> Libri, “Il Decameroncino” di Luigi Capuana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo… 

Fonte Albus edizioni

Il volume è disponibile su Ibs.it

La poetica del verismo elaborata da Luigi Capuana nel primo periodo della sua attività critica, aveva la sua base in quella regola fondamentale: ritrarre direttamente dal vero.

Con il passare degli anni e delle opere, sicuramente sotto l’influenza del De Sanctis, ma soprattutto del rinascente spriritualismo, il Capuana non si tenne fermo ai principi da lui stesso elaborati, e finì per ammettere che anche con i canoni della poetica verista non si poteva realizzare l’opera d’arte se non interveniva l’immaginazione.

Il Decameroncino, il diminutivo del titolo ci rimanda al Boccaccio, ma quest’opera, del Decamerone ne mantiene solo la struttura minima, la suddivisione in dieci giornate, ma nient’altro ha a che vedere con la caleidoscopica narrativa boccaccesca.

Le dieci giornate di Luigi Capuana si svolgono nel salotto della baronessa Lanari, secondo il costume dell’epoca, che vede raccolte, intorno a persone di lignaggio e spirito, alcune menti brillanti che si rallegrano conversando di temi dell’attualità italiana di fine Ottocento.

I frequentatori di questo salotto borghese vengono amabilmente intrattenuti dall’ultra ottantenne medico Maggioli, il quale in ognuna delle dieci giornate inventa una storiella per i suoi amici.

L’anziano affabulatore trova gusto nel porre interrogativi talvolta vicino alla scienza. Le sue storie, centrate spesso su temi dell’avanguardia culturale ottocentesca, sospese tra progresso e mistero, tra certezza del corpo e arcano della psiche, giungendo fino al paradosso fantastico e al tratto fantascientifico, vedono il dottor Maggioli protagonista oltre che narratore.

IL DECAMERONCINO un libro da leggere, un classico sempre attuale sia nella scrittura, sia nelle problematiche e i quesiti che pone.

Nelle migliori librerie o direttamente dal sito http://www.albusedizioni.it

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> Leopardi contro Recanati, 1-0

Post-delirio di David Di Luca, www.enxerio.com/david 

« Mi ritengono un ragazzo, e i più ci aggiungono i titoli di saccentuzzo, di filosofo, di eremita, e che so io. Di maniera che s’io m’arrischio di confortare chicchessia a comprare un libro, o mi risponde con una risata, o mi si mette in sul serio e mi dice che non è più quel tempo […] Unico divertimento in Recanati è lo studio: unico divertimento è quello che mi ammazza: tutto il resto è noia »

Questo è per coloro che pensano che solo oggi i libri vengano disprezzati a favore di altri modi di passare il tempo. E’ Giacomo Leopardi che scrive al suo mentore e grande amico Pietro Giordani. Ovviamente, il grande poeta supererà il problema. Il fatto che le persone attorno a te non ti stimino non ti rende meno responsabile di seguire il tuo sogno.

Dirò di più: è bellissimo che ognuno segua la sua strada lasciando che il prossimo segua la propria. Perchè mai cercare di imporre le nostre idee agli altri? Io la penso così, tu la pensi cosà, e siamo tutti felici e contenti. Che bella cosa la libertà di fare ognuno quello che ci pare!!!

Giacomo Leopardi su WikipediaLibri di Giacomo Leopardi su Amazon.it

>Libri, “Aria precaria” di Sara Root

Fonte: Ufficio Stampa Cairo Editore 

Il volume è disponibile su Amazon.it

Quando la realtà supera la fantasia? Quando una ragazza, fresca di laurea e armata di entusiasmo, si affaccia al mondo del lavoro e poi decide di raccontare com’è andata. Ma questo è innanzitutto un romanzo, perché solo la fiction può descrivere ciò che ha dell’incredibile. E la protagonista Sara, nuova, inconsapevole Alice, si trova a girovagare in un pianeta surreale e allucinato, che non assomiglia affatto al Paese delle Meraviglie. Il repertorio è vario: si passa da proposte indecenti di stage non retribuiti, però a tempo indeterminato, a offerte di lavoro dall’orario flessibilmente lungo ma dallo stipendio vergognosamente corto. Call center delle Ferrovie dello Stato, agenzie di comunicazione, paninoteche, erboristerie, negozi di abbigliamento, giornali on line, finte redazioni: un’esperienza dopo l’altra per fotografare la situazione in cui i giovani italiani si ritrovano catapultati finita l’università.
Autoironico, divertente, a tratti amaro, sempre lucido, Aria precaria è la storia di una ragazza come tante, con una vita fatta di amici, di amori, di genitori sempre presenti (anche economicamente), di pochi soldi, che desidera solo la normalità: un lavoro vero, una casa, una famiglia. Una normalità che per molti ragazzi è diventata un miraggio.

