Vacanze, attenzione alla dieta dei bambini

obesitàNon si è mai troppo prudenti quando si tratta della salute dei nostri figli, per questo quando ci confrontiamo con notizie relative alla cattiva alimentazione dei bambini la preoccupazione cresce. A quanto pare, infatti, il periodo estivo sembra essere un tour de force dannoso per tutti loro. Secondo quanto reso da noto da uno studio condotto alla Harvard School of Public Health, alla chiusura delle scuole i bambini ingrassano. Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista Preventing Chronic Disease ed è stato condotto dalla dottoressa Rebecca Franckle, si basa sulla revisione di dati relativi a sette precedenti ricerche sull’argomento. Una di queste dimostrava che la crescita dell’indice di massa corporea dei bambini raddoppia in estate rispetto all’andamento durante l’anno scolastico.

Sarebbe tutta colpa del consumo dei gelati che cresce a dismisura e dalla noia legata all’ozio. Senza i ritmi dettati dalla scuola, si è più propensi, insomma, a mangiare snack, e senza movimento, preferendo una partita a Playstation ad una bella corsa, i chili si accumulano. Naturalmente non va snaturato il periodo di meritato riposo, obbligando il bambino ad orari precisi, ma incrementare l’attività fisica è certamente una misura da prendere, magari con delle nuotate al mare o in piscina o con delle lunghe corse in bici. E magari, farlo insieme a loro.

Come aumentare l’autostima nei tuoi figli

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiCara mamma, non esistono ricette magiche per aumentare l’autostima nei propri figli, ma solo il costante rispetto di alcune regole che dovrebbero essere applicate sin dalla tenera età dei bambini.
Eccoti due (banali, ma pratiche) regole per aumentare l’autostima nei tuoi figli…

Regola n° 1, evita di lavorare con la negazione “non” sulle sue convinzioni.

Tipico di molti genitori apostrofare i bambini con frasi del tipo:
a) ma sei proprio un imbecille, non capisci nulla;
b) stupido, non ne fai mai una buona;
c) come al solito non capisci nulla.
Se usi frasi di questi tipo nei confronti di tuo figlio, non soltanto non alimenti per nulla la sua autostima, ma contribuisci a distruggergliela.
Sono certo che non lo fai apposta, ma devo avvisarti che a forza di sentirsi ripetere certe frasi, il rischio che il bambino finisca per crederci è molto alto.

Si chiuderà sempre più a riccio, convinto di non valere nulla.

In psicologia si parla di retaggio mentale: probabilmente i tuoi genitori lo hanno fatto con te, e tu, a tua volta, lo fai con tuo figlio, senza accorgertene.

Fai uno sforzo e inverti il sistema, applicando la seconda regola.

Regola n° 2, usa una linguistica motivante con tuo figlio.

So che non è facile, ma tu devi provarci, e dire al bambino semplicemente che “può” farcela.

Rafforza le sue convinzioni e rafforzerai anche la sua autostima.

Ripetigli continuamente frasi di questo tipo:
a) hai sbagliato, ma non importa, mamma è convinta che puoi farcela;
b) dai, anche se oggi non hai vinto, mamma è fiera di te;
c) stai tranquillo, adesso vediamo cosa non hai capito e mamma prova a rispiegartelo.
Queste sono frasi motivanti e potenzianti, che fanno capire al bambino che anche se ha sbagliato in qualcosa, non è successo nulla di irreparabile e può ancora farcela.

Usando queste due banali regole, che sono semplicemente “l’una l’incontrario dell’altra”, rafforzerai le convinzioni di tuo figlio e alla lunga, aumenterai la sua autostima.

Dunque, aumentare l’autostima nei propri figli è più facile di quanto potessi immaginare…

Il vero problema, il tuo “nemico”, sarà l’inconstanza, tipica di molte persone.
Più sarai costante nell’usare le frasi potenzianti al posto di quelle limitanti, più l’autostima di tuo figlio aumenterà.

Nel 2011 ho pubblicato, con la Bruno Editore di Roma “Pensiero positivo per bambini“, forse, uno degli ebook più belli che abbia mai scritto.

In quell’ebook, trovi moltissimi consigli utili e pratici per aiutare tuo figlio a crescere con una sana autostima.

Per qualsiasi domanda, scrivimi a info@giancarlofornei.com .

Un abbraccio e Buon Natale!

Giancarlo Fornei

Bambini, attenti alla scelta dei videogiochi

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

bambini-videogiochiVideogiochi e bambini, un legame spesso troppo forte che può rivelare qualche piccolo problema se non vengono prese le giuste misure. Da una recente ricerca condotta dall’università Macquarie di Sydney, l’85% delle app comprate per i bambini sono solo giochi di ‘comportamentismo’, che chiedono di ripetere un’azione o di ricordare semplici fatti.

