Salute Notizie 19 Giugno 2014

ospedale_bambin_gesuArriva dalle staminali la nuova tecnica per il trapianto di midollo da genitori a figli messa a punto dai ricercatori dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma. La tecnica è stata sperimentata a oggi su 70 bambini affetti da leucemie e su una trentina di piccoli pazienti affetti da malattie rare come la talassemia, l’immunodeficienza severa, o l’anemia di Fanconi. Cnsiste nel ripulire le cellule staminali del donatore eliminando quelle cattive che causano le principali complicazioni, ma preservando una grande quantità di quelle buone che proteggono il paziente dalle infezioni.

“La salute della donna sarà al centro delle iniziative del semestre italiano UE”. Lo ha ribadito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che guiderà la commissione salute dell’Unione. All’inizio del mese di ottobre è in programma una Conferenza ministeriale dal titolo “La salute della donna: un approccio life-course”, della durata di due giorni, alla quale parteciperanno i Ministri della sanità dei vari Stati Membri dell’Unione europea.Per ogni tema si procederà alla presentazione dello stato dell’arte nell’Unione Europea, effettuando poi alcuni approfondimenti specifici.

I pronto soccorso del Veneto avranno i propri steward. A fornire questi servizi saranno oltre 400 figure professionali dipendenti (infermieri e Oss), per le quali inizia in questi giorni un importante percorso formativo che, coordinato dall’Ulss 9 di Treviso, interesserà tutte le Aziende sanitarie della Regione. Come disposto dalla Giunta regionale, gli steward dovranno assistere le persone nelle sale d’attesa e costituire di fatto un collegamento informativo tra l’area di cura e quella d’attesa riguardo ai tempi per ottenere l’assistenza collegati al codice assegnato all’arrivo, ai motivi di un’eventuale attesa prolungata, alle condizioni di parenti o amici sui quali si sta intervenendo.

Staminali amniotiche per ricostruire l’intestino

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Liquido-amnioticoRipristinare la struttura intestinale e la sua funzionalità, grazie alle cellule staminali derivate dal liquido amniotico. E’ ciò che è stato dimostrato da una ricerca condotta su dei roditori, pubblicata sulla rivista Gut. Lo studio dello University College London potrebbe essere significativo per trovare una nuova terapia per curare le infezioni dei bambini come l’enterocolite necrotizzante (Nec), una grave infiammazione che distrugge i tessuti intestinali. Alcune cavie affette da Nec sono state trattate con cellule staminali da liquido amniotico, mentre ad altre sono state somministrate prelevate dal midollo osseo o da femore. I primi mostravano un tasso di sopravvivenza molto più alto, a una settimana dal trattamento. Non solo, ma la flogosi si era significativamente ridotta, così come la mortalità cellulare, mentre il tessuto si rinnovava con maggiore facilità.

Staminali, l’obiettivo è ricreare il cristallino

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Trapianto-di-staminaliColtivare in laboratorio il cristallino non è più un obiettivo distante, impossibile. Sono stati isolati i tessuti embrionali dai quali si sviluppa la lente del nostro occhio, con la possibilità di ricreare in visto questo organo trasparente. Il risultato della ricerca australiana, guidata però dagli italiani Isabella Mengarelli e Tiziano Barberi, è stato pubblicato sulla rivista Stem Cell Traslational Medicine. L’equipe medica ha innanzitutto dimostrato la derivazione del tessuto della lente dalle cellule staminali embrionali, poi le ha isolate e purificate. A differenza delle cellule della retina, che si sviluppano direttamente da quelle del sistema nervoso centrale, quelle del cristallino hanno origine dalla parte anteriore della struttura dell’embrione e sono riconducibili a strutture specializzate (i placodi) legate alla formazione degli organi di senso. E’ più difficile ricreare in laboratorio la lente, poiché non si ha a che fare con un tessuto ma con una “secrezione di cellule capace di dare origine ad una struttura trasparente”, ma questo è il primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo che potrebbe essere importante nella cura di patologie come la cataratta congenita. ”Con le cellule staminali embrionali si può fare veramente di tutto – ammette il dott. Barberi -, è solo una questione di studiare i modi per far sì che le cellule si formino”. Tuttavia questo tipo di ricerca  è vietato in Italia.

