Salute Notizie 29 Maggio 2014

stop-aids-get-testedIl vaccino per l’Aids potrebbe essere pronto nel 2018, ma solo se ci saranno i fondi privati. Servono quasi 100 milioni. Lo ha dichiarato Barbara Ensoli, vicepresidente della Commissione Nazionale Aids, a margine della VI edizione di Icar (Italian conference on Aids and retrovirus), promosso da Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali). “Abbiamo completato la fase 2 in Italia, con 168 persone, ottenendo risultati incoraggianti – ha dichiarato Ensoli -. Stiamo terminando una fase 2 in Sudafrica, con 200 persone, dove partirà a breve la fase 3, quella finale. Circa tale vaccino terapeutico, i dati preliminari sono estremamente promettenti, ma ci vogliono ancora alcuni anni per renderlo disponibile.”

Diminuiscono nel 2013 le donazioni di tessuti, crescono invece i trapianti. È il dato principale del Rapporto 2013 del Centro nazionale trapianti sull’attività di donazione/trapianti di tessuti pubblicato sul sito del ministero della Salute. In particolare le donazioni, nel 2013 hanno fatto registrare una decrescita del 6%. In termini assoluti sono state 759 in meno. I trapianti invece sono aumentati del 5%, pari a un incremento di 670 in termini assoluti. Il trapianto più frequente è stato quello di cornea.

Sabato 31 maggio, dalle 9 alle 12, i volontari di ALICe-Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, insieme al personale sanitario dell’Unità operativa di Neurologia saranno presenti nella clinica neurologica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa per la giornata di prevenzione dell’ictus. Con la misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, l’esecuzione gratuita di ecodoppler carotideo e una raccolta anamnestica approfondita, i medici volontari e il personale infermieristico potranno così valutare i fattori di rischio a tutti i cittadini che affluiranno in clinica, che a loro volta riceveranno materiale informativo sulla malattia. L’ictus in Italia rappresenta la prima causa di invalidità e la terza di mortalità, con 180.000 nuovi casi all’anno e 900.000 sopravvissuti spesso con esiti disabilitanti.

Salute Notizie del 27 Maggio 2014

simitSi è aperta domenica a Roma e durerà fino al 27 maggio la VI edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Retrovirus), promosso da SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali). Il congresso propone un inedito e tridimensionale approccio tra scienza di base, ricerca diagnostico-clinica, competenze delle associazioni di pazienti e/o delle comunità colpite dall’HIV. In questi ultimi anni il numero di nuove diagnosi di infezione da HIV si è stabilizzato su circa 4000 nuovi casi all’anno. E’ possibile stimare che circa 150mila persone in Italia siano sieropositive. Preoccupa il fatto he l’età in cui viene posta la diagnosi sia sempre più alta con una età mediana di 38 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. Questo dato si accompagna alla conferma che la diagnosi viene posta sempre più frequentemente troppo tardi.
La Danimarca sarà la prima nazione che creerà quelle che sono state ribattezzate le cliniche dello stress. Si tratta di strutture sanitarie in cui personale specializzato aiuterà a guarire tutti i soggetti stressati e colpiti da disturbi correlati allo stress, come ansia e attacchi di panico.
In Danimarca è stressata una persona su tre, e per questo a Copenaghen verranno stanziati 1,6 milioni di corone per creare tali centri specializzati. I soggetti ansiosi o che soffrono di patologie dovute allo stress verranno sottoposti a sedute di psicoterapia presso le suddette cliniche dello stress.
La notizia è stata riportata dal vicesindaco di Copenaghen, sottolineando: “I soldi per le cliniche ce li darà il Governo, nell’ambito del nuovo piano sanitario”.
L’ospedale Bambino Gesù realizzerà nel Lazio il primo hospice pediatrico. L’intesa è stata raggiunta tra Regione Lazio e la struttura ospedaliera e ufficializzata in un decreto a firma del presidente Nicola Zingaretti. Il nuovo hospice potrà contare su 10 posti letto e 40 domiciliari. Alla nuova struttura sarà riconosciuta la funzione di Centro di riferimento di cure palliative e terapia del dolore pediatrico e in questo ruolo sarà punto di riferimento clinico, organizzativo, di formazione e ricerca per il funzionamento e sostegno della rete regionale di terapia del dolore e cure palliative pediatriche.

 

 

Aids, bimba americana “guarita” da mix di farmaci.

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

aids_virusNon chiamatelo miracolo. Quello che è successo alla bambina americana positiva al virus HIV, e ora completamente guarita dall’AIDS, è il risultato di uno studio compiuto dallo staff medico del John Hopkins Children’s Center in Mississippi, guidato dalla dottoressa Deborah Persaud.

La bimba è stata curata fin da poche ore dopo la nascita con un mix di tre farmaci antiretrovirali, proseguita fino al compimento dell’anno e mezzo di vita. Questo bombardamento farmacologico sembra aver avuto un completo successo.

