Caffè e memoria, un matrimonio felice

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

caffè1E’ il giorno dell’esame, siete presi dalla frenesia; nella vostra mente tutto è nebuloso, indistinto, siete certi di aver studiato, ma lo avrete fatto abbastanza? Cosa succede se il feroce professore va a colpirvi sul vostro tallone d’Achille? Come si fa a pescare la risposta giusta in quel grande calderone di dati alla rinfusa che è il vostro cervello? Beh, se prima di sedervi davanti al plotone d’esecuzione (non prendetevela prof, ma un po’ ci somigliate) avrete consumato tre tazzine di caffè, meglio se dopo un blando esercizio di ripasso, la vostra memoria vi sosterrà fino all’agognato 30 e lode. Merito della caffeina, una sostanza che non solo eccita, ma attiva i meccanismi mnemonici. Sorseggiare questa quantità di caffè dopo aver studiato (non prima), facilità l’assimilazione dei concetti che restano fissati in testa per un periodo di tempo maggiore. A scoprire questo miracoloso effetto sulla memoria a lungo termine è stato un gruppo di ricercatori statunitensi (guidato dall’Università Johns Hopkins) il cui lavoro è stato pubblicato su Nature Neuroscience.

Dieta, i benefici della caffeina (non del caffè)

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

caffePer la serie, sgombriamo il campo da inutili speranze: il caffè non fa dimagrire. Ingurgitare ettolitri di infuso profumato solo perché “brucia i grassi” è un’attività quanto mai pericolosa e poco proficua. Quello che ci dà una mano a perdere peso non è la bevanda, ma la il suo principio attivo, ovvero la caffeina. Lo dimostra uno studio condotto da scienziati australiani su topi di laboratorio.

Le cavie dei ricercatori dell’Università del Queensland, pubblicato sul Journal of Nutrition, sono state alimentate con una dieta concentrata di grassi animali, latte condensato e zucchero per raddoppiare il peso corporeo e imitare i sintomi dell’obesità umana.

Il peso tornava normale solo quando ai topi veniva somministrata una dose regolare di caffeina; niente da fare invece per gli animaletti trattati con estratto di caffè restavano in sovrappeso. Dunque esistono all’interno del caffè delle sostanze (ancora non conosciute) che contrastano il ruolo della caffeina nell’eliminazione del grasso. Lo stesso studio stabilisce tuttavia che il caffé non ristretto migliora le funzioni del cuore e del fegato.

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