Combatti l’influenza con verdure e legumi

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

veggiesNon ci rendiamo mai abbastanza conto di quanto siano importanti nella nostra vita i buoni prodotti che la terra ci regala in ogni stagione; ci si cura anche mangiando bene, insomma.

Un assunto che Coldiretti ha fatto suo da tempo ormai e che è una sorta di guida ‘morale’ per l’associazione che raggruppa gli agricoltori italiani. In un periodo particolarmente difficile come questo, in cui ci si ammala spesso (influenza malefica!), l’alimentazione può e deve essere considerata un elemento chiave per la nostra salute.

Cosa fare allora? Semplice, riempirci di verdure, legumi e frutta! E’ ora di correre ai ripari, siete in tempo e fortunatamente viviamo in un paese ricco di prodotti alimentari d’eccellenza assoluta; facciamo il pieno di frutta e a verdura ricca di antiossidanti, di latte, uova e alimenti pieni di elementi probiotici quali yogurt e formaggi, dolcifichiamo tutto con il miele e insaporiamo i nostri intingoli con l’aglio.

Se vi diciamo vitamina A, potreste guardarci con sospetto, rispondiamo allora spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote e broccoletti! Per un pasto da campioni, infine, aggiungiamo fagioli, ceci, piselli, lenticchie e fave secche. Eccezionali veramente.

Ricercatore morto in Antartide, cordoglio di Nicolais (Cnr)

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

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Il presidente del Cnr Luigi Nicolais, informato dell’incidente avvenuto presso la Bas

“Gli uomini della ricerca italiana ai Poli operano ogni giorno in condizioni ambientali estreme, animati dalla fede nella loro missione e dalla consapevolezza di svolgere una funzione importante per l’intera umanità, senza risparmiarsi e con grande coraggio.te un immersione subacquea scientifica Luigi Michaud, ricercatore dell’Università di Messina, esprime alla famiglia e ai colleghi tutti il profondo cordoglio per il triste lutto che colpisce l’intera comunità scientifica.e Mario Zucchelli di Baia Terranova in Antartide, nel quale ha perso la vita duran

A Luigi Michaud, la cui vita si è interrotta così tragicamente nel mare che tanto amava, va il saluto commosso di tutto il Consiglio Nazionale delle Ricerche”.

Il direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Cnr Enrico Brugnoli, si unisce al cordoglio della famiglia e di tutti i ricercatori e tecnici del Programma Nazionale Ricerche in Antartide.

Caffè e memoria, un matrimonio felice

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

caffè1E’ il giorno dell’esame, siete presi dalla frenesia; nella vostra mente tutto è nebuloso, indistinto, siete certi di aver studiato, ma lo avrete fatto abbastanza? Cosa succede se il feroce professore va a colpirvi sul vostro tallone d’Achille? Come si fa a pescare la risposta giusta in quel grande calderone di dati alla rinfusa che è il vostro cervello? Beh, se prima di sedervi davanti al plotone d’esecuzione (non prendetevela prof, ma un po’ ci somigliate) avrete consumato tre tazzine di caffè, meglio se dopo un blando esercizio di ripasso, la vostra memoria vi sosterrà fino all’agognato 30 e lode. Merito della caffeina, una sostanza che non solo eccita, ma attiva i meccanismi mnemonici. Sorseggiare questa quantità di caffè dopo aver studiato (non prima), facilità l’assimilazione dei concetti che restano fissati in testa per un periodo di tempo maggiore. A scoprire questo miracoloso effetto sulla memoria a lungo termine è stato un gruppo di ricercatori statunitensi (guidato dall’Università Johns Hopkins) il cui lavoro è stato pubblicato su Nature Neuroscience.

Dieta, frutta secca anti diabete

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

frutta-secca-dietaIngiustamente considerata un pericolo, per via della sua alta carica calorica (bilanciata ampiamente dalla ricchezza di elementi nutritivi sani), la frutta secca è in realtà un elemento indispensabile per una dieta completa. E da oggi può essere considerata una valida alleata nella lotta contro il diabete e per preservare la nostra silhouette. Lo conferma uno studio diretto da Loma Linda dell’Università della California e pubblicato sulla rivista PLOS ONE. Vediamolo nel dettaglio: gli esperti hanno seguito 803 individui divisi in gruppi in base alla quantità di frutta secca consumata quotidianamente. Gli estimatori di mandorle, noci e nocciole avevano una probabilità inferiore del 37-46 % di essere obesi rispetto a coloro che ne mangiavano quantità più esigua. Questi fortunati, inoltre, soffrivano meno di sindrome metabolica e rischi cardiovascolari. Qual è allora il segreto di questi alimenti meravigliosi? L’alta quantità di grassi insaturi e di proteine che aumentano il senso di sazietà. Piccolo consiglio allora; se siete presi da un attacco di fame improvvisa, non spaventatevi e mangiate una manciata di nocciole o mandorle e sarete placati (molto meglio del classico spuntino di frutta solitaria). Nella colazione del mattino sono l’ideale e goloso completamento dello yogurt intero, con aggiunta di miele e frutta fresca (rigorosamente stagionale); arricchiscono anche l’insalata, donando un piacevole tocco di croccantezza.

Test casalingo per scoprire l’Alzheimer

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

alzheimerUn test che in pochi minuti può rivelare i primi segni di declino cognitivo e di conseguenza il rischio di essere affetti da Morbo di Alzheimer; è quanto messo a punto dagli studiosi della Ohio State University, che hanno pubblicato la loro ricerca sul Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences.

Basta un quarto d’ora per rispondere ai quesiti relativi a mese, data e anno di nascita. Domande che mettono alla prova la fluidità verbale, accompagnate da prove quali l’identificazione di una foto, calcoli e ragionamento, oltre alla richiesta di fare alcuni disegni ed esercizi di memoria.

Il metodo è stato sperimentato su più di mille persone al di sopra dei 50 anni e si è rivelato efficace quanto quelli più articolati. Tra le persone che effettivamente sviluppano serie patologie degenerative a livello neurologico, l’80% è stato rintracciato proprio grazie all’esame.

Naturalmente, riuscire ad individuare per tempo piccoli e grandi segnali sull’attività del cervello, può aiutare a stabilire un percorso terapeutico in gradi di limitare i danni della malattia. Soprattutto se il test si effettua ciclicamente.

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