> A Milano parrucchiere gratis per i clochard

Fonte: City Angels

Dal 1994 a Milano i City Angels distribuiscono quotidianamente cibo e vestiti ai senzatetto. Dal 2007 li ospitano nella loro casa famiglia, Casa Silvana. E da lunedì prossimo offriranno loro anche il servizio di parrucchiere. Ovviamente gratis. La singolare iniziativa nasce dalla collaborazione tra i City Angels e Benesserecapelli, una catena di centri per il benessere dei capelli diffusa in Lombardia e Veneto e presieduto da Fabrizio Labanti.

Il primo lunedì di ogni mese una cinquantina di senzatetto – ma si prevede di aumentare il numero nel tempo – si recheranno presso la sede dei City Angels in Galleria Tonale per avere i capelli tagliati e tenuti in ordine. Se l’iniziativa avrà successo a Milano si prevede di estenderla in altre città dove i City Angels e Benesserecapelli sono presenti, a cominciare da Brescia.

I senzatetto vengono selezionati dai City Angels. “Scegliamo innanzitutto quelli che stanno cercando lavoro, per i quali una buona immagine è fondamentale – spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels e docente universitario di Motivazione e crescita personale. – Sappiamo quanto la prima impressione sia importante. Per questo non vogliamo limitarci a dare vestiti e scarpe ai clochard, ma anche un buon taglio dei capelli. Qualcosa che li faccia apparire meglio agli occhi degli altri, e che possa anche servire ad accrescere la loro autostima”.

Il primo taglio dei capelli avrà luogo lunedì 3 ottobre alle ore 14 presso la sede dei City Angels in Galleria Tonale, il tunnel che passa sotto la Stazione Centrale. Saranno presenti Mario Furlan, Fabrizio Labanti e lo staff di Benesserecapelli. Entreranno nella sede con i capelli arruffati, ne usciranno ordinati e profumati. Con in mano uno shampoo, dono di Benesserecapelli, con il quale lavarsi la chioma fino al prossimo taglio.

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> Scoperto il legame tra flora intestinale e alimentazione

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La nostra flora intestinale è legata a doppio filo a quanto mangiamo. E’ il risultato di una ricerca congiunta di differenti equipe mediche, pubblicata sulla prestigiosa rivista Science. Attraverso una complessa analisi genetica condotta sulle feci di 33 mammiferi, gli studiosi di diversi atenei americani, francesi e del nostro Istituto Superiore di Sanità sono arrivati a stabilire che che indipendentemente dall’albero genealogico, esiste un gruppo di geni batterici in comune tra i diversi animali che sono determinati dalla dieta.

I carnivori hanno per esempio una popolazione di batteri specializzati nella degradazione delle proteine, mentre gli erbivori possiedono batteri che sintetizzano aminoacidi. L’analisi è stata poi applicata agli uomini, 18 volontari che praticano un regime di restrizione calorica, quindi scrupolosamente certi di tutti i componenti della dieta quotidiana. Anche in questo caso il contenuto di proteine e di fibre nelle loro diete è legato con la struttura e la funzione delle comunità di microbi che albergano nell’intestino.

In buona sostanza, i nostri batteri intestinali agiscono in base a quello che mangiamo prevalentemente: l’organismo secerne dei fattori metabolici nel lume intestinale che, insieme alla dieta, plasmano i batteri. Dunque il cibo influisce in maniera evidente sui microorganismi intestinali che, a loro volta, agiscono sulle funzioni dell’organismo.

Non è assurdo ipotizzare che questi ‘ospiti’ possono proteggere dall’insorgenza di alcune patologie o facilitarne la comparsa. La speranza è che in un futuro non molto remoto possa bastare correggere l’alimentazione o assumere specifiche sostanze – come i probiotici – per orientare la selezione di batteri “buoni” e prevenire o contribuire a curare alcune malattie.

> I consigli del fondatore della rivista “Millionaire”: Virgilio Degiovanni

Un guest post di Giancarlo Fornei,  www.giancarlofornei.com

I consigli del fondatore della rivista Millionaire: Virgilio Degiovanni

Oggi, prende il via una rubrica particolare, che vedrà come protagosti due persone: tu che stai leggendo questo blog e il vincente di turno (donna o uomo), che nella sua vita si è “rimboccato le maniche” ed è riuscito a costruire qualcosa di buono.

Raggiungendo i suoi obiettivi, o comunque (come nel caso dei più giovani), essendoci molto vicino.

Queste persone, possono essere considerate, a tutti gli effetti, dei vincenti: nel loro specifico settore, sono riusciti a costruire, chi più chi meno, delle aziende di successo

Dimostrando a tutti, che i sogni si possono perseguire.

Che anche in Italia è possibile “sognare” e raggiungere i propri obiettivi.

Che se sei disposto ad impegnarti di più (della maggior parte delle persone), a rimboccarti le maniche (senza attendere passivamente gli eventi), nonchè a farlo con costanza e con tanta forza di volontà, nulla ti è precluso.
Leggi con attenzione i consigli che ognuno di loro ti darà, perchè a mio avviso, valgono più dell’oro.
Buona lettura e per qualsiasi domanda, lascia sempre un commento al post.

