> Classi separate, gli esperti dicono no

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Dividere le classi per sesso, in modo da permettere agli insegnanti di svolgere al meglio il loro lavoro. E’ il dibattito su cui si sta discutendo in questi giorni negli Stati Uniti. Il Dipartimento per l’educazione ha stabilito nel 2006 che le scuole pubbliche possano adottare la politica della separazione dei sessi, ma questa teoria trova un gran numero di detrattori, come testimonia l’articolo recentemente pubblicato su Science.

Quella che contestano i fondatori dell’American Council for CoEducational Schooling, associazione no profit che si batte per mantenere il sistema misto, è l’idea di una presunta diversità fra il cervello dei bambini e quello delle bambine, una diversità che implicherebbe metodologie di insegnamento differenti. I geni (maschili o femminili) concorrono a determinare differenze, ma non bastano a giustificare la separazione fra i sessi a scuola.

Secondo l’articolo di Science quelli che sostengono la superiorità del metodo educativo basato sulla separazione delle classi in base al sesso trascurano due aspetti importanti e cioè che le classi separate vanno per la maggiore nelle scuole private, istituti, frequentati dai rampolli delle upper class, che operano già una scrematura all’origine, con test di ingresso molto selettivi; gli studenti che frequentano classi separate in queste scuole avranno successo negli studi per la loro posizione sociale.

Non solo ma la separazione dei sessi aumenta gli stereotipi sull’altro sesso, legittimando gli atteggiamenti discriminatori, “la collaborazione fra i sessi andrebbe invece incentivata e favorita, fin dall’infanzia”, si legge nell’articolo.

> Tacchi, stress e il mal di testa femminile è servito

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Chi penserebbe mai che un mal di testa possa essere provocato dai tacchi alti? Sono invece insospettabili le cause dell’emicrania nelle donne che hanno raggiunto i 40 anni. Tra queste lo stress, il ciclo mestruale e la scorretta postura che provoca tensioni dei muscoli di testa e collo. Anche gli odori hanno una rilevanza in questa ‘mappa’, stilata dalla Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), che ha presentato i dati di uno studio realizzato dal Centro Cefalee dell’università di Padova su mille pazienti.

Andiamo con ordine: è lo stress la prima causa di mal di testa femminile, soprattutto quando la cefalea è di tipo tensivo. Poi arrivano la privazione di sonno e il ciclo mestruale e nel 10% dei casi dito puntato contro i profumi molto dolci o quelli di aglio, cipolle, noce moscata e spezie. A scatenare la cefalea ci sono anche i cambiamenti repentini della pressione atmosferica, vento, caldo o freddo estremi.

E anche l’alimentazione ha il suo ruolo: saltare i pasti o esagerare col cibo può far scoppiare il mal di testa, per le oscillazioni della glicemia.

> Una straordinaria storia di posizionamento di marketing

Un guest post di Giancarlo Fornei, www.giancarlofornei.com

Foto di Giancarlo ForneiQuella che ti  racconto in questo post, è una straordinaria storia di posizionamento di marketing: diventare il dottore dei cinesi a Prato.

L’idea vincente è di Pietro Ticci, un giovane medico che ha scelto di lavorare a Prato, in Toscana.

Quella che  segue è l’intervista che il giornalista de La Nazione, Stefano Cecchi, ha pubblicato domenica 9 ottobre 2011.

Ti consiglio di leggerla con molta attenzione,  perché contiene dei suggerimenti di marketing e, in particolar modo, di
posizionamento, molto interessanti.

Quello che per molti poteva essere considerato un  problema (coesistere con i cinesi), Ticci lo ha fatto diventare un punto di
forza.

I miei complimenti a Pietro Ticci: pur facendo il medico di mestiere, ha dimostrato di conoscere il marketing meglio di molti imprenditori che conosco io.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale,
Scrittore & mental Coach
“Il Coach delle Donne”

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Un’infermiera interprete per il medico che cura mille asiatici
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L’idea vincente di Pietro  Ticci: “Il problema è convincerli a non usare medicinali fatti in  casa”.

Quando arrivò a Prato sei  anni fa ebbe l’idea fulminante: diventare medico dei cinesi.

