Film, Gomorra

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com 

Il film è disponibile su Amazon.it

Esce in questi giorni il nuovo film di Matteo Garrone, Reality, l’opera che è valsa al regista capitolino il Gran Prix della Giuria al Festival di Cannes 2012 e che rappresenta il ritorno dietro la macchina da presa a quattro anni da quel grande spaccato della cultura partenopea che è stato Gomorra. Anche in quel caso Cannes premiò l’inventiva di Garrone e il coraggio nel raccontare una storia politica di profonda violenza, tratta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. L’opera, uscita nel maggio del 2008, non fu solamente una delle pellicole più interessanti di quella stagione (assieme a Il Divo di Paolo Sorrentino, premiata nella stessa edizione di Cannes), ma fu anche un grande successo commerciale. Nel primo fine settimana di programmazione incassò infatti oltre un milione e ottocentomila euro, arrivando a oltrepassare una quota finale di oltre dieci milioni di euro. Non è un dato da sottovalutare vista la ‘qualità’ della storia raccontata, che solo apparentemente sembra ‘locale’, ma per le dinamiche profonde finisce per riguardare tutti, attingendo a quell’universalità propria dell’arte. Sono quattro le storie che Garrone, coadiuvato dagli sceneggiatori Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio e Massimo Gaudioso intrecciano nel film; Pasquale è un sarto di grande bravura a cui vengono commissionati stock di vestiti di alta moda dalle grandi griffe. Sfruttato dal suo capo, decide di accettare l’offerta di un imprenditore cinese per guadagnare di più. Don Ciro consegna agli affiliati del Clan Di Lauro la mesata, ossia il risarcimento per un parente morto o in carcere. Questo stipendio non può essere più erogato a Maria, poiché il figlio è passato dalla parte degli scissionisti. Sarà tradita da Totò, il ragazzino che le porta la spesa e che la farà uccidere dai sicari del clan. Poi ci sono Franco (uno straordinario Toni Servillo) e Roberto, ovvero un imprenditore che lavora illegalmente nel settore dello smaltimento dei rifiuti e il suo giovane assistente. In un primo momento felice e orgoglioso per quel lavoro prestigioso, Roberto decide di mollare quando scopre il baratro che si nasconde dietro a quella attività che, attraverso l’occultamento di tonnellate di rifiuti tossici, inquina l’ambiente e provoca malattie mortali. Infine Marco e Ciro, due scugnizzi che tentano di mettersi in proprio svincolandosi dai boss locali, che per tutta risposta li ‘cancelleranno’ senza colpo ferire. Il film tocca delle vette stilistiche altissime (la sequenza iniziale dell’omicidio nel solarium, accompagnato da una straniante canzone neomelodica) e momenti di grande efficacia dal punto di vista drammaturgico (il dialogo tra Servillo e il capofamiglia proprietario del terreno dove Franco scarica i rifiuti, momento degno del più grande Eduardo). Capolavoro.

Info David Di Luca
http://w http://faiunpassoavanti.wordpress.com/

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