Un libro per capire come guarire dal cancro

Fonte: www.naturaebenessere.it

guarire_cancroIn occasione del Mese per la Ricerca sul Cancro le Edizioni Lindau pubblicano il saggio del professor Dominique Belpomme sulla prevenzione dei tumori: “Come guarire dal cancro e come evitarlo“.

Dominique Belpomme è medico chirurgo oncologo presso il centro ospedaliero universitario “Georges Pompidou” di Parigi e docente di cancerologia all’Università “Paris-Descartes”. Presidente dell’ARTAC (Associazione per la Ricerca Terapeutica Anti-Cancro, un’associazione indipendente composta di medici e ricercatori specializzati nello studio biologico, terapeutico e clinico dei tumori, da lui fondata nel 1984), promotore dell'”Appello di Parigi”, la Dichiarazione Internazionale sui pericoli sanitari dell’inquinamento chimico, sottoscritta anche dall’Italia, è autore di numerosi volumi e di saggi pubblicati dalle più importanti riviste specializzate. Il professor Belpomme ha organizzato molteplici campagne di sensibilizzazione pubblica sui tumori e la loro diffusione.

 In occasione della pubblicazione del suo volume in Italia per la Lindau, il professor Dominique Belpomme ha dichiarato: “Ho aspettato a lungo prima di scrivere questo libro tanto il suo tema è cruciale per i malati e vasto e complesso per la scienza e per la medicina. Dopo trent’anni di studio e di pratica clinica sento di avere l’obbligo morale di informare i malati e la società civile dello stato della ricerca e delle azioni che occorre intraprendere sul piano politico.

Come guarire dal cancro e come evitarlo si indirizza ai malati e alle loro famiglie, ai medici, e alle persone sane, le quali vi potranno reperire indicazioni utili per evitare di ammalarsi di cancro.

Ai malati e alle loro famiglie, questo libro invia un messaggio di speranza. Oggi riusciamo a guarire completamente più di un malato di cancro su due. La condizione necessaria, però, è quella di rispettare le sette regole che raccomando. Ai medici, il volume mostra che i progressi della medicina hanno raggiunto i loro limiti, ed è quindi necessario osservare la malattia con occhi nuovi. Appare ormai chiaro che numerosi tumori sono causati dall’inquinamento fisico, chimico o biologico del nostro ambiente. Quindi prevenire è meglio che curare e, come diceva Ippocrate: “Et primum non nocere”, primo non nuocere. è per questo che l’Associazione per la Ricerca Terapeutica Anti-Cancro, l’ARTAC, ha deciso di collaborare con l’Istituto Ramazzini, diretto con competenza dal dottor Morando Soffritti e dalla dottoressa Fiorella Belpoggi, proprio in ragione dell’importante apporto offerto da questo Istituto nella scoperta delle cause ambientali all’origine dei tumori.Infine, questo libro si indirizza anche a tutti quelli che desiderano evitare la malattia.

Sono proposte sul piano individuale ventinove raccomandazioni di prevenzione ambientale, così come diverse misure collettive di sanità pubblica per proteggersi dal cancro.Non dobbiamo dimenticare che è stato Lorenzo Tomatis, ai tempi in cui era direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), uno dei primi ad avere aperto la via dell’ambiente ai ricercatori in oncologia. Spero che il messaggio scientifico contenuto nel presente volume contribuirà a rafforzare l’azione dei medici e dei ricercatori dell’Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE), impegnati in un enorme lavoro di comunicazione nei differenti Stati membri dell’Unione Europea”.

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Donne, sensibili al dolore ma più forti degli uomini

Fonte: www.naturaebenessere.it

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Pain” stabilisce che le donne, dopo un’iniziale ipersensibilità al dolore, si adattano molto rapidamente allo stimolo. L’esperimento condotto dai ricercatori è stato quanto mai semplice: piazzare una sorgente di calore sulla pelle dei 32 volontari e osservare cosa accadeva. Dopo appena 20 secondi, nelle donne, che fino a quel momento avevano sperimentato una maggiore sofferenza rispetto agli uomini, si registrava un calo nella percezione dell’intensità del dolore e un minor fastidio.

Fenomeno che non è stato riscontrato nei maschi. Inoltre, anche il tipo di dolore percepito tra i due sessi era diverso. Infine, i ricercatori dell’University of Toronto in Canada, hanno rilevato che le donne possedevano una sorta di “memoria” dello stimolo doloroso, che consentiva loro, una volta esposti di nuovo a quella stessa causa di sofferenza, di percepirla in maniera attenuata.

