Acne, assolti salame e cioccolato

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

acneQuante volte da ragazzini, angosciati per i brufoli che spuntavano sul nostro viso, decidevamo di smettere di mangiare cioccolato e salame, giudicati da sempre come i primi due colpevoli dell’acne; uno studio recente invece riconsidera nettamente questa credenza, indirizzando la propria attenzione su alimenti insospettabili come il latte e dannose attività come il fumo.

Per quanto riguarda il latte gli steroidi contenuti in esso stimolano la secrezione delle ghiandole sebacee, mentre la sigaretta sarebbe responsabile della cosiddetta acne tarda, quella che colpisce in particolare le donne tra i 25 e i 40 anni.

L’Acne è ormai considerata una patologia infiammatoria della ghiandola sebacea, ovvero quella che produce il grasso; proprio per questo motivo si stanno definendo con chiarezza tutti quegli elementi che possano provocare un’ipersecrezione. La smodata attività della ghiandola innesca un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola stessa. I risultati sono quelli che conosciamo, punti neri e brufoli, papule e pustole.

Oltre agli ormoni maschili (prodotti anche dalle donne), la ghiandola sarebbe stimolata anche dall’insulina o da altri ormoni legati allo stress. Insomma, la situazione è un po’ più complessa di una fetta di pane e Nutella, mangiata con voracità dopo una delusione d’amore o in vista di un esame.

Anche se nessun cibo è responsabile da solo dei brufoli, questo non vuole dire che si possa “sgarrare“. Per limitare i danni dell’acne è bene evitare merendine e bevande dolcificate, ricche di zuccheri complessi e, naturalmente, sarebbe buona norma non fumare. E, in casi molto gravi, che potrebbero portare a cicatrici, una visita dal dermatologo è consigliata. Anche il fai da te, infatti, è un rischio da non correre.

Dieta, i benefici della caffeina (non del caffè)

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

caffePer la serie, sgombriamo il campo da inutili speranze: il caffè non fa dimagrire. Ingurgitare ettolitri di infuso profumato solo perché “brucia i grassi” è un’attività quanto mai pericolosa e poco proficua. Quello che ci dà una mano a perdere peso non è la bevanda, ma la il suo principio attivo, ovvero la caffeina. Lo dimostra uno studio condotto da scienziati australiani su topi di laboratorio.

Le cavie dei ricercatori dell’Università del Queensland, pubblicato sul Journal of Nutrition, sono state alimentate con una dieta concentrata di grassi animali, latte condensato e zucchero per raddoppiare il peso corporeo e imitare i sintomi dell’obesità umana.

Il peso tornava normale solo quando ai topi veniva somministrata una dose regolare di caffeina; niente da fare invece per gli animaletti trattati con estratto di caffè restavano in sovrappeso. Dunque esistono all’interno del caffè delle sostanze (ancora non conosciute) che contrastano il ruolo della caffeina nell’eliminazione del grasso. Lo stesso studio stabilisce tuttavia che il caffé non ristretto migliora le funzioni del cuore e del fegato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: