Igiene orale, prima dello spazzolino aspettare mezz’ora.

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Più volte abbiamo sottolineato quanto sia importante lavarsi i denti dopo aver mangiato. Vale la pena però rimarcare un altro aspetto legato all’igiene orale, ossia la tempistica del lavaggio. Utilizzare dentifricio e spazzolino appena finito di mangiare, infatti, è pericoloso esattamente come non lavare affatto i denti. Per proteggere lo smalto è necessario aspettare almeno mezz’ora prima di iniziare a lavare il cavo orale. Solo così si potranno proteggere i denti dall’attacco degli acidi contenuti in cibi e bevande. Lo conferma una ricerca compiuta dai dentisti dell’Academy of General Dentistry. I volontari che hanno partecipato allo studio hanno ‘indossato’ sull’arcata dentale campioni di dentina umana e testato differenti tipi di spazzolatura. Lavare i denti nel giro di 20 minuti dall’assunzione di una bibita gassata ha provocato danni notevoli; tutto questo perché il movimento dello spazzolino contribuisce a far penetrare meglio gli acidi contenuti nel cibo negli strati profondi del dente, bruciando smalto e dentina.

>Libri, “La metamorfosi del romanzo sociale” di Vittorio Spinazzola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo… (D.)

Il volume è disponibile su Amazon.it

Fonte Ufficio Stampa Ets Edizioni

Figlio della modernità, il romanzo sociale ha per protagonisti i soggetti collettivi della vita pubblica: le classi, le categorie, le corporazioni. La forma preferita è quella dell’affresco di dimensioni vaste, a colori forti, dove i personaggi si affollano e più dei grandi avvenimenti storici contano i dinamismi delle vicende economiche, le logiche dei conflitti di interessi.

Nel passato, il romanzo sociale ha esplorato i “misteri” esotici delle metropoli nell’universo industriale in espansione. Oggi, a tenere il campo sono le preoccupazioni del cittadino massificato di fronte allo strapotere dei mercati finanziari.

Vittorio Spinazzola passa in rassegna con acume spregiudicato e scioltezza di linguaggio le fortune del romanzo sociale in Italia, da Verga e De Roberto a Pirandello e Vittorini e Cassola, sino a Balestrini, Morante, Volponi, Nove. I loro stili variano dal realistico al visionario, le tecniche di racconto sono le più diverse, i valori di riferimento mutano radicalmente: le denunce dell’arretratezza si trasformano nelle critiche alla modernizzazione. Ma resta fermo il proposito di attenersi a una idea di letteratura partecipe delle inquietudini che agitano la coscienza contemporanea.

VITTORIO SPINAZZOLA è professore emerito di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Saggista e critico militante, è stato presidente della MOD, Società italiana per lo studio della modernità letteraria. Tra le sue opere: Il libro per tutti. Saggio su ‘I promessi sposi’ (1984 e 1992), Il romanzo antistorico (1990), Pinocchio & C. (1997), Itaca, addio (2001), La modernità letteraria (n.e. 2005), Il gusto di criticare (2007), L’egemonia del romanzo (2007), Misteri d’autore (2010), Alte tirature (2012).  Cura l’annuario «Tirature», dedicato al rapporto tra attività letteraria e produzione editoriale.

> Iperidrosi, le microonde rimedio principale

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

La sudorazione è un’attività fondamentale del nostro organismo. Oltre a giocare un ruolo importante nello smaltimento delle scorie, trasportando all’esterno le sostanze di scarto ottenute dalle normali attività cellulari, serve anche per ‘rinfrescare‘ il corpo quando la temperatura esterna è eccessivamente alta.

La funzione termoregolatrice del sudore dunque non va mai banalizzata; quando però si oltrepassano i limiti fisiologici (ovvero sudorazione insopportabile o difficilmente sopportabile) ci troviamo di fronte all’iperidrosi, una patologia che colpisce l’1-1,5% della popolazione e che da oggi può essere curata attraverso l’impiego della tecnologia delle microonde. Lo dimostra uno studio pubblicato su Dermatologic Surgery dai ricercatori della British Columbia di Vancouver.

Applicando nel cavo ascellare un apparecchio che emette microonde, l’interfaccia tra gli strati profondi della cute e il sottocutaneo dove sono collocate le ghiandole sudoripare iniziano a scaldarsi, limitando l’attività delle ghiandole eccrine (quelle che riversano il sudore direttamente sulla pelle) e di quelle responsabili del cattivo odore. Il trattamento con le microonde è stato ripetuto fino a un massimo di 3 volte nell’arco di 6 mesi.

In quasi tutti i pazienti sono stati necessari almeno 2 cicli, ma nel 90% circa di loro si è avuta una risposta soddisfacente. A differenza delle altre tecniche usate per limitare l’iperidrosi infatti, come l’iniezione di tossina botulinica di tipo A, ottima nell’immediato, ma meno stabile nel tempo, l’uso delle microonde è positivo dal punto di vista della durata dei risultati oltre ad essere meno fastidioso rispetto alla puntura. Ora si attendono ulteriori risultati da casistiche più ampie.