A Firenze il primo centro italiano per uomini violenti

Fonte: www.naturaebenessere.it

A Firenze opera da un mese un centro che si occupa della riabilitazione e della cura degli uomini violenti. L’idea è in sè rivoluzionaria: affrontare la violenza sulle donne non solo dal punto vista delle vittime, ma anche da quello di la violenza la agisce. Uomini che usano le mani perché non sanno confrontarsi in altra maniera con le loro compagne.

Per questo a Firenze è nato il Centro di ascolto di Uomini maltrattanti, il primo luogo in Italia ad occuparsi (su progetto firmato dall’Associazione Artemisia) di violenza maschile contro le donne dal punto di vista opposto. Insomma, sono gli uomini stessi a chiamare per chiedere aiuto, per cercare di cambiare. E’ un ambulatorio pubblico, non si paga neanche il ticket.

Il centro ha pochi mesi di vita (con diramazioni anche a Bologna) ma già in molti vi si sono rivolti per intraprendere un percorso di cura, un iter che prevede un paio di colloqui iniziali e poi l’inserimento in gruppi di auto aiuto. La terapia va avanti per sei mesi, ma si va oltre se necessario. Il numero di telefono  a cui rivolgersi è il 339 89 26 550.

Come aiutare una donna a mettersi nello stato necessario per raggiungere un orgasmo

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Giancarlo ForneiOggi ti parlo di un argomento un pochino osé: come aiutare una donna a mettersi nello stato necessario per raggiungere un orgasmo.

Oltre alle mie specifiche esperienze, ho raccolto centinaia e centinaia di punti di vista femminili e quasi tutti, convergono su di un aspetto: se una donna vuole avere un orgasmo deve eliminare dalla propria testa paure e ansia.

Ripeto con parole diverse: se una donna vuole avere un orgasmo, deve lasciarsi completamente andare, sentirsi al sicuro, priva di ogni minima tensione e paura.

Ciò denota una differenza sostanziale tra l’uomo e la donna: il vero centro sessuale della donna è il suo cervello, mentre nell’uomo è il suo organo genitale.

Dunque, mentre noi uomini ci eccitiamo principalmente in base agli stimoli visivi che riceviamo dall’esterno (ci basta anche una semplice rivista per eccitarci), per le donne il desiderio dipende da tutta una serie di componenti emotive e sensoriali.

Credo che questa sia una delle differenze più importanti che gli uomini dovrebbero comprendere, quando fanno o vogliono fare l’amore con il proprio partner.

Insomma, caro amico che leggi, è bene che tu sappia che problemi di lavoro, famigliari, relativi ai figli, ansia, scadenze e mancanza di comunicazione tra i partner, possono letteralmente “bloccare il desiderio sessuale” della tua signora.

Il calo della libido della tua compagna, infatti, può dipendere da almeno due fattori diversi:

  • un problema ormonale;
  • da stimoli emotivi e sensoriali che non la fanno sentire tranquilla e che anzi, la mettono a disagio e le creano ansia.

Pertanto, la prossima volta che ti dirà che ha il famoso “mal di testa”, e magari questa cosa si protrae da parecchio tempo, anziché pensare egoisticamente al tuo orgasmo quotidiano, chiediti dov’è, realmente, la sua testa.

Scommetti che ha un grosso problema che la tormenta?

Accetti un consiglio banale? Parla con lei.

Aiutala a spiegarti cosa la preoccupa tanto e, soprattutto, ascoltala. Spesso il problema può essere risolto con poco, altre volte No. Quello che conta e che ti fai trovare al suo fianco, al momento giusto.

Nel nuovo libro che sto scrivendo su “come riuscire a conoscere e capire meglio le donne”, ho dedicato tutto l’intero settimo capitolo a raccontare come le donne vivono il sesso. Vi trovi consigli come quelli esposti in questo post e tanto altro ancora.

Se sei un uomo e sei veramente interessato a capire e amare le donne, ti consiglio di smetterla di pensare egoisticamente al tuo esclusivo orgasmo quotidiano e cominciare a fare uno sforzo per cercare di coinvolgere nel orgasmo anche la tua donna.

E stai attento: ho parlato di “coinvolgere” e non, di ricerca delle performance sessuali tanto care agli uomini.

Del resto, sbaglio o l’amore si fa in due?