L’AUTRICE

Sara Root è nata a Milano nel 1981. Terminati gli studi, prova a inserirsi nel mondo del lavoro svolgendo numerosi stage non retribuiti presso agenzie di comunicazione, riviste musicali e magazine on line. Nel 2010 si trasferisce a Roma dove attualmente lavora come digital pr free-lance per diverse agenzie di comunicazione della capitale.

Libri, “Enrico e il mostro dell’ospedale”

Fonte:  Ufficio Stampa Infinito Edizioni

Verifica la disponibilità del volume su Amazon.it

«Dicono che qua nel reparto si aggiri un mostro, che esce solo la notte, quando tutti dormono… Nessuno l’ha mai visto bene… Si muove facendo un rumore di rotelle trascinate sul pavimento.

È alto, magrissimo, ha una testa quadrata con dei capelli tipo rasta, ha un torace ciondolante e al posto delle mani delle siringhe che sembrano artigli… »

Tantissime leggende si rincorrono su un fantomatico e spaventoso Mostro dell’ospedale, che nessuno ammette di avere mai visto ma che esiste eccome e che si aggira, di notte, nei reparti in cui sono ricoverati i bambini.

Toccherà a Enrico scoprire le sembianze del Mostro, al termine di una storia mozzafiato, splendidamente illustrata ad acquerelli, che terrà i lettori di ogni età incollati a questo fantastico libro.

Enrico e il mostro dell’ospedale è un testo scritto sapientemente per giungere facilmente alla comprensione di lettori appartenenti a diverse fasce d’età. La prima chiave di lettura è quella più immediata, destinata a un pubblico infantile, che trova nel libro ingredienti accattivanti come suspense, amicizia, amore genitori-figli ma anche semplici riflessioni sull’esperienza di un bambino in ospedale che si confronta con le proprie paure e le supera.

La seconda chiave di lettura, più profonda, è quella destinata a un pubblico adolescenziale e adulto, con diversi livelli di approfondimento a seconda del background culturale del lettore. In questa seconda chiave troviamo allora facilmente e profondamente tematiche importanti quali l’esperienza forte che può vivere un bambino quando si trova ad affrontare la malattia e l’ospedale, l’importanza dei volontari all’interno delle strutture ospedaliere, la forza universale dell’amicizia e della relazione grazie alla quale è possibile superare ogni paura.

Le illustrazioni accompagnano abilmente e coerentemente questo doppio impianto, diventando a tutti gli effetti parte integrante del testo. Ogni fascia d’età può trovare dunque il suo ristoro intellettuale e il suo livello d’impegno etico e morale in questo lavoro, in linea con la tradizione di questa casa editrice, che fa della coniugazione tra impegno sociale e piacere intellettuale la sua grande scommessa e, fin qui, uno dei suoi solidi punti di forza.

I diritti d’autore di “Enrico e il mostro dell’ospedale” vengono devoluti in beneficenza per la realizzazione di un progetto dell’Associazione per l’aiuto del giovane diabetico Piemonte e Valle d’Aosta Onlus (Agd).

Con il patrocinio di: Associazione per l’aiuto del Giovane Diabetico (Agd), Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici (Angsa), Associazione Piemonte Amici Sindrome di Turner (Apadest), Contacta e Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt)

L’autrice & l’illustratrice

Patrizia Bodrero è nata a Torino, dove vive. I suoi interessi spaziano dall’informatica, settore in cui lavora alla letteratura italiana e straniera. In Enrico e il mostro dell’ospedale si riflettono in pari misura le due grandi passioni della sua vita: la scrittura e il volontariato al servizio dei bambini ospedalizzati.

