I big five della personalità

Un guest post di Giancarlo Fornei, tratto dal suo blog “Acculturarsi”

Sapevi che la Tua personalità può essere definita in base ad una griglia di parametri standard?

Negli anni settanta, due team di ricercatori diretti da Paul Costa e Robert McCrae, dei National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, insieme a Warren Norman, dell’Università del Michigan, e a Lewis Goldberg, dell’Università dell’Oregon, hanno scoperto che la maggior parte dei caratteri della personalità di un individuo può essere definita semplicemente per mezzo di cinque parametri, chiamati “Big Five”.

Dalle domande fatte a migliaia di persone sono emersi questi cinque fattori statisticamente completi:

ENERGIA
Il fattore più ampio dei big five misura l’allegria, lo spirito di iniziativa e il piacere nella comunicazione. Chi riporta alti valori in questo fattore è socievole, affabile e sa imporsi. Viceceversa, le persone con valori bassi, sono introverse, riservate e succubi dell’autorità.

APERTURA MENTALE
Gli individui con un alto valore in questo fattore amano tutto ciò che è nuovo e sono di solito creativi. Nella parte bassa della scala si trovano invece coloro che pensano in maniera piuttosto convenzionale, amano la routine e hanno un marcato senso del “giusto” e dello “sbagliato”.

AMICALITA’
Questo fattore si riferisce al rapporto con gli altri. Alti valori indicano una natura amichevole, solidale e cordiale. Al contrario gli individui timidi, diffidenti ed egocentrici ottengono valori più bassi.

COSCIENZIOSITA’
Questo parametro misura il grado di organizzazione. Gli individui con alti valori sono motivati, disciplinati e affidabili. Nella parte bassa della scala si trovano invece gli individui difficili e facilmente soggetti alle distrazioni.

STABILITA’ EMOTIVA
Questo fattore riguarda lo stato d’animo: gli individui con valori alti sono timorosi, inibiti, lunatici e poco sicuri di sé. Al contrario, chi si trova nella parte bassa della scala, è tranquillo, fiducioso e soddisfatto.

Ti sei identificato in uno o più dei cinque fattori? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

PS 1.
La notizia è tratta da Mente & Cervello di Ottobre 2008. A pag. 38 trovi un bellissimo articolo sulla personalità di Nikolas Westerhoff.

La citazione: Norman Vincent Peale

C’è della vera e propria magia nell’entusiasmo. E’ ciò che fa la differenza tra mediocrità e risultato. 
Norman Vincent Peale

Norman Vincent Peale è uno dei più grandi e più citati autori motivazionali americani, e probabilmente il vero fondatore del “pensiero positivo”.  Pastore e predicatore protestante, collaborò con lo psichiatra Smiley Blanton, che supportava dal punto di vista religioso. Per 54 anni condusse alla radio un talk show dal titolo The Art of Living (L’arte di vivere) e fondò la rivista Guideposts.  Il suo libro più conosciuto è The Power of Positive Thinking.

Di seguito, alcuni libri di N.V. Peale disponibili in italiano:

Volere è potere

Il Pensiero Positivo

Puoi se vuoi

Il Pensiero Positivo oggi

Come Vivere in Positivo

Come acquistare Fiducia e avere Successo

Book Parade del 20/11/2008

Come ogni giovedì pubblico la classifica dei libri più venduti sui siti dei nostri due partner, Il Giardino dei Libri e Internet Bookshop Italia. Vi ricordo che acquistare su questi siti seguendo il nostro link è uno dei due modi di sostenere il nostro sito se vi è stato utile. L’altro è acquistare una copia cartacea del libro “La strategia della Cipolla”.

Il Giardino dei Libri

1. The Secret Rhonda Byrne

2. Chi ha spostato il mio formaggio? Spencer Johnson

3. Aumenta il tuo Qi Finanziario  Robert Kiyosaki

Leggi la top 100

Ibs

1. L’età del dubbio di Andrea Camilleri

2. Brisingr di Christopher Paolini

3. Il gioco dell’Angelo di Carlos Ruiz Zafon

Vedi la classifica completa

Mlm: come distinguerlo dalle piramidi

Una delle domande che mi sento fare quando propongo l’attività multilivello è: ma si tratta di una piramide? Per la verità è una domanda sempre meno frequente, perchè dell’argomento si parla sempre di più sui mezzi di informazione, e c’è sicuramente più chiarezza che in passato. Poi, anche in Italia è stata varata una legge in materia (Legge 17 Agosto 2005, n 173) , per cui si può fare riferimento a delle certezze giuridiche.

