Come migliorare il proprio linguaggio…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiLa tua capacità comunicativa dipende da molte cose.

Per esempio:
– dalle parole che conosci e che fanno parte del tuo mappamondo semantico.

– dalla capacità di gestire la linguistica che usi.

Nel primo caso, puoi aumentare il tuo mappamondo semantico, leggendo moltissimo e di tutto: libri, ebook, riviste, periodici, quotidiani, ecc.

Nell’altro caso, puoi partecipare ad un seminario specifico. che ti aiuti ad eliminare termini e parole inopportune.

Che migliori sensibilmente il tuo modo di parlare e di comunicare.

Ci sono molti esperti di Programmazione Neuro – Linguistica in Italia, ma i più seri e preparati sono, a mio giudizio, quelli di NLP Italy.

Magari puoi frequentare un loro seminario, iscriverti a un loro corso (io stesso mi sono formato con loro).

Se invece preferisci lavorare con me, ti informo che domenica 17 marzo sono a Vicenza con il mio seminario: “Migliorare la Linguistica”.

7 ore in aula con me, dove getterai le basi per imparare a migliorare il tuo linguaggio.
Ad oggi, ci sono ancora 2 posti disponibili: chiamami ora al 392/27.32.911 oppure scrivimi a info@giancarlofornei.com.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Cancellare i brutti ricordi

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

giancarloforneigrosseto7La scoperta che la memoria non è qualcosa di statico, bensì un sistema dinamico, e la progressiva comprensione dei meccanismi che la attivano, ha indotto alcuni ricercatori a ipotizzare lo sviluppo di farmaci in grado di eliminare i ricordi traumatici.
O, almeno, il loro impatto emotivo, in chi soffre di disturbo da stress post traumatico.

Dato che un ricordo emerge quando una serie di neuroni collegati tra loro, ciascuno responsabile di un aspetto (per esempio un odore), si attivano in contemporanea e in modo simile.

Alcuni ricercatori stanno cercando di sviluppare sostanze che permettano di sganciare i collegamenti sinaptici tra questi neuroni, di fatto cancellando il ricordo.

Questa soluzione presenta, però, un inconveniente potenzialmente molto negativo: la vittima del trauma non sarebbe più in grado di testimoniare ciò che le è accaduto.

Per questo è intensamente battuta un’altra linea di ricerca, che punta ad affievolire i collegamenti tra i neuroni in cui è archiviato il ricordo dell’evento e quelli che danno a esso la coloritura emotiva negativa.

Il ricordo potrebbe così essere richiamato, ma privato dei sentimenti destabilizzanti a esso originariamente legati.

Pnl: sintesi, di tre grandi discipline!

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiLa Programmazione Neuro-Linguistica nasce negli anni ’70 all’interno dell’Università della California, a Santa Cruz.

Esattamente nel 1974, dall’incontro tra due personaggi un pò strani, Richard Bandler e John Grinder.

E’ una neuro-scienza che studia il comportamento degli esseri umani e nasce dalla sintesi di tre grandi discipline.

– La Psicologia;
– La Linguistica;
– La Cybernetica.

Potrei affermare che il meglio di queste tre discipline si è fuso tra loro, dando vita, appunto, alla Pnl.

Nei miei corsi/seminari, mi  domandano spesso come mai la Pnl sia ancora oggi osteggiata in alcuni ambienti universitari e scientifici.

A mio avviso, la risposta è  tanto semplice quanto preoccupante: non la conoscono e la temono.

Osteggiare le cose  che non si conoscono e di cui si ha timore per il proprio “Status Quo”,  è tipico di molti ambienti scientifici.

Sono convinto che se la  conoscessero, approccerebbero la programmazione neuro-linguistica con un altro spirito.

Ma naturalmente, questo, è solo il mio modesto punto di vista.

Questo di Jerry Richardson, è uno dei libri più belli  che abbia mai letto sulla Pnl, semplice e di facile comprensione.

Leggilo anche  tu. Leggilo senza chiusure mentali,  ti aiuterà a  comprendere meglio questa grande Magia che è la Pnl.

 

Giancarlo Fornei: cosa mi ha insegnato la Pnl? A cambiare il mio atteggiamento…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com 

Una delle domande che mi viene più spesso posta durante i miei corsi e seminari è la seguente: “Ma la Pnl, cosa le ha insegnato?”.

La tentazione di rispondere tutto e di più, è sempre molto forte.