Già nel 2007 la comunità scientifica ha presentato il caso di guarigione completa dalla Sindrome da Immunodeficienza Acquisita di un adulto, Timothy Brown, resa possibile da un trapianto di midollo osseo. “Questa bambina è il nostro Timothy Brown – ha spiegato la dottoressa Persaud-. Se riusciamo a riprodurre questo caso, possiamo curare l’Hiv“.

Mai come in questi casi, quindi, la cautela è d’obbligo, proprio perché potrebbe trattarsi di una situazione unica e irripetibile e poi perché vanno valutate le ripercussioni del massiccio impiego di farmaci di tale potenza sullo sviluppo di un organismo giovane. Tuttavia, ogni notizia come questa non può che renderci ottimisti per il futuro.

Di corsa contro l’AIDS a Monza

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

L’Aids è una malattia che colpisce ancora e non può essere considerata un ricordo del passato. Un monito che vale soprattutto per i più giovani, affinché non dimentichino mai la prevenzione. Proprio per sensibilizzare i ragazzi oggi si corre la Aids Running in Music, una corsa podistica non competitiva, con tanto di accompagnamento musicale, organizzata all’Autodromo di Monza. Se la mortalità è diminuita, dunque, ci si ammala ancora e i soggetti a rischio non sono solo tossicodipendenti e omosessuali o persone che frequentano prostitute. L’iniziativa quindi ha lo scopo di fare informazione e raccogliere fondi per la ricerca scientifica. Il ricavato andrà ad ANLAIDS Sezione Lombarda per implementare progetti di prevenzione e di sviluppo di nuove strategie alternative per combattere la diffusione dell’infezione da Hiv.

> Test dell’Hiv senza ricetta

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Un test della saliva che permette di rilevare la sieropositività al virus Hiv, ottenuto senza alcun bisogno di ricetta, da effettuarsi in totale autonomia, con risultati in 20-40 minuti.

E’ questa la grande novità che arriva dagli USA dove il Blood Products Advisory Committee, un gruppo tecnico della Food and Drug Administration, l’agenzia americana per il controllo di farmaci e dispositivi medici, ha raccomandato all’unanimità l’approvazione di questo tipo di esame, già utilizzato nel normale protocollo medico, ma con l’importante innovazione, come anticipato, dell’assenza di ricetta.

Poter effettuare un test per la sieropositività nell’intimità della propria casa, esattamente come un test per la gravidanza, senza dover attendere tempi esagerati e avendo la possibilità di intervenire subito in caso di accertata infezione, o di tirare un sospiro di sollievo quando fosse verificata la negatività, rappresenta un grande passo avanti nella ‘gestione’ di una delle fasi più delicate per un ipotetico paziente, quella della diagnosi.

Naturalmente vanno puntualizzati alcuni aspetti fondamentali della questione. Nel 93% dei casi il dispositivo riesce a individuare una persona effettivamente positiva all’infezione, ma nel 7% etichetta come sane persone che in realtà hanno l’infezione. E’ proprio su questa percentuale di falsi negativi che si sta ulteriormente indagando, visto che si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile.

Ecco che il test fai da te assume una valenza importante dal punto di vista culturale, poiché spinge le persone a monitorare regolarmente il proprio stato di salute, in presenza di comportamenti a rischio, ma non consente di effettuare tutte quelle attività di supporto che educano alla prevenzione dell’infezione e che sono effettuate solo in ambito ospedaliero.

> AIDS e la nuova frontiera delle staminali

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Considerata come una delle malattie più letali di sempre, la Sindrome da Immunodeficenza Acquisita, meglio nota come AIDS, è diventata con il passare del tempo una patologia che si può affrontare e combattere, restituendo al malato dignità e umanità.

Non solo, ma in questi anni sono stati tanti i passi compiuti dalla ricerca scientifica per studiare nuove tecniche in grado di limitare l’infezione da HIV. L’ultima prevede l’impiego delle cellule staminali che, se adeguatamente trattate e modificate, sarebbero in grado di estirpare il virus dall’organismo umano.

La scoperta è stata possibile grazie allo studio realizzato presso la School of Medicine dell’Università della California di Los Angeles ed appena pubblicato su PLoS Pathogens. Il team coordinato dal professor Scott G. Kitchen, ricercatore della UCLA e membro dell’Aids Institute, ha trattato le staminali umani arricchendole geneticamente con un recettore. Inoculate in cavie da laboratorio infettate con HIV, le staminali modificate hanno effettivamente prodotto una risposta immunitaria degna di nota; le cellule in grado di distruggere il virus sono aumentate e inoltre è diminuita la circolazione nel sangue dell’organismo patogeno.

Già qualche tempo fa una ricerca simile aveva dimostrato l’utilità della manipolazione genetica nella cura dell’AIDS; in quel caso ad essere studiati furono i linfociti T citotossici CD8, cellule del sistema immunitario deputate in maniera specifica a contrastare le infezioni e presenti in quantità non sufficiente in un organismo affetto da AIDS. Esse sono state clonate e inserite in staminali in modo da essere moltiplicate. Non resta che la sperimentazione sugli esseri umani per avere risposte definitive a questi studi, di per sé già importanti per individuare la cura per l’AIDS.

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