> Classi separate, gli esperti dicono no

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Dividere le classi per sesso, in modo da permettere agli insegnanti di svolgere al meglio il loro lavoro. E’ il dibattito su cui si sta discutendo in questi giorni negli Stati Uniti. Il Dipartimento per l’educazione ha stabilito nel 2006 che le scuole pubbliche possano adottare la politica della separazione dei sessi, ma questa teoria trova un gran numero di detrattori, come testimonia l’articolo recentemente pubblicato su Science.

Quella che contestano i fondatori dell’American Council for CoEducational Schooling, associazione no profit che si batte per mantenere il sistema misto, è l’idea di una presunta diversità fra il cervello dei bambini e quello delle bambine, una diversità che implicherebbe metodologie di insegnamento differenti. I geni (maschili o femminili) concorrono a determinare differenze, ma non bastano a giustificare la separazione fra i sessi a scuola.

Secondo l’articolo di Science quelli che sostengono la superiorità del metodo educativo basato sulla separazione delle classi in base al sesso trascurano due aspetti importanti e cioè che le classi separate vanno per la maggiore nelle scuole private, istituti, frequentati dai rampolli delle upper class, che operano già una scrematura all’origine, con test di ingresso molto selettivi; gli studenti che frequentano classi separate in queste scuole avranno successo negli studi per la loro posizione sociale.

Non solo ma la separazione dei sessi aumenta gli stereotipi sull’altro sesso, legittimando gli atteggiamenti discriminatori, “la collaborazione fra i sessi andrebbe invece incentivata e favorita, fin dall’infanzia”, si legge nell’articolo.

> La protezione e rispetto degli operatori Reiki durante il trattamento

Un guest post di Fabiana Del Torto

Un buon operatore Reiki si accosta alla persona che richiede un trattamento con sobrietà, gentilezza e cuore aperto; colui che con  presenza e consapevolezza si dedica all’ascolto dell’altro ed esprime un atteggiamento amorevole e rispettoso. Un buon operatore Reiki però ha anche bisogno, soprattutto, di prendersi cura di sé: ascoltandosi, regalandosi del tempo libero, nutrendosi in modo sano, riposando in modo adeguato, coltivando un atteggiamento ottimistico, lavorando su se stesso ecc…

Un’altra cosa importantissima che l’operatore Reiki dovrebbe fare è evitare di aprirsi alle scorie energetiche altrui. Nel Reiki, come sappiamo, è assai facile curare gli altri in modo naturale: questa energia è intelligenza e consapevolezza, essa  sa cosa deve fare e come farlo. Considerando che ogni sintomo è un messaggio che il corpo dà a se stesso, l’efficacia del trattamento dipende da quanto la persona, intimamente (inconsciamente) si autorizza a guarire attivando le sue risorse in base alla consapevolezza raggiunta.
Per essere dei buoni terapeuti olistici occorre saper entrare in contatto con se stessi, aprirsi all’ascolto (all’introspezione) per rafforzarsi nel corpo fisico, per purificare il corpo emozionale ed eliminare il più possibile le proprie scorie energetiche, fino a poter trattare altre persone senza esserne contaminati. Quando si esegue un trattamento si realizza un contatto energetico tra persone, e per quanto Reiki sia pulito, esistono due persone protagoniste dell’azione energetica.

L’influenza energetica può essere reciproca se non si effettua una sana schermatura e non la si gestisce adeguatamente.

E’ fondamentale divenire coscienti di quanto sta accadendo. Per un operatore Reiki è importante mantenere distacco e lucidità durante un trattamento. Operare nel campo dell’aiuto al prossimo non significa solo acquisire le tecniche adatte. Occorre anche dedicare tempo e intento per rafforzare la propria persona ed acquisire il necessario distacco al fine di tutelare la propria salute. Un insegnante olistico dovrebbe andare ben oltre la mera tecnica. Dovrebbe stimolare i suoi studenti a dedicare tempo e costanza all’apprendimento e all’applicazione di tecniche per coordinare e rafforzare il corpo fisico, il corpo emozionale e il corpo energetico, in modo da acquisire distacco e contemporaneamente mantenere la piena presenza.