Troppo osè l’argomento? Dai, dammi il tuo feedback, lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
Il Coach delle Donne

“Che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore degli ebook Penso Positivo e Donne In Crisi e dell’audio corso Autostima

La ruota palindromica

Questa mi è arrivata via email. Fa molto riflettere…

La vita è una ruota. Il Primo giorno, Dio creò la Mucca e disse: – Dovrai andare nei campi con il contadino, soffrire tutto il giorno sotto il sole, figliare in continuazione e farti spremere tutto il latte possibile. Ti concedo un’aspettativa di vita di 60 anni. La Mucca rispose: – Una vita così disgraziata me la vuoi far vivere per 60 anni? Guarda, 20 vanno benissimo, tieniti pure gli altri 40! – E così fu.

Il secondo giorno, Dio creò il Cane e disse: – Dovrai sedere tutto il giorno dietro l’ingresso della casa dell’uomo, abbaiando a chiunque si avvicini. Ti
assegno un’aspettativa di vita di 20 anni. Il Cane replicò: – 20 anni a rompermi le palle e a romperle agli altri? Guarda, 10 sono più che sufficienti, tieniti pure gli altri! – E così fu.

Il terzo giorno, Dio creò la Scimmia e disse: – Dovrai divertire la gente, fare il pagliaccio ed assumere le espressioni più idiote per farla ridere. Vivrai 20 anni. La scimmia obiettò: – 20 anni a fare il cretino? Mi associo al cane e te ne restituisco 10! – E così fu

Infine, Dio creò l’Uomo e disse: – Tu non lavorerai, non farai altro che mangiare, dormire, scopare e divertirti come un matto. Ti assegno 20 anni di vita! E l’Uomo, implorante: – Come, 20 anni?!? solo 20 anni di questo Bengodi? Senti, ho saputo che la Mucca ti ha restituito 40 anni, il Cane 10 e la Scimmia altri 10, sommati ai miei 20 farebbero 80, dalli tutti a me!!! – E
così fu.

 Ecco perché per i primi 20 anni della nostra vita non facciamo altro che mangiare, dormire, giocare, scopare, godercela e non fare un cazzo, per i successivi 40 lavoriamo come bestie per mantenere la famiglia, per gli ulteriori 10 facciamo i cretini per far divertire i nipotini, e gli ultimi 10 li passiamo rompendo le palle a tutti

Tutto gira intorno ad una ruota palindromica: A 3 anni il successo è: non pisciarsi addosso. A 12 anni il successo è: avere tanti amici. A 18 anni il successo è: avere la patente. A 20 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 35 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 50 anni il successo è: avere moltissimi soldi. A 60 anni il successo è: avere rapporti sessuali. A 70 anni il successo è: avere la patente. A 75 anni il successo è: avere tanti amici. A 80 anni il successo è: non pisciarsi addosso!

Amen.

Cerchi la giovinezza? Fatti un giro su Google

Fonte: www.naturaebenessere.it

Se Faust avesse letto la notizia, probabilmente non si sarebbe affannato a siglare patti col diavolo per avere ottenere l’eterna giovinezza. Secondo quanto sostiene lo studio di un’Università californiana, per rimanere giovani e in buona salute basta cercare informazioni tramite Google (ma funzionano anche altri motori di ricerca). Questo perché curiosare sul web coinvolge diverse aree del cervello, mantenendolo allenato e stimolandolo più della lettura di un libro. Insomma, i motori di ricerca sarebbero addirittura in grado di rallentare il declino mentale che porta alla demenza senile. Consigliamo comunque di leggere libri. Se la corrente manca e non si può usare il computer, basta sfogliare un volume e la fantasia si accende lo stesso.

Scoperta l’area del cervello in cui risiede l’autodifesa

Fonte: www.naturaebenessere.it

Se c’è una situazione di rischio il nostro corpo reagisce immediatamente. Questa capacità risiede in un’area specifica del cervello, come dimostra una recente ricerca fatta da un’equipe di studiosi della Georgetown University Medical Center a Washington DC. Si tratta degli strati profondi del ‘collicolo superiore’, una regione a più strati, appunto, che regola i movimenti (per esempio oculari) e anche la sensorialità. Gli esperti hanno visto che quando questa regione si attiva il corpo subisce tutta una serie di modifiche

funzionali tenersi pronto a difendersi: trasalisce e si fa piccolo per la paura preparandosi a un’eventuale fuga. 
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