Fine del mondo… ma per i Maya. Danneggiato tempio in Guatemala

Di David Di Luca, www.enxerio.com

TikalIl mondo non è finito il 21/12, ed anzi a subire danni sono stati i Maya o quantomeno i loro discendenti. I turisti che si sono dati appuntamento ai templi maya di Tikal, in Guatemala, nell’attesa della fine del mondo hanno causato danni irreparabili al complesso archeologico inserito dall’Unesco nel patrimonio dell’umanità.

Ad annunciarlo è stato dato da Oswaldo Gomez del parco Nazionale di Tikal, secondo quanto riferisce il sito Prensalibre.com. All’alba, molte persone sono salite sui templi, nonostante i divieti, causando danni alla pietra calcarea. Una stima finale potrà essere fatta nel giro di due settimane.

Pedro Duchez, direttore dell’Istituto guatemalteco del turismo, ha precisato che giovedì sono entrate nel parco 6.000 visitatori, oltre alle 300 persone del gruppo che aveva organizzato l’evento. A queste se ne sono aggiunte circa altre mille giunte nelle prime ore di venerdì.

Vedi la scheda dell’Unesco sul tempio di Tikal (in inglese)

Libri, capire la monnezza: “Autoritratto dell’immondizia” di Lorenzo Pinna

Recensione di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Il volume è disponibile su Amazon.it

Il problema dell’immondizia, della monnezza, insomma della spazzatura, c’è sempre stato, ma ultimamente sta riempiendo le cronache. “Buttare via” è un gesto tutto sommato abbastanza semplice, specie quando non ci si rende conto di cosa succede dopo, delle problematiche sollevate poi dallo ‘smaltire’ i rifiuti. Che poi spesso vengono accatastati da qualche parte piuttosto che smaltiti, ma questo è un altro discorso. L’importante è che non li accatastino sotto casa nostra, che puzzano.

Comunque, può essere interessante capire quali sono i percorsi storici che hanno portato al sistema-monnezza come lo conosciamo oggi. Ci pensa questo pregevole volume intitolato Autoritratto dell’immondizia, firmato da Lorenzo Pinna e pubblicato da Bollati Boringhieri. Pinna ci riporta alle basi del problema, partendo da quando, per esempio, le città non avevano un sistema fognario o, ancora più simpaticamente, ce l’avevano a cielo aperto.

Si trattava ovviamente di ricettacoli di malattie ed infezioni, finchè non si ebbe l’idea di interrare tutto e scaricare altrove. Ed ecco che con i rifiuti si cominciò ad avere un atteggiamento del tipo “allontana e dimentica”, almeno finchè qualcuno non si rese conto che il nostro pianeta comunque costituisce un tutto unico, e in mezzo a mille ambasce cominciò a darsi da fare perchè (a) di rifiuti se ne producessero un po’ di meno (b) di quelli prodotti, se ne riciclassero il più possibile, con in mente il sol dell’avvenire degli “zero rifiuti”.

Cammino ancora oggi lungo e tortuoso, come dimostra la cronaca. Intanto leggiamoci ‘sto libretto, e ne sapremo un po’ di più.

Rifiuti elettronici, un pericolo per la nostra salute

Di Francesca Fiorentino, http://www.enxerio.com

Quando acquistiamo un computer o un cellulare, dovremmo tenere in considerazione il fatto che i rifiuti elettonici sono molto difficili da smaltire. Produciamo tonnellate e tonnellate di questa particolare spazzatura, senza renderci conto che questa attività che svolgiamo con tanta leggerezza può avere pesanti ripercussioni sulla nostra salute.

Lo dimostra uno studio condotto in Cina e recentemente pubblicato sulle pagine di Enviromental Research Letters. Il professor Fangxing Yang ha analizzato l’aria che circonda Taizhou, città cinese che ospita uno dei più grani impianti di smaltimento del Paese orientale (60mila le persone impiegate), per comprendere se le sostanze rilasciate nell’atmosfera durante lo stoccaggio fossero davvero nocive.

