Diabete, lo yogurt diventa un alleato

yogurtMolti di noi amano far colazione con un buono yogurt, un’abitudine sana e gustosa che si rivela fondamentale anche per quanto concerne la lotta al diabete. Andiamo con ordine, però, e diciamo subito che questa notizia si rivolge necessariamente a tutte quelle persone che non soffrono di intolleranza al lattosio, e che quindi non sono costrette a eliminare (o razionare) latte e derivati dalla propria dieta, e a coloro che non hanno significative problematiche nell’assunzione di lieviti.

Secondo uno studio effettuato dai ricercatori di Cambridge e recentemente pubblicato sulla rivista Diabetologia (il giornale ufficiale della European Association for the Study of Diabetes), il consumo di yogurt e di altri formaggi fermentati sarebbe in grado di prevenire efficacemente l’insorgere del diabete di tipo 2, ovvero il diabete mellito non insulino-dipendente.
La ricerca è durata circa 11 anni durante i quali si sono raccolti i dati relativi alla popolazione della contea di Norfolk, nel nord dell’Inghilterra. Sono state messe a confronto le diete di 753 persone affette da diabete di tipo 2, con quelle di 3.500 abitanti, scelti a caso all’interno della popolazione.

Ebbene, chi consumava maggiormente yogurt e altri formaggi fermentati riduceva del 24% il rischio di essere affetto da diabete e solo con lo yogurt, una media di quattro vasetti e mezzo di yogurt da 125 ml, questa percentuale aumentava al 28%. A quanto pare, tutto sarebbe merito di una particolare forma di vitamina K che si sviluppa proprio durante il processo fermentativo.

Come detto, quindi, assumere regolarmente yogurt è un’abitudine salutare, in assenza di intollerante a lattosio e lieviti. Come sapete, infatti, questa deliziosa crema bianca nasce dalla fermentazione del latte ad opera di batteri, una caratteristica che gli dona quel gusto particolare, leggermente acidulo, ma che, in presenza di difficoltà di assorbimento intestinale, può diventare una piccola condanna. Tutto sta, come sempre, nel calibrare a dovere le proprie necessità nutrizionali con il nostro stato di salute.

Salute Notizie 17 Giugno 2014

codaconsIl Codacons si schiera contro la decisione presa dal Servizio Sanitario Nazionale di somministrare un vaccino esavalente al posto di quello quadrivalente riconosciuto dalla legge. In una nota ufficiale l’organizzazione dei consumatori annuncia la decisione del Tribunale di Torino, che ha scelto di accogliere il suo ricorso. Il Gip Gianni Macchioni ha scelto di proseguire le indagini nonostante la richiesta di archiviazione giunga dalla Procura. Codacons ritiene che somministrare il vaccino esavalente possa creare danni ai bambini mentre sul piano economico “comporta un evidente spreco di soldi pubblici pari a 114 milioni di euro all’anno”.

Secondo l’ultimo National Diabetes Statistics Report, si calcola che attualmente siano 29,1 milioni gli americani con diabete, di cui 8,1 milioni ancora non diagnosticati. Appena 4 anni fa, i diabetici stelle e strisce erano 18,8 milioni, di cui 7 milioni non diagnosticati. Secondo le ultime statistiche, oggi in America, una persona su quattro sopra i 65 anni ha il diabete. Per quanto riguarda invece la condizione di prediabete, con le statistiche ferme al 2012, si stima che siano 86 milioni gli americani ultra-20enni, affetti da questa condizione, mentre oltre la soglia dei 65 anni, presenta una condizione di prediabete un americano su due.

Presentato ufficialmente, presso la sede del Centro Missionario Medicinali di Firenze, il progetto ‘Un farmaco può salvare una vita’. L’ obiettivo è quello ridurre lo spreco di medicinali tra la popolazione e trasformare i farmaci da potenziali rifiuti in strumenti salvavita. Sul territorio del comune di Firenze sono stati installati 30 box per la raccolta dei farmaci, nelle sedi di Misericordie, Pubbliche Assistenze, ospedali, ambulatori Asl.Per il 2014, il progetto vuole estendersi, grazie a un’informazione capillare che verrà svolta nelle farmacie.

