> Bugiardi bugiardi, attenti a voi!

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Ci mancava solo questa: dire bugie fa male alla salute. E non solo perché inventare scuse assurde per giustificare un ritardo o ingigantire quanto capitato in giornata rappresenta comunque un piccolo imbarazzo, ma soprattutto perché un atteggiamento infingardo fa letteralmente stare male. Lo dimostra uno studio curato dall’Università Notre Dame nell’Indiana e presentato nel corso dell’ultima conferenza dell’American Psychological Society.

110 sono state le persone coinvolte dai test, con un’età compresa fra i 18 e i 71 anni. La metà dei volontari è stata“obbligata” a confessare la verità per un periodo di 10 settimane, l’altro 50% poteva decidere di volta in volta come comportarsi. Ebbene, ogni volta volta che il tasso delle bugie saliva, la salute dei partecipanti scendeva, quando le bugie scendevano la salute migliorava.

Questo perché il bugiardo cronico obbliga il suo cervello a un lavoro supplementare per sostenere la menzogna, con un aumento conseguente dello stress e un abbassamento della capacità reattiva del sistema immunitario. Ecco che i mal di testa si fanno più frequenti, così come raffreddore e mal di gola.

> L’intelletto in una cellula staminale

Di Francesca Fiorentino. www.enxerio.com

Uno studio internazionale coordinato dall’Istituto californiano Scripps di La Jolla ha individuato le cellule staminali dei neuroni responsabili dell’intelletto. Si tratta di un nuovo tipo di staminali, cellule che ancora si devono specializzare, dalle quali hanno origine i neuroni della corteccia cerebrale coinvolti nelle funzioni cognitive, sede delle funzioni cerebrali superiori, dove l’informazione viene integrata e dove si formano i ricordi e la coscienza.

La corteccia è composta da sei sottili strati fatti da neuroni e cellule della glia. Fino ad ora si pensava che i neuroni della corteccia avessero origine tutti da un unico gruppo di staminali le cellule radiali gliali (Rgc); lo studio dimostra invece che i neuroni hanno già una loro specifica diversità, evidenziando la loro singola peculiarità. Ad esempio gli strati inferiori sono costituiti da neuroni che si connettono al cervello più interno e regolano respirazione e movimento, quelli esterni contengono i neuroni che integrano le informazioni provenienti dai vari sensi e che collegano le due metà del cervello.

E’ questo livello esterno che conferisce agli esseri umani il pensiero astratto la pianificazione del futuro e la capacità di risolvere problemi. Con tutte le cautele del caso, la scoperta potrebbe anticipare la creazione di neuroni di tipo superiore che possano sostituire quelli danneggiati in casi di patologie neurologiche.

> Libri, “Sudditi”, di Nicola Rossi

Fonte Istituto Bruno Leoni 
Il volume è disponibile su Amazon.it

Spentisi gli echi delle celebrazioni del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, è arrivato il momento di domandarsi quale potrebbe essere l’agenda di questo nostro paese nei prossimi cinquant’anni. Che cosa, in altre parole, vorremmo poter festeggiare alla scadenza del prossimo Giubileo di storia unitaria? Il primo punto nell’agenda riguarda il rapporto fra Stato e Cittadino. È qui lo spread più preoccupante fra l’Italia e i suoi principali partner occidentali ed è questo il filo conduttore del libro, forte dei contributi di Silvio Boccalatte, Luigi Ceffalo, Natale D’Amico, Alessandro De Nicola, Franco Debenedetti, Giampaolo Galli, Pietro Ichino, Maria Leddi, Pasquale Medina, Lucia Quaglino, Giorgio Rebuffa, Fabio Scacciavillani, Manuel Seri, Serena Sileoni, Carlo Stagnaro, Marianna Vintiadis ed Enrico Zanetti.

La disparità di trattamento fra Stato e Cittadini permea pressoché ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Si traduce in norme che non oseremmo nemmeno lontanamente immaginare nel rapporto fra privati. Prende la forma di una capillare e continua invadenza nelle vite di tutti noi. Si manifesta sotto l’aspetto di una diffusa e onnipresente arbitrarietà nell’interpretazione e nell’applicazione della legge. Semina dosi massicce di incertezza che rendono impossibile l’ordinato svolgimento di attività economiche. Genera senza sosta le occasioni per una corruzione tanto minuta quanto devastante. Ottunde, fino ad annullarlo, il nostro senso civico. Limita, senza ragione, la nostra libertà.

Il rapporto fra lo Stato e i Cittadini è in Italia un rapporto profondamente distorto e non da oggi. Sudditi è un viaggio in un’Italia in cui lo Stato è rimasto ancora il Sovrano e i Cittadini sono rimasti, appunto, Sudditi. In cui si è perso quello che Cavour chiamava il “senso della libertà”. Per uscire dalla crisi, quella di oggi ma anche quella di ieri, gli italiani devono tornare a essere Cittadini. Leggere Sudditi è un primo passo in questa direzione.

