Calvizie, dagli USA arriva la super pillola

calvizia-uomini-proteinaE’ il sogno di molte persone, quello di veder finalmente ricrescere i capelli perduti e a quanto pare, il desiderio sembra destinato a diventare realtà. La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’esistenza di un farmaco capace di contrastare l’alopecia areata, una malattia che colpisce uomini e donne equamente e che porta alla perdita totale o parziale dei capelli. Il farmaco si chiama Ruxolitinib e dai risultati di un primo studio, condotto su alcuni pazienti dal Columbia University Medical Center e pubblicato sulla rivista Nature Medicine, in 4-5 mesi sembrerebbe efficace. Anzi, molto efficace.

Si chiama calvizie, ma l’alopecia areata è una patologia di origine immunitaria, cioè legata ad una errata risposta del nostro sistema immunitario che non riconosce i propri capelli, attaccandoli, rendendo dormiente il follicolo pilifero. Questo nuovo farmaco quindi appartiene alla famiglia degli immunosoppressori, sostanze cioè che interferiscono con questo meccanismo, consentendo alla chioma di ricominciare a crescere. Cosa manca per la definitiva consacrazione del Ruxolitinib? Diremmo niente, o meglio bisognerà attendere la trafila consueta che anticipa la messa in vendita di un farmaco, con ulteriori test che dimostrino la totale tollerabilità della sostanza.

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Diabete, lo yogurt diventa un alleato

yogurtMolti di noi amano far colazione con un buono yogurt, un’abitudine sana e gustosa che si rivela fondamentale anche per quanto concerne la lotta al diabete. Andiamo con ordine, però, e diciamo subito che questa notizia si rivolge necessariamente a tutte quelle persone che non soffrono di intolleranza al lattosio, e che quindi non sono costrette a eliminare (o razionare) latte e derivati dalla propria dieta, e a coloro che non hanno significative problematiche nell’assunzione di lieviti.

Secondo uno studio effettuato dai ricercatori di Cambridge e recentemente pubblicato sulla rivista Diabetologia (il giornale ufficiale della European Association for the Study of Diabetes), il consumo di yogurt e di altri formaggi fermentati sarebbe in grado di prevenire efficacemente l’insorgere del diabete di tipo 2, ovvero il diabete mellito non insulino-dipendente.
La ricerca è durata circa 11 anni durante i quali si sono raccolti i dati relativi alla popolazione della contea di Norfolk, nel nord dell’Inghilterra. Sono state messe a confronto le diete di 753 persone affette da diabete di tipo 2, con quelle di 3.500 abitanti, scelti a caso all’interno della popolazione.

Ebbene, chi consumava maggiormente yogurt e altri formaggi fermentati riduceva del 24% il rischio di essere affetto da diabete e solo con lo yogurt, una media di quattro vasetti e mezzo di yogurt da 125 ml, questa percentuale aumentava al 28%. A quanto pare, tutto sarebbe merito di una particolare forma di vitamina K che si sviluppa proprio durante il processo fermentativo.

Come detto, quindi, assumere regolarmente yogurt è un’abitudine salutare, in assenza di intollerante a lattosio e lieviti. Come sapete, infatti, questa deliziosa crema bianca nasce dalla fermentazione del latte ad opera di batteri, una caratteristica che gli dona quel gusto particolare, leggermente acidulo, ma che, in presenza di difficoltà di assorbimento intestinale, può diventare una piccola condanna. Tutto sta, come sempre, nel calibrare a dovere le proprie necessità nutrizionali con il nostro stato di salute.

Zuccheri nemici del cervello. Lo dicono i tedeschi

glucCon un poco di zucchero la pillola va giù? Per carità, fermatevi! Avete mai pensato che le pillole le prendete proprio per l’eccessiva quantità di zuccheri ingeriti? Provate a ribaltare la questione e tutto vi sembrerà più chiaro. Una presa di coscienza, questa, che viene supportata da un recente studio tedesco secondo cui zuccheri e carboidrati sono dannosi per il cervello, poiché ne alterano struttura e la funzionalità. Un eccesso di glucosio può influire negativamente sulla memoria, provando un restringimento dell’ippocampo, la parte del cervello dedicata proprio alle funzioni mnemoniche.
Gli studiosi del Charité University Medical Center di Berlino, in Germania, hanno verificato se questa azione nefasta del glucosio si manifestasse anche in persone sane, senza cioè precedenti di patologie neurologiche; per questo analizzati i marcatori di glucosio di 141 persone sane, che sono state poi sottoposte a un test della memoria e ad altri esami.
Tutto coloro che avevano totalizzato risultati inferiori al test della memoria, avevano un ippocampo ristretto a causa dei livelli alti di glucosio.