Serena Rossi, classe 1974, è del segno dei Pesci. È laureata in Lettere e lavora nell’editoria in una romantica mansarda da cui si vede il cielo. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Comix e disegna da quando è bambina. Adora i libri e fare la zuppetta nel cappuccino. Per Infinito edizioni ha illustrato Enzo e Retayan

Libri, “Retayan” di Anna Maria Persia

Fonte: Ufficio Stampa Infinito Edizioni

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“Questa fiaba racconta di bambini sospesi che trovano una mamma, un papà e un mondo felice: insomma, parla dell’adozione. Ma veramente questa favola parla dell’adozione o non sarà che l’adozione è in fondo una fiaba, a lieto fine come tutte le storie d’amore?”. (Milena Santerini)

La piccola principessa Retayan è figlia di un re e di una regina che non sanno essere genitori. La bambina, appena nata, viene affidata alle Fate Invisibili dell’Allegria e dell’Armonia, per accudirla e farla crescere felice. Retayan va così a vivere, come tanti altri bambini, nel Castello Incantato tra i Monti Careim, dove le Suore si prenderanno cura di lei in attesa che le Fate le trovino una nuova famiglia, che la saprà amare e la farà davvero sentire una vera principessa.

Una favola basata su storie realmente accadute, illustrata ad acquerelli, sincera e delicata, che parla di adozione, d’amore, d’amicizia, con un finale dolce come gli occhi grandi e profondi di Retayan e di migliaia di bambini che condividono ogni giorno la sua esperienza.

Retayan è un testo scritto sapientemente per giungere facilmente alla comprensione di lettori appartenenti a diverse fasce d’età.

La prima chiave di lettura è quella più piana e superficiale, destinata a un pubblico infantile, che trova nel libro avventura, amicizia, amore genitori-figli, semplici riflessioni sui diritti dei bambini. La seconda chiave di lettura, più profonda, è quella destinata a un pubblico adolescenziale e adulto, con diversi livelli di approfondimento a seconda del background culturale del lettore. In questa seconda chiave troviamo allora facilmente e profondamente tematiche importanti come non solo l’adozione ma prima ancora l’abbandono, il trauma del rifiuto da parte dei proprio genitori, il sostegno all’infanzia che soffre e i diritti violati o negati, la forza universale dell’amicizia e il riscatto dalla condizione di dolore. ma anche una lettura scorrevole e divertente. Le illustrazioni accompagnano abilmente e coerentemente questo doppio impianto, diventando a tutti gli effetti parte integrante del testo.

Ogni fascia d’età può trovare dunque il suo ristoro intellettuale e il suo livello d’impegno etico e morale in questo lavoro, in linea con la  tradizione di questa casa editrice, che fa della coniugazione tra impegno sociale e piacere intellettuale la sua grande scommessa e, fin qui, uno dei suoi punti di forza.

I proventi dei diritti d’autore di questo libro saranno devoluti in progetti a favore dei bambini abbandonati.

Con il patrocinio di: Provincia di L’Aquila, Regione Abruzzo, Roma XX Municipio, Comunità di Sant’Egidio, Comune di Capistrello, Comune di Marino, Comune di San Vincenzo Valle Roveto

L’autrice & l’illustratrice

Anna Maria Persia abruzzese, lavora e vive a Roma. Laureata in Sociologia ha svolto ricerche legate ai temi sociali. Attraverso le proprie esperienze personali ha conosciuto realtà che si occupano di adozione e di disagi infantili, con le quali oggi collabora.

Serena Rossi, classe 1974, è del segno dei Pesci. È laureata in Lettere e lavora nell’editoria in una romantica mansarda da cui si vede il cielo. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Comix e disegna da quando è bambina. Adora i libri e fare la zuppetta nel cappuccino. Per Infinito edizioni ha illustrato Enzo ed Enrico e il mostro dell’ospedale.

Libri, “Occhi di cane, cuore di cervo”

Fonte: Ufficio Stampa Cairo Editore

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«Occhi di cane, cuore di cervo» impreca Achille contro Agamennone che gli ha sottratto la schiava Briseide. È il primo canto dell’Iliade, ma il professore Gustaf Boman non capisce chi abbia interesse a recapitargli un simile messaggio. E invece, ogni giorno una lettera anonima con citazioni da antiche opere: perché? Qualcuno vuole inquietarlo?

