L’Europa è sedentaria (e il costo economico molto elevato)

sedentariBisogna darsi una mossa. E’ il senso profondo dello studio condotto dall’Unione Europea in merito all’attività sportiva e fisica in generale compiuta dagli abitanti del Vecchio Continente, laddove per Attività fisica si intende l’energia che si brucia con il movimento; il 42% è dedito all’ozio totale. I più sedentari in assoluto sono i bulgari (78%), seguiti dai maltesi (75%) e dai portoghesi (64%), ma gli italiani occupano un non invidiabile quarto posto (60%) a pari merito con i romeni. Più si sale, più si corre:in Svezia solo il 9% dice di non fare alcuna attività, il 14% in Danimarca, ed il 15% in Finlandia. L’inchiesta di Eurobarometro, dunque, non lascia scampo e definisce una situazione generale piuttosto desolante.

Bisognerebbe adottare delle misure che incoraggino le persone ad integrare pratica sportiva e attività fisica nella propria vita quotidiana“, si legge in una nota del Commissariato Ue alla Cultura e Sport. E non solo per motivi legati alla salute, ma perché l’inattività fisica ha un costo economico molto elevato, in termini di assenza dal lavoro per malattia e assistenza sanitaria, che sarebbero ridotte dedicando tempo e interesse all’attività fisica. Inoltre le spese mediche per le persone attive sono inferiori del 30% rispetto a quelle di coloro che non svolgono attività fisica.

Mamme over 30, l’Italia al primo posto in Europa

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

A mother lovingly looking at her babyIn Italia si fanno figli in età sempre più avanzata, lo dimostra il Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa, che ha comparato 29 Paesi europei, di trenta indicatori chiave raggruppati in 4 aree principali. Nel Bel Paese il 34,7% delle mamme supera i 35 anni; alle nostre spalle troviamo la Spagna (29,5%) e l’Irlanda (27,9%). Alto anche il numero di parti cesarei, con un 38% che ci piazza al secondo posto dietro Cipro, dove si partorisce col cesareo nel 58% dei casi. Crescono invece in tutto il Vecchio Continente le gravidanze gemellari. Buone notizie arrivano sul fronte dei fattori di rischio perinatale, che si sono ridotti sensibilmente, mentre il numero di parti pretermine è rimasto stabile.

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