Milano, City Angels all’opera per proteggere gli homeless dal freddo

Fonte City Angels

city_stazione1_small Nevica. E i City Angels intensificano l’impegno a favore dei senzatetto. Oltre all’Angel bus, l’autobus dell’Atm, attivo attivo tutte le sere dal lunedì al venerdì, e all’unità mobile operativa il sabato sera e la domenica sera, ci sono le squadre di volontari in basco blu e giubba rossa che circolano per Milano a piedi, in cerca di clochard da aiutare.

Ogni sera i City Angels assistono oltre 300 senzatetto: 200-250 sulla strada e un centinaio tra il dormitorio maschile e Casa Silvana, la casa famiglia femminile. Inoltre sono una novantina le famiglie che si rivolgono regolarmente all’Associazione per avere cibo e vestiti. Per un totale di circa 400 persone assistite.

Con la neve e il freddo aumenta la richiesta. E i City Angels lanciano un appello ai milanesi: Portateci sacchi a pelo, coperte, giacconi pesanti da uomo, maglioni di lana da uomo. E anche berretti di lana, sciarpe e guanti.
“Pensavamo che il materiale raccolto sarebbe bastato per tutto l’inverno, invece in questi giorni ci siamo resi conti che ne abbiamo ancora bisogno” dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels. Il materiale si può portare direttamente alla sede dell’Associazione, in via Teodosio 85, in zona Loreto. Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Il telefono è 0226809435.

MILANO PIU’ INSICURA? NON PER I CRIMINI, MA PER LA CRISI – Milano si è fatta una città più insicura? La nota del Console Usa ha suscitato dibattito sull’argomento. I City Angels, presenti ogni notte sulle strade, smentiscono che la città sia diventata più insicura. “Milano è certamente più sicura oggi di quanto non fosse negli anni Novanta, quando siamo nati; e non abbiamo notato particolari differenze negli ultimi anni – dice Furlan. – Ma c’è un’insicurezza che è cresciuta negli ultimi anni, e ancor più negli ultimi mesi: quella relativa al futuro. La crisi economica ha diffuso povertà e disoccupazione, e con esse paura e insicurezza. Paura di non farcela ad andare avanti, insicurezza riguardo alla possibilità di mantenere se stessi e la propria famiglia. Molte persone disoccupate o precarie vivono nell’incubo di finire sulla strada o in un dormitorio. Ci chiedono un lavoro, raramente riusciamo a offrirglielo”.

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Info David Di Luca
http://w http://faiunpassoavanti.wordpress.com/

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