You scrive nu poco to me in tua lingua

Buffo che tu abbia citato scrittori non “madrelingua” prchè proprio stamattia stavo pensando alla letteratura “Post-coloniale” e al successo che scrittori quali Rushdie hanno… ora e qui spero non parta il linciaggio… non amo tantissimo Rushdie, secondo me è un pochino sopravvalutato, ma sicuramente ha un ottimo “potenziale” che però la troppa pubblicità forse non gli ha fatto ben sviluppare. Invece adoro Anita Desai, anche lei non madrelingua i cui racconti sembrano “vibrare dai colori”… leggendoli in inglese è persino possiblie cogliere un errore o due di grammatica… piccolezze che potrebbero essere state addirittura errori aggiunti, senza volerlo, dai correttori di bozze… ma che non tolgono nulla alla bellezza delle sue pagine.
 

Riporto così come sta questo commento di Godot, perchè mi sembra molto calzante. Secondo me il punto quando si scrive non è “scrivere bene” nel senso di utilizzare una lingua corretta. Quello va bene per il temino a scuola. In particolare quando scrivo racconti posso anche uscire dal canonico e usare espressioni che magari nella lingua standard neanche esistono, ma che ciononostante si capiscono e hanno una loro forza espressiva. Certo non lo facevo quando scrivevo sulla cronaca cittadina della “Nazione”, ma nei racconti, se mi viene da essere un po’ “sperimentale” non mi tiro indietro. E anzi diciamo che molto del diletto sta proprio lì.

Stimoli culturali

C’è stato un tempo in cui avevo seriamente pensato di lasciar perdere la scrittura. Da bravo nativo della Vergine, quindi perfezionista ad oltranza, mi ero messo in testa che non aveva senso scrivere se non potevo creare degli ottimi libri. Mi sentivo anche un po’ “schiacciato” quando leggevo le biografie dei grandi “colleghi”, e mi rendevo conto che questi avevano letto, visto e sentito molto più di me. Insomma, pensavo che se uno prima non si fa una cultura mostruosa, fosse indegno di mettere penna su carta.

Per fortuna poi ho cambiato idea. Certo, rimango sempre dell’opinione che leggere vedere e sentire il più possibile sia una buona idea. Però c’è anche un altro aspetto da considerare: che lo scrivere (come del resto ogni altro tipo di arte) serve “anche” a stimolarci come individui. Al di là del risultato che possiamo conseguire, e al di là anche di una vera e propria “carriera” artistica, cioè la prospettiva di campare con quello che scriviamo disegnamo dipingiamo etc. etc. etc. Insomma, credo l’impiegato comunale o il fruttivendolo che per diletto scrivono poesie sghembe o dipingono croste immonde o strimpellano la pianola facciano benissimo, e si differenzino notevolmente da chi spegne il cervello e si dissolve nel televisore o nello sballettamento del fine settimana. Non so voi…

I big five della personalità

Un guest post di Giancarlo Fornei, tratto dal suo blog “Acculturarsi”

Sapevi che la Tua personalità può essere definita in base ad una griglia di parametri standard?

Negli anni settanta, due team di ricercatori diretti da Paul Costa e Robert McCrae, dei National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, insieme a Warren Norman, dell’Università del Michigan, e a Lewis Goldberg, dell’Università dell’Oregon, hanno scoperto che la maggior parte dei caratteri della personalità di un individuo può essere definita semplicemente per mezzo di cinque parametri, chiamati “Big Five”.

Dalle domande fatte a migliaia di persone sono emersi questi cinque fattori statisticamente completi:

ENERGIA
Il fattore più ampio dei big five misura l’allegria, lo spirito di iniziativa e il piacere nella comunicazione. Chi riporta alti valori in questo fattore è socievole, affabile e sa imporsi. Viceceversa, le persone con valori bassi, sono introverse, riservate e succubi dell’autorità.

APERTURA MENTALE
Gli individui con un alto valore in questo fattore amano tutto ciò che è nuovo e sono di solito creativi. Nella parte bassa della scala si trovano invece coloro che pensano in maniera piuttosto convenzionale, amano la routine e hanno un marcato senso del “giusto” e dello “sbagliato”.

AMICALITA’
Questo fattore si riferisce al rapporto con gli altri. Alti valori indicano una natura amichevole, solidale e cordiale. Al contrario gli individui timidi, diffidenti ed egocentrici ottengono valori più bassi.

COSCIENZIOSITA’
Questo parametro misura il grado di organizzazione. Gli individui con alti valori sono motivati, disciplinati e affidabili. Nella parte bassa della scala si trovano invece gli individui difficili e facilmente soggetti alle distrazioni.

STABILITA’ EMOTIVA
Questo fattore riguarda lo stato d’animo: gli individui con valori alti sono timorosi, inibiti, lunatici e poco sicuri di sé. Al contrario, chi si trova nella parte bassa della scala, è tranquillo, fiducioso e soddisfatto.

Ti sei identificato in uno o più dei cinque fattori? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

PS 1.
La notizia è tratta da Mente & Cervello di Ottobre 2008. A pag. 38 trovi un bellissimo articolo sulla personalità di Nikolas Westerhoff.

La citazione: Norman Vincent Peale

C’è della vera e propria magia nell’entusiasmo. E’ ciò che fa la differenza tra mediocrità e risultato. 
Norman Vincent Peale

Norman Vincent Peale è uno dei più grandi e più citati autori motivazionali americani, e probabilmente il vero fondatore del “pensiero positivo”.  Pastore e predicatore protestante, collaborò con lo psichiatra Smiley Blanton, che supportava dal punto di vista religioso. Per 54 anni condusse alla radio un talk show dal titolo The Art of Living (L’arte di vivere) e fondò la rivista Guideposts.  Il suo libro più conosciuto è The Power of Positive Thinking.

Di seguito, alcuni libri di N.V. Peale disponibili in italiano:

Volere è potere

Il Pensiero Positivo

Puoi se vuoi

Il Pensiero Positivo oggi

Come Vivere in Positivo

Come acquistare Fiducia e avere Successo

Book Parade del 20/11/2008

Come ogni giovedì pubblico la classifica dei libri più venduti sui siti dei nostri due partner, Il Giardino dei Libri e Internet Bookshop Italia. Vi ricordo che acquistare su questi siti seguendo il nostro link è uno dei due modi di sostenere il nostro sito se vi è stato utile. L’altro è acquistare una copia cartacea del libro “La strategia della Cipolla”.

Il Giardino dei Libri

1. The Secret Rhonda Byrne

2. Chi ha spostato il mio formaggio? Spencer Johnson

3. Aumenta il tuo Qi Finanziario  Robert Kiyosaki

Leggi la top 100

Ibs

1. L’età del dubbio di Andrea Camilleri

2. Brisingr di Christopher Paolini

3. Il gioco dell’Angelo di Carlos Ruiz Zafon

Vedi la classifica completa

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