> Libri, “Sudditi”, di Nicola Rossi

Fonte Istituto Bruno Leoni 
Il volume è disponibile su Amazon.it

Spentisi gli echi delle celebrazioni del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, è arrivato il momento di domandarsi quale potrebbe essere l’agenda di questo nostro paese nei prossimi cinquant’anni. Che cosa, in altre parole, vorremmo poter festeggiare alla scadenza del prossimo Giubileo di storia unitaria? Il primo punto nell’agenda riguarda il rapporto fra Stato e Cittadino. È qui lo spread più preoccupante fra l’Italia e i suoi principali partner occidentali ed è questo il filo conduttore del libro, forte dei contributi di Silvio Boccalatte, Luigi Ceffalo, Natale D’Amico, Alessandro De Nicola, Franco Debenedetti, Giampaolo Galli, Pietro Ichino, Maria Leddi, Pasquale Medina, Lucia Quaglino, Giorgio Rebuffa, Fabio Scacciavillani, Manuel Seri, Serena Sileoni, Carlo Stagnaro, Marianna Vintiadis ed Enrico Zanetti.

La disparità di trattamento fra Stato e Cittadini permea pressoché ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Si traduce in norme che non oseremmo nemmeno lontanamente immaginare nel rapporto fra privati. Prende la forma di una capillare e continua invadenza nelle vite di tutti noi. Si manifesta sotto l’aspetto di una diffusa e onnipresente arbitrarietà nell’interpretazione e nell’applicazione della legge. Semina dosi massicce di incertezza che rendono impossibile l’ordinato svolgimento di attività economiche. Genera senza sosta le occasioni per una corruzione tanto minuta quanto devastante. Ottunde, fino ad annullarlo, il nostro senso civico. Limita, senza ragione, la nostra libertà.

Il rapporto fra lo Stato e i Cittadini è in Italia un rapporto profondamente distorto e non da oggi. Sudditi è un viaggio in un’Italia in cui lo Stato è rimasto ancora il Sovrano e i Cittadini sono rimasti, appunto, Sudditi. In cui si è perso quello che Cavour chiamava il “senso della libertà”. Per uscire dalla crisi, quella di oggi ma anche quella di ieri, gli italiani devono tornare a essere Cittadini. Leggere Sudditi è un primo passo in questa direzione.

Nicola Rossi, presidente della Fondazione Istituto Bruno Leoni, è attualmente Senatore della Repubblica. È professore ordinario di Economia Politica all’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha pubblicato, per il Mulino, Meno ai padri e più ai figli (1997) e Riformisti per forza. La Sinistra italiana tra il 1996 e il 2006 (2002) e per Laterza, Mediterraneo del Nord. Un’altra idea del Mezzogiorno (2006).

>Chi vuol esser lieto sia

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

 

Sì, va bene impegnarsi per raggiungere gli obiettivi, scalare le montagne a mani nude, battere record e via di questo passo. Ma in definitiva perché facciamo tutto questo? Non per i soldi, non per la gloria. Quelli secondo me sono solo mezzi. Il vero scopo è stare bene con noi stessi, sentirsi soddisfatti. A volte poi capita che raggiunto un obiettivo ci prende la smania di inseguirne un altro, un altro ancora. Il che rende difficile avere dei momenti in cui ci sentiamo soddisfatti.

Ci vengono in aiuto due personaggi: Lorenzo de’ Medici e Francesco d’Assisi. Entrambi ci propongono la “letizia”, ovvero uno stato di buonumore e buona volontà che non dipende dalla situazione in cui ci troviamo, ma da come scegliamo diviverla. Nella Canzone di BaccoLorenzo afferma: chi vuol esser lieto sia. Lì per lì sembra un invito alla gozzoviglia di stampo epicureo, e magari sarà stato anche quello. Ma a noi interessa il concetto per cui anche in un’epoca incasinata come il quattrocento, uno poteva, volendo, rifiutare di farsi prendere dal panico, essere costruttivo e volenteroso.

Non parliamo poi di Francesco. Lorenzo era un Medici, ricco sfondato, in pratica poteva ottenere tutto quello che voleva. Facile esser lieti! Francesco, nato benestante, si era spogliato di tutto volontariamente, per vivere chiedendo la carità, ultimo tra gli ultimi, a imitazione di Gesù. Eppure anche lui dava molta importanza alla letizia, che nel suo caso assumeva la sembianze di una forza di carattere che a momenti poteva sembrare davvero sovrumana. Nei Fioretti si narra di come Francesco, parlando con frate Leone che lo accompagnava, affermasse che la perfetta letizia non nasce dall’ottenere quello che si vuole, ma nell’essere lieti anche nelle peggiori avversità.

