I sei principi della persuasione – Parte 2

Un guest post di Marco Germani, http://meccanismipersuasione.blogspot.com/

Proseguiamo il post della scorsa settimana con gli ultimi tre principi della persuasione:

Principio n.4: COERENZA

Definizione: E’ molto più probabile che qualcuno accetti una nostra richiesta o raccomandazione, quando ha già accettato o accolto in modo favorevole delle richieste di minore entità relative allo stesso soggetto.

Come possiamo servircene: Possiamo portare l’altro nella nostra direzione a piccoli passi, facendolo impegnare su azioni o affermazioni all’apparenza innocue, che però ci spianano la strada per richiedergli un impegno maggiore. Se ad esempio vogliamo convincere un amico a venire al cinema con noi ma crediamo non ne abbia voglia, gli possiamo chiedere inizialmente se gli piace andare al cinema, se crede che vedere i film sul grande schermo sia più eccitate che vederli in tv e altre domande, la cui sua risposta positiva, lo metterà nella condizione favorevole di accettare il nostro invito quando lo formuliamo.
Come possiamo difendercene: Capire in anticipo se qualche nostra affermazione o azione ci sta portando in una direzione che non desideriamo, non avere paura di sembrare contraddittori o incoerenti se non diamo seguito ad un nostro comportamento iniziale quando ci viene richiesto un impegno maggiore.

Esempio: Molti supermercati creano dei sistemi di raccolta punti a bollini per spingerci a fare la spesa sempre nello stesso posto e raccogliere i bollini, dato che abbiamo iniziato e vogliamo completare. Spesso i premi in palio sono di poco valore e, senza questo vincolo, potremmo valutare più serenamente dove è più conveniente per noi fare la spesa.

Principio n.5: CONSENSO

Definizione: Quando un numero sufficientemente grande di persone oppure un numero esiguo di persone molto simili a noi intraprende un determinato comportamento, avremo la naturale tendenza a imitarli, pur senza effettuare una nostra analisi personale in merito.

Come possiamo servircene: Se vogliamo sostenere una tesi o un’opinione che riteniamo giusta, possiamo identificare altre persone, di valore o note, che sostengono la stessa opinione e citarle come referenza. Possiamo citare statistiche che dimostrano che un gran numero di persone la pensa come noi. Inoltre, possiamo mostrare al nostro intelocutore che persone simili a lui o con le sue stesse esigenze, hanno seguito la stessa raccomandazione o acquistato lo stesso prodotto.
Come possiamo difendercene: Non assumere per buona nessuna statistica riportata da un venditore, se non si può verificare. Non farci ingannare da quello che fa la massa, guardiamo piuttosto ai loro risultati: se moltissimi mangiano da Mc Donald regolarmente e sono grassi, non vuol dire che lo dobbiamo fare anche noi.
Esempio: Molte pubblicità si basano sul principio del consenso: giocando sulle quantità di persone che apprezzerebbero il prodotto (“La cucina più amata dagli Italiani”) o sulla loro qualità: (“Piace alla gente che piace”). In nessuno di questi casi ci sono riscontri numerici verificabili per provare la veridictà di queste affermazioni.

Principio n.6: SIMPATIA

Definizione: Avremo la tendenza a seguire i consigli e le raccomandazioni e, in generale, a essere maggiormente influenzati da coloro e che ci piacciono e per cui proviamo affinità e simpatia.
Come possiamo servircene: Lavorare sul nostro aspetto esteriore, la nostra forma fisica, curare il nostro abbigliamento, parlare in modo corretto, contribuiscono a renderci più gradevoli agli altri, che saranno più disposti ad ascoltare i nostri consigli e le nostre raccomandazioni. Cercare punti di interesse comune con l’altra persona, sempre però in modo etico e mai strumentale o falso.
Come possiamo difendercene: Cercare sempre di distinguere la persona dalla raccomandazione, se la persona ci è particolarmente simpatica o ha molte affinità con noi, non vuol dire che ogni sua raccomandazione o suggerimento sia adatto a noi, dobbiamo sempre fare un’analisi oggettiva di quello che ci sta proponendo.
Esempio: La pubblicità di una nota marca di caffè si è basata per anni sugli sketch di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, due personaggi indubbiamente simpatici anche se probabilmente non esperti di caffè o le persone più indicate a consigliarci quale sia il miglior prodotto da scegliere. La loro simpatia, bastava per convincere milioni di persone ad acquistare quel prodotto.

Vuoi approfondire il tema della persuasione ?
http://www.ebookpersuasione.altervista.org/

I City Angels premiano i campioni di solidarietà

Fonte: City Angels

E’ giunto alla decima edizione il premio “Il Campione”, nato da un’idea di Mario Furlan, fondatore dei City Angels. E’ un riconoscimento rivolto a chi si è reso protagonista di azioni solidali e ha lanciato messaggi etici importanti migliorando il proprio ambiente lavorativo e sociale. Dieci “campioni”, per altrettante categorie, più un “campioncino” per la sezione giovani sono stati scelti e premiati da una giuria composta dai direttori di 15 testate giornalistiche nazionali.