Ma anche senza arrivare a tanto, penso che volendo si possa fare una distinzione abbastanza semplice fra Mlm e piramide. Nel primo ci sono dei prodotti che circolano, nella seconda no. Nel Multi Level Marketing il guadagno deriva dalla vendita di prodotti. Nella piramide si guadagna per il semplice fatto di introdurre persone. Nel Mlm è importante la soddisfazione del cliente, perchè altrimenti non si creano acquisti ripetuti, e quindi non c’è rendita. Nella piramide il lavoro è quello di introdurre più persone possibile, e in genere non si sviluppa qualcosa che possa essere realmente definito un’organizzazione, nè tantomeno qualcosa di simile a una clientela.

Quindi, se alla base del business ci sono dei prodotti che possibilmente abbiano un valore per chi li compra, allora siamo in presenza di un’attività seria. I risultati poi dipenderanno dal vostro impegno. Se invece i prodotti non hanno quel granchè di valore, o non ne hanno del tutto, oppure si viene remunerati solo per reclutare persone, allora siamo di fronte a una piramide.

Quasi perfetto

Che crediate o meno nell’astrologia. è un dato di fatto che sono della Vergine e sono un maledetto perfezionista. Possiedo però anche una forte componente Scorpione, il che mi porta anche ad essere disordinato. Ecco quindi il caso di una convivenza piuttosto incasinata.

Oggidì, poi, la perfezione sembre essere il cardine di ogni civiltà, perlomeno di quella occidentale. Impera in ogni cosa la necessità della massima precisione. Ci fate caso che non diciamo “vediamoci alle sette e mezza”, ma “vediamoci alle diciannove e trentacinque?” Le riunioni non vengono fissate nel tardo pomeriggio, ma “alle 17.30”.

Nel lavoro ci viene richiesto spesso di essere veloci ma anche precisi, cioè perfetti. In società biogna essere tirati a lucido e senza un capello fuori posto, cioè perfetti. La relazione con il partner deve essere sempre quella del primo giorno, senza mai uno screzio. Quindi perfetta.

La cosa buffa di tutta questa corsa alla perfezione è che non solo non ci rende felici ma ci porta alla nevrosi. Anche perchè l’essere umano non è perfetto. E’ perfettibile, migliorabile, flessibile, adattabile e tutti i -bile che volete, Ma non può essere perfetto.

Quindi, chi pretende la perfezione nelle cose è probabilmente qualcuno che soffrirà in eterno, e probabilmente farà soffrire anche chi lo circonda. Ancora più buffo è il fatto che per aumentare la nostra quota di felicità basterebbe accontentarsi di essere quasi perfetti. Cioè, fare ogni giorno un piccolo sforzo x migliorarsi. ma non con l’idea che un giorno il mondo sarà perfetto. Lo faremo semplicemente perchè ci dà soddisfazione aver fatto qualcosa meglio di ieri, aqnche se non in modo perfetto. Così, trasmetteremo a noi stessi e agli altri il messaggio che il mondo è meno complicato di quanto sembri a prima vista.

Il Reiki nella vita quotidiana

Un guest post di Fabiana Del Torto

Miei cari ricercatori,

ben trovati. Con oggi inizieremo insieme questo viaggio alla scoperta del Reiki. Condivideremo i molti aspetti di questo grande dono. Un tesoro che si può godere nella ricchezza della vita quotidiana, nella nostra professione, nelle relazioni con i genitori, con i figli, con tutti i compagni che ci siamo scelti in questo percorso di vita.

Reiki è un’Energia di Amore Universale che non si può definire o stringere in canoni misurabili, non si può “congelare” o trattenere, ma dinamicamente cambia e muta come cambiamo e mutiamo noi nella nostra vita. Reiki quindi è un compagno di vita meraviglioso che ci dona nuove visioni, intuizioni e consapevolezze, che ci arricchiscono costantemente.

Le promesse della società scientifica ed industriale per un mondo migliore, si sono rivelate una grande illusione, addirittura un inganno poiché in modo assennato e consapevole possiamo toccare con mano che: è vero che si è allungata l’esistenza dellfuomo, che si è ridotta la mortalità etc. etc. ma è altrettanto vero che abbiamo perso il valore della vita. Non basta più definirci economicamente, professionalmente, socialmente o culturalmente, nel profondo del nostro Essere manca qualcosa, manca la capacità di aprirsi al Sacro, di essere consapevoli di noi stessi e del nostro destino, di sentirci responsabili in prima persona della nostra vita. Tutto ciò apre poi la sensibilità e lo sviluppo dell’empatia e della comprensione verso tutti gli altri esseri umani.

Percepiamo quindi la necessità di incamminarci verso una crescita personale e spirituale.

