Libri: “Pensa e diventerai ricco”, di Napoleon Hill

Oggi ospito una recensione del mio carissimo amico e socio Giancarlo Fornei

Pensa e arricchisci te stessoHo appena finito di leggere PENSA E ARRICCHISCI TE STESSO, di Napoleon Hill.Devo ammettere pubblicamente che in tutti questi anni non l’avevo mai letto. Solamente oggi, dopo averlo completato nel giro di una settimana, ho capito cosa ho perso.

Il titolo del libro di Hill, a prima vista, può dare l’idea che il libro parli solo di come arricchirsi economicamente. Posso invece garantirti, che contiene tutti gli strumenti per “aprire la Tua mente” e permetterti di arricchire maggiormente ogni parte della Tua vita: amore, denaro, vita sociale, realizzazioni personali, obiettivi, ecc.I capitoli dedicati “all’autosuggestione” e “all’immaginazione”, insieme con quello vicino alla chiusura del libro su “il subconscio”, sono quelli che mi sono piaciuti di più. Ma tutto il libro merita di essere letto e riletto più volte.

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach

 

“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore di Penso Positivo

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Con gli occhi di un bambino

Da quando sono diventato zio, circa sette anni fa, ho avuto modo di osservare mia nipote e comprendere meglio il comportamento dei bambini. Si tratta davvero di un’esperienza affascinante.

Prima di tutto, quando stanno facendo qualcosa i nostri cuccioli sono completamente concentrati. E’ difficile riportarli alla realtà, anche chiamandoli più volte. In particolare mia nipote si estrania totalmente quando gioca con le costruzioni o quando scarabocchia facendo finta di scrivere.

Altra caratteristica dei pargoli è quella di buttarsi immediatamente alle spalle gli eventi negativi. Se cadono, magari lì per lì piangeranno come dei disperati, ma dopo quei cinque minuti, se l’incidente non è serio, saranno di nuovo intenti ai loro giochi, come se nulla fosse accaduto.

A mio parere, queste sono due lezioni dalle quali potremmo trarre profitto.

Rovinato dal multilivello?

Consultando le statistiche di questo blog ho notato che una delle ricerche che ha portato qui i navigatori è “rovinato dal multilivello”. Ora, io sono un multilivellaro convinto, facciamo i conti, da dodici anni. Non ho mai raggiunto grandi risultati, ma più per una mia lentezza nel contattare che per altro (vedi Il Multi Level Marketing come integrazione della pensione ). Però ho frequentato a lungo l’ambiente, e una cosa credo di averla imparata.

Il Multi Level Marketing è un’attività imprenditoriale, e come tale deve avere un bilancio: entrate-uscite, costi-benefici.  Gli investimenti in libri, seminari e quant’altro prima o poi devono rientrare, e anzi rendere. Poi, il tempo di rientro può anche essere molto lungo (nel mio caso di qui a venticinque anni). Ma ci deve essere un piano in merito. Bisogna essere oculati nelle spese esattamente come facciamo nella vita quotidiana.

Naturalmente non conosco la persona che ha raggiunto il mio sito facendo questa ricerca, e non so quale sia la sua esperienza. Di certo, ci sono situazioni nel multilevel in cui si spinge molto sull'”apparire”. Comprarsi il vestito costoso, la macchina costosa, per fare colpo sulla persona che ci proponiamo di sponsorizzare. Ed è spesso il motivo per cui chi fa questo tipo di attività si indebita oltre quello che sarebbe auspicabile. La soluzione risiede nel buonsenso. Sono sempre più convinto che se vogliamo far crescere il Mlm dobbiamo far passare l’idea che lo possa fare chiunque. Che porti giacca e cravatta o meno, che guidi una 2000 o una 1100.

Libri: “Conoscersi accettarsi migliorarsi” di Omar Falworth

Conoscersi Accettarsi MigliorarsiLa prima cosa che mi ha colpito di questo libro è stato l’inchiostro che cambia colore man mano che scorriamo le pagine. Si tratta di uno dei piccoli trucchi che l’autore usa per strapparci dalla routine e portarci a riflettere, che poi è il suo scopo principale.

Ci sono poi altri due particolari curiosi: il primo è che non ci sono numeri di pagina. Il perchè lo spiega lo stesso autore: si tratta di un libro “anche” da leggere dall’inizio alla fine, ma soprattutto, per esempio, da aprire a caso la mattina per meditare sulla frase che ci capita di leggere. Poi, il fatto che l’autore parla pochissimo di sè, e dice fin dall’inizio di essersi impegnato a scrivere “semplicissimissimo”. A rendere cioè alla portata di tutti dei concetti di psicologia che a volte sembrano complicati.

