Ginnastica e sonno ristoratore, il connubio perfetto.

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

giornata-nazionale-dormire-sano-insonniaDormire è una delle funzioni più importanti del nostro corpo; nelle ore del riposo l’organismo si rilassa e si ha la possibilità di elaborare dei pensieri nuovi attraverso i sogni. E’ nelle ore notturne infatti (e più in generale quando si abbandona lo stato di veglia), che si ricrea ad un livello diverso la realtà e il nostro inconscio può esprimersi liberamente attraverso il linguaggio e le immagini dei sogni. E’ fondamentale dunque riposare bene e se qualcosa disturba questo momento, può essere l’indizio di un disagio da affrontare. Alle stesse conclusioni (dormire fa bene), ma attraverso un percorso completamente diverso (si parla solo di attività fisica), arriva lo studio condo dalla National Sleep Foundation (NSF) secondo cui c’è un legame profondo tra un sonno ristoratore e la ginnastica; fare movimento fa dormire meglio e più lo sforzo è intenso, più si riposa. A quanto si apprende è importante muoversi tutti i giorni, ma entro le ore del pomeriggio e non la sera perché lo sport serale, in virtù della produzione di adrenalina, potrebbe dare effetti opposti. Più in generale è la regolarità che ci fa dormire; andare a letto ed alzarsi agli stessi orari, non sostare nel letto se non per dormire e illuminare la stanza con una luce tenue. Ottima anche la scrittura di un diario serale, rimandando all’indomani attività intellettuali “stressanti” come la lettura e l’analisi. E se proprio non ci si riesce ad addormentare è meglio alzarsi, cambiare stanza e fare qualcosa di rilassante.

Quando il pargolo si sveglia e piange…

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

PIETROIn una sequenza di Aprile, il protagonista Nanni Moretti e la compagna Silvia, non sapevano come agire per calmare il piccolo Pietro durante un pianto notturno. “Ti compro il motorino a 14 anni e un minuto“, diceva il papà ansioso per fermare quello strazio, mentre il bambino, dal canto suo, continuava placido a protestare (del resto, non crediamo potesse comprendere quelle parole).

In effetti la pediatra aveva consigliato loro di lasciarlo piangere, in modo da abituarsi a non dipendere dal genitore. Ma è davvero il modo giusto di comportarsi? Secondo un recente studio degli psicologi della Temple University (Usa) guidati da Marsha Weinraub, condotto su un campione di 1.200 piccoli fra i 6 e i 36 mesi e pubblicato su Developmental Psychology, la risposta è sì; sarebbe buona norma in sostanza lasciare che i bambini si riaddormentino da soli. Tutti i bambini passano attraverso diversi cicli di sonno ogni ora e mezza-due, in cui si svegliano per poi riaddormentarsi, ma solo alcuni piangono in questo momento di passaggio.

E’ importante per i bambini imparare ad addormentarsi da soli, per avere un maggiore autonomia. Per far sì che questo avvenga, bisognerebbe mettere il bimbo a letto alla stessa ora, resistendo alla tentazione di rispondere subito al risveglio.

Feste, nemiche del sonno

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

sonnoNiente peggiora il nostro rapporto con il sonno quanto la baldoria di un giorno di festa. Proprio per questo il direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno, Francesco Peverini, spiega che la difficoltà ad addormentarsi sia legata non solo alla concitazione del periodo (si fa tardi perché ci si può concedere qualche ora in più sotto le coperte), ma anche agli eccessi alimentari, soprattutto per quanto riguarda i grassi, gli zuccheri e l’alcool.

La difficoltà di avere un sonno regolare riguarda soprattutto i più giovani. ”I bambini – prosegue Peverini – dormono meno perché si chiedono quali saranno i loro doni, mentre in alcuni adolescenti è facile osservare una tendenza a dormire di più. La maggior parte dei ragazzi ha infatti bisogno di circa nove ore di sonno per notte, talvolta anche di più, per mantenere una vigilanza diurna ottimale”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: