Post Parade Giugno 2010 (quella vera)

Scusatemi ma mi sono reso conto solo ora di aver titolato ‘Post Parade Giugno 2010’ quella di Maggio. Fa niente: questi sono comunque i post più visitati negli ultimi trenta giorni…

1. Cosa significa essere assertivi

2. Pressione arteriosa, ecco i numeri “giusti”

3. Scoperte le cause biologiche dell’autismo

4. PSD-Riba-Come evitare gli insoluti dal 5 Luglio 2010 in poi

5. Come convincere le persone

6. Come chiedere un aumento di stipendio – Prima Parte

7. Cellule staminali contro la sclerosi multipla

8. Piove? Sto male. Vita di un meteopatico

9. Calvizie, nuova scoperta nel campo della ricrescita

10. Il secondo livello Reiki: Okuden

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Come far crescere l’autostima nei bambini

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiOggi rispondo all’email di una mamma, Lucia, che si preoccupa per la sua bambina e mi ha scritto questa email, chiedendomi come poterla aiutare a far crescere autostima nei bambini.

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Come crescere autostima nei bambini
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ho una bambina di 6,5 anni che e’ molto timida e anche se i risultati a scuola sono ottimi ha sempre il terrore di sbagliare, quali sono i comportamenti da tenere per incrementare la sua autostima e quali gli errori…

mi puo’ consigliare un libro adeguato in merito
la ringrazio anticipatamente
lucia

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Eccoti 3 consigli banali per creare Autostima nella tua bambina
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Cara Lucia,
per prima cosa permettimi di farti notare che un bambino si comporterà, sempre, secondo le aspettative degli altri, specialmente delle persone che vivono intorno a lui, che hanno autorità su di lui.

Quindi, se ti sei accorta che tu o tuo marito hai “chiesto” troppo alla tua bambina, hai avuto delle aspettative un pò troppo alte, comincia col fare un piccolo passo indietro.

Con il farle capire che deve stare tranquilla, che non succede nulla se a scuola non prende sempre tutti dieci.

Premesso questo, direi che puoi cominciare ad aiutare la tua bambina a far cresce l’autostima dentro di sé con questi tre modi:

1. comincia con evitare di rimproverarla se per caso sbaglia. Falle capire che sbagliare non è nulla di grave, che anzi, sbagliare è fondamentale per imparare qualcosa di nuovo. Magari raccontale come anche tu e tuo marito, pur avendo sbagliato tante volte, avete imparato tantissimo dai vostri errori;

2. ricordale costantemente che le vuoi bene e che hai fiducia in lei. Quando fa qualcosa di buono, dille subito brava e quando sbaglia qualcosa, tranquillizzala e dille di non preoccuparsi, che sei certa che la prossima volta andrà meglio;

3. tutte le sere, quando si sta per addormentare, dille che sei fiera di lei. Sussurrale nell’orecchio che sai che diventerà sempre più brava e che deve stare tranquilla, perché durante la notte la fiducia crescerà sempre più dentro di lei.

Prima che la bambina si addormenti, lavora sul suo inconscio e aiutala a crearsi un’immagine positiva di se stessa.

Per esempio: se da grande vuole diventare una ballerina, ripetile che da grande diventerà una bravissima ballerina. Che la vedi già danzare con allegria e con il sorriso, bellissima nel suo tutu rosa.

Più la stimoli ad avere un’immagine positiva, più la sua autostima crescerà e si rafforzerà.

Infine, ricordati che è fondamentale che tu e tuo marito abbiate un atteggiamento coerente e comune con la bambina.

Se tu motivi la bambina e lui, invece, le fa solo notare gli errori (o viceversa), create in lei solamente maggior confusione e, di conseguenza, avrà scarsa fiducia in se stessa.

Tu e tuo marito dovete dare “amore” incondizionato alla vostra bambina, indipendentemente dalle vostre aspettative.

Dovete amarla per quello che è, e non per quello che vorreste che fosse.

Un libro da leggere?

Semplice, “PNL per i bambini” di Eric De La Parra Paz, il più bel libro che abbia mai letto su come comportarsi per far crescere la sicurezza e la fiducia nei bambini.

Un libro che ogni genitore con bambini sotto ai dieci/dodici anni, dovrebbe leggere almeno tre volte.

