Fobie e panico, in crescita le app ‘psichiatriche’ su cellulari e tablet

APP CRESCONO, IN ITALIA GENERANO VALORE VICINO AL 2% PILPrendiamo la notizia con la leggerezza che merita, perché siamo fondamentalmente convinti che niente possa sostituire il rapporto umano, soprattutto se si parla di relazione medico-paziente. Ancor più se lo specialista in questione è uno psichiatra. Secondo quanto diffuso dal sito della BBC, però, sono in aumento le applicazioni per smartphone e tablet, spesso progettate da psichiatri, per combattere fobie, ansie e attacchi di panico. Il sito inglese cita in particolare l’esperienza dello psichiatra britannico Russell Green, creatore di Phobia Free, applicazione con cui è riuscito a superare la sua aracnofobia, la paura per i ragni.

Come è riuscito a neutralizzare questa fobia? Semplice, proponendo immagini rassicuranti dell’aracnide e dei giochetti che ne smitizzassero la pericolosità. Al vaglio una nuova app che insegnerebbe a respirare durante gli attacchi di panico, impegnando il ‘paziente’ in puzzle coi gattini.

L’odore della paura esiste, e diffonde il panico

Fonte: www.naturaebenessere.it

Lo consigliano gli esperti addestratori: davanti ad un cane con cattive intenzioni, meglio non farsi prendere dalla paura perché l’animale ne “sente” l’odore e diventa quindi più aggressivo. Un meccanismo, quello relativo all’odore della paura, che si applica bene anche ad altri campi. Ad esempio quello degli esami.

Uno studio condotto dalla dottoressa Bettina Pause dell’Università di Dusseldorf dimostra che il timore per una prova importante o una gara sportiva si diffonde a macchia d’olio proprio grazie ai feromoni, sostanze chimiche (secrete da esseri umani e animali), che sono in grado di suscitare delle reazioni specifiche di tipo fisiologico e comportamentale. Risultato, anche i più tranquilli vengono contagiati dall’ansia del vicino.

Il tutto avviene in maniera inconsapevole, attraverso l’olfatto che capta questi segnali, elaborati poi dal cervello. Nell’uomo questi segnali funzionano ancora perfettamente, non annullati dalla possibilità di una comunicazione verbale. Proprio come negli animali che li utilizzano in diversi aspetti della vita sociale, dal corteggiamento alla comunicazione ai simili di un pericolo imminente.

I ricercatori dell’equipe tedesca hanno tamponato il sudore di un gruppo di studenti un’ora prima di un esame orale finale e poi hanno preso loro un altro campione di sudore prima che svolgessere una normale attività fisica. I tamponi sono stati fatti odorare ad altri studenti: questi ultimi non hanno avvertito differenze a livello consapevole fra i due campioni, ma monitorati con la risonanza magnetica funzionale per sondare la reazione del loro cervello a quegli odori, hanno mostrato reazioni diverse. E cioè, il sudore pre-esame, da paura, ha scatenato nel cervello dei compagni di corso l’attività delle aree delle emozioni sociali e dell’empatia (insula, la corteccia cingolata, il giro fusiforme). Aree che sono rimaste invece “calme” davanti ai tamponi di sudore raccolto prima di un semplice esercizio fisico.

Dunque, pensateci prima di farvi prendere dall’ansia. Se volete che il secchione vicino a voi vi dia concretamente una mano, provate a stare tranquilli. Almeno un po’.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: