Quel peso sullo stomaco…

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

In gergo tecnico si chiama dispepsia, ma dietro a questa parola difficile si nasconde uno dei malanni più comuni, la cattiva digestione. Un italiano su cinque non riesce a digerire il pranzo; il pasto si “ferma” nello stomaco, provocando quella brutta sensazione di pesantezza e bruciore.

E’ difficile trovare dei farmaci che aiutino a sopportare la cosiddetta sindrome post prandiale, un disagio strettamente connesso alla vita che viviamo. In una società in cui obesità e stress vanno di pari passo, la pausa pranzo è diventata un’incombenza da consumare velocemente.

La velocità crea stress e di conseguenza una certa iperesensibilità gastrica, la cosidetta acidità. In caso di obesità, poi, i chili in più pesano sugli sfinteri, impedendo il corretto svuotamento dello stomaco. Ciò che emerge nettamente, però, è che esiste una forte correlazione tra cervello e stomaco.

Secondo una recente analisi dell’Università di Bologna disoccupazione e divorzi sono associati alla cattiva digestione, una patologia maggiormente frequente tra le donne, più sensibili a causa di una maggiore presenza di recettori nervosi nello stomaco. Colpiti anche gli anziani che producono meno saliva e meno bile e quindi digeriscono con difficoltà.

Ma come essere sicuri di avere davvero dei problemi gastrici? Anzitutto bisogna compiere delle analisi specifiche per verificare la presenza di Helicobacter Pylori e accertarsi di non essere affetti da celiachia. Quindi è consigliata la misurazione del PH gastrico e un’eventuale endoscopia per esaminare la condizione dei tessuti.

Certificata l’assenza di patologie serie, basterà seguire poche e semplici regole per digerire meglio: come evitare cibi elaborati e non esagerare a tavola soprattutto alla sera, fare pasti regolari, masticare con cura il cibo, limitare gli alimenti acidi.

Info David Di Luca
http://w http://faiunpassoavanti.wordpress.com/

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