Libri, “Wwworkers. I nuovi lavoratori della rete”

Fonte: Il Sole 24 Ore Edizioni

Il volume è disponibile su Amazon.it

Lasciano il posto fisso, mandando al diavolo il capo e l’azienda, e si mettono in proprio grazie alle nuove tecnologie. Sono i wwworkers, ovvero world wide workers, i nuovi lavoratori della rete. Dicono basta al cartellino e si inventano i lavori più disparati su Internet. Appassionati, visionari, intraprendenti e fantasiosi. A proprio agio nel web ma non necessariamente esperti e non sempre giovani, sfruttano la rete per propagandare il proprio brand, cioè loro stessi.

E ci riescono, con metodi originali e a costi contenuti. Una tribù indistinta che fa business trasformando la propria passione in professione. Sotto un comune denominatore: privilegiare il worklife balance, ovvero conciliare la vita professionale con guella privata, far convivere bisogni e desideri e scommettere sulla cosa più preziosa di cui si è in possesso, se stessi.

Dalla A alla Z tutte le categorie di wwworkers e di imprese online. Chi sono e cosa fanno. Dalla wedding planner al dog-sitter online, dal cuoco a domicilio all’avvocato digitale, ecco le storie di chi ce l’ha fatta.

Giampaolo Coletti, Wwworkers. I nuovi lavoratori della rete, Il Sole 24 Ore Edizioni

Prendi il denaro nelle tue mani (2)

Di David Di Luca

Puoi trovare la prima puntata cliccando qui

Certo, non potevo più spendere e spandere come prima. Ma  era possibile *focalizzarmi*. Cioè: se i soldi non erano abbastanza per comprarmi dieci fumetti, potevano bastare per comprarne uno. Si trattava quindi di trarre il massimo della soddisfazione da quell’uno. Insomma, si trattava di stilare una sorta di “hit parade”. Quanto era importante per me leggere il fumetto X, quello Y? 50,  100, 200? A ciascuno assegnavo un punteggio, stando bene attento a non assegnarne due identici. Il fumetto al numero uno era quello che potevo permettermi. Quanto agli altri… Beh, alla fine non potevo certo leggere tutti quelli in circolazione.

Lo stesso feci con le focacce.  Tra parentesi, il fatto di potermene permettere due a settimana anzichè una decina come prima giovò non poco alla mia salute oltre che al portafogli.

Questo fu un primo passo. Piccolissimo, ma che col tempo era destinato a dare origine a una valanga. Cominciavo a capire cosa significasse gestire un *budget*. Certo, si trattava di qualcosa di molto embrionale. Ma avevo ripreso il controllo.

Un secondo passo fu rendermi conto che potevo anche comprarmi fumetti più costosi. Bastava che attendessi un po’ più di tempo tra una lettura e l’altra, mettendo insieme i soldi di più fumetti che costavano meno. Passai insomma da una mentalità “a breve” a una “a medio”.

Però mi resi subito conto che non bastava *pensare* di accantonare soldi. Occorreva trovare un sistema per cui il denaro che volevo mettere da parte rimanesse *fuori* dalle mie tasche, cosicchè non avessi la benchè minima possibilità di spenderlo se non l”obiettivo che mi ero posto.

Pensa che ti ripensa, alla fine il sistema più semplice mi parve quello di prendere una busta da lettera, infilarci dentro un tot di soldi, e a sua volta sistemare la busta in un posto difficilmente accessibile. In questo modo, il denaro che volevo accantonare era *fisicamente* separato dal resto. Poi, mi proponevo di mettere qualcosa nella busta ogni giorno, anche una cifra minima. Come avrò modo di raccontare nella prossima puntata, questo metodo ha fatto miracoli per le mie finanze.

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