Cibo, ricerca Coldiretti: il 10% finisce nella “monnezza”

Circa il 10% del denaro speso dagli italiani per il cibo finisce nell’immondizia. E’ quanto afferma una ricerca di Coldiretti realizzata in collaborazione con Aduc. In termini di valore, si tratta di qualcosa come 560 euro al mese per ogni famiglia. All’origine del fenomeno il minor tempo dedicato alla preparazione e alla conservazione degli alimenti e il mancato recupero degli avanzi.

Per questo tra i piu’ spreconi ci sono i single, che sono costretti spesso ad acquistare maggiori quantita’ di cibo per la mancanza di formati adeguati ma anche per uno stile di vita che li porta spesso a mangiare fuori casa. A essere gettati nel bidone sono sopratutto gli avanzi quotidiani della tavola ma anche prodotti scaduti o andati a male con frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati, che si classificano tra i piu’ a rischio.

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Schif parade

Mettersi delle priorità è sempre un ottima idea quando siamo impegnati nel raggiungimento di un obiettivo. Una bella lista di cose da fare con il suo bravo ordine del tipo A, B, C o 1,2,3 è sempre un ottimo strumento di lavoro. Anche quando l’obiettivo è risolvere una situazione non piacevole, di quelle che, siamo sinceri, possono capitare anche ai motivatori :).
Per fare un esempio, conosco una persona che si trovava in una situazione di difficoltà. Aveva contemporaneamente problemi di salute, problemi di denaro e problemi di rapporti con la famiglia. Ora, lo avrete notato anche voi: quando siamo bombardati da più parti tendiamo ad andare in confusione. E la confusione, purtroppo, non solo non ci aiuta a risolvere i nostri problemi, ma spesso li complica. Ecco che anche qui può essere utile sedersi con in mano un foglio e una penna, e farsi una domanda  del tipo: d’accordo, ho un sacco di problemi, e adesso li metto per iscritto. 
Intanto, già il fatto di aver messo i vostri problemi su carta anzichè continuare a girarseli in testa rappresenta un grosso passo avanti. Adesso, cominciate ad assegnare ad ogni problema un punteggio da 1 a 10. Questo dovrebbe aiutarvi a capire quale di questi problemi incide maggiormente sulla vostra qualità di vita. Se trovate dei doppioni, ad esempio dei problemi da 8, fate comunque in modo di distinguerli, ad esempio usando le virgole. Un problema varrà 9,1, un altro 9,3. Continuate fino a quando ogni problema avrà un valore diverso. Otterrete così una vostra originalissima “hit parade”, anzi…schif parade. E, cosa molto importante, saprete su quale problema lavorare per primo. 

Il vademecum delle 3 qualità per avere Successo nella vita

Un guest post di Giancarlo Fornei

Molti pensano che per aver successo, nella vita, bisogna avere chissà quali qualità.

Ho scoperto a mie spese che le 3 Qualità con la Q maiuscola che realmente servono, erano già dentro di me. Solo che anch’io, come molte altre persone e, probabilmente anche Tu che stai leggendo, le sottovalutavo.

Le 3 Qualità più importanti sono molto banali e proprio perché banali, tendiamo a dimenticarle, a non tenerle nella giusta importanza.

Quali sono? Semplice: INIZIARE, FOCALIZZARSI, AGIRE.

Mi sono scritto le 3 Qualità in un foglio formato A4 che ho messo in una cornice ed appeso alla parete, nel mio Studio. COsì ogni giorno posso rileggermi queste tre frasi:

1. Ogni giorno prendi coraggio e inizia qualcosa che vorresti fare;

2. Focalizzati attentamente su di essa, senza farti distrarre da nulla;

3. Eseguila subito, senza rimandarla a domani. AGISCI!!!

Alla fine del promemoria ho scritto:

RICORDA, NON SUCCEDE NIENTE SE NON INIZI NIENTE.

Leggo tutti i giorni le frasi e mi sono molto utili per farmi rimanere focalizzato sulle cose e gli obiettivi che intendo raggiungere. Spero possa essere utile anche a Te.