 

 

Dieta, frutta secca anti diabete

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

frutta-secca-dietaIngiustamente considerata un pericolo, per via della sua alta carica calorica (bilanciata ampiamente dalla ricchezza di elementi nutritivi sani), la frutta secca è in realtà un elemento indispensabile per una dieta completa. E da oggi può essere considerata una valida alleata nella lotta contro il diabete e per preservare la nostra silhouette. Lo conferma uno studio diretto da Loma Linda dell’Università della California e pubblicato sulla rivista PLOS ONE. Vediamolo nel dettaglio: gli esperti hanno seguito 803 individui divisi in gruppi in base alla quantità di frutta secca consumata quotidianamente. Gli estimatori di mandorle, noci e nocciole avevano una probabilità inferiore del 37-46 % di essere obesi rispetto a coloro che ne mangiavano quantità più esigua. Questi fortunati, inoltre, soffrivano meno di sindrome metabolica e rischi cardiovascolari. Qual è allora il segreto di questi alimenti meravigliosi? L’alta quantità di grassi insaturi e di proteine che aumentano il senso di sazietà. Piccolo consiglio allora; se siete presi da un attacco di fame improvvisa, non spaventatevi e mangiate una manciata di nocciole o mandorle e sarete placati (molto meglio del classico spuntino di frutta solitaria). Nella colazione del mattino sono l’ideale e goloso completamento dello yogurt intero, con aggiunta di miele e frutta fresca (rigorosamente stagionale); arricchiscono anche l’insalata, donando un piacevole tocco di croccantezza.

Armiamoci e camminiamo!

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com 

camminare2E’ pratico, è salutare, è utile. Stiamo parlando di camminare, una semplice attività che però può proteggerci da malattie gravi come ipertensione e diabete. Secondo una ricerca condotta dall’Imperial College di Londra, andare a lavoro sfruttando l’energia delle proprie gambe riduce almeno del 40% il rischio di queste patologie rispetto a chi sceglie l’automobile. I ricercatori hanno usato dati relativi a 20 mila britannici, notando che chi si recava a lavoro in bici aveva un rischio dimezzato di ammalarsi di diabete e ipertensione e che anche prediligere i mezzi pubblici e andare a piedi aveva i suoi benefici rispetto all’uso del mezzo privato o del taxi. Qualunque sia l’attività scelta, basta che alla base ci sia un po’ di movimento da introdurre quotidianamente e regolarmente.

Diabete giovanile, funziona il vaccino americano

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

insulina_iniezioneNuova notizia positiva sul fronte della lotta al diabete giovanile, patologia in cui il sistema immunitario aggredisce e uccide le cellule pancreatiche che producono insulina, costringendo chi ne è affetto ad assumere l’ormone.

Sta dando ottimi risultati infatti un vaccino che agisce inversamente, ovvero spegne anziché accendere la risposta immunitaria. Messo a punto dalla Stanford University School of Medicine, il vaccino riesce a produrre più insulina, limitando la produzione di cellule immunitarie cattive che attaccano il pancreas.

Lo rivela un articolo comparso su Science Translational Medicine; al momento è stato stato testato con successo su 80 pazienti, ma si spera di poterne aumentare il numero.

Diabete, rischiano i bambini esposti all’inquinamento

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

diabete-nei-bambiniUno studio condotto da Elisabeth Thiering e Joachim Heinrich dell’Helmholtz Zentrum Munchen e pubblicato su Diabetologia, rivista della European Association for the Study of Diabetes (EASD) dimostra il nesso tra inquinamento e diabete; crescere in zone con un tasso elevato di polveri sottili incide sulle possibilità che i bambini sviluppino resistenza all’insulina, diventando diabetici.

Sotto accusa è il potere ossidante delle sostanze inquinanti, che agiscono direttamente su lipidi e proteine e indirettamente attraverso l’attivazione di percorsi ossidanti intracellulari. Lo stress successivo a questo tipo di reazione provoca insulino-resistenza nei più piccoli. Studi precedenti avevano già evidenziato il legame tra inquinamento atmosferico e patologie cardiache e aterosclerosi.

La calza intelligente per i diabetici

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

CALZATre ricercatori italiani, di Torino per la precisione, e un’invenzione che ha conquistato il secondo premio nella categoria Innovazione all’ultima edizione dell’Ispo di Monaco, la fiera degli sport invernali più importante d’Europa. Cosa si sono inventati? Una calza sportiva intelligente per i diabetici. Tra i danni collaterali di questa patologia infatti ci sono i danni nervosi alle estremità corporee; le scarpe sembrano improvvisamente strette, piccole ferite o vesciche possono degenerare e nei casi più gravi portare all’amputazione dell’arto. Il tessuto creato da questi pionieri tecnologici è in grado di rilevare i valori fisiologici, peso, pressione sanguigna, battito cardiaco, respirazione e, con qualche sperimentazione da attuare nel futuro, anche il livello di glucosio nel sangue. I dati raccolti vengono poi vagliati da un computer che evidenzierà le parti più sensibili e potenzialmente soggette a ulcere di grave entità. Le calze si possono lavare e sostituire quando vengono usurate; quello che rimane è la cavigliera, “responsabile” del sistema di trasmissione di dati.

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