Il potere supremo della prima colazione

Dimmi come cominci la giornata e ti dirò come stai. Se vi piace sedervi e gustarvi con calma una ricchissima colazione allora avete grandi possibilità di stare in salute. Lo dimostra un recente studio pubblicato su Public Health Nutrition secondo cui una prima colazione abbondante e varia stimola il metabolismo, riduce l’infiammazione e aumenta l’energia. A trarne giovamento sarà tutto l’organismo, che vedrà abbassarsi drasticamente pressione arteriosa, colesterolo, grasso addominale e sensibilità glicemica. Quindi, mettete al bando lo striminzito caffè con due biscotti secchi e cambiate vita. Come? Strutturando in maniera armonica il pasto più importante della giornata.

Al primo posto vanno messi i carboidrati complessi, naturalmente integrali, che non devono mai mancare sulla tavola, quindi pane, gallette di riso, biscotti e dolci (tutto possibilmente fatto in casa e opportunamente dolcificato con miele o agave; se volete rivolgervi ad un prodotto industriale, leggete bene l’etichetta e date la vostra preferenza a ingredienti non raffinati). Sì, anche i dessert a colazione fanno la loro bella figura, magari quella crostata con crema pasticcera e fragole che vi faceva tanta gola la sera prima o quei profiteroles succulenti che vi eravate preparati in vista del vostro compleanno (lo fate, no?)

Al secondo posto, ma non per importanza, le proteine, da assumere sotto forma di latte, ricotta e formaggi freschi, oppure come frutta secca, prosciutto e uova (ma anche il pesce è sorprendente per una colazione salata, magari uno sgombro con del pane integrale). Infine, frutta e verdura fresche a volontà, con caffè e.

Dopo il digiuno notturno, non c’è niente di meglio di una buona colazione per cominciare la giornata, uno stimolo metabolico di importanza fondamentale per dare al nostro organismo la sensazione di sazietà che ci permetterà di arrivare indenni a ora di pranzo, senza avventarci su tavoli o mufloni alla griglia. Che non si digeriscono nemmeno.

> Arriva il laser misura glicemia

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Si chiama Glycolaser ed è l’invenzione italiana che potrebbe cambiare per sempre i metodi di rilevazione della glicemia, eliminando la puntura del dito grazie ad una tecnologia laser non invasiva e ugualmente efficiente.

L’apparecchio è stato presentato all’ultimo Congresso della Società Italiana di Diabetologia a Torino dai ricercatori del Diabetes Research Center dell’Istituto San Raffaele di Milano, diretto da Emanuele Bosi. Il Glycolaser è grande quanto un cellulare e misura la glicemia attraverso la luce laser; il paziente dovrà appoggiare il dito sull’apposito spazio e attendere pochi minuti l’esito dell’esame.

Questo piccolo miracolo dell’ingegneria italiana è stato sperimentato su 200 persone, analizzate a digiuno e dopo i pasti, sottoposte anche alla misurazione di routine per confrontare i dati emersi. L’accuratezza si aggira attorno al 90%, quando la Food and Drug Administration statunitense e la European Medicines Agency ne richiede una pari al 95%, a fronte dell’affidiabilità del 97-98% garantita dagli strumenti classici. L’obiettivo, però, non è considerato fuori portata dai nostri ricercatori, già al lavoro per migliorare le caratteristiche tecniche del mezzo.

Una cosa è certa, i pazienti che fino ad oggi si sono sottoposti al Glycolaser si sono detti entusiasti; misurare la glicemia senza il fastidio della puntura sarebbe un passo avanti notevole per tutti i diabetici, anche dal punto di vista economico. Normalmente per effettuare circa sei o sette controlli al giorno un paziente spende fino a 5 euro al giorno in strisce, mentre con un dispositivo del genere i costi si riducono drasticamente e i test si possono effettuare con maggiore frequenza.

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