Un’attività, questa, che se ripetuta più e più volte può portare ad un basso sviluppo neuronale del bambino, con gravi ripercussioni sulla vita adulta. I videogiochi, dunque, andrebbero scelti con la massima attenzione, per non inficiare lo sviluppo psicologico dei bimbi,

Da bandire quindi anche quelli violenti che possono portare allo sviluppo di aggressività, ostilità o insensibilità e perdita di empatia. I giochi elettronici non vanno dunque demonizzati, è sbagliato pensare di proteggere completamente i nostri figli o isolarli dalla tecnologica, tuttavia vanno valutati con estrema cura.

Arte e gioco da Neanderthal a oggi (e oggi è meglio)

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com 

Giochi-per-bambiniGli esseri umani sono dotati di fantasia, ecco perché esiste l’arte. E i bambini sono quelli che riescono a non perdere mai il filo con la propria creatività. Insomma, sono tutti degli artisti (e non stiamo parlando della bellezza delle proprie creazioni).

Grazie al gioco i bambini riescono ad incrementare e valorizzare il pensiero astratto e simbolico. Si spiegherebbe in questa maniera, quindi, la pessima attitudine dell’uomo di Neanderthal a disegnare e creare manufatti artistici in generale; stando a quanto rilevato da recenti ricerche, la sua infanzia sarebbe stata troppo breve e di conseguenza non è stato in grado di sperimentare e incrementare il pensiero astratto.

Il gioco è un momento fondamentale per la crescita dell’uomo, quindi, ed esserne privati è dannoso.

Disturbi alimentari, colpiti anche i bambini

sb10069429a-002.jpg Food SaladAnoressia e bulimia sono due malattie che continuano a segnare la vita di troppe persone, in particolare dei giovanissimi.

Secondo quanto pubblicato recentemente sul Quaderno della Salute dedicato all’appropriatezza clinica, strutturale, e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell’alimentazione, diminuisce l’età in cui esordiscono questi disturbi dell’alimentazione, che colpiscono sempre di più anche i bambini (e gli anziani).

Sono le donne a soffrire di più per questa patologia, ma il disagio cresce anche tra gli uomini, che ormai rappresentano il 5-10% di tutti i casi di anoressia nervosa, il 10-15% di tutti i casi di bulimia e ben il 30-40% dei casi di sindrome da alimentazione incontrollata.

Diabete, rischiano i bambini esposti all’inquinamento

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

diabete-nei-bambiniUno studio condotto da Elisabeth Thiering e Joachim Heinrich dell’Helmholtz Zentrum Munchen e pubblicato su Diabetologia, rivista della European Association for the Study of Diabetes (EASD) dimostra il nesso tra inquinamento e diabete; crescere in zone con un tasso elevato di polveri sottili incide sulle possibilità che i bambini sviluppino resistenza all’insulina, diventando diabetici.

Sotto accusa è il potere ossidante delle sostanze inquinanti, che agiscono direttamente su lipidi e proteine e indirettamente attraverso l’attivazione di percorsi ossidanti intracellulari. Lo stress successivo a questo tipo di reazione provoca insulino-resistenza nei più piccoli. Studi precedenti avevano già evidenziato il legame tra inquinamento atmosferico e patologie cardiache e aterosclerosi.

Bullismo, i danni di un fenomeno gravissimo.

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

WCENTER 0LGBACHZWY -Le conclusioni dello studio condotto dalla Duke University di Durham, Carolina del Nord, secondo cui le vittime del bullismo sarebbero avviate ad un futuro di adulti ansiosi, con disturbi depressivi, attacchi di panico e possibili intenzioni suicide, sono comprensibili, ma troppo automatiche; tuttavia la ricerca ha il merito di approfondire un argomento troppo poco affrontato e incredibilmente grave. Sono tanti infatti i minori che vengono vessati solo perché “giudicati” deboli. Gli studiosi americani hanno monitorato in 20 anni 1.420 giovanissimi dai 9 ai 13 anni, seguendone lo stato di salute fino al raggiungimento dell’età adulta. Tenendo conto anche di altri fattori, lo studio avrebbe dimostrato che coloro che hanno subito molestie da parte di bulli, hanno poi manifestato svariati disturbi psichiatrici da adulto, per l’incapacità di superare il disagio provato. Sarebbe opportuno quindi seguire i nostri figli in maniera scrupolosa e affrontare di petto una situazione del genere qualora si verificasse, al fine di evitare non tanto le ripercussioni in età adulta, ma quelle giovanili di una simile violenza. Un adolescente terrorizzato da un sopruso è una persona che rischia in un’età chiave della vita di creare dei “buchi” interni difficilmente curabili se non sono verificati in tempo. Secondo una recente indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria il 45,5% dei ragazzini del campione intervistato ha assistito ad episodi di bullismo, il 34,2% li ha subiti personalmente.

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