Poi, scendendo nel dettaglio, una delle prime cose che sottolineo è che la programmazione neuro linguistica è una grande scuola di vita e mi ha sicuramente insegnato a cambiare il mio atteggiamento.

A modificarlo in funzione delle persone che incontro, o degli eventi che accadono intorno a me.
Adattare il tuo atteggiamento agli altri, sarà la cosa più importante che imparerai, perché le persone sono tutte diverse e più cambi e adatti la tua “Mappa del mondo” agli altri, più riuscirai a capire e farti capire dalle persone.
Lavora su di te, cambia il tuo atteggiamento, rendilo plasmabile, e migliorerai decisamente la tua vita.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazione, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

> La PNL? Un ponte tra le persone…

Un guest post di Giancarlo Fornei,  www.giancarlofornei.com 

Foto di Giancarlo ForneiEssenzialmente, la PNL ti permette di fare qualunque cosa meglio di quanto già non accada.

Ti permette di costruire una sorta di ponte tra le persone ai fini di una comunicazione interpersonale efficace, nonché migliorativa anche nel processo persuasivo.

Se segui questo blog da tempo o conosci un pò di
Programmazione Neuro-Linguistica, sai già che ogni essere umano rappresenta mentalmente gli eventi in modo diverso.

Ogni persona ha quella che in PNL chiamiamo “Mappa del Mondo”.

Devi sapere che esistono tre categorie generali di sistemi di rappresentazione: quello Visivo, quello Uditivo e quello Cinestetico Sensoriale (emozioni).

In alcune persone il sistema dominante (ossia quello più importante) è Visivo; in altri è quello Uditivo; in altri ancora è quello Cinestetico.

In realtà noi adoperiamo tutti e tre i sistemi (anche tu), ma ognuno di noi ha una spiccata preferenza per l’uno o per l’altro sistema rappresentazionale.

Immagina solo per un istante di essere capace di riconoscere quei sistemi, di avere a disposizione una sorta di ponte che ti metta in contatto con ogni sistema rappresentazionale degli altri…

bene, quel ponte esiste e si chiama PNL!

A questo link, puoi cominciare ora a prendere maggiore dimestichezza con la materia.

>Le tecniche della PNL: lo Swish…

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiLo Swish, tradotto in italiano“scozzata”, è una delle tecniche di PNL che prediligo personalmente per ottenere dei cambiamenti nelle persone in tempi molto veloci.

Molto utile per modificare un comportamento che non piace e renderlo funzionale all’obiettivo che si vuole.

Ho utilizzato la tecnica per eliminare spesso foto e/o immagini che davano noia alle persone.

Lo swish fa uso delle sottomodalità  e consiste in una particolare visualizzazione alternata dello “Stato problema” con lo “Stato desiderato”,fino ad automatizzare il comportamento voluto.

Più è veloce questa alternanza, questa sostituzione dell’immagine dello stato, meglio funziona lo swish.

In pratica, lo swish cambia il percorso in cui il nostro cervello va in“automatico”. Con l’uso della tecnica è come se gli dicessimo: per favore, vai da quest’altra parte anziché da quella.

In questo modo, insegniamo al nostro cervello a reindirizzarsi verso qualcosa di piacevole, di più bello.

Sino a far in modo che diventi un nuovo automatismo e, il cervello, lo farà da solo. In automatico, appunto.

Uno dei migliori libri che ho letto sull’uso delle sottomodalità nella Programmazione Neuro-Linguistica è “Usare il cervello per cambiare”, diRichard Bandler.

Nel nono e ultimo capitolo del libro, Bandler afferma testualmente: “Lo schema della scozzata direziona il cervello. Gli esseri umani hanno la tendenza a evitare ciò che è spiacevole, e andare verso ciò che è piacevole”.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Be the change you want to see in the world

By David Di Luca, www.riassumendo.com

Obviously the title is not mine. It was supplied by the  Mahatma Gandhi. We all want the world to change, don’t we? For example, we don’t want people to park on the crosswalks. Or to bully. We would like that the air was  not so polluted. etc..

The point is that if we expect the others to change, we could wait a lot of time. The others will not change. At least not by themselves. You must be the one who decides to change. The first to not park on the strips. The first not to bully, to practice honesty and solidarity. The first not to pollute, as far as we can.

Is it complicated? Certainly. Nobody said it was easy, orthat you can do it tomorrow morning. But we can become the change we want to see in the world. If enough people decide to do so is most likely that the world will really change.

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