Detto fatto, in breve ha conquistato millecento mutuati, tutti rigorasamente con gli occhi a  mandorla.
Ha aperto l’ambulatorio  nel cuore di Chinatown ed ha rotto il tabù (che in verità tanti suoi colleghi avevano cominciato ad infrangere dagli anni Novanta), per cui i cinesi fanno tutto da soli.

Compreso curarsi.

Lui è Pietro Ticci, e non potrebbe lavorare senza la segretaria-infermiera-interprete dall’italianissimo nome di Cristina, grazie alla quale fra medico e pazienti si è smesso di comunicare a gesti (con tutti i rischi del caso) per passare alla parola.

La novità è passata di bocca in bocca nella comunità cinese e presto Ticci ha raggiunto il tetto dei pazienti.

Tutti volevano quel medico con cui ci si poteva capire facilmente.

E magari rivolgendosi a lui hanno ridotto l’autarchia in campo sanitario che ancora stenta ad esser rimossa del tutto: di norma i cinesi si curano da soli, con ambulatori spesso improvvisati che si rivelano autentiche cliniche dell’orrore.

Con Ticci invece, si viaggia nei binari della legalità.

“Il problema – rivela il medico – è convincerli al fatto che non posso accettare medicinali cinesi usati non di rado anche per gli aborti clandestini”.

Con Ticci e i molti suoi colleghi con pazienti cinesi si fa un passo avanti verso l’integrazione.

Al resto pensa l’Asl con interpreti, traduttori e mediatori culturali.

Ma resta il dottor Ticci, il preferito dai cinesi. Grazie anche all’affabilità e al sorriso di Cristina.

Fonte notizia: La
Nazione
domenica 9 ottobre 2011

> I pericoli dell’inquinamento

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Tempi duri per la qualità dell’aria. Che le nostre città fossero avvolte da una spessa nube di smog lo sapevamo, ma quest’anno l’inquinamento si è manifestato con una maggiore velocità e soprattutto con una nuova varietà di polveri e agenti inquinanti. Già alla fine di settembre le centraline milanesi hanno fatto registrare un aumento considerevole dei livelli di attenzione, mentre nello stesso periodo Torino ha conquistato il poco invidiabile primato di città più inquinata d’Italia.

Dati poco confortanti quindi in previsione di una stagione invernale che normalmente si presenta difficile in termini di inquinamento, visto che le nostre città sono prese d’assalto dalle macchine e dai motorini. Sono stati i ricercatori dello studio TOSCA, organizzato dall’equipe del centro Polaris-Università Milano Bicocca, a mettere a fuoco le differenze fra le polveri estive e quelle invernali, dando ampio risalto ad una situazione che rischia di diventare insostenibile nei prossimi mesi.

L’equipe universitaria ha valutato le concentrazioni e la composizione del PM 10 nelle diverse stagioni, analizzando gli effetti sulla salute dei picchi di inquinamento.

Ad esempio in estate le polveri sono più ricche di batteri che fanno riacutizzare le malattie respiratorie, mentre in inverno le polveri derivano dal traffico e dai riscaldamenti. Come difendersi da questi assalti allora?

Quando è possibile, bambini e anziani dovrebbero evitare di uscire nelle ore di punta, e i bambini che ancora non camminano andrebbero portati a spasso nello zaino o nel marsupio, e non nel passeggino. Patiti del fitness, poi, evitate di correre e fare sport all’aria aperta con il bel tempo. Meglio mettersi al lavoro quando ha smesso di piovere, cioè quando l’atmosfera è stata ripulita.

Anche in casa bisogna mantenere alta l’attenzione. Se si usano condizionatori e umidificatori si devono sostituire periodicamente i filtri, mentre in cucina bisogna evitare quei tipi di cottura, come la frittura, che inquinano l’ambiente.