Mi sembra un messaggio valido anche oggi. Mi sto rendendo conto che nei momenti in cui le cose “non vanno bene” (non vanno come vorrei) è la letizia che ti salva. Ti fa stare meglio, ti predispone a cogliere quelle occasioni, quelle fiammelle di luce che non potresti neanche vedere se la tua mente fosse concentrata su quello che ti manca.

> Hai lo stesso problema di Lucia?

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiAlcuni anni fa ho incontrato una donna durante uno dei miei seminari sull’autostima. Se non erro si chiamava Lucia e il seminario era a Viareggio, in Toscana.

All’epoca riuscivo ad organizzare un numero maggiore di seminari in giro per l’Italia e Lucia si era fermata sino alla fine: voleva farmi delle domande specifiche sull’autostima, approfondire alcune cose.

Non ho mai avuto problemi a fermarmi con le persone che frequentavano i miei seminari e le mie conferenze e lo faccio anche oggi. Pensa che l’ho fatto anche la scorsa settimana in Versilia, quando ho tenuto una mia conferenza a Strettoia di Pietrasanta e sono rimasto sino a mezzanotte e passa a rispondere alle domande di alcune persone.

Con la passionalità e l’entusiasmo che mi contraddistingue, le ho spiegato che cosa fosse l’autostima e come si alimentasse. Di come anche lei potesse crearla e farla crescere dentro di sé.

Le dissi qualcosa del genere: “Adoro spiegare alle persone come possano alimentare anche da sole la propria autostima, come sia importante e fondamentale avere un’autostima alta. L’autostima è il carburante che permette alle persone di andare avanti nella vita. Far crescere la propria autostima è molto più semplice di quanto tu possa pensare, l’ho scritto e spiegato molto bene in entrambi i miei primi libri, Penso Positivo e Donne In Crisi“.

Poi le ho regalato un report che avevo con me, estratto proprio da Penso Positivo. Anzi, per la precisione il report da cui è nato Penso Positivo.

Mi ha sorriso, ringraziato e prima di andarsene mi ha detto: “Lei ha appena venduto due dei suoi libri. Il suo entusiasmo è contaggioso e se ne ritrovo anche solo la metà nei libri di cui mi ha parlato, sono certa che riuscirò a migliorare la mia autostima”.

Mi salutò e andò via.

Non ho mai più risentito Lucia, sino al giorno in cui ho ricevuto una email molto stringata, su cui c’era scritta questa frase: “I suoi ebook sono dei veri e propri antidepressivi, tutte le donne in difficoltà dovrebbero leggerli. Grazie”. Lucia…

Ad essere sincero, dal 2008 ad oggi (l’anno di pubblicazione di Penso Positivo), ho ricevuto molte email di ringraziamento per aver scritto quel libro e anche Donne in Crisi, ma la formula “antidepressivo”, bhe…

quella mi ha fatto sorridere non poco, perché sino ad allora, nessuno l’aveva ancora utilizzata.

 

>Libri, “L’Islam spiegato ai leghisti”, di Khaled Fouad Allam

Fonte  www.edizpiemme.it

Il volume è disponibile su Ibs.it

Per cogliere la complessità dei fenomeni a volte basta una storia. Leila è nata in Marocco e immigrata in Italia con permesso di soggiorno; tutte le mattine si sveglia alle cinque, lega al collo il suo chador colorato e raggiunge la cooperativa dove lavora; alle prime luci dell’alba, come ogni giorno, farà le pulizie nella sede della Lega Nord di Trento.Può sembrare una missione impossibile quella di spiegare l’islam ai leghisti.

La Lega ha fatto della questione dell’immigrazione un bersaglio privilegiato, presentando il mondo islamico come una sorta di anti-mondo, e giocando di volta in volta su eventi ed elementi specifici: il velo, il rifiuto del crocifisso, il terrorismo, le classi separate, le moschee, la poligamia…

Ci sono contraddizioni irrisolte all’interno della cultura islamica, così come ci sono in seno all’Occidente, e il sociologo Khaled Fouad Allam le affronta con estrema lucidità senza tralasciare le più spinose. Il processo di chiarificazione non può attendere. Dietro l’angolo ci sono le inquietanti derive xenofobe in crescita in tutto il continente europeo, l’assurda paura dell’Eurabia e una strisciante islamofobia che si va diffondendo anche nel nostro Paese. Il futuro non si costruisce sulla paura e l’Italia non deve temere l’islam.

> Diabete, arriva la manipolazione delle cellule cerebrali

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Una nuova tecnica per controllare i livelli di zucchero nel sangue e di conseguenza tenere a bada il diabete arriva dalla manipolazione delle cellule cerebrali preposte alla produzione del glucagone. Gli scienziati della Wake Forest University hanno pubblicato gli esiti della loro ricerca sulla rivista Genetics.

