Aids, bimba americana “guarita” da mix di farmaci.

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

aids_virusNon chiamatelo miracolo. Quello che è successo alla bambina americana positiva al virus HIV, e ora completamente guarita dall’AIDS, è il risultato di uno studio compiuto dallo staff medico del John Hopkins Children’s Center in Mississippi, guidato dalla dottoressa Deborah Persaud.

La bimba è stata curata fin da poche ore dopo la nascita con un mix di tre farmaci antiretrovirali, proseguita fino al compimento dell’anno e mezzo di vita. Questo bombardamento farmacologico sembra aver avuto un completo successo.

Già nel 2007 la comunità scientifica ha presentato il caso di guarigione completa dalla Sindrome da Immunodeficienza Acquisita di un adulto, Timothy Brown, resa possibile da un trapianto di midollo osseo. “Questa bambina è il nostro Timothy Brown – ha spiegato la dottoressa Persaud-. Se riusciamo a riprodurre questo caso, possiamo curare l’Hiv“.

Mai come in questi casi, quindi, la cautela è d’obbligo, proprio perché potrebbe trattarsi di una situazione unica e irripetibile e poi perché vanno valutate le ripercussioni del massiccio impiego di farmaci di tale potenza sullo sviluppo di un organismo giovane. Tuttavia, ogni notizia come questa non può che renderci ottimisti per il futuro.

> Test dell’Hiv senza ricetta

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Un test della saliva che permette di rilevare la sieropositività al virus Hiv, ottenuto senza alcun bisogno di ricetta, da effettuarsi in totale autonomia, con risultati in 20-40 minuti.

E’ questa la grande novità che arriva dagli USA dove il Blood Products Advisory Committee, un gruppo tecnico della Food and Drug Administration, l’agenzia americana per il controllo di farmaci e dispositivi medici, ha raccomandato all’unanimità l’approvazione di questo tipo di esame, già utilizzato nel normale protocollo medico, ma con l’importante innovazione, come anticipato, dell’assenza di ricetta.

Poter effettuare un test per la sieropositività nell’intimità della propria casa, esattamente come un test per la gravidanza, senza dover attendere tempi esagerati e avendo la possibilità di intervenire subito in caso di accertata infezione, o di tirare un sospiro di sollievo quando fosse verificata la negatività, rappresenta un grande passo avanti nella ‘gestione’ di una delle fasi più delicate per un ipotetico paziente, quella della diagnosi.

Naturalmente vanno puntualizzati alcuni aspetti fondamentali della questione. Nel 93% dei casi il dispositivo riesce a individuare una persona effettivamente positiva all’infezione, ma nel 7% etichetta come sane persone che in realtà hanno l’infezione. E’ proprio su questa percentuale di falsi negativi che si sta ulteriormente indagando, visto che si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile.

Ecco che il test fai da te assume una valenza importante dal punto di vista culturale, poiché spinge le persone a monitorare regolarmente il proprio stato di salute, in presenza di comportamenti a rischio, ma non consente di effettuare tutte quelle attività di supporto che educano alla prevenzione dell’infezione e che sono effettuate solo in ambito ospedaliero.

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