Ebbene, i composti organici e i metalli pesanti contaminano l’aria con conseguenze dannose per l’organismo umano. L’infiammazione e lo stress ossidativo dei tessuti aumenta a dismisura; problemi che possono provocare danni al DNA e quindi anche tumori, oltre che malattie cardiovascolari.

Il monito lanciato dal dottor Yang, quindi, mira a modificare gli attuali standard di smaltimento che in Cina prevedono uno stoccaggio a cielo aperto dei rifiuti elettronici. Inoltre la ricerca chiede un’adeguata protezione per tutti i lavoratori del sito.

Milano, Pasqua del clochard in Stazione centrale con preghiera multireligiosa

Fonte: City Angels

Una festa di Pasqua per i clochard in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, nel luogo-simbolo dei senzatetto milanesi e nel luogo dove i City Angels sono nati 17 anni fa: si svolgerà la vigilia di Pasqua, sabato 23 aprile, a partire dalle ore 14,30.

Alle 14,30 si inizia con la preghiera multireligiosa. “In questo modo tutti i senzatetto presenti, da qualunque parte del mondo provengano, si sentiranno rappresentati – spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels. – Il nostro obiettivo è di far vivere loro lo spirito della Pasqua. E invitiamo i milanesi a partecipare questo momento di solidarietà e di spiritualità cercando non ciò che ci divide tra etnie e fedi, bensì ciò che ci unisce. Questo è particolarmente importante in questo momento di forte immigrazione islamica: è importante vedere nei musulmani, e nei nordafricani che stanno approdando in Italia, non persone diverse da noi, bensì uomini da accogliere e integrare”.
Pregheranno congiuntamente, in mezzo a una folla di senzatetto di varie etnie e religioni, e reciteranno il Padre nostro tenendosi per mano, insieme a tutti i senzatetto,
– il sacerdote cattolico Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca ambrosiana;
– l’imam musulmano Mohsen Mouelhi;
– l’arcivescovo greco-ortodosso, Mons. Giovanni Climaco Mapelli;
– il metropolita della chiesa ortodossa russa, Mons. Nikolai Makar;
– il vescovo della chiesa assiro-caldea, Mons. Adeodato Mancini;
– il pastore evangelico Roselen Boerner Faccio;
– un esponente della comunità ebraica, Franco Fiorentini.

Dopo la preghiera i City Angels distribuiranno ai senzatetto colombe, uova di Pasqua e generi alimentari. Salvatore Ranieri, il Cantante della solidarietà, allieterà la festa con la sua musica e la sua band. Saranno presenti la madrina dei City Angels, Daniela Javarone; il consigliere comunale Carola Colombo, che porterà il saluto del Comune di Milano; e l’assessore provinciale alla Sicurezza Stefano Bolognini, che porterà il saluto della Provincia.

Per informazioni:
City Angels – Tel. 02 26809435

Santuario dei Cetacei, Sos di Liguria e Toscana

Fonte: Regione Toscana

Nuovo  sos  per il Santuario dei Cetacei. A lanciarlo stavolta sono gli assessori all ambiente di Regione Toscana e Regione Liguria, Anna Rita Bramerini e Renata Briano dopo che sono circolate notizie su un possibile trasferimento del Segretariato esecutivo del Santuario da Genova in terra monegasca.

L’ appello di Toscana e Liguria viene rivolto direttamente  al Ministero dell Ambiente italiano perché finalmente batta un colpo a favore della più grande area marina protetta del Mediterraneo affermano i due assessori   fondamentale per la gestione sostenibile dell ambiente marino e delle sue risorse e agisca per evitare
trasmigrazioni oltre confine di cui non vediamo l’utilità .