Sfigati in dieci facili mosse – 4. Come usare i mezzi di informazione per impanicarsi

Negli articoli precedenti, abbiamo posto le basi per un solido senso di sfiga. Questo,se vogliamo, è un esercizio in più per coloro che veramente vogliono diventare campioni di sfortuna. Richiede un attimo di impegno in più, ma i risultati sono davvero strabilianti.
Prima di tutto, non date ascolto a quelli che vi dicono che giornali, telegiornali e compagnia cantante ingigantiscono gli avvenimenti negativi per vendere e/O fare audience. Intanto, non è sempre vero. E voi che ne sapete quando è vero e quando no!? In secondo luogo, a noi interessa il risultato. E il risultato è che concentrandosi sui fatti più sgradevoli e angosciosi che troviamo aumentiamo di parecchio il nostro livello di sfiga con uno sforzo davvero minimo. Cercate naturalmente i mezzi che trattano cronaca sanguinolenta, che è la migliore, o, per i più “impegnati”, qualche giornale o programma radio-tv particolarmente fazioso e risentito.

  • Se avete tempo e voglia. ritagliate le notizie più nefaste che trovate e incollatele su un bell’album tipo quello per le fotografie, da portarvi appresso. Quando scrivo questo post (ottobre 2008) son molto buoni gli articoli che parlano di recessione, crisi economica, famiglie che non arrivano alla fine del mese. Tanto meglio se queste ultime somigliano alla vostra. Ma naturalmente sono solo esempi. Vanno bene anche cicloni, tsunami, guerre e guerricciole, gente che fa strage nelle scuole americane e finlandesi etc. etc.
  • Altro tipo di notizie che ci possono venire buone sono quelle su gossip e dintorni, Come, direte voi. Ma se sono notizie piacevoli, carine, che a volte addirittura ti fanno sognare. Eppure, con un po’ di creatività, possono servirci anche queste. Basta pensare alla vita che fanno questi personaggi paragonata alla vostra. Vi garantisco che il vostro senso di sfiga ne trarrà grande giovamento. Soprattutto quando vi troverete a considerare che voi, con il vostro talento, conducete un’oscura esistenza, mentre quello/quella sicuramente è dove è perchè, diciamocelo, l’ha data/dato a qualcuno.

Ah, dimenticavo: naturalmente dovete avere o crearvi la ferrea convinzione che “voi” non potrete “mai” diventare come “loro”. Altrimenti non serve a nulla.

Domande e risposte: perfezionisti e futuri imprenditori titubanti

Ecco a voi un “Guest post” firmato da Mario Furlan …

Non mi sento mai all’altezza di quello che faccio. Mi rendo conto che avrei potuto fare meglio, e questo mi procura insoddisfazione. Anche se gli altri mi fanno i complimenti. Biagio, 23 anni

Sei un perfezionista. Punti sempre al massimo: il che, in linea di principio, va bene. Ma il massimo non lo si può mai raggiungere. Deve restare un’aspirazione, certo. Ma nessuno è perfetto. Forse neanche tu… Quindi accettati con le tue imperfezioni, i tuoi difetti, le tue mancanze. Avresti potuto fare di più? Che serva come lezione. Ma impara ad accontentarti. Punti al dieci? Nel tuo caso basta la sufficienza. E poniti un nuovo obiettivo: non colpevolizzarti. Questo sì che è un ambito in cui devi impegnarti a fondo…

 

Da anni sogno di aprire la mia azienda. Adesso potrei farlo. Ma l’economia è entrata in crisi, e mi chiedo se questo sia il momento giusto.  Tiberio, 41 anni

Il momento giusto c’è sempre e non c’è mai. Nel senso che ogni periodo presenta opportunità e rischi. Anche le fasi di recessione come questa possono presentare opportunità. Le aziende che producono grembiuli scolastici, ad esempio, stanno facendo affari d’oro grazie alla riforma Gelmini… Non esiste un momento positivo per tutti o negativo per tutti. Dipende dal settore in cui operi, certo. Ma anche dal tipo di persona che sei. Dalla tua lungimiranza. E da quanto sei disposto a impegnarti, sacrificarti, batterti per realizzare il tuo sogno. Le crisi portano a una selezione darwiniana: le aziende più deboli vengono spazzate via, le più forti restano padrone del campo E tu vuoi fondare un’azienda forte, vero?

La Numero Uno

Zio Paperone può essere un personaggio più o meno simpatico. A me per esempio non piace la sua avarizia, pardon, la sua parsimonia. Però non si può negare che alcuni concetti espressi dallo Zione siano più che validi. Tra questi, mi pare particolarmente interessante il suo sviscerato affetto per la numero Uno.

Per i pochi che non lo sapessero, si tratta di una moneta da dieci cents di dollaro, che De’ Paperoni conserva gelosamente, in quanto la considera all’origine di tutti i suoi adorati fantastiliardi. Il che a prima vista può sembrare puro e semplice sentimentalismo. Ma io credo invece che si tratti di un’idea meno balzana di quanto si pensi. 

La monetina, infatti, rappresenta in un certo qual modo un’incarnazione del focus, un punto di partenza. Sta lì, nella sua teca di cristallo antistrega, a ricordare a Paperone che i cents sono l’acino che compone il grappolo del dollaro.

Insomma, che le cose “grandi” nascono dalle cose “piccole”

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