Film, “Mia madre” di Nanni Moretti

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Scheda a cura della Redazione Spettacoli 
Non ci saremmo certo aspettati un film del genere, invece Mia madre di Nanni Moretti riesce nell’impresa di distanziarsi dalla recente produzione del regista romano, restando profondamente connesso a questa. Nella pellicola si racconta la storia, autobiografica, di una regista che perde sua madre mentre sta girando un’opera drammatica legata alla nostra contemporaneità (si parla di un gruppo di operai che stanno per perdere il loro posto di lavoro).
Margherita si trova così al centro di una crisi umana profondissima, con una separazione che non sa come affrontare. Prova ad aiutarla il fratello Giovanni (lo stesso Moretti) che in una bellissima sequenza onirica la invita a rompere uno dei suoi 200 schemi.
Slittando continuamente tra realtà e sogno, pur non rinunciando mai ad una messa in scena realista, con una luce quasi sempre soffocata e buia,
Moretti racconta di sé e del dramma che lui stesso si è trovato ad affrontare durante le riprese di Habemus Papam con un pudore e una dolcezza che non ci attendevamo, distribuendo il peso del racconto sulle spalle di una bravissima Margherita Buy, di una gigantesca Giulia Lazzarini e di un gruppo di comprimari eccellenti come John Turturro, star straniera in crisi del film di Margherita. Da vedere.
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