Delitto sulla scogliera – Cap III

Mentre faceva il proprio ingresso nel palazzo della Procura, Coen valutò se era il caso di fare a piedi i due piani di scale. Lo scopo era duplice. Innanzitutto, si trattava di un modo come un altro per fare attività fisica. E poi, porca di quella miseria, per un verso o per un altro doveva pur togliersela prima o poi questa beata paura delle scale. Va bene, aveva subito ‘sto accidenti di trauma quella volta che c’era stato il terremoto. Ma era accaduto ventidue anni prima, e sarebbe stata anche l’ora di sbarazzarsene.

Per dirimere la questione si tenne una sorta di consiglio di amministrazione interno. Certo, le paure devono essere sfidate, però… ecco, ripensandoci Coen si vedeva preso dall’idea fissa di quello che avrebbe potuto accadere se fosse caduto, o lo avesse colto un coccolone mentre saliva… Si ritrovò nell’ascensore senza sapere come diamine ci fosse arrivato.

 Le scrivanie nell’ufficio segreteria erano come sempre stracariche di faldoni.Coen, da bravo studioso di tecniche di management, aveva pensato più volte che sarebbe stato molto interessante studiare il funzionamento della macchina giudiziaria.

Mentre ci ragionava su, dalle pile di documenti emerse una signora ormai prossima alla cinquantina, ma che ciò nonostante somigliava parecchio alla fata Campanellino, nel suo saltare di qua e di là. Francamente, dava una sensazione molto simile al mal di mare.

“E dunque, eccolo qua il nostro Mario. Eh? Eh? Guardi, guardi che bella cosina che le abbiamo preparato. Ci sono una ventina di pagine da tradurre in tedesco. Sa? Sempre per quell’affare di quella ragazza che hanno ammazzato sulla scogliera… poverina, ventun’anni appena.”

“Eggià, proprio una brutta storia.”

Tra stilare il verbale di conferimento incarico e un minimo di conversazione, se ne andò una decina di minuti, forse anche un quarto d’ora. Poi Coen, portando il suo bravo plico sottobraccio, prese le scale e scese a piedi senza provare il benchè minimo sbandamento. Anzi, si sarebbe reso conto del fattaccio un bel po’ più tardi, quella sera, ormai nel dormiveglia che precede il sonno.

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Info David Di Luca
http://w http://faiunpassoavanti.wordpress.com/

3 Responses to Delitto sulla scogliera – Cap III

  1. davidone1967 says:

    Ho ricevuto via email questo commento:

    ciao davide,
    nn mi conosci. ho letto per caso il tuo racconto “Delitto sulla scogliera”
    sono positivamente sconvolto di esserci finito dentro 🙂
    ma come t’è venuta l’idea di questo nome e cognome, sono curioso

    ciao
    buona fortuna come scrittore
    Mario Coen

    Ed ecco la mia risposta:

    Ma ti chiami pure tu Mario Coen????? E poi, i personaggi che mi bussano alla porta… Mamma mia, peggio di Pirandello 🙂

    Comunque: Mario è il nome di diverse persone che mi sono state molto vicine nel corso del tempo. Per quanto riguarda Coen, si tratta di un cognome ebraico. Più avanti nel romanzo, nei capitoli che devo ancora scrivere,può essere che questo tratto abbia la sua importanza… Grazie per gli auguri e per la sopportazione nel leggere le mie cose 🙂 le metto apposta lì per vedere come reagiscono i lettori…

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