L’evento, organizzato dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch con la sponsorizzazione di Bayer per il sociale, è condotto dal presentatore Cesare Cadeo e gode dei patrocini di Comune e Provincia di Milano e della Regione Lombardia. Presenti alla cerimonia, a rappresentare le Istituzioni, il sindaco di Milano Letizia Moratti, gli assessori comunali Mariolina Moioli (Servizi sociali), Giampaolo Landi di Chiavenna (Salute) e Andrea Mascaretti (Periferie); il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei; l’assessore provinciale alla Sicurezza Stefano Bolognini; e l’assessore regionale a Cinema e spettacolo, Massimo Zanello.

Ci sarà inoltre un Comitato d’onore composto da personaggi vicini ai City Angels: tra questi i due testimonial dell’Associazione, il comico Gabriele Cirilli e il cantautore Alberto Fortis; Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana; il cabarettista Andrea Baccan detto Pucci; il cantante Den Harrow; l’attore Francesco Lombardi detto Ghibli; la grafologa Candida Livatino; la madrina dei City Angels, Daniela Javarone; e il Presidente onorario, Giancarlo Giavardi.
La cerimonia di premiazione si svolgerà martedì 25 gennaio alle 9,30 a Palazzo Marino, nella Sala degli Orologi.

Per maggiori informazioni:
www.premioilcampione.it
Claudio Bonato Addetto Stampa
mєdiawatch – osservatorio giornalistico
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www.mediawatch.itufficiostampa@mediawatch.it
Tel. 02-45.50.64.73 – Fax. 02-93.65.09.23

Elettrochemioterapia contro i tumori del colon

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La ricerca contro il cancro continua a fare passi da gigante e patologie che una volta avevano esito nefasto, possono essere curate, senza ulteriormente gravare sulle condizioni fisiche del paziente. Ultima scoperta nell’ambito della lotta ai tumori del colon e del retto è l’elettrochemioterapia, una tecnica attualmente in fase di sperimentazione che sta dando ottimi risultati. Si tratta dell’evoluzione di un’operazione già applicata con successo nelle neoplasie della pelle non operabili.

La scoperta è tutta irlandese. Sono stati i medici del Cork Cancer Research Center ad annunciare la creazione di un dispositivo endoscopico in grado di trasportare i farmaci chemioterapici direttamente sui tessuti malati dell’intestino, senza aggredire quelli sani. Tutto ciò è reso possibile dalla cosiddetta elettroporazione, quel meccanismo che spinge una cellula a cambiare la sua membrana in presenza di un campo elettrico. Così facendo le sostanze curative possono penetrare in profondità e molto più velocemente. In questo modo si può utilizzare una dose minore di farmaco, a tutto vantaggio del paziente, soprattutto di quelli che non sono più in grado di reggere le cure tradizionali.

Ci vorrà ancora del tempo per introdurre l’elettrochemioterapia tra gli interventi standard, certo è che rappresenta un ulteriore aiuto nella lotta contro il cancro.

Il bilancio di sostenibilità – anche efficace strumento di comunicazione!

Un guest post di Patrizio Gatti, www.planconsulting.it/blog

E’ “ di moda” il bilancio di sostenibilità

In azienda ogni giorno bisogna prendere decisioni, valutare e riflettere attentamente sulle diverse possibilità…..in tali circostanze si danno per scontati l’ adozione di comportamenti responsabili e i principi fondamentali di sostenibilità …..purtroppo non è sempre così!

Oggi vorrei parlare del Bilancio di sostenibilità quale efficace strumento di comunicazione che consente di valutare le prestazioni globali di un’ impresa non solo in termini economici, come siamo abituati a fare, ma anche prendendo in considerazione le problematiche sociali ed ambientali derivanti dalle sue azioni.

Il Bilancio di Sostenibilità è un rendiconto particolare che nasce con l’intenzione di condividere l’ attività svolta dall’ azienda all’ esterno in maniera chiara e trasparente, senza trascurare l’impegno in favore del contesto in cui si opera.

L’ azienda si fa dunque carico di una triplice responsabilità: economica, ambientale e sociale.

Grandi gruppi, come ENEL, ENI,TIM, già da diverso tempo hanno adottato il bilancio di sostenibilità integrando la redazione del bilancio economico di esercizio con valutazioni di tipo ambientale e sociale traendone importanti benefici soprattutto in termini di immagine aziendale.
Il Bilancio di Sostenibilità infatti è un efficace strumento di comunicazione che consente di migliorare l’immagine dell’impresa poiché rende noto il suo impegno nel perseguire uno sviluppo economico durevole in equilibrio con le esigenze di protezione ambientale e di promozione sociale.

A livello regionale, prime fra tutte la Regione Toscana, si sta cercando di promuovere ed incentivare la responsabilità sociale anche tra le PMI.