Cellule staminali contro la SLA

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

SLAAncora una volta viene dalle cellule staminali la speranza di combattere e guarire una malattia grave come la Sclerosi Laterale Amiotrofica. I risultati dello studio condotto dall’Università di Milano verranno presentati alla 65.ma riunione annuale dell’Accademia di Neurologia, in programma a San Diego (California, Usa) dal 16 al 23 marzo prossimi.

A quanto emerge, il trapianto di cellule staminali su cavie da laboratorio ha evidenziato una regressione della malattia, patologia degenerativa mortale e progressiva che al giorno d’oggi non è curabile. Il trapianto di cellule staminali può quindi rappresentare una possibilità di guarigione anche per altre malattie neurodegenerative.

Ai topi malati di un modello animale di SLA sono state iniettate cellule staminali neurali umane prese da cellule umane pluripotenti indotte, ovvero cellule della pelle riprogrammate geneticamente per tornare allo stadio di cellula staminale embrionale. Grazie a queste cellule staminali, i neuroni si sono moltiplicati, migrando verso il midollo spinale e, come dimostrato, la vita delle cavie è aumenta considerevolmente, con un netto miglioramento del funzionamento neuromuscolare.

Staminali dal sangue, le novità di una ricerca inglese

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

staminaliQuello delle staminali è il settore della ricerca scientifica che più di ogni altro è in movimento. Sappiamo da tempo che le cellule staminali, ossia ricreate per sostituire parti del corpo umano danneggiate, vengono prelevate dagli embrioni; un gruppo di scienziati inglesi sarebbe in grado di riprodurre questo meccanismo a partire dal sangue. I ricercatori di Cambridge sono dunque riusciti a sfruttare il sangue di un paziente per produrre cellule personalizzate, nel caso specifico costruire vasi sanguigni. Queste cellule, responsabili della riparazione delle lesioni al sistema circolatorio, sono state trattare in modo da diventare staminali e vengono riconosciute dal corpo senza creare rigetto e rimanendo stabili. Secondo quanto detto dal dott. Amer Rana, coordinatore dello studio, questo metodo si è dimostrato efficace perché non necessita di biopsia, risultando quindi meno invasivo per il paziente. Non resta che attendere l’esito della sperimentazione clinica.

Malattie pediatriche ereditarie, la cura arriva dalle staminali

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

ureaLe malattie metaboliche ereditarie dei bambini sono al centro della ricerca dell’Università di Torino, riguardante la sperimentazione delle cellule staminali epatiche. Si tratta di un protocollo specifico che viene sperimentato in questi giorni alla Città della Salute di Torino, in collaborazione con con altri nosocomi universitari europei.

Tutto parte dalla scoperta che una particolare linea di cellule staminali del fegato adulto è capace di ripristinare il ciclo dell’urea, fornendo l’enzima che manca ai piccoli pazienti.

I disturbi del ciclo dell’urea sono una patologia rara e molto grave che impedisce, tra l’altro, di smaltire normalmente l’ammoniaca attraverso l’urina, con accumulo di questa sostanza; una malattia questa che può portare ad un quadro neurologico nefasto.

Ma Le possibili ricadute di questa sperimentazione si potrebbero avere anche nell’ambito della terapia delle malattie metaboliche pediatriche e, in generale, delle emergenze epatiche mediche e chirurgiche.

Cancro al polmone, isolate cellule staminali

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Arriva ancora una volta dalla ricerca sulle cellule staminali una possibile via alla soluzione di una patologia grave come il cancro al polmone.  La ricerca della University of Cincinnati, pubblicata sulla rivista PLOS One, nasce dalla volontà di individuare quelle cellule staminali che rigenerano continuamente il tumore e gli danno energia. Gli scienziati statunitensi hanno messo a punto un metodo per l’isolamento delle suddette cellule, metodo che possa essere replicato su modello murino, con ratti dal sistema immunitario funzionante. Così si può individuare il meccanismo che è alla base della nascita e dello sviluppo del tumore e quindi il possibile trattamento terapeutico. In sostanza, in questo modo sarebbe lo stesso organismo a contrastare le cellule tumorali. L’immunoterapia quindi sembra essere il futuro del trattamento cancro.

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