Disilluso come soltanto i vecchi possono essere, da anni Gustaf vive isolato nella sua casa di Stoccolma, avendo delegato il senso della propria esistenza a un ultimo studio di antichistica: un saggio sul mito di Pandora. Zeus aveva affidato alla prima donna, forgiata da Vulcano, un otre che non doveva essere aperto perché conteneva tutti i mali, ma Pandora aveva disobbedito e i mali si erano sparsi sulla terra. Solo la speranza era rimasta nel vaso e quindi tra gli uomini. Già, la speranza, il sentimento del futuro: dono o dolorosa illusione? E così anche Esiodo, il poeta che oltre duemilacinquecento anni fa ha cantato in Grecia il mito della prima donna, entra a far parte di questa storia. Anche lui, come Gustaf, è assennato, pio, austero. Anche lui vive nella memoria. Anche lui rinuncia al suo domani.

Ma la speranza continua ad abitare nel mondo. E non è vero che il tempo distrugge e basta, che «uccide un uomo per farne un vecchio»: il tempo è anche cambiamento, apre nuove strade, offre occasioni. E per Gustaf l’occasione si presenta sotto forma di una visita: la nipote sedicenne Beatrice in arrivo dall’Italia. Gustaf l’ha accolta con riserva, ma poi si è scoperto disponibile e l’ha osservata trasformarsi. Il Caso, cui anche gli antichi dèi soggiacciono, ha infatti stabilito che per lei è arrivato il momento di mutare, di aprirsi al mondo e all’amore. Sempre il Caso ha messo sulla sua strada Erik. Ma chi è davvero quel ragazzo? Beatrice ha sbagliato a fidarsi di lui? In una notte di San Silvestro – la notte in cui presente, passato e futuro per un attimo si sfiorano – arriveranno, insieme alla speranza, tutte le risposte.

Una narrazione intensa e caleidoscopica. Una scrittura sensuale che rimette in gioco i grandi temi della classicità. Un esordio sfacciatamente inattuale e, allo stesso tempo, di seducente modernità.

L’AUTRICE

Marta Mondelli, dopo la laurea in Storia Antica, si è diplomata in recitazione presso la Scuola di teatro Galante Garrone di Bologna e ha all’attivo diverse esperienze nel cinema italiano e internazionale. Nel 2002, si è trasferita a New York per studiare recitazione con Susan Batson. Poliedrica interprete della scena off-Broadway, è stata protagonista di Tosca e le altre due, anteprima americana della commedia di Franca Valeri, e ha lavorato in alcune pellicole cinematografiche. Come regista, ha girato The Contenders, una dark comedy su amore, morte, tradimento e il segreto della felicità, presentata al LA Femme Film Festival a Los Angeles, a Sguardi Altrove Film Festival a Milano, e vincitrice all’Honolulu Film Festival. Dal 2008 scrive per il noto blog statunitense Huffington Post. Questo è il suo primo romanzo.

“Una giornata”, leggere Pirandello e trovarci Buzzati

Di David Di Luca

Nelle mie esplorazioni estemporanee lungo la letteratura italiana, in questi giorni sto documentandomi su Luigi Pirandello. L’altra volta parlavo di Calvino. Ebbene: là dove il buon Italo cerca di continuare a usare la ragione in un mondo ormai non riducibile a un’analisi razionale, il Premio Nobel, vissuto mezzo secolo prima, pare quasi sguazzare dentro il caos di cui si trova preda l’uomo moderno.

Conosciamo tutti il suo teatro: affascinante, a volte allucinante perfino, volto ad esplorare ogni meandro della psiche umana. Io però, da buon aficionado della narrativa, mi sono avvicinato non tanto ai romanzi, quanto alle novelle, le famose Novelle per un anno. In particolare, mi è capitato di leggere l’ultima della raccolta, Una giornata.

http://www.classicitaliani.it/pirandel/novelle/15_211.htm

Sono rimasto basito, perchè l’atmosfera di questa novella mi ha subito ricordato quelle che seppe creare un autore che ho sempre amato moltissimo, Dino Buzzati. Lo stesso senso dell’assurdo e dell’ineluttabile, la storia che sembra stare lì, sospesa nel nulla. Ho subito pensato ad alcuni dei Racconti come “Il Colombre”, ma anche, perchè no, al Deserto dei Tartari.

Lo confermo: questa mia esplorazione mi sta portando a delle scoperte incredibili. Trovi dei link che non ti aspetteresti mai.

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