> Obesità infantile, arriva il decalogo della salute

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Sono numeri preoccupanti quelli che ha reso noti il Ministero della Salute secondo cui oltre un milione di bimbi è sovrappeso o obeso; alle elementari un bimbo su tre ha da pochi a molti chili di troppo (con punte che arrivano a un obeso su due in Campania).

Si tratta di una vera e propria emergenza che si tenta di arginare con tutti gli strumenti a disposizione. Il Network Genitori Pediatri Scuola, a cui partecipa il Ministero della Salute assieme alla Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, ha così stilato un decalogo per prevenire l’obesità infantile, una sorta di vademecum che rientra nell’ambito del progetto Mangiare bene conviene.

Il primo punto è l’allattamento al seno. Protrarlo per almeno sei mesi riduce il rischio di obesità successiva, grazie alla riduzione di fattori di crescita come l’IGF-1 e dell’insulina. Poi lo svezzamento andrebbe fatto dopo i sei mesi. Il latte materno è l’alimento più completo per un bambino, ma da subito vanno controllate le proteine introdotte nei primi due anni di vita.

Ecco perché, ed è il terzo punto, non andrebbero mai superati i 20 grammi di formaggio (per esempio un cucchiaino di grana) e i 30 grammi di prosciutto cotto al giorno, limitando la carne a 30 grammi fino ai 12 mesi senza andare oltre i 40 grammi fra i 12 e i 24 mesi.

Finito l’allattamento al seno bisogna scegliere un latte a basso contenuto proteico ed introdurre quello vaccino non prima dei 12 mesi. Il quarto ‘comandamento’ consiste nell’evitare bevande caloriche e zuccherate come succhi di frutta, tisane, tè freddi e simili.

La quinta regola impone di togliere il biberon entro i due anni, la sesta di favorire il moto dei bambini evitando di metterli in passeggino dopo i tre anni. La settima mossa d’oro è calcolare l’indice di massa corporea prima dei sei anni; solo così si potrà intervenire tempestivamente per correggere impostazioni sbagliate.

Prima dei due anni, e questa è l’ottava mossa anti obesità, tv, videogiochi e giochi sedentari andrebbero vietati. E questo porta alla nona regola, incentivare il più possibile giochi attivi e di movimento. Ultimo consiglio, ma non per importanza, bisogna preparare porzioni di cibo corrette per l’età del bambino.

>Quando parli in pubblico stai sempre in piedi davanti alla platea…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiQuando parli in pubblico (o insegni), stai sempre in piedi davanti alla platea.

La posizione che assumi, condiziona moltissimo il livello dell’apprendimento.

Ci sono degli studi che spiegano che bisogna posizionarsi un pò più in alto rispetto a chi ci ascolta per almeno due motivi principali:

1) In alto si trovano i nostri valori.
2) Si evita che gli ascoltatori entrino in “forzata” modalità auditiva.

In alto si trovano i nostri valori.
Quando affermo che “in alto ci sono i nostri valori”, intendo dire che in una zona immaginaria della nostra mente esistono le cose più importanti degli esseri umani come, ad esempio, i Valori che rappresentano un pò il carburante motivazionale delle nostre azioni.

Per questo motivo, è importante che dai la sensazione alle persone che hai davanti che le tue parole provengano da quella zona immaginaria.

Se in tuoi ascoltatori (che presumo siano seduti) assistono alla tua presentazione/lezione mentre sei in piedi davanti a loro, è come se sentissero i tuoi concetti provenire dall’alto (la famosa zona dei valori).

Si evita che gli ascoltatori entrino in “forzata” modalità auditiva.

Saprai sicuramente (altrimenti te lo ricordo io), che i movimenti oculari delle persone  in orizzontale segnalano un accesso alle informazioni di qualità auditiva (parole, suoni, ragionamenti e pensieri).

Se tu parli stando seduto davanti alla tua platea (presumibilmente alla stessa altezza delle persone che hai davanti), induci le persone a tenere gli occhi in orizzontale, spingendole ad accedere in maniera preferenziale al canale auditivo.

E come se tu le “forzassi” ad utilizzare in particolar modo solo ed esclusivamente, quella modalità, che innesca nelle persone pensieri e riflessioni.

Permettimi di fati notare che non è il massimo se trasferisci sapere o parli in pubblico.

Il tuo scopo dovrebbe essere quello di attirare attenzione verso di te, non di far “pensare” le persone che hai davanti.

Prova a ricordare quando eri a scuola tu, e l’insegnante parlava seduta/o dalla cattedra, senza stimolare minimamente la tua attenzione.

Cosa faceva la tua mente?
Vagava, vero?!

