>Preeclampsia, i danni di una malattia subdola

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

 Si chiama preeclampsia e si tratta dell’ipertensione in caso di gravidanza, riguarda attualmente il 5-10% delle gestanti ed è una delle complicazioni più temute dai ginecologi, visto che una volta su tre ci sono serie conseguenze per mamma e bimbo. Lo conferma una revisione degli studi sull’argomento pubblicata sulla rivista Pregnancy Hypertension da Andrea Luigi Tranquilli, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’università Politecnica delle Marche di Ancona.

La preeclampsia, oltre a essere la causa principale di mortalità e malattia nella madre e nel periodo perinatale, è un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie nel resto della vita, eventi cardiovascolari gravi come ictus o infarto, trombosi venosa, insufficienza cardiaca, diabete di tipo due, ipotiroidismo e problemi cognitivi.

Sono alti i rischi anche per il piccolo: i bambini nati da una gravidanza con preeclampsia hanno una maggior probabilità di andare incontro nel corso della vita a ipertensione, insulino-resistenza e diabete, disturbi neurologici e patologie mentali. Al di là di questo elenco di patologie più o meno gravi il problema fondamentale è che l’ipertensione in gravidanza non si diagnostica facilmente e la diagnosi tempestiva è l’unico modo per poterla affrontare al meglio.

E’ bene iniziare controlli regolari della pressione prima della ventesima settimana, soprattutto se già si soffre di ipertensione (minima superiore a 90 mm/hg), di malattia renali, patologie dell’endotelio o autoimmuni, diabete o anche se la gravidanza è multipla. Tra i segnali d’allarme inseriamo lo smodato aumento di peso unito a forte ritenzione idrica (riconoscibile dal gonfiore di mani, piedi, labbra e così via).

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