Uomini e donne, la bellezza ci unisce

massaggiUomoLa parità dei sessi? E’ un concetto talmente vasto e dalle implicazioni così profonde, che è difficile riuscire a parlarne senza sembrare superficiali, tuttavia, approfittando del clima di leggerezza che ci viene concesso dall’estate e dalle vacanze, possiamo tentare un approccio meno problematico e più divertito. Come? Parlandovi della parità estetica tra maschi e femmine. Secondo un’indagine condotta dalla International Spa Association (ISPA) e dalla Mintel, sono il 47% gli uomini che frequentano con profitto centri bellezza e Spa in tutto il mondo.  Dunque non sono solo le donne ad avere a cuore il proprio aspetto fisico, ma sono tantissimi gli uomini che lottano contro pori dilatati e peli superflui. Non ci crederete (o forse sì, vista la crescita esponenziale di uomini che girano per le strade cittadine con sopracciglia ad ala di gabbiano), ma i servizi più richiesti sono le maschere agli occhi e al viso, cerette alla schiena e al torace ma anche l’eliminazione della peluria da naso e orecchie. Per finire, un bel massaggio al corpo e manicure e pedicure impeccabili.

Alzheimer, test individuerebbe la malattia prima della manifestazione

adult helping senior in hospitalUna patologia grave come l’Alzheimer non è sconvolge solo la vita dei malati, ma anche quella dei familiari delle persone che si ammalano. Ecco perché qualunque notizia legata alla possibilità di una cura o di prevenzione della malattia viene sempre salutata con un cauto ottimismo. L’ultimo aggiornamento sul versante della prevenzione è legato ad un sofisticato test di diagnosi precoce, fatto attraverso un normale prelievo del sangue, che stani la malattia al suo esordio, quando ancora essa non presenta alcun sintomo.

Uno studio britannico, condotto dai ricercatori di Oxford e pubblicato su Alzheimer’s & Dementia, ha dimostrato che nel sangue di persone predisposte all’Alzheimer siano presenti delle proteine con anni di anticipo rispetto alla manifestazione della malattia. Lo studio condotto su un campione di 452 persone sane, 220 con declino cognitivo lieve e 476 con l’Alzheimer, si è rivelato esatto nell’87% dei casi.

Fino ad oggi la maggior parte delle sperimentazioni iniziate tra 2002 e 2012 per prevenire o curare l’Alzheimer, sono fallite miseramente per il 96%; questo perché i pazienti entrano a far parte dei trial clinici con la malattia in fase avanzata e sintomi già presenti. Se l’Alzheimer ha il suo esordio almeno 10 anni prima della comparsa dei primi sintomi, è giusto poter individuare la futura malattia con anni di anticipo al fine di poter valorizzare appieno le sperimentazioni. Il test in questione dovrà essere ora convalidato su un campione maggiore di persone.

Un bicchiere di vino al giorno allunga la vita

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

vinoNotizie che fanno bene al cuore, in tutti i sensi. Bere un bicchiere di vino al giorno per lui e mezzo per lei, ci fa guadagnare da 1,3 e 1,5 anni di vita in più. Lo dimostra una ricerca pubblicata sugli Annals of epidemiology dal gruppo degli italiani Nicola Orsini e Andrea Bellavia che lavorano presso l’istituto Karolinska di Stoccolma. Al vaglio degli esperti sono finiti i consumi giornalieri di alcolici di oltre 67.000 persone, adulti di mezza età e anziani, monitorati in circa 15 anni. Gli uomini che consumavano una media di un bicchiere al giorno hanno mediamente vissuto 1,3 anni in più di chi non beveva, mentre le donne si arrivava ad un anno e mezzo in più. La quantità suddetta è quella che ha fatto registrare la sopravvivenza più lunga; oltre i 2 bicchieri gli effetti diventano negativi, cioè la sopravvivenza si riduce.

Ginnastica? Ci pensa una pillola

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

DIET PILLSNo pain, no gain (nessuno sforzo, nessun guadagno) dicono gli americani, veri stakanovisti del risultato a ogni costo; in realtà l’obiettivo che si sono prefissati diversi centri di ricerca europei e statunitensi è quello di trovare la giusta formulazione per una pillola in grado di far lavorare i muscoli, senza morire di fatica.

Lo confermano gli studi pubblicati in questi giorni sulla rivista Nature Medicine. Gli studiosi dell’Institut Pasteur de Lille, l’università di Lille Nord, lo European genomic institute for diabetes a Lille (Francia) e lo Scripps research Insitute di Jupiter, in Florida, hanno migliorato una precedente ricerca riguardante l’attivazione della proteina la Rev-erb-alpha in topolini obesi, che dopo aver assunto il composto miglioravano i livelli di colesterolo e aumentavano il metabolismo anche da fermi. Oggi la produzione della stessa proteina viene indotta attraverso una somministrazione a livello muscolare.

Ciò che gli scienziati hanno dimostrato quindi è che si migliorano le funzioni muscolari ossidative, in parole povere si hanno gli stessi risultati di un buon esercizio fisico. Battute a parte, relative all’ideazione di una pillola che aiuta a far ginnastica, un farmaco del genere può sostenere i disabili e chiunque  non  sia in grado di compiere sforzi (pensiamo agli obesi gravi), a migliorare la salute, muscolare e non, e a restare in forma usufruendo dei benefici dell’attività fisica regolare, senza fatica.

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