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Ma veniamo all’amico che apre questa rubrica con i suoi consigli.

Non poteva esserci esordio migliore, perché l’intervistato di oggi è Virgilio Degiovanni, imprenditore, fondatore della Virgilio Degiovanni Communication, società di formazione ma, soprattutto, fondatore della più bella rivista di idee e opportunità che esista in Italia: Millionaire!
A Virgilio, il mio personalissimo grazie per aver risposto alle mie domande e, ancor di più, per la sua immediata disponibilità.
Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”
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I consigli del fondatore di Millionaire: Virgilio Degiovanni
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D. Tutti parlano di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, qual è la tua idea a riguardo?

R. La crisi indubbiamente c’è, non si può discuterla. E’ anche certamente grave. Ma non certo come diversi periodi della nostra storia in cui tutto fu letteralmente raso al suolo. Pensi al dopoguerra, solo per intenderci…Cosa fece la gente? Si rimboccò le maniche! E per quanto stanchi, stravolti, affamati…ricostruì tutto ancora meglio.

Ovvero: quando arriva la crisi occorre LAVORARE DI PIU’. Questa la verità più difficile da accettare…:-)))

D. Quali consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole mettersi per conto suo, fare impresa in un momento così difficile per l’Italia?

R. Solo uno: punta su TE STESSO! Dimenticati aiuti, favori, porte aperte di qualsiasi tipo. Non ce ne saranno. Ma TU sei in grado di aprire ogni porta, se non ti fermi alle prime che ti verranno chiuse in faccia.

Quando iniziai, nei primi 6 mesi, feci 158 appuntamenti. 4 si conclusero positivamente, 154 con un secco NO”. Ovvero neanche 2 su 100 positivi. Non per questo persi un minimo di entuasiasmo…:-))

D. Quali sono, a tuo avviso, le doti principali per un buon imprenditore e/o libero professionista?

R.
1. Volontà assoluta, al limite della abnegazione. Ne occorrerà una quantità senza limiti, sempre.
2. Capacità di “switch”. Ovvero di mutare idee, pensieri, convinzioni ogni volta che i FATTI diranno il contrario di quel che si pensava.
3. Focus. Chi non ce l’ha, finisce inevitabilmente per perdersi.

D. Un errore che hai commesso all’inizio della tua attività professionale e che puoi raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo;

R. E’ una domanda che mi mette nell’ imbarazzo della scelta tra i tanti errori commessi.

Ne dirò uno che solo oggi – finalmente – tento di non rifare: NON OCCUPARMI DI QUELLO CHE DETESTO FARE.

Ognuno di noi ha inclinazioni, in un’attività: c’è chi ama il lato commerciale; chi quello organizzativo; chi ancora quello produttivo o finanziario. Io ad esempio detesto quello amministrativo, ed in passato l’ ho spesso ignorato. Malissimo.

Per qualsiasi attività l’imprenditore deve avere i suoi occhi su TUTTO, nulla escluso. O alla fine ci rimette…le penne :-))

D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel fare impresa o libera professione?

R. Hai la tua vita in mano.
Punto, basta, fine dei discorsi. Chi ha bisogno di spiegazioni su questo…non deve semplicemente volere fare un qualcosa che gli darà per certo maggior peso, problemi, rischi, malesseri rispetto a qualsiasi lavoro dipendente.

D. Un settore imprenditoriale o una professione che secondo te offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro;

R. Non posso che dire quello in cui mi sto buttando con le mie nuove iniziative: il Green, ed in particolare quello relativo alle nuove energie pulite, anzichè dannose.

Il mondo NON PUO’ PIU’ proseguire come ha fatto negli ultimi 50 anni o finirà per suicidarsi letteralmente. Punto, non c’è altro da dire. Se non che sta sviliuppandosi un mercato dalle risorse ed opportunità infinite, ma non per “qualche anno”…per qualche decennio :-))

D. Un consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.

R.
1. Smetterla di perdere tempo a “temere”: dovete avere paura solo della vostra pigrizia. Di nient’altro.
2. Rimboccatevi le maniche e siate pronti a lavorare realmente, senza guardare l’ orologio in alcun modo.
3. Sbattetetevi, datevi da fare, correte in cerca di un’ opportunità: perdete un solo giorno sul web e ne trovate quante volete. Inseguite solo quelle serie e tralasciate le promesse stellari: state al concreto. Ovvero a quelle che vi danno “tanto per tanto”: oggi occorre inseguire la realtà.

Iniziando comincerete poco alla volta a riprendere a sognare. Ed un giorno, forse, a volare.

> Disturbi dell’apprendimento, la scuola scende in campo

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La cura della dislessia, della disgrafia e della discalculia passa anche dalla scuola. Nuovi dispositivi tecnici sono al vaglio degli esperti per aiutare chi soffre di questi disturbi dell’apprendimento a seguire normalmente le lezioni in classe.