> Tumore al seno, in prevenzione e analisi enorme divario Nord-Sud

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

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La prevenzione è ancora l’arma principale per combattere il tumore al seno, ma l’Italia non offre le stesse possibilità a tutte le pazienti. Spesso e (mal)volentieri, fare una mammografia si rivela un’esperienza difficile al Sud, dove 6 donne su 10 non possono sottoporsi a questo test fondamentale. Cifre poco confortanti anche per quanto riguarda altri esami diagnostici come il pap test o lo screening mammario. Al Nord invece si registrano tassi di accesso agli esami di screening femminili anche oltre il 70%.

L’esempio più virtuoso è quello di Bolzano, con una percentuale del 70,9% di donne oltre i 40 anni che si sottopongono a mammografia. Le regioni del Sud presentano invece valori sotto la media nazionale, con i tassi più bassi per la mammografia registrati in Campania (36%), Calabria (36,1%) e Sicilia (36,9%). Uniche eccezioni, il Molise, l’Abruzzo e la Basilicata. Scarsa invece la partecipazione giovanile ai pap test su tutto il territorio nazionale, analisi che si rivela importante per prevenire il tumore alla cervice uterina. E resta forte il divario Nord-Sud, con tutte le regioni meridionali sotto la media nazionale.

> Influenza, niente panico

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

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Tosse, mal di gola e raffreddore. Complice una situazione meteorologica per nulla stabile, con repentini passaggi dalle alte alle basse temperature, sono sempre di più gli italiani che almeno una volta ogni anno, in particolare in questo periodo, si ammalano di influenza e di infezioni alle vie respiratorie.

Secondo i dati diffusi dal un sondaggio commissionato dall’Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione), oltre la metà dei nostri connazionali dichiara di soffrire di mal di gola (52%), febbre (44%), dolori muscolari (32% ), tosse (25%), mal di testa (25%) e congestione delle vie aeree (23%). Il 35 % degli intervistati inoltre dichiara di automedicarsi e uno su quattro non ritiene efficace la vaccinazione per prevenire l’influenza.

Ma si tratta sempre di influenza o di qualcosa che le somiglia molto? Per riconoscerla basta tenere a mente questi tre piccoli indizi: la vera influenza si manifesta con febbre superiore ai 38° C, con almeno un disturbo respiratorio, accompagnato da dolori articolari o muscolari. Quest’anno ci attendiamo tre tipi di virus influenzali – il già noto H1N1 ora declassato a stagionale, l’H3N2 e il B/Brisbane – ma la stagione influenzale dovrebbe essere di entità media, con una previsione di 2-4 milioni di casi.

Se gli italiani si dimostrano restii alla vaccinazione, va detto che il vaccino è un’assicurazione contro le complicanze dell’influenza. Così come attenersi ad una serie di regole igieniche importantissime, come evitare gli sbalzi di temperatura, lavarsi le mani spesso, evitare luoghi particolarmente affollati (bus, metro, cinema), coprire la bocca in caso di tosse e raffreddore per evitare di trasmettere i virus agli altri.

> La menopausa non fa più paura

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

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Una volta veniva considerato un traguardo triste nella vita di una donna, oggi la menopausa non fa più paura. E lo dimostrano i dati relativi all’utilizzo di farmaci ormonali, in nettissimo calo negli ultimi dieci anni. Le italiane non considerano questa fase biologica come una malattia e non sentono la necessità di prendere pillole o integratori vari: se nel 2000 la percentuale di ultracinquantenni che nel Belpaese ricorrevano agli ormoni era intorno al 7%, negli ultimi anni la quota è calata ulteriormente, dalle 30 dosi giornaliere di farmaco ogni mille abitanti nel periodo 2000-2002, alle 15 del 2010.

Naturalmente non esiste una regola unica applicabile per tutte. In certi casi, infatti, l’utilizzo degli ormoni è necessario, mentre in altri è totalmente superfluo. L’importante è che la cura non vada fatta a scopo preventivo o per altri motivi che non siano legati ai disturbi della menopausa, ad esempio per rimanere giovani e prevenire i malanni che compaiono con l’età, dall’infarto all’ictus.

Alla terapia sostitutiva si può ricorrere quando la menopausa è precoce o i disturbi sono così impegnativi da compromettere la qualità di vita della donna. Una volta sospesa la cura, le vampate torneranno esattamente come prima e spariranno spontaneamente dopo un tempo variabile.

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