La mia faceva dei voli pindarici lunghissimi…

Tu, invece, vuoi far apprendere le persone, fargli arrivare un messaggio ben preciso. 

Ecco perché quando io insegno o parlo in pubblico, sono sempre in piedi davanti alla mia platea, in modo che sia in fase ricettiva e che non pensi ad altro.

Le persone devono essere concentrate su di me: sulle cose che dico, sulle cose che faccio, sul come mi muovo, ecc.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

> La passione e l’entusiasmo, vendono di più di qualsiasi tecnica di vendita…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiNe sono certo: l’entusiasmo vende di più di qualsiasi altra tecnica di vendita.

Dopo più di venticinque anni passati prima a vendere prodotti e servizi per altri e poi a “vendere me stesso”, inizialmente come consulente, poi come formatore e in seguito come coach, una delle cose più importanti che ho imparato è che “l’entusiasmo vende di più di qualsiasi altra tecnica di vendita”.

Ho passato circa metà della mia vita a cercare di capire quale fosse il segreto delle persone di successo.

A cercare di capire cosa accomunasse questi “vincenti” tra loro.

Ho parlato con venditori, imprenditori, professionisti, uomini e donne di successo nei loro più svariati settori. Ho letto più di 84 libri che parlano e trattano di vendita. Ho partecipato ai seminari dei più importanti esperti del settore.

Alla fine, ho scoperto una gran banalità, che il vero segreto delle persone di successo è proprio questo: l’entusiasmo e la passione che mettono nel fare le cose. L’entusiasmo e la passione che riescono a trasferire agli altri.

Dal venditore numero uno, all’imprenditore di successo. Dall’oratore che incanta le platee al formatore che riesce a coinvolgere ogni tipo di discenti.

Tutte queste persone hanno una cosa in comune: mettono entusiasmo e passione nelle cose che fanno.

In ogni cosa che fanno, in ogni iniziativa che intraprendono – prima di ogni altra cosa – mettono entusiasmo e passione. Passione ed entusiasmo.

Era così banale; è così banale.

Avevo la risposta davanti al mio naso eppure, ho dovuto attendere anni e anni prima di conoscerla.

Se solo lo avessi capito un po’ prima. Quante occasioni perse, quante occasioni buttate via. Pazienza. Quello che importa è che alla fine, l’abbia capito.

Ormai sono molti anni che “metto passione ed entusiasmo” nelle cose che faccio, che intraprendo.

Posso garantirti che l’entusiasmo e la passione che metto nel fare le cose sono contagiosi; non soltanto servono a me per darmi la carica, ma trasmettono carica anche a tutte le persone con cui entro in contatto.

Che tu venda o meno; che tu sia nel network marketing o no, dammi retta: investi sul tuo entusiasmo e sulla tua passione.

Ti aiuteranno a vincere le molte prove della vita, a superare le incertezze e ti permetteranno di ottenere un maggior successo nella vita come negli affari.

Sii sempre entusiasta in ogni cosa che fai, in ogni iniziativa che intraprendi.

Alzati entusiasta delle cose che potrai realizzare nella giornata. Mettici passione, tanta passione nel farle.

Sii sempre entusiasta e passionale, non stancarti neppure di fronte agli insuccessi (che purtroppo, per esperienza diretta, saranno tanti). Sforzati di essere entusiasta e passionale, sempre, e nel giro di poco tempo otterrai anche tu risultati sorprendenti.

Ricorda: la passione e l’entusiasmo, vendono di più di qualsiasi altra tecnica di vendita.

> Diabete, la vitamina D aiuta a combatterlo

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Un mix di vitamina D e calcio in una bevanda a base di yogurt per combattere il diabete. E’ quanto suggerito da un recente studio iraniano, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Alla ricerca hanno partecipato 90 pazienti con diabete di tipo 2: un terzo ha assunto quotidianamente per 12 settimane una bottiglia da 250 ml di doogh, uno yogurt molto usato nei Paesi orientali, in Iran e nel Caucaso; un terzo ha assunto lo stesso yogurt ma arricchito con vitamina D e infine un terzo ha assunto lo yogurt arricchito con vitamina D e calcio.

Valutando gli effetti della somministrazione, gli studiosi iraniani hanno notato una sostanziale differenza nei livelli di vitamina D e di alcuni marcatori infiammatori del diabete come fibrinogeno, adiponectina e proteina C reattiva (hsCRP), quest’ultima in nettissimo calo. Come noto, l’infiammazione gioca un ruolo centrale nello sviluppo del diabete di tipo 2 e la vitamina D offre chiari benefici antinfiammatori, oltre ad essere importante per ciò che concerne il fissaggio del calcio alle ossa.

Non solo, ma influisce in maniera positiva sulla formazione dell’adiponectina, una sostanza secreta dal tessuto adiposo con effetti antinfiammatori.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: