Impresa e banche – Occhio alle segnalazioni errate in Centrale Rischi!

Un guest post di Patrizio Gatti

Ciao, stamattina ho ricevuto una e-mail dall’amico e lettore del nostro blog Simone, il quale facendo riferimento all’articolo pubblicato a settembre 2010 “Impresa e banche-Anche se sei corretto attenzione alle segnalazioni in centrale rischi! ” , mi dice di essere curioso di sapere come sta procedendo per il piccolo imprenditore che si è trovato in difficoltà per una segnalazione in Centrale Rischi  sbagliata.

Simone continua dicendo che anche lui si è trovato in una storia simile ma dopo lettere abbastanza spiacevoli e varie arrabbiature rischiando anche di fare intevenire gli avvocati è riuscito a fare correggere la segnalazione errata.

Bene … invece il ns. piccolo imprenditore protagonista della storia in questione,

proprio la scorsa settimana mi ha confermato che è riuscito a prendere un prestito personale tramite una finanziaria (naturalmente con costo degli interessi più alti che non quelli bancari) .
Egli mi ha detto che la finanziaria ha visto la segnalazione ma l’ha giudicata meno grave di quanto era stata considerata dalla Banca che non gli diede l’aumento il fido .

Infatti la Banca che non concesse il finanziamento chiamata nell’articolo , per semplicità “BANCA A” ,senza tener conto della comunicazione dell’istituto segnalante dove spiegava ciò che era successo ,  bocciò l’aumento di fido dicendo che nonostante la lettera e il passato con buoni rating dell’imprenditore, vista la Centrale Rischi negativa  , non potevan concedere nessun aumento fido e si doveva aspettare che la segnalazione fosse sparita.

Per l’operatività di routine, il piccolo imprenditore si è rivolto nuovamente alla “Banca A ” chiedendo per curiosità quale fosse il suo rating .
Bene nel mese di ottobre la sua impresa aveva  ancora un rating insufficiente al limite del default, nonostante che è ben dentro il fido concesso . Anzi ora visto il finanziamento ottenuto dalla finanziaria, probabilmente egli azzererà il conto.

Sicuramente dopo, una volta che il fido non sarà più utilizzato , il rating andrà in positivo.

Quando sarà così , e il nostro imprenditore non avrà più bisogno di finanziamento, la banca con tutta probabilità glielo vorrà invece offrire.

Forex di testa, volume 2: La fine dello stop loss

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Era un bel po’ di tempo che non scrivevo di Forex. Allora, siccome nel frattempo ho smanacciato un po’, vi metto a parte delle mie esperienze.

Innanzitutto, lo stop loss. Ovvero, un incricco automatico che chiude la posizione quando perdi più di un tot. Per molti è rassicurante. Per me, ma ripeto è un’impressione personale, si è rivelato una sorta di buco nero.

A livello statistico, mi pare per ora che, per quanto distante lo possiate fissare, c’è sempre una possibilità che venga raggiunto. E infatti lo si raggiunge  più spesso di quanto si arrivi al take profit, ovvero l’accrocco automatico che consente di chiudere la posizione quando sei a più un tot.

Sarà che come vedo verde ho il vizio di chiudere anche se sto guadagando pochissimo, ma magari prendo 0.15 e poi la posizione dopo mi si chiude a -1.75 (che sono i due dollari che avevo messo di stop loss.  Insomma, per coprire una posizione in perdita finisce che ce ne vogliono dieci in positivo. Frustrazione…

Ora, pensa che ti ripensa, arrivo ad una mia conclusione. Dal momento che non so di quanto la posizione potrà andare contraria a come l’ho messa io, l’unica per me rimane giocarsi tutto il capitale disponibile. Tanto più che il sito dove faccio trading permette di fare versamenti istantanei anche di venti euro alla volta perfino con la mia Postepay. Quindi il problema, almeno dal mio punto di vista, non c’è.