Visualizzare una luce protettiva intorno a sé è una buona cosa, ci sono molte varianti di questa tecnica ma questo non basta. Una barriera protettiva efficace non si crea solamente con un atto mentale: essa è il risultato di pratica, sforzo, disciplina e di un sano rigore. Più energia si riesce a mettere grazie all’allenamento, più impenetrabile diventa la barriera.

La contaminazione può provenire da diverse impronte energetiche esterne, sia umane che ambientali di vario genere.  E’ fondamentale allenarsi al distacco. Non è un banale concetto intellettuale, permette invece di evitare di entrare in risonanza con i problemi della vita altrui. Di fronte all’impeto dell’energia pesante che si potrebbe incontrare  durante un trattamento, l’operatore Reiki dovrebbe essere fermo nell’impedire di essere attaccato e “vampirizzato” energeticamente. Questo distacco richiede assai più sforzo di una semplice visualizzazione o della manifestazione della volontà, richiede superare anche una resistenza acquisita socialmente e vissuta come senso di colpa. Mai sentirsi in colpa perché si è distaccati. Questa attitudine non è freddezza, piuttosto è non indulgere nell’importanza personale, nell’esaltazione dell’ego tipo: IO MI SACRIFICO PER GLI ALTRI.
Questo distacco è profondo rispetto.

Pur facendo del proprio meglio per aiutare il prossimo è opportuno non sentirsi colpevoli se i risultati non sono sempre quelli auspicati, è opportuno non sentirsi frustrati se colui che riceve il trattamento oppone resistenza energetica. Rispetto in questo caso significa non forzare una procedura energetica quando il ricevente (anche inconsciamente) non vuole essere aiutato o non è pronto in quel particolare tempo della sua vita a sostenere una determinata consapevolezza di sé. Non è corretto obbligare una persona ad accettare un aiuto, per quanto buono o meraviglioso possa sembrare.

Ognuno di noi ha un grande dono:  il libero arbitrio, ognuno di noi può fare la differenza, può scegliere.

Voler aiutare a tutti i costi una persona in nome dell’altruismo, della generosità o della cooperazione, può diventare una misera forma di ostentato buonismo che mette in luce l’ importanza personale, l’ arroganza, l’ eccessivo coinvolgimento in se stessi. L’incessante dialogo interiore è un grosso spreco energetico e limita la percezione. Lavorare attivamente per entrare in uno stato di silenzio interiore permette di mantenere uno stato di consapevolezza più elevato. E’ sano durante il trattamento Reiki evitare di nutrire qualsiasi immagine o pensiero negativo e portare l’attenzione in modo disciplinato, silenzioso, sul distacco.

Questo atteggiamento andrebbe praticato regolarmente finché non diventi naturale permettendo la formazione di una preziosa barriera difensiva: IL CONFINE DEL RISPETTO. Creare, mantenere e rafforzare l’integrità energetica è una questione di rigorosa disciplina e di volontà.

“ … nessun cliente, o meglio nessun essere umano, ha bisogno di essere salvato o protetto, anzi il desiderio o l’intenzione di salvare qualcuno tradisce sostanzialmente un atteggiamento arrogante (…) si può diventare un buon terapeuta se si lascia andare ogni idea su quale dovrebbe essere il risultato di una sessione e ci si rilassa assumendo un atteggiamento di indagine aperta, propenso all’esplorazione e alla sperimentazione e soprattutto consapevole di “non sapere.”  Da: LE RADICI DELL’AMORE, Svagito, Ed. URRA
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Autotrattamento Reiki: Un grande atto d’amore

Un guest post di Fabiana Del Torto

Oggi si utilizza la parola amore con molta facilità e semplicità,ma spesso è difficile incontrare e comprenderne a fondo il significato ,soprattutto se riferito a se stessi.Davvero sarebbe molto più leggera la vita quotidiana se ogni individuo rivolgesse a se stesso una fonte immensa d’amore ,che lo relazionerebbe inscindibilmente a coloro che lo circondano,così da vivere in modo tangibile l’essere in quanto infinitesimale scintilla dell’Universo che si unisce alle altre scintille ,formando la grande Luce o Energia della vita.