Si tratta di registratori che incidono le parole dell’insegnante senza dover prendere appunti, computer con correttore automatico, calcolatrici per facilitare sottrazioni e addizioni. I circa 200 mila alunni con Dsa potranno anche essere dispensati da alcune prove, come per esempio quella scritta di lingua straniera, che saranno sostituite da altre equivalenti.

E’ quanto stabiliscono le Linee guida allegate al decreto del Ministero dell’Istruzione varato il 12 luglio scorso, in attuazione della legge n. 170/10 sui Disturbi specifici di apprendimento . Le stesse regole valgono per gli studenti universitari con Dsa, sia per i test di ammissione che per gli esami: le prove scritte saranno sostituite da quelle orali, potranno utilizzare il computer con correttore ortografico e sintesi vocale, in più potranno contare su di un tempo supplementare, fino a un massimo del 30% in più rispetto ai compagni.

Fatta la legge, bisognerà attendere la specifica formazione dei docenti, che sempre più dovranno diventare dei referenti, interni alla scuola, per le famiglie degli studenti con disturbi dell’apprendimento.

Tra le altre novità previste dal Decreto  la nascita dei «Cts per la dislessia», dislocati in tutta Italia; la diagnosi precoce di questo problema è ancora l’arma principale che si possiede per stabilire la cura più appropriata.

> Virologa italiana la più brava al mondo

Foto di Giancarlo ForneiPer “Donne Vincenti”, oggi ti parlo, con un pizzico di orgoglio, di Ilaria Capua.

L’ennesima dimostrazione dell’eccellenza italiana.

Gli hanno assegnato un vero e proprio Oscar per la ricerca sui virus animali!

Comincio col dirti che Ilaria Capua è la direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, del ministero della Salute.

E’ la prima volta che il Penn Vet World Leadership in Animal Health – pari a 100mila dollari (la consegna è avvenuta lo scorso 14 settembre), viene assegnato a una donna ed è anche la prima volta che va a un ricercatore che abbia meno di 60anni.

“E’ un motivo di orgoglio per tutte le persone che lavorano affinchè il servizio pubblico italiano sia capace di eccellenze”, ha detto la Capua, che nel 2000 ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione per l’influenza aviaria che ha permesso di controllare la malattia.

Ma soprattutto nel 2006, quando l’aviaria è diventata una seria minaccia, Ilaria Capua ha avviato una campagna internazionale senza precedenti e che ha portato alla prima banca dati al mondo liberamente accessibile, nella quale sono raccolte le sequenze genetiche di tutti i virus dell’influenza, animali e umani.

Cosa dire, a te che segui questo blog, se non di prendere spunto dalla forza e dalla tenacia di Ilaria.

Cosa dirti, se non quello di prendere questa donna ad esempio.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Fonte notizia: La Nazione, 11 settembre 2011

> I segnali seduttivi di una donna: quando lei ti sorride…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiDa che mondo e mondo, il sorriso è un segnale inequivocabile di “apertura”.

Un bel sorriso spontaneo è un segnale positivo, che ogni uomo dovrebbe cogliere al volo e… contraccambiare con un altro sorriso.

Se poi il sorriso della donna che hai davanti è aperto e lascia intravedere i denti e i suoi occhi brillano un po’, come se avessero una certa luce dentro…

direi che è un ottimo segnale di gradimento.

Forse mi sbaglio, ma azzarderei che gradisce la tua compagnia.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

ps
Hai letto il mio penultimo ebook, Cosa vogliono le donne?
Sono certo che lo troverai molto interessante, lo puoi acquistare a questo link

> Malanni da scuola

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Per i nostri figli andare a scuola e un vero e proprio lavoro e tra gli inconvenienti di un impegno quotidiano così importante ci sono i tanti malanni che si possono buscare durante l’anno scolastico. Raffredori, mal di gola, influenza, tosse e disagi intestinali; è davvero lunga la lista di patologie, più o meno gravi, che possono colpire un organismo delicato come quello di un bambino, organismo che viene messo a dura prova proprio a scuola, il posto ideale per scambiarsi i germi.

Ambiente chiuso, in cui i bambini sono costantemente vicini, la scuola rappresenta una sorta di focolaio per la diffusione delle più comuni malattie. Un bimbo di due anni che sta a casa può avere 3-4 infezioni respiratorie con tosse, raffreddore e febbre in un inverno; si sale a 6-7 episodi durante la stagione invernale se il bambino va all’asilo.

Naturalmente, con la crescita la situazione tende a migliorare visto che il sistema immunitario matura e l’organismo del piccolo ‘impara’ a riconoscere i virus che lo aggrediscono. Nel caso di infezioni non particolarmente grave basterà tenere a casa il bambino per 1 o 2 giorni, l’importante è che si riprenda bene, altrimenti la ricaduta potrà essere più difficile da sostenere, senza contare l’ulteriore diffusione di batteri ai danni degli altri compagni di classe.

Obbligatorio preoccuparsi solo se le malattie riguardano frequentemente un solo organo, ad esempio le orecchie (otiti) o l’apparato respitorio (bronchiti e tonsilliti) e se il bambino non cresce correttamente.

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