Alzheimer, test individuerebbe la malattia prima della manifestazione

adult helping senior in hospitalUna patologia grave come l’Alzheimer non è sconvolge solo la vita dei malati, ma anche quella dei familiari delle persone che si ammalano. Ecco perché qualunque notizia legata alla possibilità di una cura o di prevenzione della malattia viene sempre salutata con un cauto ottimismo. L’ultimo aggiornamento sul versante della prevenzione è legato ad un sofisticato test di diagnosi precoce, fatto attraverso un normale prelievo del sangue, che stani la malattia al suo esordio, quando ancora essa non presenta alcun sintomo.

Uno studio britannico, condotto dai ricercatori di Oxford e pubblicato su Alzheimer’s & Dementia, ha dimostrato che nel sangue di persone predisposte all’Alzheimer siano presenti delle proteine con anni di anticipo rispetto alla manifestazione della malattia. Lo studio condotto su un campione di 452 persone sane, 220 con declino cognitivo lieve e 476 con l’Alzheimer, si è rivelato esatto nell’87% dei casi.

Fino ad oggi la maggior parte delle sperimentazioni iniziate tra 2002 e 2012 per prevenire o curare l’Alzheimer, sono fallite miseramente per il 96%; questo perché i pazienti entrano a far parte dei trial clinici con la malattia in fase avanzata e sintomi già presenti. Se l’Alzheimer ha il suo esordio almeno 10 anni prima della comparsa dei primi sintomi, è giusto poter individuare la futura malattia con anni di anticipo al fine di poter valorizzare appieno le sperimentazioni. Il test in questione dovrà essere ora convalidato su un campione maggiore di persone.

Una maglietta ‘intelligente’ monitora i parametri vitali

foto magliaNo, non è una maglietta come tutte le altre quella che vedete nella foto. E’ un indumento speciale in grado di monitorare battito cardiaco, respirazione e diversi altri parametri vitali. L’ha creata l’azienda canadese OMsignal e dall’estate sarà in vendita.

La caratteristica di questa maglietta è che funziona con degli elettrodi d’argento inseriti nel tessuto all’altezza del torace; questi sono collegati ad una sorta di centralina che si trova in una tasca. I dati rilevati vengono trasmessi attraverso il bluetooth allo smartphone del proprietario, che in questo modo rivela con buona approssimazione calorie bruciate, livelli di stress nell’organismo e via di seguito.

Al momento la t-shirt non sarà utilizzata come presidio medico, ma si stanno vagliando soluzioni in grado di impiegarla nel monitoraggio dell’asma.

Test casalingo per scoprire l’Alzheimer

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

alzheimerUn test che in pochi minuti può rivelare i primi segni di declino cognitivo e di conseguenza il rischio di essere affetti da Morbo di Alzheimer; è quanto messo a punto dagli studiosi della Ohio State University, che hanno pubblicato la loro ricerca sul Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences.

Basta un quarto d’ora per rispondere ai quesiti relativi a mese, data e anno di nascita. Domande che mettono alla prova la fluidità verbale, accompagnate da prove quali l’identificazione di una foto, calcoli e ragionamento, oltre alla richiesta di fare alcuni disegni ed esercizi di memoria.

Il metodo è stato sperimentato su più di mille persone al di sopra dei 50 anni e si è rivelato efficace quanto quelli più articolati. Tra le persone che effettivamente sviluppano serie patologie degenerative a livello neurologico, l’80% è stato rintracciato proprio grazie all’esame.

Naturalmente, riuscire ad individuare per tempo piccoli e grandi segnali sull’attività del cervello, può aiutare a stabilire un percorso terapeutico in gradi di limitare i danni della malattia. Soprattutto se il test si effettua ciclicamente.

A 15 anni crea un test per prevenire il tumore al pancreas

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com 

Jack Thomas AndrakaIn tempi come questi, in cui sembra impossibile sognare, l’esempio di Jack Thomas Andraka rappresenta ben più di una speranza; il sedicenne statunitense infatti è già diventato una personalità del mondo scientifico grazie all’invenzione di un metodo rapido e poco costoso che permette di segnalare l’inizio di un tumore al pancreas (ma funziona anche per le ovaie e il polmone).