Le due Regioni, spiegano Bramerini e Briano, hanno da sempre manifestato attenzione e sensibilità nei confronti del Santuario. La Liguria ospitando la sede del Segretariato a Genova fintanto che questa non è stata praticamente chiusa   la fece riaprire simbolicamente l anno scorso per organizzarvi una conferenza stampa sui gravi rischi che correva quell area marina e sulle iniziative urgenti da avviare per rilanciare il Santuario-. La Toscana istituendo l’ Osservatorio dei cetacei, unico esempio in Italia, punto di coordinamento degli studi e delle attività presenti sul territorio sul tema della biodiversità marina e della tutela dei grandi mammiferi, e cuore pulsante del Santuario.

Il silenzio del ministro Prestigiacomo   dichiara Renata Briano alla lettera in cui il presidente Claudio Burlando chiedeva di istituire un Tavolo istituzionale dove Stato e Regioni potessero individuare linee immediate mirate a tutelare i cetacei, è stato eloquente. Nonostante questo e le precedenti manifestazioni di disinteresse, noi adesso ci riproviamo. Di fronte alla minaccia del trasferimento del Segretariato oltre confine, chiamiamo dunque in causa il nostro governo perché si ricordi finalmente di un suo patrimonio .

Chiediamo che il governo ripristini le attività del Segretariato Permanente del Santuario   aggiunge Bramerini -, attivando con la massima urgenza il supporto giuridico-amministrativo assente da anni e dando efficacia e autorevolezza al Comitato di Pilotaggio anche con ‘ auspicato contributo delle Regioni. Ma prima di ogni altra cosa
chiediamo che mantenga questa realtà nei confini italiani .

Rifiuti Zero, convegno a Capannori (Lu)

Di Redazione

Capannori (Lu) Nella cittadina del lucchese si  terrà il prossimo primo maggio un convegno di sindaci della zona dedicato al programma  “rifiuti zero entro il 2020”, lanciato proprio dal comune di Capannori. Si confronteranno  sul riciclaggio i primi cittadini di Seravezza, Porcari, Villa Basilica, Borgo a Mozzano,  Forte dei Marmi, Pietrasanta, Massarosa, Vico Pisano, Montignoso e Calcinaia. Parteciperà  anche Paul Connet, ideatore della strategia rifiuti zero.

Maggiori info: www.rifiutizerocapannori.it

Nube giapponese, esperti Ame-Aim-Ait: nessun pericolo per il nostro paese

Fonte: Ufficio Stampa Ame – Aimn – Ait

“Alla luce dell’imminente transito sull’Italia di una nube contente particelle radioattive scaturita dall’esplosione in Giappone, vogliamo rassicurare la popolazione che si trova nel nostro Paese sul fatto che, ad oggi, non esiste alcun rischio di contaminazione – hanno dichiarato in una nota congiunta l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), l’Associazione Italiana Medicina Nucleare (AIMN) e l’Associazione Italiana Tiroide (AIT)”.

Non è, quindi, raccomandata alcuna misura terapeutica o preventiva, poiché il livello di radioattività è, infatti, estremamente basso e non eccede in maniera significativa la normale esposizione ambientale.

Tuttavia, alla luce delle continue notizie riguardanti l’esplosione della centrale nucleare giapponese a Fukushima, le 3 Società Scientifiche ritengono opportuno fare alcune precisazioni.

Le categorie maggiormente a rischio sono le donne in gravidanza e i bambini di età inferiore ai 10 anni. Per quanto riguarda le donne in stato di gravidanza, il vero rischio è a carico del feto, particolarmente sensibile agli effetti nocivi delle radiazioni. Nel primo trimestre di gravidanza, durante la formazione degli organi nel prodotto del concepimento, possono verificarsi malformazioni a vari organi e apparati. A partire dal secondo trimestre, quando la tiroide è già formata e funzionante, lo iodio radioattivo eventualmente assorbito dalla madre si accumula anche nella tiroide del feto. Questo può ridurre la capacità della tiroide di produrre ormoni e determinare un quadro di ipotiroidismo congenito. Un’altra categoria a rischio aumentato sono i pazienti affetti da insufficienze renale in terapia con dialisi, a causa di una ridotta capacità di eliminare le sostanze radioattive contaminanti e di una maggiore sensibilità alle radiazioni.

