Milano, sabato santo preghiera interreligiosa e festa di Pasqua con i clochard in Stazione Centrale

Fonte City Angels 

Stazione_Centrale_Milano_h200Una vigilia di Pasqua all’insegna della solidarietà con i senzatetto e della fratellanza tra religioni ed etnie: accadrà Sabato Santo, 19 aprile, in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, vicino all’ingresso della metropolitana. Là dove ogni sera, da 20 anni, i City Angels assistono i clochard.

Si inizierà con la preghiera interreligiosa, con autorevoli esponenti di varie religioni. A sottolineare il nostro essere tutti figli dello stesso Padre, e quindi a cercare non le differenze, bensì i punti di contatto tra persone con fedi, etnie e opinioni diverse. Dalle 14,30 alle 15,00 pregheranno insieme:
Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana;
Mohsen Mouelhi, Imam;
Davide Piccardo, presidente della Comunità Islamica Milanese (Caim);
Dvora Ancona, della Comunità ebraica milanese;
Julim Barbosa, Pastore della Chiesa evangelica pentecostale;
Anna Rosa Pereira, Pastore della Chiesa evangelica battista;
Giuseppe Platone, Pastore della Chiesa evangelica valdese;
Padre Ambrogio Mahar, Sacerdote della Chiesa ortodossa russa;
Alessio Menzica, dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

La preghiera culminerà con il Padre nostro, recitato insieme da tutti gli esponenti religiosi e da tutti i presenti, tenendosi per mano.
Dopo la preghiera, alle ore 15,00, festa con i piatti dello chef stellato Daniel Canzian e la musica di Giacomo Celentano, figlio di Adriano Celentano, cantautore cristiano. Sarà presente Daniela Javarone, madrina dei City Angel e presidente degli Amici della lirica.
”Invitiamo i milanesi a partecipare a questo momento di solidarietà e spiritualità – dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels. – Venite, e portate un pensierino per un senzatetto: una colomba, o un uovo di Pasqua. E donateglielo, augurandogli buona Pasqua. Sarà un bel modo per vivere il vero spirito della festività”.

Per informazioni:
City Angels – Tel. 0226809435
www.cityangels.it 

Milano, City Angels all’opera per proteggere gli homeless dal freddo

Fonte City Angels

city_stazione1_small Nevica. E i City Angels intensificano l’impegno a favore dei senzatetto. Oltre all’Angel bus, l’autobus dell’Atm, attivo attivo tutte le sere dal lunedì al venerdì, e all’unità mobile operativa il sabato sera e la domenica sera, ci sono le squadre di volontari in basco blu e giubba rossa che circolano per Milano a piedi, in cerca di clochard da aiutare.

Ogni sera i City Angels assistono oltre 300 senzatetto: 200-250 sulla strada e un centinaio tra il dormitorio maschile e Casa Silvana, la casa famiglia femminile. Inoltre sono una novantina le famiglie che si rivolgono regolarmente all’Associazione per avere cibo e vestiti. Per un totale di circa 400 persone assistite.

Con la neve e il freddo aumenta la richiesta. E i City Angels lanciano un appello ai milanesi: Portateci sacchi a pelo, coperte, giacconi pesanti da uomo, maglioni di lana da uomo. E anche berretti di lana, sciarpe e guanti.
“Pensavamo che il materiale raccolto sarebbe bastato per tutto l’inverno, invece in questi giorni ci siamo resi conti che ne abbiamo ancora bisogno” dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels. Il materiale si può portare direttamente alla sede dell’Associazione, in via Teodosio 85, in zona Loreto. Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Il telefono è 0226809435.

MILANO PIU’ INSICURA? NON PER I CRIMINI, MA PER LA CRISI – Milano si è fatta una città più insicura? La nota del Console Usa ha suscitato dibattito sull’argomento. I City Angels, presenti ogni notte sulle strade, smentiscono che la città sia diventata più insicura. “Milano è certamente più sicura oggi di quanto non fosse negli anni Novanta, quando siamo nati; e non abbiamo notato particolari differenze negli ultimi anni – dice Furlan. – Ma c’è un’insicurezza che è cresciuta negli ultimi anni, e ancor più negli ultimi mesi: quella relativa al futuro. La crisi economica ha diffuso povertà e disoccupazione, e con esse paura e insicurezza. Paura di non farcela ad andare avanti, insicurezza riguardo alla possibilità di mantenere se stessi e la propria famiglia. Molte persone disoccupate o precarie vivono nell’incubo di finire sulla strada o in un dormitorio. Ci chiedono un lavoro, raramente riusciamo a offrirglielo”.

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