Il ragazzo è stato già insignito del Gordon E. Moore Award , il Gran premio della Intel International Science and Engineering Fair, settantacinquemila dollari per sviluppare la sua tecnica. Spinto dalla morte di un caro amico di famiglia, Jack inizia a studiare questa particolare neoplasia, catalogando ottomila proteine, potenziali indicatori di un cancro, con particolare interesse per una, la mesotelina.

Il passo successivo è stata la costruzione di un test basato su sensori e nanotubi di carbonio. Jack chiede l’aiuto degli esperti della Johns Hopkins University e del National Institutes of Health (Nih) e cattura l’attenzione di del dottor Abirban Maitra, che lo chiama nel suo laboratorio. Dopo sette mesi di esperimenti, l’esame è messo a punto e funziona. Complimenti.

Test del sangue per individuare l’Alzheimer

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Sconfiggere una patologia gravissima come l’Alzheimer con il solo prelievo del sangue potrebbe essere una realtà. E’ quanto sostiene lo studio di Emory University School of Medicine,University of Pennsylvania e Washington University e pubblicato sulla celebre rivista Neurology. Quello che hanno dimostrato i ricercatori americani è la presenza di biomarcatori che rilevano la presenza della malattia neurologica; la loro attenzione si è focalizzata sui livelli di 190 tra proteine plasmatiche e peptidi in 600 pazienti, sani, con decadimento cognitivo lieve e affetti da Alzheimer, che hanno preso parte allo studio. Quattro sono stati i marker individuati: l’apolipoproteina E, il peptide natriuretico di tipo B, la proteina C-reattiva e il polipeptide pancreatico. Le modifiche dei livelli di queste quattro proteine nel sangue sono state correlate con i livelli di proteine beta-amiloidi nel liquido cerebrospinale, note per essere collegate con la malattia di Alzheimer. Il prossimo passo di questa ricerca dagli esiti importantissimi è sviluppate un test diagnostico semplice e veloce per individuare ogni tipo di mutazione. La speranza è che questo possa avvenire in tempi relativamente brevi.

> Test dell’Hiv senza ricetta

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Un test della saliva che permette di rilevare la sieropositività al virus Hiv, ottenuto senza alcun bisogno di ricetta, da effettuarsi in totale autonomia, con risultati in 20-40 minuti.

E’ questa la grande novità che arriva dagli USA dove il Blood Products Advisory Committee, un gruppo tecnico della Food and Drug Administration, l’agenzia americana per il controllo di farmaci e dispositivi medici, ha raccomandato all’unanimità l’approvazione di questo tipo di esame, già utilizzato nel normale protocollo medico, ma con l’importante innovazione, come anticipato, dell’assenza di ricetta.

Poter effettuare un test per la sieropositività nell’intimità della propria casa, esattamente come un test per la gravidanza, senza dover attendere tempi esagerati e avendo la possibilità di intervenire subito in caso di accertata infezione, o di tirare un sospiro di sollievo quando fosse verificata la negatività, rappresenta un grande passo avanti nella ‘gestione’ di una delle fasi più delicate per un ipotetico paziente, quella della diagnosi.

Naturalmente vanno puntualizzati alcuni aspetti fondamentali della questione. Nel 93% dei casi il dispositivo riesce a individuare una persona effettivamente positiva all’infezione, ma nel 7% etichetta come sane persone che in realtà hanno l’infezione. E’ proprio su questa percentuale di falsi negativi che si sta ulteriormente indagando, visto che si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile.

Ecco che il test fai da te assume una valenza importante dal punto di vista culturale, poiché spinge le persone a monitorare regolarmente il proprio stato di salute, in presenza di comportamenti a rischio, ma non consente di effettuare tutte quelle attività di supporto che educano alla prevenzione dell’infezione e che sono effettuate solo in ambito ospedaliero.

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