PMI:Assunzioni, contributi a fondo perduto ancora disponibili!

Un guest post di Patrizio Gatti

In precedenza abbiamo già parlato di questa agevolazione  per le imprese che rientrano in tale Programma.
Ancora una volta per sensibilizzare le aziende che hanno assunto ed assumeranno personale nei prossimi mesi , l’invito è quello di  non perdere la possibilità di accedere a questa occasione che puoi trovare dettagliatamente nel sito di Italialavoro.it .

I contributi del Programma AR.CO. a sostegno dell’occupazione, sono ancora a disposizione delle piccole e medie imprese.

L ’importo del contributo è fissato in:

· € 5.000,00, al lordo delle eventuali imposte e/o trattenute dovute per legge per l’assunzione di lavoratori con contratto a tempo indeterminato pieno;
· € 3.750,00 al lordo delle eventuali imposte e/o trattenute dovute per legge per l’assunzione di lavoratori con contratto a tempo indeterminato a tempo parziale per almeno 30 ore settimanali;
· € 3.000,00 al lordo delle eventuali imposte e/o trattenute dovute, per legge per l’assunzione di lavoratori con contratto a tempo indeterminato a tempo parziale per almeno 24 ore settimanali;
· € 3.500,00 al lordo delle eventuali imposte e/o trattenute dovute, per legge per l’assunzione di lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante a tempo pieno della durata non inferiore a 36 mesi o, comunque, non inferiore alla durata massima prevista dagli specifici contratti collettivi di categoria, da svolgersi continuativamente ed unicamente presso l’impresa richiedente il contributo.

Sono ammissibili le spese relative esclusivamente alle domande relative ad assunzioni e/o trasformazioni effettuate a partire dalla data di pubblicazione del Programma ( 30/12/2009).

L’importo massimo erogabile per ogni impresa richiedente è fissato in € 25.000,00.

I soggetti interessati dovranno inviare domanda di contributo, entro il 31 marzo 2011, esclusivamente online.

(fonte: www.italialavoro.it)

Basilea 3:Alcune banche superano l’esame:altre dovranno cambiare scenario?

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

Manca poco più di un mese al G20 di Seul e gli istituti di credito stanno procedendo a rafforzare il capitale….

Le banche, chi più chi meno, dovranno rivedere i loro coefficienti patrimoniali ed in alcuni casi intervenire per aumentarli.

Secondo gli analisti la gran parte delle banche italiane superano l’ esame….hanno già capitale sufficiente per rispettare i requisiti di Basilea 3…..rimandate, per ora, solo il Monte dei Paschi e il Banco Popolare ma ci sarà tempo per rimediare.

Ma in che modo?

Soluzioni possibili potrebbero essere o ridurre la distribuzione dei dividendi o chiedere agli azionisti di finanziare aumenti di capitale.

Ma gli azionisti, che hanno già visto calare in modo drastico la redditività per effetto della crisi finanziaria e della recessione, non sembrano ben disposti.
Quindi l’unica leva a disposizione del management sembra essere la compressione dei costi.

Tutti i costi e, in particolare, quelli operativi compreso quello del lavoro…. a ciò si aggiunga l’ aumento dei costi del credito, che prima o poi saranno fatti ricadere sulle piccole e delle medie imprese.

Infatti, mentre le grandi industrie e le grandi società finanziarie avranno la possibilità di rivolgersi al mercato obbligazionario con l’emissione di corporate bond per reperire capitali utili allo sviluppo, per tutte le altre realtà il canale dell’indebitamento bancario sarà una condizione quasi obbligata….le prospettive non sembrano per niente rosee.

( Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-10-18/basilea-parola-ordine-contenere-230800.shtml?uuid=AYZglcbC– articolo del 19/10/2010 )

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

Il Micino la da gratis (la musica)

 Di David Di Luca

Il mercato discografico è un po’ sgarrupato, come del resto molti altri mercati se è per questo. Per i musicisti emergenti era già difficile farsi prendere in considerazione prima, figuriamoci adesso. Quindi che si fa?

