Film, “Kung Fu Panda 3”, di Alessando Carloni e Jennifer Yuh

Kung-Fu-Panda-3-Second-Teaser-PosterA cura di  Francesca Fiorentino

Sgombriamo subito il campo: delle polemiche scatenate da Adinolfi non scriveremo nella nostra recensione di Kung Fu Panda 3. Se volete approfondire, potrete soddisfare la vostra curiosità altrove.

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Qui parleremo invece di quanto sia delizioso questo terzo capitolo della saga di Po, il goffo panda da cui dipende il destino dell’umanità. Ormai giunto alla piena maturità, il dolce plantigrade scopre di essere un maestro designato, quella figura solenne e saggia che insegna e tramanda il kung fu alle generazioni future.

Non sarà facile per il guerriero del dragone accogliere il compito che gli è stato affidato, perché ancora non riesce a riconoscersi una propria forza. E poi perché all’orizzonte si intravede uno spirito malvagio, Kai, che vuol rubare l’energia di tutti i maestri.

E se vorrà proteggere tutti coloro che ama, dovrà imparare a tirar fuori il meglio da loro. Il nostro eroe riuscirà nell’impresa grazie ai suoi due papà, l’oca che lo ha adottato fin da cucciolo e il padre naturale, Lai, che lo ritrova dopo anni e lo riporta nel villaggio natio.

I bambini adorano Po perché è un eroe sui generis. Egli scopre il coraggio di volta in volta e ogni prova lo rende più forte. Ancor più forte che nei precedenti capitoli emerge netto il discorso sull’identità del protagonista, che si rafforza nel rapporto con gli altri (gli abitanti del suo villaggio) e con le due figure genitoriali.

Bellissimo visivamente, con dei poetici inserti raccontati con stile grafico grezzo, quasi fossero le illustrazioni di un vecchio libro di fiabe, Kung Fu Panda 3 è un film ideale per grandi e bambini. Da vedere.

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