A queste imprese, oltre ad i vantaggi che già di per se comporta il bilancio di sostenibilità, verranno attribuiti punteggi premiali nell’ accesso a contributi ed incentivi….diventa quindi sempre più importante l’ immagine che l’ azienda presenta di se all’ esterno….nasce un nuovo modo di fare impresa dove la regola principale è il rispetto dei tre pilastri della sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Zuppe alleate per la dieta

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

La bilancia è impietosa? Continua a segnare quei due chili in più che proprio vi appesantiscono? E’ arrivato il momento di prendere in mano la situazione e per rimettersi in forma dopo gli stravizi delle feste non c’è niente di meglio di una buona zuppa o di una minestra di verdure. La “scoperta” è stata pubblicata dal Journal of the American Dietetic Association che ha fatto suo uno studio condotto su un centinaio di giapponesi.

Il loro Indice di Massa Corporea (quello che stabilisce massa grassa e massa magra del corpo) era inversamente proporzionale al numero di zuppe assunte, in poche più zuppe mangiavano e più restavano in linea, con ottimi risultati sulla circonferenza vita e sui fianchi.

La zuppa si dimostra dunque un alimento prezioso per le sue qualità nutritive e il ridottissimo apporto calorico (si risparmiano in media il 20% delle calorie); un piatto di minestra, magari con legumi e verdura e poca pasta o riso (30/40 g) e poco condimento, dà un senso di sazietà perché aumenta la produzione di colecistochina, l’ormone intestinale prodotto dopo un pasto, che controlla l’appetito.

Teniamone conto, dunque, anche in queste giornate fredde, piacevolmente allietate dal tepore di una minestra.

Stress da lavoro, ne soffre un italiano su quattro

Di Francesca Fiorentino, www.enxerio.com

Audio (YouTube)

Più di un lavoratore italiano su quattro soffre di stress da lavoro. Il dato è stato recentemente diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Cosa sia esattamente questa “patologia” del tutto particolare, legata a doppio filo a ritmi lavorativi pressanti e soprattutto, crediamo, dal terrore di perdere il “posto” (sottoponendosi quindi a sforzi ulteriori pur di non rimanere disoccupati) lo spiegano le linee guida emanate dal Ministero del Lavoro, che indicano come attuare il Testo unico per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.

Dall’inizio del 2011, infatti, ogni datore di lavoro è obbligato a misurare lo stress dei suoi dipendenti e ad impegnarsi a ridurlo o eliminarlo del tutto qualora questo comporti grossi rischi di salute per gli impiegati. Facciamo qualche esempio di “stress da lavoro”: orari troppo rigidi, eccessiva “quantità” di lavoro, lo scarso riconoscimento delle competenze professionali, e il conseguente demansionamento, impossibilità a lamentarsi. Possiamo aggiungere anche i continui attriti o conflitti tra colleghi e la presenza di un capo che maltratta i sottoposti.

Naturalmente, non è detto che in presenza di uguali condizioni di stress tutti reagiscano alla stessa maniera. Alcuni lavoratori hanno una soglia di tolleranza più alta. Ad essere monitorati dunque sono i lavoratori esposti a rischio dello stesso tipo (turnisti o impiegato che compiono le stesse mansioni) a cui viene chiesto di compilare in forma anonima questionari e interviste sull’argomento. La domanda che ci si pone è se davvero le aziende terranno conto di questo invito o se invece lasceranno correre forti della propria posizione.

La risposta arriverà tra due anni, lasso di tempo in cui l’attuazione della normativa sarà monitorata dalla Commissione istitutita dal Dicastero.

La cresta dell’onda, rimanere in piedi in tempi di “crisi”

Di David Di Luca, www.enxerio.com

Steve Jobs, in una celebre conferenza, lo ha detto sicuramente meglio di quanto potrei fare io: occorre sempre e comunque continuare ad imparare, a fare esperienze. Ad esempio, il buon Steve cita la studio della calligrafia. E che c’entra con i computer? C’entra, perchè averla studiata gli ha consentito di rendere più gradevoli le schermate del Mac. E quindi vedi che tutto torna?

E’ una questione su cui rifletto spesso, negli ultimi tempi, specie da quando ho lasciato un posto fisso per rituffarmi nel mare del lavoro più o meno autonomo. Alla fine, anche il posto fisso di cui sopra come l’avevo ottenuto? Grazie alle esperienze che avevo fatto negli anni precedenti. Aver lavorato per anni in radio mi aveva consentito di saper gestire la diretta, e questo mi aveva consentito di trovare un’azienda disposta ad assumermi come praticante, e di qui ho potuto diventare giornalista professionista.

Poi, l’evoluzione sia dell’azienda che mia personale hanno portato a un nuovo cambio di orizzonti. ma le esperienze sia professionali che umane non potranno che essere la base per un nuovo ciclo, rappresentato tra l’altro da questo stesso blog.

Difficoltà? Naturalmente ce ne sono. Non è mia abitudine parlarne, ma in questo caso lo faccio a mo’ di incoraggiamento: se state trovando delle complicazioni, sappiate che è normale, e che ci saranno sempre.

Però… se uno fa quello per cui ha passione, e si sforza un minimo di capire come guadagnarci, ecco che le difficoltà diventano sfide, ed è piacevole  affrontare le sfide. Perchè le sfide si affrontano accumulando nuove esperienze. E le esperienze ci rendono inevitabilmente più forti, a condizione che cerchiamo di imparare da esse, e non ci limitiamo a lamentarci.

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