In riferimento a questo semplice ma profondo ed elaborato concetto ,oggi ci immergiamo nella descrizione di uno dei più importanti atti d’amore che ogni reikista ha la gioia di vivere:  l’autotrattamento REIKI.

Innanzitutto, ritagliare un arco di tempo da dedicare a sè stessi in una società che coinvolge nella frenesia della vita, è molto difficile: ritrovarsi nel giardino dell’anima sorto sulla pace, tranquillità ed ascolto,oltre ogni giudizio esterno,induce all’accettazione di sè stessi, nella propria vera essenza.

Non è una decisione semplice, anzi direi che il cammino reiki è piuttosto una scelta, dove l’autotrattamento è uno dei momenti fondamentali di crescita sana, durante il quale l’Energia Pura Universale s’infonde nell’Essere, propagandosi e sanando là dove c’ è bisogno.Ecco che in questo fondamentale atto d’amore, ci si vive eludendo schemi mentali, sensi di colpa e d’inadeguatezza, i limiti umani,accettando ciò che si è ed incontrando la Scintilla d’Amore Divina,che è una perla preziosa e silente, racchiusa nell’intima essenza di ognuno di noi.

In realtà, è proprio nell’incontro di Dio in sè stessi che s’impara ad amarsi, e conseguentemente si può proiettare all’esterno e quindi agli altri l’amore vero ed il sincero rispetto.

Durante l’autotrattamento Reiki, il contatto con se stessi stimola la crescita dell’autostima, l’autoespressione e il rispetto per sè stessi.

Tutto ciò conduce all’avanzamento dei processi di consapevolezza ,rafforzando l’organismo in generale ed accelerando i processi di guarigione, di cui ognuno necessita.

E’ un’esperienza unica ed indispensabile che auguriamo a tutti di fare,anche perchè dona la possibilità di aiutarsi quando si sta male, di fare azione di prevenzione e rilassamento quando si sta bene,  e ritrovarsi in armonia mentale, emozionale e spirituale con il meraviglioso mondo del quale si è parte attiva d’amore!!!

Il significato delle parole RISPETTARE e ONORARE viene spesso frainteso. Esse non vogliono dire che è necessario fare qualcosa, identificarsi o caricarsi di una certa lealtà. Il vero rispetto scaturisce dalla comprensione, è un effetto collaterale che si verifica quando siamo pienamente capaci di riconoscere una persona e tutte le esperienze della sua vita senza interferire. L’amore non implica un fare ma la profonda reverenza verso qualcuno e l’accettazione della solitudine di ognuno”.Da LE RADICI DELL’AMORE, Svagito, ed. URRA

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Reiki, un corso di 1° livello a Santa Marinella (Rm)

Di Redazione

L’agriturismo “Il Rifugio dei Cardinali” di S. Marinella (in provincia di Roma) organizza un corso di 1° livello di Reiki, che si svolgerà il 9 e 10 Aprile. Il contributo per partecipante è 170 euro, mentre il pernottamento con pensione completa viene offerto a 65 euro a notte in camera doppia. Per maggiori info è possibile scaricare il volantino (Pdf).

Reiki, corso 1° livello a Santa Marinella (Roma)

Di Redazione

Un corso di Reiki primo livello si terrà l’11 e 12 dicembre prossimi presso l’Agriturismo “Il Rifugio dei Cardinali” a Santa Marinella, in provincia di Roma. Per maggiori informazioni è possibile Scaricare il volantino (Pdf, ca 110 KB)

Corso di Reiki primo livello a Livorno il 22-23/5

L’Associazione Orienteacquaviva organizza un corso primo livello di Reiki a Livorno il 22 e 23  Maggio prossimi. Per scaricare la locandina in formato Pdf clicca qui.

Corso di Reiki a Livorno il 6-7/2

Per chi vuole conoscere le tecniche di guarigione Reiki, l’Associazione Orienteacquaviva di Livorno organizza un corso di primo livello. Potete scaricare la brochure cliccando qui.

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