Nicola Rossi, presidente della Fondazione Istituto Bruno Leoni, è attualmente Senatore della Repubblica. È professore ordinario di Economia Politica all’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha pubblicato, per il Mulino, Meno ai padri e più ai figli (1997) e Riformisti per forza. La Sinistra italiana tra il 1996 e il 2006 (2002) e per Laterza, Mediterraneo del Nord. Un’altra idea del Mezzogiorno (2006).

>Chi vuol esser lieto sia

Di David Di Luca, www.enxerio.com/david

 

Sì, va bene impegnarsi per raggiungere gli obiettivi, scalare le montagne a mani nude, battere record e via di questo passo. Ma in definitiva perché facciamo tutto questo? Non per i soldi, non per la gloria. Quelli secondo me sono solo mezzi. Il vero scopo è stare bene con noi stessi, sentirsi soddisfatti. A volte poi capita che raggiunto un obiettivo ci prende la smania di inseguirne un altro, un altro ancora. Il che rende difficile avere dei momenti in cui ci sentiamo soddisfatti.

Ci vengono in aiuto due personaggi: Lorenzo de’ Medici e Francesco d’Assisi. Entrambi ci propongono la “letizia”, ovvero uno stato di buonumore e buona volontà che non dipende dalla situazione in cui ci troviamo, ma da come scegliamo diviverla. Nella Canzone di BaccoLorenzo afferma: chi vuol esser lieto sia. Lì per lì sembra un invito alla gozzoviglia di stampo epicureo, e magari sarà stato anche quello. Ma a noi interessa il concetto per cui anche in un’epoca incasinata come il quattrocento, uno poteva, volendo, rifiutare di farsi prendere dal panico, essere costruttivo e volenteroso.

Non parliamo poi di Francesco. Lorenzo era un Medici, ricco sfondato, in pratica poteva ottenere tutto quello che voleva. Facile esser lieti! Francesco, nato benestante, si era spogliato di tutto volontariamente, per vivere chiedendo la carità, ultimo tra gli ultimi, a imitazione di Gesù. Eppure anche lui dava molta importanza alla letizia, che nel suo caso assumeva la sembianze di una forza di carattere che a momenti poteva sembrare davvero sovrumana. Nei Fioretti si narra di come Francesco, parlando con frate Leone che lo accompagnava, affermasse che la perfetta letizia non nasce dall’ottenere quello che si vuole, ma nell’essere lieti anche nelle peggiori avversità.

Mi sembra un messaggio valido anche oggi. Mi sto rendendo conto che nei momenti in cui le cose “non vanno bene” (non vanno come vorrei) è la letizia che ti salva. Ti fa stare meglio, ti predispone a cogliere quelle occasioni, quelle fiammelle di luce che non potresti neanche vedere se la tua mente fosse concentrata su quello che ti manca.

> Hai lo stesso problema di Lucia?

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiAlcuni anni fa ho incontrato una donna durante uno dei miei seminari sull’autostima. Se non erro si chiamava Lucia e il seminario era a Viareggio, in Toscana.

All’epoca riuscivo ad organizzare un numero maggiore di seminari in giro per l’Italia e Lucia si era fermata sino alla fine: voleva farmi delle domande specifiche sull’autostima, approfondire alcune cose.

Non ho mai avuto problemi a fermarmi con le persone che frequentavano i miei seminari e le mie conferenze e lo faccio anche oggi. Pensa che l’ho fatto anche la scorsa settimana in Versilia, quando ho tenuto una mia conferenza a Strettoia di Pietrasanta e sono rimasto sino a mezzanotte e passa a rispondere alle domande di alcune persone.

Con la passionalità e l’entusiasmo che mi contraddistingue, le ho spiegato che cosa fosse l’autostima e come si alimentasse. Di come anche lei potesse crearla e farla crescere dentro di sé.

Le dissi qualcosa del genere: “Adoro spiegare alle persone come possano alimentare anche da sole la propria autostima, come sia importante e fondamentale avere un’autostima alta. L’autostima è il carburante che permette alle persone di andare avanti nella vita. Far crescere la propria autostima è molto più semplice di quanto tu possa pensare, l’ho scritto e spiegato molto bene in entrambi i miei primi libri, Penso Positivo e Donne In Crisi“.

Poi le ho regalato un report che avevo con me, estratto proprio da Penso Positivo. Anzi, per la precisione il report da cui è nato Penso Positivo.

Mi ha sorriso, ringraziato e prima di andarsene mi ha detto: “Lei ha appena venduto due dei suoi libri. Il suo entusiasmo è contaggioso e se ne ritrovo anche solo la metà nei libri di cui mi ha parlato, sono certa che riuscirò a migliorare la mia autostima”.

Mi salutò e andò via.

Non ho mai più risentito Lucia, sino al giorno in cui ho ricevuto una email molto stringata, su cui c’era scritta questa frase: “I suoi ebook sono dei veri e propri antidepressivi, tutte le donne in difficoltà dovrebbero leggerli. Grazie”. Lucia…

Ad essere sincero, dal 2008 ad oggi (l’anno di pubblicazione di Penso Positivo), ho ricevuto molte email di ringraziamento per aver scritto quel libro e anche Donne in Crisi, ma la formula “antidepressivo”, bhe…

quella mi ha fatto sorridere non poco, perché sino ad allora, nessuno l’aveva ancora utilizzata.

 

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