 e il 10%.

Al via in Toscana i corsi di formazione per l’Aggregazione funzionale territoriale, la nuova formula organizzativa incentrata sulla collaborazione tra medici di famiglia e medici della continuità assistenziale, per garantire ai cittadini un’assistenza continua. Nella regione ce ne sono 115, ciascuna con un suo coordinatore. Nei giorni scorsi si è tenuto a Firenze, nella sede del Formas a Villa La Quiete (la struttura della Regione che si occupa di formazione in sanità), il primo modulo del corso di formazione per coordinatori di Aft della Toscana. Il corso si articolerà in due sessioni plenarie e otto moduli formativi monotematici nell’arco del 2014. Nel corso del primo incontro sono stati delineati i vari aspetti dell’organizzazione delle Aft e del ruolo dei coordinatori, che poi verranno approfonditi nei moduli monotematici.

L’Europa è sedentaria (e il costo economico molto elevato)

sedentariBisogna darsi una mossa. E’ il senso profondo dello studio condotto dall’Unione Europea in merito all’attività sportiva e fisica in generale compiuta dagli abitanti del Vecchio Continente, laddove per Attività fisica si intende l’energia che si brucia con il movimento; il 42% è dedito all’ozio totale. I più sedentari in assoluto sono i bulgari (78%), seguiti dai maltesi (75%) e dai portoghesi (64%), ma gli italiani occupano un non invidiabile quarto posto (60%) a pari merito con i romeni. Più si sale, più si corre:in Svezia solo il 9% dice di non fare alcuna attività, il 14% in Danimarca, ed il 15% in Finlandia. L’inchiesta di Eurobarometro, dunque, non lascia scampo e definisce una situazione generale piuttosto desolante.

Bisognerebbe adottare delle misure che incoraggino le persone ad integrare pratica sportiva e attività fisica nella propria vita quotidiana“, si legge in una nota del Commissariato Ue alla Cultura e Sport. E non solo per motivi legati alla salute, ma perché l’inattività fisica ha un costo economico molto elevato, in termini di assenza dal lavoro per malattia e assistenza sanitaria, che sarebbero ridotte dedicando tempo e interesse all’attività fisica. Inoltre le spese mediche per le persone attive sono inferiori del 30% rispetto a quelle di coloro che non svolgono attività fisica.

Qual è il momento giusto per una richiesta?

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

Le poste italiane hanno recentemente introdotto una curiosa pratica presso i loro uffici postali: dopo aver pagato la tua bolletta o la tua contravvenzione, l’impiegato dietro allo sportello, ti presenta prontamente un rotolo di gratta e vinci e ti chiede se ne vuoi acquistare uno. Non so se l’azienda riconosca agli impiegati una percentuale su queste vendite ma, dall’entusiasmo e dalla costanza con cui gli impiegati tentano di piazzare i tagliandini, ho il sospetto che sia così.

Lontani sono i tempi in cui l’impiegato della posta era solo un pubblico funzionario, il cui unico obiettivo era quello di portare a casa il suo stipendio mensile, preferibilmente facendo il meno possibile. La privatizzazione dell’azienda ha trasformato ora gli addetti allo sportello in venditori, esponendoli agli inevitabili e numerosi rifiuti da parte dei potenziali acquirenti, mi domando con quali ripercussioni psicologiche a fine giornata.

Ad ogni modo, la mia riflessione è la seguente: dopo che un utente ha appena pagato un bollettino postale, spesso di una cifra importante e che nella maggior parte non sono soldi spesi con piacere, gioia e entusiasmo, è veramente nello stato d’animo adatto ad investire altro denaro in qualcosa che, per definizione, presenta bassissime possibilità di ritorno ? dalla lunga e costante serie di rifiuti che ho potuto osservare durante una mia recente permanenza in un ufficio postale di Roma, mi sento di poter dire che la risposta è no.

Una vendita come quella di un gratta e vinci, per sua definizione molto emotiva e poco razionale, il cui contraccambio del denaro speso è nella stragrande maggioranza dei casi pari solo a una fugace sensazione di suspance e di eccitazione per una potenziale vincita, è sicuramente molto influenzata dallo stato d’animo dell’acquirente. Le Poste Italiane sembrano non aver minimamente tenuto in conto questo fattore, introducendo la pratica sopra descritta.

Quale sarebbe invece un buon momento per proporre un gratta e vinci ? sicuramente dopo che il cliente ha speso dei soldi di sua volontà, per qualcosa di piacevole e per un importo non rilevante.

Nei moderni uffici postali privatizzati si può acquistare di tutto, dai libri ai cd a ogni sorta di articolo per la cancelleria. Dopo questi acquisti però, non viene stranamente proposto il gratta e vinci, mentre le possibilità di successo sarebbero certamente più elevate.

Uscendo dall’ufficio postale, un ottima circostanza per fare la stessa proposta sarebbe quella di un bar, dopo un caffè o altra consumazione da parte dell’utente. Tutti i bar vendono i gratta e vinci, ma non mi è mai capitato che un barista, dopo il pagamento della consumazione, mi faccia questa richiesta, ovvero tiri fuori il rotolo e mi proponga l’acquisto, magari con gli spicci che mi ha appena dato di resto.

Conoscere questo semplice meccanismo della vendita, ovvero che lo stato d’animo del potenziale acquirente influenza fortemente l’esito di una vendita emotiva, molti bar potrebbero aumentare considerevolmente il proprio fatturato, semplicemente introducendo questa pratica di routine presso i loro addetti di cassa.

Riflessioni di un ingenuo sul digitale terrestre

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Qui da noi in Toscana il digitale terrestre ha ancora da venire, ma fino a un annetto fa stavo nel Lazio, dove invece lo switch-off era già avvenuto.

A sentire i suoi sostenitori, il digitale terrestre doveva essere una sorta di bacchetta magica che avrebbe moltiplicato la possibilità di espressione.  Infatti, mi capitò di vedere una televisione locale zeppa di televendite, che con il Dtt era passata da uno a quattro canali…  zeppi di televendite.

A parte questo trascurabile dettaglio, a costo di passare per luddista, confesserò che non capisco la necessità di stravolgere in questo modo le abitudini televisive dell’italiano medio. Per dire, mia mamma, che non è poi così anziana, non ha idea di come si faccia a gestire la cosa.

Senza contare che proprio in questi giorni il Tar ha preso l’AgCom per un orecchio per via della numerazione dei canali, che il digitale dovrebbe gestire in automatico, senza che noi smanettiamo per trovare l’emittente che ci interessa. Quindi, sull’1 Raiuno, sul 2 Raidue… sul 5 canale5… Tutto predeterminato. Molto bello. Sarà insomma più facile guardare RaiSet piuttosto che altro.

Tutto quanto sopra dando per scontato che al momento dello switch-off noi toscani vedremo ancora qualcosa, visti i casini che ci sono stati nelle altre regioni. Ci sarà da divertirsi soprattutto nelle zone dove i ripetitori se li sono installati i cittadini, perchè altrimenti non si vedeva un tubo. Questi o fanno l’abbonamento a Sky, oppure vedranno quelle che dalle mia parti si chiamano “le corse delle formicole” (per i foresti: vedranno statico ovunque).

Fortuna che (a) volendo,  Rai e Sky Tg 24 si vedono anche su Internet (b) Film e telefilm ci sono anche su Dvd.

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