 

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach

“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Book Parade del 27 Novembre 2008

Come ogni giovedì pubblico la classifica dei libri più venduti sui siti dei nostri due partner, Il Giardino dei Libri e Internet Bookshop Italia. Vi ricordo che acquistare su questi siti seguendo il nostro link è uno dei due modi di sostenere il nostro sito se vi è stato utile. L’altro è acquistare una copia cartacea del libro “La strategia della Cipolla”.

Il Giardino dei Libri

1. The Secret Rhonda Byrne

2. Chi ha spostato il mio formaggio? Spencer Johnson

3. Theta Healing Vianna Stibal

Leggi la top 100

Ibs

1. L’età del dubbio di Andrea Camilleri

2. Il gioco dell’Angelo di Carlos Ruiz Zafon

3. Breaking Dawn di Stephenie Meyer

Vedi la classifica completa

Scrivere per il web

Carissimi, oggi voglio segnalarvi un post dal blog Robin Good, che per me è stato davvero interessante leggere. Tratta della scrittura di articoli per Internet, ma secondo me è molto utile anche per lo scrivere in genere e addirittura per la nostra comunicazione quotidiana con gli altri.

Scrivere Per Il Web: Come Iniziare Efficacemente Un Articolo – L’Approccio Tramezzino A Piramide Rovesciata

You scrive nu poco to me in tua lingua

Buffo che tu abbia citato scrittori non “madrelingua” prchè proprio stamattia stavo pensando alla letteratura “Post-coloniale” e al successo che scrittori quali Rushdie hanno… ora e qui spero non parta il linciaggio… non amo tantissimo Rushdie, secondo me è un pochino sopravvalutato, ma sicuramente ha un ottimo “potenziale” che però la troppa pubblicità forse non gli ha fatto ben sviluppare. Invece adoro Anita Desai, anche lei non madrelingua i cui racconti sembrano “vibrare dai colori”… leggendoli in inglese è persino possiblie cogliere un errore o due di grammatica… piccolezze che potrebbero essere state addirittura errori aggiunti, senza volerlo, dai correttori di bozze… ma che non tolgono nulla alla bellezza delle sue pagine.
 

Riporto così come sta questo commento di Godot, perchè mi sembra molto calzante. Secondo me il punto quando si scrive non è “scrivere bene” nel senso di utilizzare una lingua corretta. Quello va bene per il temino a scuola. In particolare quando scrivo racconti posso anche uscire dal canonico e usare espressioni che magari nella lingua standard neanche esistono, ma che ciononostante si capiscono e hanno una loro forza espressiva. Certo non lo facevo quando scrivevo sulla cronaca cittadina della “Nazione”, ma nei racconti, se mi viene da essere un po’ “sperimentale” non mi tiro indietro. E anzi diciamo che molto del diletto sta proprio lì.

Stimoli culturali

C’è stato un tempo in cui avevo seriamente pensato di lasciar perdere la scrittura. Da bravo nativo della Vergine, quindi perfezionista ad oltranza, mi ero messo in testa che non aveva senso scrivere se non potevo creare degli ottimi libri. Mi sentivo anche un po’ “schiacciato” quando leggevo le biografie dei grandi “colleghi”, e mi rendevo conto che questi avevano letto, visto e sentito molto più di me. Insomma, pensavo che se uno prima non si fa una cultura mostruosa, fosse indegno di mettere penna su carta.

Per fortuna poi ho cambiato idea. Certo, rimango sempre dell’opinione che leggere vedere e sentire il più possibile sia una buona idea. Però c’è anche un altro aspetto da considerare: che lo scrivere (come del resto ogni altro tipo di arte) serve “anche” a stimolarci come individui. Al di là del risultato che possiamo conseguire, e al di là anche di una vera e propria “carriera” artistica, cioè la prospettiva di campare con quello che scriviamo disegnamo dipingiamo etc. etc. etc. Insomma, credo l’impiegato comunale o il fruttivendolo che per diletto scrivono poesie sghembe o dipingono croste immonde o strimpellano la pianola facciano benissimo, e si differenzino notevolmente da chi spegne il cervello e si dissolve nel televisore o nello sballettamento del fine settimana. Non so voi…

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