Lo studio è stato condotto su moscerini privati dell’alimentazione. L’insetto, che condivide il 30 per cento dei geni con l’uomo e ha un cervello innervato in modo simile a quello umano, reagiva con un’iperattività legata alla ricerca di cibo, un’attività che a livello ormonale si traduceva nella secrezione dell’enzima AMP-attivato kinase, legato alla produzione dell’ormone adipocinetico (che ha il suo equivalente umano appunto nel glucagone, l’ormone del pancreas che innalza i livelli di zuccheri nel sangue svolgendo una attività opposta a quella dell’insulina).

Inibendo l’azione di questo enzima, veniva così limitato il rilascio di zuccheri. Una scoperta questa che di fatto aprirebbe le porte allo sviluppo di nuove terapie che contrastino il diabete.

> Mani, specchio della salute

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le mani riescono ad essere un indicatore molto preciso dello stato di salute del nostro organismo. Vista la notevole quantità di stress a cui vengono sottoposte, sono la parte del corpo che invecchia prima, mostrando inevitabilmente i segni del tempo:  assottigliamento della cute, macchie e pigmentazioni lasciate dal sole e dal fumo, rugosità al tatto.

Un problema che ha portato alla nascita di una tecnica specifica che le ringiovanisce, la cosiddetta hand rejuvenation. Si tratta di un trattamento con acido ialuronico, sperimentato con successo in Florida, che restituisce tonicità alle mani invecchiate e stanche, scarnificate dalla mancanza di grasso sottocutaneo.

Lo studio, coordinato dal professor Fredric S. Brandt, ha coinvolto una quindicina di persone in media di 60 anni, con inestetismi da moderati a gravi dovuti all’emergenza di vasi, superfici ossee e tendini. Gli inestetismi sono migliorati del 60-70%, con risultati durevoli per 6 mesi circa, mentre solo per un terzo dei pazienti si è reso necessario un ulteriore ritocco.

> I clochard di Milano a pranzo all’Hotel Principe di Savoia. Lunedì 20 gli ultimi al ristorante dei primi

Fonte City Angels, www.cityangels.it

Gli ultimi nell’hotel dei primi, per il pranzo di fine estate. Succederà lunedì 20 agosto, all’hotel cinque stelle lusso Principe di Savoia Dorchester Collection, in piazza Repubblica 17. Per un giorno l’hotel più lussuoso e prestigioso di Milano ospiterà oltre 100 senzatetto, selezionati dai volontari dei City Angels.

“I clochard sono emozionatissimi all’idea di mangiare in un albergo che è off-limits per la maggior parte delle persone, figuriamoci per loro” dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels. Ed Ezio Indiani, direttore generale dell’hotel, afferma: “Sono entusiasta di poter ospitare al Principe di Savoia un evento di così alto profilo umano, mirato ad offrire un giorno indimenticabile a tante persone che si trovano in un momento di difficoltà. Ringrazio i City Angels per averci dato questa grande opportunità.”

Nell’occasione Furlan farà il punto di come sta andando l’estate degli ultimi a Milano. E di come questa estate di crisi sia molto diversa da quelle precedenti. Anche per i clochard e per le fasce deboli della popolazione. Agosto è il mese più difficile per i senzatetto: centri d’accoglienza spesso chiusi, assistenza del volontariato ridotta, difficoltà a reperire abbigliamento adatto. E durante il pranzo i clochard brinderanno alla fine dell’estate.

Il menu sarà all’altezza dell’hotel: penne di Gragnano “Fabbrica della pasta” con salsa di pachino, zucchine e basilico; noce di vitello al forno con timo, caponata di verdura e patata Chateau; bavarese alla vaniglia con coulis di fragole; caffè e biscottini. Niente alcolici, per evitare che qualche senzatetto possa ubriacarsi.

A servire i senzatetto alcuni personaggi noti: l’On. Michela Vittoria Brambilla, ex ministro del Turismo e leader del movimento animalista italiano; Pierfrancesco Maran, assessore comunale ai Trasporti; Ugo Cennamo, direttore del quotidiano Il Giorno; Mons. Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, che porterà la sua benedizione; Narcisa Valencia Soria, console generale dell’Equador; Cesare Cadeo, presentatore televisivo; Dvora Ancona, medico estetico e chirurgo; Daniela Javarone, madrina dei City Angels e presidente degli Amici della lirica; e Giancarlo Giavardi, presidente onorario dei City Angels. Salvatore Ranieri, detto il Cantante della Solidarietà, intratterrà i presenti con la sua musica.

L’appuntamento è per le ore 12 del 20 agosto.

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