Nelle persone che si trovano nelle immediate vicinanze di materiale radioattivo che emette radiazioni con elevata intensità, i danni maggiori e più precoci sono al midollo osseo e all’intestino con conseguente suscettibilità alle infezioni, possibili emorragie e malassorbimento del cibo. Questa condizione si chiama sindrome acuta da radiazioni e si verifica solo per livelli di radioattività molto elevati, non raggiunti nel corso dell’incidente a Fukushima. Questa minaccia non riguarda, infatti, la popolazione generale ma solo il personale che si trova all’interno o nelle immediate vicinanze del reattore al momento dell’incidente.

Per la popolazione che vive nelle zone limitrofe, o che mangia alimenti contaminati provenienti dalle zone a rischio, il pericolo deriva dalla possibile ingestione con il cibo o inalazione dall’aria di sostanze disperse in seguito all’incidente. Caratteristico è stato il riscontro di latte radioattivo in seguito all’incidente di Chernobyl come conseguenza dell’erba contaminata mangiata dalle mucche.

Le sostanze rilasciate in seguito all’incidente sono, oltre allo 131I: lo Stronzio-90, assorbito dall’osso, che può causare tumori ossei e leucemia; il Cesio-137 che si accumula con preferenza nei muscoli; il Plutonio che è tossico soprattutto se viene inalato e può causare tumori del polmone.

Per arginare un’eventuale esposizione a sostanze radioattive,  la somministrazione di un eccesso di iodio non radioattivo, sotto forma di ioduro di potassio (KI) può ridurre, fino a bloccare, l’accumulo dello iodio radioattivo all’interno della tiroide.

Sulle possibili malattie che la popolazione giapponese rischia di contrarre a livello delle ghiandole endocrine, l’unica ghiandola endocrina che corre il rischio di ammalarsi in seguito alla contaminazione da sostanze radioattive è la tiroide. Tra le sostanze radioattive disperse nell’ambiente in seguito al danno del reattore di Fukushima, c’è lo iodio-131. Lo iodio si accumula nella tiroide e vi rimane per alcuni giorni. La tiroide, però, non è in grado di distinguere lo iodio radioattivo (131I) dallo iodio normale, non radioattivo. In presenza di elevate concentrazioni di 131I nei liquidi o nei cibi, questo si accumula nella tiroide e irradia le cellule di questa ghiandola. L’irraggiamento della tiroide da parte dello 131I, non necessariamente esita in un danno clinicamente rilevante. Lo 131I viene impiegato normalmente in diagnostica per lo studio della funzione tiroidea e non provoca alcun danno alle bassi dosi somministrate. Il nostro organismo, infatti, è dotato da sempre di sistemi per la riparazione dei danni indotti da basse dosi di radiazioni, a cui siamo costantemente esposti per la presenza di elementi radioattivi nel terreno e attraverso l’atmosfera con le radiazioni cosmiche.

Quando i danni prodotti dalle radiazioni eccedono la capacità riparatrice dell’organismo, possono tradursi in un danno clinicamente rilevante. La possibilità che questo avvenga aumenta con l’aumentare della dose di radiazioni a cui è esposta la tiroide. Per livelli di radiazioni elevati (superiori a 100 mSv nell’adulto) la probabilità di ammalarsi di tumore della tiroide aumenta in modo significativo. L’esperienza di Chernobyl ci ha insegnato che i tumori della tiroide indotti dalle radiazioni compaiono dopo circa 10-20 anni.  E’ necessaria, pertanto, anche se limitata alle sole zone esposte alla sorgente radioattiva, la sorveglianza medica per tutta la vita dei soggetti eventualmente contaminati

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