Una delle soluzioni possibili è regalare la musica. O, per essere precisi, distribuirla con licenza Common Creative. E’ la via adottata da alcuni, tra loro la Micino Records, che consente di scaricare completamente gratis le canzoni dei propri artisti, a patto, come previsto dal tipo di licenza, di non trarne opere derivate e di non usare le tracce a fini commerciali.

Cosa ci guadagnano gli artisti? Innanzitutto visibilità, sicuramente.  Poi, un bel bottoncino Paypal invita chi gradisce le canzoni a farlo sapere con una bella offertina (insomma, esattamente il funzionamento di questo umile sito, che offre notizie gratis in cambio di sostegno su base volontaria.)

Ho ritenuto importante segnalare questa iniziativa, perchè mi piacciono le persone che non se la menano con la crisi e ne traggono spunto per inventarsi qualcosa di nuovo. Se volate visitare il sito ecco il link: http://www.micinorecords.com/

Ma che voglia di imparare questi parrucchieri di Trieste

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Ma che bel fine settimana in quel di Trieste.

A parte la città, che adoro… quasi quasi mi ci trasferisco (qualcuno mi trova un lavoro?).

Ho passato un fine settimana meraviglioso, passando tra venerdì e domenica in 3 contesti formativi completamente diversi, ma dal quale ho “respirato”, in ognuno dei tre, grande voglia di apprendere.

Oggi ti parlo di domenica 3 ottobre, una giornata completamente passata insieme ai parrucchieri del Consorzio Parrucchieri di Trieste e dell’Anam Trieste.

Avevo in aula una ventina, tra acconciatori giovani e vecchi.

Quasi tutti imprenditori, con la sola eccezione di Giannina, una dipendente, cui mando un bacione per la simpatia e l’attenzione che mi ha dimostrato.

Attenzione e partecipazione che c’è stata dal primo all’ultimo dei partecipanti.

Tutti ansiosi di imparare cose nuove, tutti felici di migliorare la propria comunicazione.

Abbiamo parlato, giocato, sorriso, imparato cose nuove e molto altro.

Ad ognuno dei partecipanti, il mio grazie per l’accoglienza e la gentilezza che mi hanno regalato.

A Feliciano Di Benedetto e Cateria D’Amico, il mio sentito grazie per avermi chiamato per la seconda volta in pochi mesi e, naturalmente, per la perfetta organizzazione .

Per un formatore è il massimo quando in aula ha gente che ha voglia di “mettersi in discussione” e imparare cose nuove.

Mi considero fortunato, ho trovato un gruppo voglioso d’apprendere.

Il mio plauso al gruppo degli acconciatori Triestini che ha partecipato al seminario sulla comunicazione di domenica 3 ottobre.

Sei uno di loro? Lasciami il Tuo commento…

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
“Il Coach delle Donne”

Le false (e le vere) promesse del Network Marketing

Un guest post di Marco Germani, meccanismipersuasione.blogspot.com

Frequentando i Social Network sarà sicuramente capitato anche a voi di imbattervi in qualcuno che, poco dopo avervi chiesto l’amicizia su Facebook o su altra simile piattaforma, vi propone di unirvi alla società di Network Marketing a cui lui stesso è affiliato. Per chi non lo conoscesse, il NM è un sistema di vendita diretta nato negli USA negli anni ’30 e che si è lentamente imposto a livello mondiale come uno dei più efficaci e remunerativi, sia per le aziende che decidono di affidarsi a questo modello di business per distribuire i loro prodotti o servizi, sia per i distributori stessi. Ora, l’attività principale di chi è coinvolto nel NM è proprio quella di espandere la propria organizzazione e presentare la propria proposta a sempre nuove persone, quindi è del tutto plausibile che questa attività venga svolta attraverso il potentissimo strumento dei Social Network. Quello che non va, purtroppo in una grande parte dei casi in cui mi capita di imbattermi è il MODO in cui questa opportunità viene presentata, ovvero l’aspetto della questione che implica la persuasione, oggetto di questo blog.