Reiki non ci da risposte ai nostri tanti PERCHE’, ma ci insegna a porci in viaggio attraverso l’esperienza di vita, ci guida a cogliere la verità che è in continuo movimento e che può essere conosciuta attraverso l’esperienza che ci arriva, non può essere conosciuta altrimenti con la sola razionalità. Reiki ci insegna a porci le domande.

La sua energia potenzia le qualità naturali che l’uomo ha come bagaglio spirituale quali: l’Amore, la Compassione, il Coraggio, la Fiducia, la Fratellanza… allo scopo di far guarire fisicamente, mentalmente e spiritualmente per raggiungere la realizzazione del proprio Sé superiore, affinché si compia il disegno che la nostra Anima ha concepito per noi in questa vita.

Si attingerà a questa Energia Vitale che ci circonda, a questa forza di Amore Universale per lasciarci alle spalle odio, paura, rancore, invidia, pigrizia, egoismi e attaccamenti. Certamente non sarà una scoperta interiore e spirituale priva di sorprese: emergeranno infatti luci ed ombre della nostra personalità, inquietudini e serenità, ma se manterremo il coraggio e la chiarezza verso la volontà di scandagliare la nostra vera “STRADA” arriveremo al raggiungimento della guarigione sbloccando disarmonie energetiche, emozioni sopite e mai espresse e quant’altro.

Reiki ci aiuta ad ampliare i nostri orizzonti, ci dona una grande responsabilità con la capacità di dare sollievo alle proprie sofferenze e a quelle altrui. Ci costringe a vedere le potenzialità dell’Essere Umano, perché non esistono uomini speciali o uomini senza qualità, ma ci insegna che la grandezza, la dignità, la sacralità è insita in ciascuno di noi, nella nostra natura.

 “Il paradiso sarà con voi

se saprete essere completamente

liberi dalla paura”

 

Jiddu Krishnamunrti

 

E’ tempo di entrare un po’ più nello specifico:

il Reiki fu riscoperto verso la metà del XIX secolo dal monaco cristiano nato in Giappone MIKAO USUI e diffuso in Occidente dalla Maestra HAWAYO TAKATA. Da allora, di Maestro in Maestro, questa preziosa e semplice pratica di guarigione è arrivata fino a noi, ma di questo vorrei parlarvi nel nostro prossimo incontro.

Continua…

La sfera d’influenza

Uno dei libri che per me sono stati fondamentali nello studio dello sviluppo personale è I sette pilastri del successo di Stephen Covey. O meglio, quello era il suo titolo all’epoca in cui lo lessi per la prima volta. La nuova traduzione si intitola Le Sette Regole per Avere Successo, secondo me più aderente al titolo originale che è The seven habits of highly effective people.  Ma naturalmente il contenuto è quello.

Riassumere il testo di Covey è impossibile. Come per tutti i libri validi, ogni volta che lo rileggi ci trovi qualcosa di nuovo. Qui in questo post, in particolare, vorrei parlare del concetto di “sfera di influenza”. 

Credo che anche senza aver letto Covey, l’idea sia abbastanza intuitiva. La sfera di influenza rappresenta tutto su cui possiamo, appunto, influire. Uno degli inviti che Covey fa nel suo libro è appunto quello a lavorare sulla sfera d’influenza e ampliarla sempre di più. Caso pratico: se il vostro lavoro vi sta sullo stomaco, sarà ben difficile che cambi da solo. Qui abbiamo una sfera d’influenza ridotta a zero o quasi. La nostra convinzione è che non possiamo farci nulla. E voi capite che, finchè manteniamo quella convinzione, è probabile che non potremo far nulla davvero. 
Covey invece ci sfida ad ampliare la sfera d’influenza. Possiamo trovare degli aspetti gratificanti nel nostro lavoro, per quanto nascosti e microscopici essi siano? Possiamo imparare qualcosa di nuovo che potrebbe essere utile per un eventuale avanzamento di carriera? O trovare un’occupazione che ci “somigli” di più? Possiamo migliorare il modo in cui ci rapportiamo con i colleghi? Possiamo coltivare una passione, un hobby, che ci dia quella gratificazione che non troviamo nel nostro0 lavoro?

Lo stesso vale in ogni altro ambito della vita. Di questi tempi per esempio (2008) è abbastanza diffusa la preoccupazione per l’economia. La ‘cfrisi economica’ (le virgolette sono volute) è qualcosa che si subisce e basta, oppure possiamo prendere il controllo del nostro denaro, magari cominciando a fare attenzione a quanto e come spendiamo, invece di farci prendere dal “panico da crack”? Il nostro atteggiamento di fronte alle situazioni fa sempre la differenza. Più si allarga la nostra sfera d’influenza, più frecce insomma abbiamo al nostro arco, più alta è la qualità della nostra vita. 

 

 

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