L’Italia è un paese per vecchi

il centenarioUscirà nelle nostre sale domani, 24 aprile, il film diretto da Felix Herngren, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Eagle Pictures), tratto dall’omonimo romanzo di Jonas Jonasson; un best seller mondiale in cui si narrano le avventure di un neo centenario che, desideroso di tornare a vivere, fugge dalla casa di riposo in cui è ‘ricoverato’. Così facendo scopriamo la sua partecipazione agli eventi più importanti della storia contemporanea. Allan è un delizioso personaggio di fantasia, ma nel nostro paese sono sempre di più le persone che raggiungono il traguardo dei cento anni.

Secondo il Rapporto Osservasalute 2013, il numero degli ultracentenari è più che raddoppiato in 10 anni, passando da poco più di 6.100 nel 2002 a oltre 13.500 nel 2011. Il sesso forte sono le donne che rappresentano l’82,8% del totale. I valori regionali variano da un minimo dell’8,7% della Campania a un massimo di 13,1% della Liguria.

Il Rapporto rileva inoltre che si muore meno per tumori, malattie del sistema circolatorio, malattie dell’apparato digerente e cause di morte violenta, ma si muore di più per disturbi psichici e malattie nervose. Si noti poi l’aumento della percentuale di obesi, fenomeno che tocca purtroppo anche bambini e ragazzi. Meno di uno su quattro pratica uno sport in modo costante, mentre si registra una lieve riduzione dei sedentari. A ciò si aggiunga il fatto che si consumano poca frutta e verdura.

 

Test casalingo per scoprire l’Alzheimer

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

alzheimerUn test che in pochi minuti può rivelare i primi segni di declino cognitivo e di conseguenza il rischio di essere affetti da Morbo di Alzheimer; è quanto messo a punto dagli studiosi della Ohio State University, che hanno pubblicato la loro ricerca sul Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences.

Basta un quarto d’ora per rispondere ai quesiti relativi a mese, data e anno di nascita. Domande che mettono alla prova la fluidità verbale, accompagnate da prove quali l’identificazione di una foto, calcoli e ragionamento, oltre alla richiesta di fare alcuni disegni ed esercizi di memoria.

Il metodo è stato sperimentato su più di mille persone al di sopra dei 50 anni e si è rivelato efficace quanto quelli più articolati. Tra le persone che effettivamente sviluppano serie patologie degenerative a livello neurologico, l’80% è stato rintracciato proprio grazie all’esame.

Naturalmente, riuscire ad individuare per tempo piccoli e grandi segnali sull’attività del cervello, può aiutare a stabilire un percorso terapeutico in gradi di limitare i danni della malattia. Soprattutto se il test si effettua ciclicamente.

Gli anziani di oggi? Vispi e brillanti!

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

MuppetNon ci sono più i novantenni di una volta. Altro che acciacchi dell’età e malanni vari, i nostri anziani sono in media più attivi ed energici rispetto a quanto succedeva solo dieci anni fa. Lo rivela una ricerca danese pubblicata sulla prestigiosa rivista The Lancet.

L’equipe dell’Università di Odense, coordinata da Kaare Christensen, ha evidenziato come gli ultra novantenni siano mentalmente pronti e fisicamente autonomi e lo ha fatto in uno studio compiuto in due fasi; nella prima i ricercatori hanno esaminato la salute fisica e le performance mentali di un gruppo di novantenni classe 1905, studiando la loro forza fisica, le capacità intellettive e la capacità di vivere dentro e fuori casa. Dopo dodici anni sono stati vagliati i comportamenti di un altro gruppo di novantenni, classe 1915.

Risultato? Questo gruppo era composto da anziani in brillante forma fisica e mentale, a prescindere dalle migliori condizioni di vita e dal livello medio di istruzione che si va elevando nel tempo, con grande gioia di chi reputa la terza età una parte importante della vita e non la sua fase conclusiva.

Mai vecchi con la dieta mediterranea

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Dieta-MediterraneaNon finiremo mai di scrivere sul potere benefico della dieta mediterranea, l’unico tipo di alimentazione che fornisce tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno, con tanto gusto. L’ultimo aggiornamento riguarda la correlazione tra dieta mediterranea e longevità; secondo uno studio condotto su oltre 200 anziani rivela che un regime alimentare equilibrato è in grado di attivare un enzima che mantiene le cellule giovani più a lungo. Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Geriatria della Seconda Università di Napoli guidati da Giuseppe Paolisso, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG).

La parte terminale dei cromosomi, il telomero, è l’indicatore più attendibile dell’età cellulare; nella mitosi, ossia il naturale processo di moltiplicazione cellulare, i telomeri si accorciano via via sempre di più fino ad un punto di non ritorno, quando cioè si inizia ad invecchiare. Una dieta equilibrata attiva la telomerasi ossia l’enzima preposto alla costruzione dei telomeri. Noi mangiamo frutta, verdura, legumi, pesce fresco e cibi a basso contenuto di grassi perché sono tanto buoni, ma giorno dopo giorno questi alimenti agiscono come una vera e propria medicina sul nostro organismo. Una medicina tutta naturale.

>Meditare fa bene. Agli anziani e non solo.

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

L’estate può essere il periodo dell’anno più triste per un anziano. La calura e soprattutto la solitudine influiscono in maniera negativa sullo stato d’animo di una persona che ha già superato una certa età, ecco perché si stanno valutando dei metodi nuovi per aiutare queste persone, più fragili di altre.

L’aiuto arriverebbe dalla meditazione, la mindfulness, che stando a quanto rilevato da una ricerca della Carnegie Mellon University, riduce il senso di isolamento e fa diminuire il rischio di malattie cardiache e Alzheimer. Dopo un prelievo di sangue e una valutazione della propria propensione alla socialità, i volontari dello studio sono stati suddivisi a caso per ricevere rispettivamente 8 settimane di training di Mindfulness Based Stress Reduction, con lavoro sulla respirazione e la gestione delle emozioni, o nessun trattamento.

L’analisi dei dati raccolti e dei campioni di sangue hanno mostrato diversi cambiamenti nei partecipanti appartenenti al primo gruppo. Anzitutto si è vista una riduzione dello stato di solitudine e soprattutto una riduzione dell’espressione genica pro-infiammatoria delle cellule immunitarie, in parole povere una maggior risposta del sistema immunitario alle aggressioni esterne, utilissima nella prevenzione di diverse malattie.

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