Un approccio tipico di chi cerca nuovi affiliati nel Network Marketing è usare frasi di questo tipo: “guarda, se ti iscrivi alla mia società, potrai lavorare X ore a settimana e guadagnare Y Euro al mese”, dove X di solito è inferiore a 5 e Y ammonta a qualche migliaio. Ammesso che la persona che fa questa affermazione abbia già raggiunto il livello di cui parla (che è sicuramente possibile dopo un tempo abbastanza lungo di lavoro, ma in questo caso è tutto da verificare !) sarebbe come se qualcuno ti dicesse: “vieni a correre la maratona di New York, dopo che avrai tagliato il traguardo ci rilasseremo in uno splendido roof garden con vista su Manhattan, musica lounge in sottofondo, tutti i drink gratuiti, sarà bellissimo !”.

Ovviamente sta tralasciando il dettaglio che, prima di tagliare il traguardo, ci sono 42 km di corsa da fare, una prova certamente alla portata di chiunque sia in buona salute fisica e decida di farlo, ma che richiede lunghi tempi di preparazione, alte doti di persistenza, abnegazione e spirito di sacrificio, che sicuramente non tutti possiedono. In altre parole, con un uso a mio giudizio poco etico delle tecniche di persuasione, questa persona ti sta presentando l’opportunità del Network Marketing in modo strumentale e ingannevole.

Visto che questo tipo di affermazioni vengono usate frequentemente, evidentemente funzionano e molte persone si uniscono a queste società con l’aspettativa di guadagni facili e poco lavoro. Per poche centinaia di Euro acquistano un kit per diventare distributore e magari, sempre abbagliati dal miraggio di X e Y, si fanno convincere a investire denaro in grosse quantità di stock di prodotto (che generano commissioni per chi li ha fatti entrare e che poi vanno a finire in qualche garage o soffitta, prima di passare direttamente dentro ai pubblici cassonetti). Ben presto, tuttavia, capiscono come stanno realmente le cose: non esistono guadagni facili e ogni Euro che intendono guadagnare con questa attività dovrà essere frutto di un loro preciso e disciplinato sforzo, che richiede persistenza, attitudine positiva e soprattutto molte ore di duro lavoro. La maggior parte di queste persone, abbandona l’attività entro 90 giorni dall’averla iniziata e contestualmente comincia a dire in giro che il Network Marketing (e quella specifica società che lo ha reclutato) è una truffa totale, consigliando ad amici e conoscenti di starne alla larga come la peste.

Ecco perché il Network Marketing oggi è ancora uno dei più bei tesori nascosti del mondo imprenditoriale. Se fatto con una società seria e reputata, con prodotti di comprovato valore e qualità e soprattutto se affrontato con il giusto spirito, quello di una e vera e propria attività professionale (che si può svolgere anche part-time in parallelo con la propria attività principale), nel giusto tempo, può riservare gratificazioni economiche e personali assolutamente impensabili con qualunque altro tipo di attività. Del resto, anche un tipo di Nazareth, 2.000 anni fa, con soli 12 “distributori” iniziali (di cui uno abbandonò subito l’attività), tramite il passaparola, è riuscito a crearsi un’organizzazione mondiale di miliardi di persone che esiste ancora oggi…..

Scherzi a parte, chi utilizza tecniche di persuasione poco etiche per far crescere la sua organizzazione non è destinato al successo duraturo e fa un danno, oltre a se stesso ed alla società con cui collabora, anche all’intera industria del Network Marketing.

(in foto: libro di Zig Ziglar sul Network Marketing di cui consiglio assolutamente la lettura a chi vuole approfondire questo tema e conosce l’inglese, lo potete acquistare qui)

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