Un grande abbraccio e spero di esserti stato di qualche utilità

Il segreto del successo secondo Jim Rohn

“Il successo non ha niente di magico o di misterioso. E’ la conseguenza dell’applicare costantemente i fondamentali più semplici.”    Jim Rohn

A volte si pensa che il successo arrivi per caso. Non è così. Si tratta semplicemente di persistere, imparando eventualmente dagli errori. E se lo afferma colui che è stato il mentore di Anthony Robbins, direi che possiamo crederci. Ci sono momenti in cui mi viene da pensare che i successi più solidi si costruiscano un mattone alla volta. Solo chi smette di costruire ha veramente fallito.

…e ovviamente vai coi libri, che vi invito ad acquistare come pedaggio per i contenuti di questo sito 🙂

In italiano si trova Sette strategie per la ricchezza e la felicità

http://www.ibs.it/code/9788871529967/rohn-jim/sette-strategie-per-la.html?shop=4616

Se leggete ‘nu poco di english:
7 Strategies for Wealth & Happiness: Power Ideas from America’s Foremost Business Philosopher

Oppure potete navigarvi la pagina che Amazon dedica a Jim Rohn

(David Di Luca)

Esposizione al sole, cercate i solari giusti

Di Francesca Fiorentino, Enxerio Channel

Le regole per un’abbronzatura perfetta? Prima di tutto proteggere la pelle. Il messaggio è rivolto a chi ha la pelle chiara, ma ciò non significa che gli altri non debbano interessarsene. Per schermare il derma dai raggi ultravioletti bisogna dunque scegliere la crema solare più adatta. Subito un avvertimento: “indossare” una crema ad alta protezione evita le scottature, ma non vuol dire che ci si possa esporre di più.

Quindi sarebbe bene non fare troppi bagni di sole durante i primi giorni di mare, sarebbe un errore grave anche con un solare ad alta protezione. Discorso da tenere a mente in particolare quando si parla di bambini: una scottatura da piccoli, infatti, facilita lo sviluppo del melanoma in età adulta. Per scegliere il solare giusto bisogna orientarsi fra livelli di protezione, filtri chimici e fisici. Recentemente l’Unione Europea ha reso obbligatoria la nuova dicitura continentale per le creme.

Diffidate dalla scritta “schermo totale” perché una protezione del genere non esiste; quattro le differenti gradazioni della protezione, bassa, media, elevata, molto elevata. Le confezioni dei cosmetici, inoltre, dovranno avvertire chiaramente i consumatori che i raggi UVA sono responsabili dell’invecchiamento della pelle e alterazione del sistema immunitario. Per la protezione dal sole si consiglia di applicare la crema almeno una mezz’ora prima dell’esposizione, ripetendo l’applicazione dopo il bagno o la doccia.

La dose indicata per un adulto che l’Unione europea dà è di 6 cucchiaini da tè di crema. Evitare il sole tra le 11 e le 15. In questo orario i bambini devono essere tenuti all’ombra

“Downshifting”, lavorare meno e godersi la vita

Recensione di David Di Luca

DownshiftingPosso dirlo per esperienza diretta: se il lavoro non ci soddisfa la responsabilità è sempre nostra.  In effetti, ciò che facciamo per guadagnare la pagnotta dovrebbe rispecchiare i nostri valori. Non sempre è possibile, ma bisognerebbe quantomeno puntarci.

Del resto, a volte siamo così coinvolti nel “guadagnarci la pagnotta” di cui sopra, che di riesaminare la nostra posizione lavorativa non ci passa neppure per l’anticamera del cervello. Lavoriamo come dei pazzi, lavoriamo sempre di più, e ogni tanto ci domandiamo chi ce lo fa fare.

Molto dipende da quello che realmente vogliamo. Il libro che vi presento oggi, Downshifting, di John D. Drake, ci invita a rallentare il passo. Non certo a non fare più un emerito tubo, ma semplicemente a capire quali sono le nostre potenzialità, ed anche, volendo, a renderci conto se davvero abbiamo bisogno di tutti i giocattolini che ci circondano…

Seguendo il link qui sotto e acquistando il libro contribuisci al mantenimento di questo sito (e al mio personale, che non guasta):

http://www.ibs.it/code/9788888857336/drake-john-d/downshifting-come-lavorare-meno.html?shop=4616

Dare agli altri una reputazione da rispettare

Un guest post di Marco Germani, autore di I meccanismi della persuasione

Una tecnica di persuasione etica molto efficace è quella di evidenziare, prima di formulare una richiesta, delle caratteristiche dell’altra persona che noi ammiriamo e rispettiamo e che sono completamente compatibili con l’accettazione della richiesta stessa. Illustro quanto sopra con un esempio pratico: qualche tempo fa mi sono trovato nella posizione di dover sollecitare un pagamento ad un cliente per un mio servizio di consulenza.

Con questo cliente abbiamo un rapporto di amicizia e stima reciproca e, dato molto importante, l’entità del pagamento non era tale, da mie informazioni certe, da creargli qualsiasi tipo di disagio finanziario. In altre parole il cliente possedeva i soldi per pagarmi, la data del pagamento era stata abbondantemente superata e nonostante ciò ancora non mi stava pagando. Era necessaria quindi un’opera di persuasione da parte mia, da effettuare nel modo più appropriato possibile.

Decisi allora di inviargli una breve nota in cui, inizialmente, lo informavo di un nuovo trend di mercato presente nel suo specifico settore. Dichiaravo che si trattava di un’informazione molto recente e di cui poche persone erano attualmente a conoscenza (fatto assolutamente vero), per usare la leva del principio di scarsità, unita a quella del principio di reciprocità. A conclusione del messaggio, decisi di aggiungere la seguente frase.

“Infine, dato che sei una persona integra, onesta e corretta, sono certo che provvederai appena ti è possibile al pagamento della mia fattura n. XX con data di scadenza….”

Cosa avevo fatto ? semplicemente avevo dato al mio cliente una reputazione da mantenere. Chi è onesto, integro e corretto, paga le fatture in tempo, o almeno avverte se ha un problema finanziario e non può pagare (e non era il caso dell’importo in questione, per quel cliente). Leggendo quelle parole, il cliente si trovava così di fronte ad una scelta: meglio pagare o rinunciare alla reputazione di essere integro ? quanto gli sarebbe potuto costare perdere la sua reputazione di persona onesta per i suoi affari futuri ?

Probabilmente a causa di queste considerazione, due giorni dopo, mi arrivò il pagamento accompagnato da un suo messaggio di scuse.

Come sempre, ci tengo a sottolineare che per utilizzare questa tecnica, è necessario che la nostra affermazione positiva sia vera. Se questo cliente fosse storicamente stato un cattivo pagatore, la mia affermazione sarebbe suonata falsa e strumentale e probabilmente non avrebbe sortito alcun effetto. In quel caso, avrei dovuto lavorare maggiormente sul persuadere me stesso a smettere di prestare servizi ad una persona di quel tipo !

Autismo, si lavora ad un test per la diagnosi precoce

Di Francesca Fiorentino, Enxerio Channel

Diagnosticare l’autismo prima della nascita, magari mettendo a punto un test genetico, per stabilire fin da subito una strategia di azione. E’ questa la nuova frontiera degli studi su questa patologia, che solo in Italia colpisce 5 bambini ogni diecimila. La strada è ancora lunga, ma stando a quanto è stato pubblicato nei giorni scorsi da “Nature”, si comincia a fare qualche piccolissimo passo.

Sulle colonne della prestigiosa rivista scientifica sono stati pubblicati i risultati del più ampio studio genetico fatto sull’argomento; una sorta di mappatura dei geni dell’autismo che si completerà nei prossimi due anni. Gli studiosi, provenienti da 12 paesi differenti, hanno analizzato il DNA di circa mille bimbi affetti da autismo e altrattante persone sane. Il risultato più significativo che è stato raggiunto dall’equipe medica è stato che i geni coinvolti in questa malattia sono di più rispetto agli otto, nove di cui finora si conosceva un ruolo nella malattia.

Difficile riuscire da subito a creare un test definitivo visto che le varianti genetiche sono tantissime (e contrariamente a quanto pensato finora non sono ereditate dai genitori), ma quello che si è scoperto è che nei pazienti malati, ad essere alterati sono i geni adibiti alla formazione delle connessioni fra le cellule cerebrali e altri coinvolti nella segnalazione nervosa. Altra scoperta interessante è che ogni bambino ha una diversa alterazione in geni diversi. Ogni gene poi può essere raggruppato in una categoria e in certi casi sono legati anche ad altri deficit mentali.

Insomma, il compito che attende gli scienziati è gravoso e richiede a collaborazione di molti pazienti e delle loro famiglie per analizzare il maggior numero di genomi. Le esatte cause dell’autismo, infatti, restano ignote.

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